Visualizzazione post con etichetta Vita di bordo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vita di bordo. Mostra tutti i post

venerdì 11 luglio 2014

La vita di Bordo: L'ospitalità di bordo - 7^ Puntata

Arriva l'estate, è tempo di vacanza e come mi capita in questo periodo pubblico un post sulla Vita di Bordo, basato sugli appunti accumulati durante l'anno. Questa puntata è dedicata all'ospitalità di bordo. L'elenco delle puntate si torva in un box dedicato sulla colonna di destra.
In barca a vela, quando si è ospiti, ci si comporta esattamente come in una abitazione: l'armatore e sua moglie o viceversa, sono da considerarsi i padroni di casa.
Il consiglio che spesso "offro" è quello di presentarsi con un bagaglio minimo: una sacca morbida, che potrà essere stivata ovunque (vedi questa puntata sul bagaglio)
Due paia di scarpe sono sufficienti, uno da barca solo per il ponte (anche se i veri marinai vi costringeranno ai piedi nudi, ignari del fatto che le fratture delle dita dei piedi sono il trauma più diffuso sulle imbarcazioni da diporto) e un paio per scendere a terra.
Sassolini, sporco e catrame non sono amati da nessun comandante! Mai si sale sul ponte con i tacchi o con accessori di cuoio, e mai ci si deve sdraiare al sole unti di olio come delle sardine, per evitare che la coperta si tramuti in una pista di pattinaggio.
Mai (anche se capita sempre!!) dovrete chiedere un cambiamento di rotta o una sosta non prevista dalla navigazione: solo il comandante è l'unico che può decidere.
Se siete esperti di cucina offritevi di cucinare un buon piatto alla sera, evitando cibi complicati, di lunga cottura o... digestione.Si dovrebbero osservare i compiti, i turni, le disposizioni del comandante, e uso il condizionale. Diciamo che il comandante dovrebbe essere (ed il secondo condizionale è d'obbligo) in grado di sapere ciò che è giusto per la barca, e quindi deve essere ascoltato; se ritenete di essere più bravi di lui e più esperti non c'é problema: sbarcate ed acquistate una barca vostra. Come ho fatto io, a forza di andare sulle barche degli altri!
Uno sforzo per mantenersi sereni e reprimere le facili insofferenze verso i compagni di viaggio è necessario quando si naviga per parecchi giorni su una imbarcazione di spazio ridotto a costante contatto (vi consiglio la lettura anche della prima puntata).
Evitare di inquinare, e quindi anche ridurre al minimo l'accumulo di materiale da eliminare. Non sempre si avranno a disposizione dei cassonetti dei rifiuti e per diversi giorni si potrebbe essere costretti a convivere con i propri rifiuti. Particolarmente dannosi plastica, lattine e detersivi. Avere l'accuratezza di eliminare gli involucri di plastica e cartone dei prodotti acquistati, prima dello stivaggio in barca: si produrrà meno spazzatura e si risparmierà spazio utile.
Spesso è in agguato il terribile "mal di mare". E' antipatico scherzare con chi ne soffre e molto fastidioso è cercare il compatimento degli altri (ecco la puntata dedicata al mal di mare).Le risorse a bordo sono limitate, in special modo l’acqua e l'energia elettrica, non vanno sprecate!
A bordo di SEA AMOR scoprirete che mentre vi insaponate le mani non c’è motivo di lasciare l’acqua aperta, che per sciacquare l’acqua del mare dal corpo ne basta pochissima (scordatevi le docce di casa), che la luce accesa nella cabina vuota non serve a nessuno e così via…
Probabilmente tornando a casa vi accorgerete di quante risorse sprechiamo normalmente.

