Arriva l'estate, è tempo di vacanza e come mi capita in questo periodo pubblico un post sulla Vita di Bordo, basato sugli appunti accumulati durante l'anno. Questa puntata è dedicata all'ospitalità di bordo. L'elenco delle puntate si torva in un box dedicato sulla colonna di destra.
In barca a vela, quando si è ospiti, ci si comporta esattamente come in una abitazione: l'armatore e sua moglie o viceversa, sono da considerarsi i padroni di casa.
Il consiglio che spesso "offro" è quello di presentarsi con un bagaglio minimo: una sacca morbida, che potrà essere stivata ovunque (vedi questa puntata sul bagaglio)
Due paia di scarpe sono sufficienti, uno da barca solo per il ponte (anche se i veri marinai vi costringeranno ai piedi nudi, ignari del fatto che le fratture delle dita dei piedi sono il trauma più diffuso sulle imbarcazioni da diporto) e un paio per scendere a terra.
Sassolini, sporco e catrame non sono amati da nessun comandante! Mai si sale sul ponte con i tacchi o con accessori di cuoio, e mai ci si deve sdraiare al sole unti di olio come delle sardine, per evitare che la coperta si tramuti in una pista di pattinaggio.
Mai (anche se capita sempre!!) dovrete chiedere un cambiamento di rotta o una sosta non prevista dalla navigazione: solo il comandante è l'unico che può decidere.
Se siete esperti di cucina offritevi di cucinare un buon piatto alla sera, evitando cibi complicati, di lunga cottura o... digestione.Si dovrebbero osservare i compiti, i turni, le disposizioni del comandante, e uso il condizionale. Diciamo che il comandante dovrebbe essere (ed il secondo condizionale è d'obbligo) in grado di sapere ciò che è giusto per la barca, e quindi deve essere ascoltato; se ritenete di essere più bravi di lui e più esperti non c'é problema: sbarcate ed acquistate una barca vostra. Come ho fatto io, a forza di andare sulle barche degli altri!
In barca a vela, quando si è ospiti, ci si comporta esattamente come in una abitazione: l'armatore e sua moglie o viceversa, sono da considerarsi i padroni di casa.
Due paia di scarpe sono sufficienti, uno da barca solo per il ponte (anche se i veri marinai vi costringeranno ai piedi nudi, ignari del fatto che le fratture delle dita dei piedi sono il trauma più diffuso sulle imbarcazioni da diporto) e un paio per scendere a terra.
Sassolini, sporco e catrame non sono amati da nessun comandante! Mai si sale sul ponte con i tacchi o con accessori di cuoio, e mai ci si deve sdraiare al sole unti di olio come delle sardine, per evitare che la coperta si tramuti in una pista di pattinaggio.
Mai (anche se capita sempre!!) dovrete chiedere un cambiamento di rotta o una sosta non prevista dalla navigazione: solo il comandante è l'unico che può decidere.
Se siete esperti di cucina offritevi di cucinare un buon piatto alla sera, evitando cibi complicati, di lunga cottura o... digestione.Si dovrebbero osservare i compiti, i turni, le disposizioni del comandante, e uso il condizionale. Diciamo che il comandante dovrebbe essere (ed il secondo condizionale è d'obbligo) in grado di sapere ciò che è giusto per la barca, e quindi deve essere ascoltato; se ritenete di essere più bravi di lui e più esperti non c'é problema: sbarcate ed acquistate una barca vostra. Come ho fatto io, a forza di andare sulle barche degli altri!
Uno sforzo per mantenersi sereni e reprimere le facili insofferenze verso i compagni di viaggio è necessario quando si naviga per parecchi giorni su una imbarcazione di spazio ridotto a costante contatto (vi consiglio la lettura anche della prima puntata).
Evitare di inquinare, e quindi anche ridurre al minimo l'accumulo di materiale da eliminare. Non sempre si avranno a disposizione dei cassonetti dei rifiuti e per diversi giorni si potrebbe essere costretti a convivere con i propri rifiuti. Particolarmente dannosi plastica, lattine e detersivi. Avere l'accuratezza di eliminare gli involucri di plastica e cartone dei prodotti acquistati, prima dello stivaggio in barca: si produrrà meno spazzatura e si risparmierà spazio utile.
Spesso è in agguato il terribile "mal di mare". E' antipatico scherzare con chi ne soffre e molto fastidioso è cercare il compatimento degli altri (ecco la puntata dedicata al mal di mare).Le risorse a bordo sono limitate, in special modo l’acqua e l'energia elettrica, non vanno sprecate!
A bordo di SEA AMOR scoprirete che mentre vi insaponate le mani non c’è motivo di lasciare l’acqua aperta, che per sciacquare l’acqua del mare dal corpo ne basta pochissima (scordatevi le docce di casa), che la luce accesa nella cabina vuota non serve a nessuno e così via…
Probabilmente tornando a casa vi accorgerete di quante risorse sprechiamo normalmente.
Evitare di inquinare, e quindi anche ridurre al minimo l'accumulo di materiale da eliminare. Non sempre si avranno a disposizione dei cassonetti dei rifiuti e per diversi giorni si potrebbe essere costretti a convivere con i propri rifiuti. Particolarmente dannosi plastica, lattine e detersivi. Avere l'accuratezza di eliminare gli involucri di plastica e cartone dei prodotti acquistati, prima dello stivaggio in barca: si produrrà meno spazzatura e si risparmierà spazio utile.
Spesso è in agguato il terribile "mal di mare". E' antipatico scherzare con chi ne soffre e molto fastidioso è cercare il compatimento degli altri (ecco la puntata dedicata al mal di mare).Le risorse a bordo sono limitate, in special modo l’acqua e l'energia elettrica, non vanno sprecate!
A bordo di SEA AMOR scoprirete che mentre vi insaponate le mani non c’è motivo di lasciare l’acqua aperta, che per sciacquare l’acqua del mare dal corpo ne basta pochissima (scordatevi le docce di casa), che la luce accesa nella cabina vuota non serve a nessuno e così via…
Probabilmente tornando a casa vi accorgerete di quante risorse sprechiamo normalmente.
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