venerdì 29 giugno 2012

La vita di Bordo: il Mal di Mare

Dedicato a chi soffre il mal di mare e a chi, dotato di cattiveria innata, dileggia i primi senza sapere che prima o poi..... può toccare a tutti!!
"All'inizio si ha paura di morire; alla fine si ha paura di non morire".
Questo detto marinaresco fotografa perfettamente ciò che si prova durante un attacco di nausea causato dal mal di mare. Sapevate che nausea in latino significa "mal di mare" e in greco "barca"?
Questo antipatico disturbo ha cause differenti: sul piano fisiologico sarebbe legato alle anormali eccitazioni subite dall'organo dell'equilibrio, situato nell'orecchio interno.
DA EVITARE: Alcolici, bibite e cibi con retrogusti dolciastri, grassi eccessivi nelle pietanze, dolci elaborati, caffè e soprattutto caffè e latte, cioccolata calda, stare sotto coperta troppo a lungo o in una cabina non aerata bene, farsi prendere dall'ansia, nascondere per pudore agli altri che non vi sentite bene, continuare a muoversi, chiacchierare nonostante le prime avvisaglie del mal di mare, leggere.
DA FARE: Adattarsi alla barca 2-3 giorni prima di salpare (magari all'ancora), fare piccole tappe all'inizio della navigazione, occupare la mente, coinvolgersi nella vita di bordo, ascoltare la radio, contemplare il cielo fissando un punto all'orizzonte, pescare, prendere la barra del timone.
Essere occupati e concentrati diminuisce i sintomi. Anticipare i movimenti della barca, respirare profondamente. Tenere sempre a portata di mano indumenti caldi da indossare alla prima sensazione di freddo. C'è chi giura che sia importante iniziare la crociera in periodo di luna piena!!
Quando si manifestano i primi sintomi del mal di mare ecco alcuni accorgimenti: posizionarsi in centro barca, isolarsi, coricarsi passando velocemente dalla posizione in piedi a quella allungata essendo la posizione da seduti la peggiore di tutte, allungarsi nel senso di marcia, occhi chiusi, un secchio a portata di mano. Inspirare profondamente quando la barca sale ed espirare quando scende nel cavo dell'onda. Alimentarsi, anche se l'appetito manca, con frutta, verdura spesso e in piccole quantità. Bere del brodo caldo salato o dell'acqua con molti sali minerali. Bere poco ma spesso.
Le "ricette" tradizionali: il bicchiere di acqua di mare (da non discutere lo asserisce Slocum), la fetta di pane secco per bloccare lo stomaco (pescatori bretoni), le acciughe sotto sale sul pane o focaccia, i limoni da succhiare, la gomma da masticare, il cerottino di scopolamina, i braccialetti secondo i principi Shiatzu (funzionano o aiutano e sono disponibili a bordo di SEA AMOR), le pillole specifiche che però danno sonnolenza, la radice di zenzero, preparati omeopatici di tabacco.
Il mal di mare va sempre messo in conto. Può succedere a tutti di soffrirne, anche al marinaio più incallito e proprio quando meno te l’aspetti. Però qualcosa per ridurre il disagio, se non per evitarlo, si può fare.

Ho provato personalmente una bella latta di acciughe salate con una croccante pagnotta di pane fresco... non so se funziona come metodo contro il mal di mare, ma è davvero buono!

Mentre mi ricordo di una ragazza che portò un vasetto di quelle sott'olio perché sotto sale non le sopportava... e si sentì male lo stesso.

Quando poi, dopo e nonostante tutte le precauzioni, vi accorgete che la nausea sta inesorabilmente sopraggiungendo…. non spaventatevi più di tanto!
Ditelo subito allo skipper…. vedrete che troverà rapidamente il rimedio adatto per rimettervi in sesto.
Per risolvere il problema, a volte basta un turno al timone, masticare qualche cracker salato, respirare a fondo e con regolarità (senza iperventilare), rilassare tutti i muscoli magari sdraiandovi nella parte centrale dell’imbarcazione, soprattutto, ripeto, non stare sottocoperta.
Se poi non potete fare a meno di vomitare….. fatelo sottovento e senza opporre eccessiva resistenza!
Dopo vi sentirete decisamente molto meglio e riprenderete a godervi lo spettacolo della barca che solca veloce le onde!
E nel dubbio chiedete sempre allo Skipper dov'è il sottovento!
Dovete farlo per tempo, perchè quando è troppo tardi... beh lasciamo perdere, ma poi pulite voi.
Termino questo corposo compendio sul "mal di mare" con un incoraggiamento: con gli anni si migliora.... sarà la passione per la barca e il mare, sarà che ci si abitua al movimento o si acquista il "piede marino", sarà che si impara tutto ciò che vi ho elencato.... è quindi inutile sostenere: "in barca non vado perché soffro il mal di mare", trovate un'altra scusa.

venerdì 10 febbraio 2012

Non si può non vedere Hvar...


Palmizana, domenica 21 agosto 2011.
Il diario torna nelle mani del capitano. Se non ci penso io...
Partenza rallentata dalla baia di Stari Grad. Anche se cerco di mettere un pò di fretta perchè voglio arrivare a Hvar in tempo e non stare sotto al sole per fare benzina. E invece alla fine ci starò un ora abbondante. Ma è l'ultimo distributore utile prima del rientro.
840 kune per 91 litri di gasolio, consumo orario 2,6 litri a 156 ore motore.
Ieri, sabato, non abbiamo potuto far rifornimento al distributore di Milna per la fila lunghissima di charter in rientro settimanale. La mattina della partenza un autocisterna ha rifornito il distributore, così una barca italiana si è accosta a SEA AMOR per avvertirla di non far gasolio, perchè sicuramente avrebbe pescato la "morchia" della vasca smossa dalla cisterna.
Durante il tragitto ho osservato le varie calette descritte dal 777 intorno alla costa NO di HVAR. Alcune sono molto valide altre sono sembrate scomode. Ma per la notte 100 kune per il gavitello alla baia Zavala di Starigrad sono sempre meglio.
Al porto di Hvar c'era anche posto, al gavitello con cime a terra sul lato sinistro che mi era già piaciuto quando l'avevo visto da terra. Purtroppo alcuni malumori già traspiravano a bordo, quindi dopo il rifornimento la scelta è stata fatta per andare a fare il bagno.
SEA AMOR ha pensato bene di portare i propri ospiti nella bella baia di Vinogradisce. Ancoraggio su 10 metri, stavolta 35 metri di calumo e poco vento tengono senza problemi.
Bel bagno, anche Giuliano incredibilmente si è tuffato. Io no, come al solito, giusto per vedere la catena.
Poi pranzetto e "cosa facciamo per stasera?"
"Beh non possiamo lasciare la barca qui e andare in città con il taxi-boat, andiamo dentro Palmizana. Ho chiamato e c'è posto." Sono le 16,00 circa, salpo rapidamente l'ancora e andiamo in marina.
Nel girare l'isola faccio a gara con un Bavaria che riconosco solo dal numero 17 che porta sul mascone di sinistra. SEA AMOR ha il 19. E' Marco Bovani con Unca Tri de La Scuffia (vedi siti preferiti).
Noi a Palmizana stiamo bene, ma i nostri ospiti per niente. Mi dispiace. Eppure lo abbiamo fatto per loro perchè Hvar merita.
Loro in taxi-boat a cena dove gli dice la rivista sulla Croazia, tornano tardi, svegliano il cucciolo e non gli è piaciuto niente.
Noi a cena da Zorin, con Alex show sul seggiolino della Ston messo a disposizione dal ristorante. E' stato proprio bravo e mamma e papà passano una bella serata di vacanza.
La mattina se non ricordo male si era detto di andare a KORKULA. Aspettiamo che mangi Alex, per traversare mentre dorme. Speriamo che il posto nuovo sia di maggior gradimento per i nostri ospiti.

venerdì 12 agosto 2011

La vita di Bordo: uso del WC Marino - 4^ Puntata - III parte

E sì, ci voleva anche una terza parte... per tutti gli ingegneri che salgono a bordo di SEA AMOR.
Perchè tanto prima o poi ti chiedono come cavolo funziona la pompa di scarico, oppure se lo chiedono da soli e non ti raccontano le loro perplessità... o peggio, fanno quello che credono giusto e magari intasano tutto, gridando al mondo la loro giustificazione:

"Capità, il bagno è rotto!".
Sul sito della rivista Solovela ho prelevato questo articolo che sintetizzo ad uso è consumo di tutti i nautidraulici che saranno sempre e comunque graditi ospiti a bordo.

Una delle cose che fa lo skipper prima di prendere il largo, è spiegare agli inesperti componenti dell’equipaggio, il funzionamento del gabinetto. Uno ad uno gli aspiranti marinai vengono istruiti su come caricare e scaricare acqua e quali precauzioni adottare per evitare che l’infernale macchina si inceppi. Ma, per quanto tutti si dichiarino ligi al dovere, c’è sempre un momento di distrazione che porta a fare qualcosa che non andava fatto. In particolare molti pensano:
ma che vuoi che sia un pezzetto di carta nel water!”.
In effetti un pezzetto di carta difficilmente compromette il funzionamento del gabinetto, ma se ogni persona ragiona così si finisce per intasare qualche valvola.
Il water è un apparecchio semplice, composto da un vaso di ceramica e un corpo pompa. La qualità di quest’ultima determina la minore o maggiore facilità di rottura. La pompa è composta da un cilindro e uno stantuffo al termine del quale c’è un piccolo piatto di plastica che sale e scende all’interno del tubo e una serie di valvole di non ritorno; nella parte alta, si trova la camera di regolazione del flusso d’acqua di mare.

Per lo scarico, il water utilizza l’acqua di mare che viene pompata da fuoribordo. Per motivi di sicurezza, una volta terminato l’utilizzo, il tubo d’entrata dell’acqua deve poter essere chiuso.
Per poterlo fare, nella camera di regolazione, dove si trova il suo terminale e quello del condotto che porta al vaso, sono situate due valvole di non ritorno. Una delle due è destinata a chiudere il tubo dell’acqua di mare, la seconda il condotto pompa-vaso. Le stesse vengono azionate da un grilletto governato da una leva. Il funzionamento della camera di regolazione è semplice: con la leva in posizione “aperto”, il grilletto che tiene premuta la valvola del tubo dell’acqua di mare si ritira. Questa si apre al passaggio dell’acqua che viene risucchiata nella camera e da qui nel cilindro, quando lo stantuffo della pompa scende. Nel momento in cui risale, l’acqua torna nella camera di regolazione ma, con la pressione, chiude la valvola da cui era passata in entrata e apre quella del condotto che la porterà al vaso.
E' CHIARO NO?!

venerdì 15 luglio 2011

La vita di Bordo: Obbedire allo Skipper... vi prego! - 5^ Puntata

Sempre navigando... non sul mare ma sulla rete, ho trovato queste norme di comportamento nelle escursioni in barca a vela, che devono essere accettate e firmate dai partecipanti. Forse si tratta di un documento indirizzato agli studenti, ma è comunque una simpatica lettura per gli equipaggi di SEA AMOR.
  1. Quando si sale su una imbarcazione è buona regola togliersi le scarpe.
  2. Durante la navigazione è tassativamente vietato tuffarsi in acqua.
  3. Durante la navigazione a vela attenersi ai comandi dello skipper.
  4. Vietato toccare (salvo comunicazioni dirette dello skipper) centrali di navigazione, strumenti di navigazione e timoni.
  5. Se si vuol provare a timonare, chiedere allo skipper.
  6. È consigliato portarsi un telo da mare per sdraiarsi sul ponte della barca.
  7. Evitare di salire sulle cuscinerie interne dell'imbarcazione con i piedi.
  8. Evitare di spargere sul ponte della barca creme o oli abbronzanti (si può scivolare).
  9. Portare un cappello per ripararsi dal sole (e una crema ad alta protezione se si ha la pelle delicata).
  10. Tenere i bambini sempre sotto controllo e non lasciarli vagare per la barca.
  11. Chiedere sempre allo skipper per ogni dubbio o curiosità.
  12. E infine...
  13. Lo skipper ha sempre RAGIONE!
Tralasciando il punto 12, che spero sia comunque discutibile, visto il nome della nostra barchetta... gli altri punti sono discreti "punti" di riferimento per la vita di bordo. Poi, sempre dalla rete internauta...

La barca e la sua attrezzatura sono la tua sicurezza ed il tuo guscio, rispettale e usale come se fossero tue, tenendo presente che sono molto delicate ed è facile danneggiarle: basta fare attenzione, non è necessario muoversi con il terrore di combinare guai!
Fai molta attenzione a non portare a bordo piccoli sassolini (con le scarpe dalla strada o dalle spiagge) perché sono capaci di distruggere in breve tempo i paiolati di legno (i pavimenti) ed anche le parti in resina spaccandole.
In barca bisogna obbedire alle disposizioni e agli ordini dello skipper (o dell’istruttore) che se ne assume la responsabilità: sarà lui ad indicarvi il modo migliore per salire o scendere dall’imbarcazione e dove stare durante la navigazione. Lo skipper spiegherà e illustrerà le varie tecniche di manovra, come regolare le vele e darà a tutti l’opportunità di governare la barca con il timone.
E’ bene ricordare che occorre molta cautela nel muoversi a bordo, specie in coperta, quando la barca è in navigazione: spostarsi lentamente e soprattutto tenere a mente la regola fondamentale:
UNA MANO PER TE ED UNA PER LA BARCA !
A vostra discrezione, o su ordine dello skipper, indossate il giubbetto di salvataggio che si trova fra le dotazioni (obbligatorie) su tutte le imbarcazioni.
ATTENTI alla TESTA: il boma (base orizzontale inferiore che tiene tesa la vela di randa) può oscillare e anche ruotare durante le manovre di virata o strambata.
Durante la navigazione di bolina, cioè risalendo la direzione del vento, la barca si inclina su un fianco: niente paura! È normale e non c’è pericolo di scuffiare (capovolgere lo scafo). Sotto la chiglia c’è un contrappeso che funge da zavorra di controbilanciamento.
  • Se sei in porto e ci sono i servizi igienici usa quelli al posto di quelli della barca.
  • Se sei fermo in una rada, cerca di non usare inquinanti di qualsiasi genere.
  • Se fumi, fallo sempre sottovento e all’aperto e non gettare i filtri in mare, ci mettono qualche anno per essere digeriti!
  • Se non cucini, tutti apprezzeranno la tua offerta di lavare i piatti e mettere in ordine.
  • Se non sai fare una cosa non farla prima di avere chiesto spiegazioni, improvvisare può creare problemi.
E, per finire: dopo cena non bere un bicchierino di RUM, meglio DUE! Ma ricordati di offrirlo agli altri e di aver controllato le scorte in cambusa.

giovedì 30 giugno 2011

La vita di Bordo: uso del WC Marino - 4^ Puntata - II parte

Istruzioni per l'uso del WC in barca - II Parte

Ecco la seconda parte con le interessanti istruzioni annunciate nello scorso post.
Attenzione al passaggio che riguarda "dove" è possibile usare il WC marino (praticamente non in barca), tenuto conto che una importante informazione non viene fornita: se SEA AMOR è sbandata sulla dritta, in teoria le prese a mare sulla sinistra dello scafo potrebbero essere fuori dall'acqua... occhio!
Per me comunque la vera chicca di questo articolo, che ricordo l'ho trovato su internet, è la "pipì a poppa": leggete per credere.

Ecco le principali indicazioni sull'uso del WC marino:
  • Non usare il WC in barca!
    Non usate il WC marino se non e' strettamente necessario. Non usatelo in porto (dove per altro e' vietato), non usatelo in rada (soprattutto se non c'e' corrente), non usatelo comunque! Ovviamente il WC scarica nell'acqua e non e' piacevole avere la barca circondata da tali scarichi. E' vero che sono biodegradabili... ma non e' il caso, vero?
    E' del tutto normale (anche per le signorine) fare la pipi a poppa. Il fatto di non essere nascosti subito produce qualche imbarazzo ma ci si abitua. Non preoccupatevi, anche quando siete nel piccolo bagno della barca si sente tutto! (ndr. e' ovvio che in porto non si fanno i propri bisogni sul molo ma nei sempre meravigliosi bagni del porto).
  • Leggere attentamente le istruzioni prima dell'uso!
    Beh se non se ne puo' fare a meno allora il WC puo' essere usato ma va usato correttamente. E' opportuno che ogni membro dell'equipaggio lo sappia utilizzare nel modo giusto. I pasticci che si possono combinare non sono piacevoli da mettere a posto...
  • Aprire le prese a mare!
    Per consentire lo scarico/carico dell'acqua e' necessario che le prese a mare vengano aperte. E' molto importante! Se le prese a mare non vengono aperte la pompa puo' andare in blocco o, peggio, si puo' sfilare un manicotto o scoppiare un tubo... Quindi aprite le prese a mare! Per essere certi che una presa a mare sia aperta controllate la leva della saracinesca. Se la leva e' ortogonale al tubo la presa a mare e' chiusa, se e' disposta longitudinalmente la presa a mare e' aperta. Fate attenzione a non confondervi: magari nel bagno ci sono altre prese a mare (eg. quella del lavandino). Se non siete certi chiedete o, se avete fretta aprite tutto. Gia' che ci siete aprite anche l'oblo' del bagno, la privacy non e' fondamentale in barca e voi respirerete sicuramente meglio!
Li avete riconosciuti nella foto? Se volete sapere a cosa servono leggete il post fino in fondo.

lunedì 20 giugno 2011

La vita di Bordo: uso del WC Marino - 4^ Puntata - I parte

Leggere attentamente le avvertenze e le modalità d'uso del WC marino.
Ho trovato su Internet il testo di questo post.
Il documento sarà diviso in due parti nella quarta puntata de La vita di bordo, perché, anche se l'utilità di questa lettura è davvero notevole per tutti gli equipaggi di SEA AMOR, c'è un passaggio molto divertente: l'autore/skipper di questo articolo vieta ai suoi ospiti di usare il bagno di bordo. Eccezionale... leggete per credere.

Con questo breve scritto si colma una notevole mancanza che ho notato nella, pur imponente, documentazione sulla navigazione. Infatti non si trovano manuali, non ci sono libri, non si trovano manuali di istruzione... Insomma nulla sul WC marino!

Eppure e' un argomento importante. Nelle peggiori taverne dei porti o durante le lunghe navigazioni notturne o nei mitici incontri tra marinai reduci da tante avventure di mare... di che si parla sempre? Direte di spaventose burrasche o di meravigliose spiagge o di bellissime sirene o di pesche miracolose o di bevute incredibili... Certo, certo, qualche volta. Ma sicuramente si parlera' anche del piccolo ed infernale aggeggio!
 

Ci sono racconti di skipper sadici che non consentono a nessuno l'utilizzo del WC: l'equipaggio femminile scende dalla barca dopo una settimana di crociera in altura quando ormai ha raggiunto un colore giallo paglierino. Ed il colore non e' dovuto all'abbronzatura!

Oppure si racconta dell'uso non corretto dello strumento da parte di qualche sciagurato membro dell'equipaggio con conseguenti inenarrabili esplosioni. Al confronto gli attentati terroristici con ordigni nucleari "sporchi" non sono nulla!
Non ci credete? Provate a fare una domanda sull'argomento! E' come chiedere ad una neo mamma dei bisognini del suo piccolo. Basta lanciare l'amo ed abbocchera': vi raccontera' per ore del colore, dimensione, consistenza, frequenza, ... il massimo! Lo stesso con un marinaio: provate!

Ma, sebbene l'argomento sia certamente interessante, non voglio dilungarmi oltre. E' ora importante colmare questa grave lacuna sulla documentazione della tecnica marinaresca.

Il WC marino
Il WC marino non e' molto diverso da quello che usiamo tutti abitualmente. Ma ci sono alcune piccole ed importanti differenze, infatti e' adattato per funzionare in navigazione. La prima cosa che si nota e' che piu' piccolo. Come i bagni degli asili: si torna tutti bambini!

Ma un occhio piu' attento nota subito altre differenze. Infatti c'e' un groviglio di tubi in plastica, uno strano bottone (che e' la levetta di carico/scarico), una maniglia come quella delle pompe di bicicletta verticali. Infine, nascoste da qualche parte (le nascondono perche' cosi' ogni tanto qualcuno si dimentica), ci sono anche le due saracinesche delle prese a mare.

Come funziona?

Beh, la parte iniziale e' identica... quindi conclusa tale parte, dopo aver aperto le prese a mare iniziate a pompare! La pompa carica acqua di mare e scarica acqua sporca. Oppure scarica soltanto a secondo di come e' disposta la levetta di carico/scarico.

Tutto qui! Il funzionamento e' quindi semplice, ma per un corretto utilizzo e' necessaria qualche ulteriore indicazione.

Bene, fin qui sono d'accordo, anzi confermo che a bordo il confenzionamento dei bisogni dell'equipaggio è in effetti un argomento molto frequente tre le chiacchiere di pozzetto.
Per le prese a mare, ricordo che SEA AMOR è stata varata nel 2011 e che risponde alle nuove normative europee (e tedesche visto il cantiere Bavaria) sull'uso di un apposito Serbatoio delle acque nere. Quindi su SEA AMOR si può fare il proprio comodo in bagno, sia in porto che all'ancora, ma aiutate il comandante nel ricordare di aprire il serbatoio in navigazione per scaricare (e tirare la catena dello sciacquone).

venerdì 10 giugno 2011

La vita di Bordo: la cambusa - 3^ Puntata


La cambusa di solito è un momento di festa: quando l'allegra brigata si reca al grande magazzino di alimentari locali a fare la spesona per la vacanza, e perde il bene dell'intelletto!


Ci furono equipaggi che imbarcarono scatolame da campeggio utile ad una guarnigione per un anno intero (tipo 24 scatole di fagioli per 6 persone)...
Altri che spesero una fortuna in vini pregiati e prelibatezze raffinate, ma dimenticarono acqua e pasta…
Altri ancora che accecati da una follia mistico-salgariana, fecero stivare alimenti secchi e verdure liofilizzate, gallette di riso soffiato o cibi falso-salutisti, che non lasciarono mai il secchione del porto di partenza o contribuirono al mal di mare dei loro Commensali Coraggiosi….

Considerando che dappertutto al mare ci sono botteghe aperte anche la domenica e non solo, di seguito vi proponiamo un elenco per la spesa di un equipaggio di 6 persone per un week-end tipico.


Mentre siete a fare la spesa, chiedete comunque allo skipper cosa c’è già a bordo… (e magari dividiamo quello che può essere portato da casa!).

sabato 30 aprile 2011

La vita di Bordo: cosa porto in barca - 2^ Puntata

Cosa porto dietro? Innanzitutto la valigia, tassativamente non rigida. Ottime quelle appendiabiti, le borse sportive o le sacche da marinaio: si stivano bene ovunque in cabina.
Gli indumenti dovranno essere in quantità adatta alla lunghezza della permanenza a bordo, tenendo presente che anche d'estate si riesce a buscare un raffreddore senza coprirsi. Anche se sembrerà banale, l'esperienza di numerosi equipaggi a bordo, ci ha insegnato che non è tutto così scontato nel fare la valigia. Senza voler peccare di presunzione quindi, abbiamo pensato che la tabella che segue, può aiutare a rendere un' idea del bagaglio:

Indispensabile

Utile

Sconsigliato
Costumi da bagno
Ciabatte o sandali di gomma allacciati
Scarpe comode
Biancheria in cotone
Indumenti da pioggia (cerata o k-way)
Occhiali da sole
Cappellino o copricapo
Maglione o pile caldi
Dentifricio (e saponi vari solo se ecocompatibili)
Creme solari ad ALTA protezione
Asciugamano e Telo da spiaggia
T-Shirts a volontà (il sale le mangia)
Pantaloncini corti

Tuta e pigiama
Mp3 della musica preferita
Farmaci anti - chinetosi (mal di mare)
Accappatoio
Scarpe di ricambio
Pinne, maschera ecc.
Abbigliamento che non si sgualcisce
Una busta o beauty-case personale
Il caricabatteria a 12volt (tipo da auto)
Creme doposole
Maglietta scura      (si scalda subito al sole )

Tacchi a spillo (se vi riesce camminarci…) si usano solo a terra con trasporto a mano sul tender!
Zoccoli di legno
Capi in pelle
Valige rigide o troller tipo Samsonite et similia ( che saranno nottetempo filate in scia)
App. elettronici che temono l'umidità
Asciugacapelli 220W (possono essere usati solo in porto e dietro esplicita autorizzazione dello skipper!)

Tutto ciò che vi manderebbe in bestia scoprire di aver lasciato a casa.

Tutto ciò che vi fa comodo ma non disturba la vacanza agli altri ospiti.

Tutto ciò che intralcia o disturba la vacanza a voi ed agli altri ospiti.

domenica 10 aprile 2011

La vita di Bordo: istruzioni per l'uso - 1^ Puntata

La vacanza in barca è e rimane una cosa piacevole quando viene organizzata e, soprattutto, vissuta con un minimo di razionalità.
L'equipaggio, per esempio, può essere composto sia da amici di vecchia data, colleghi di lavoro o semplici conoscenti sia da emeriti sconosciuti: a bordo si consolidano, si rovinano o nascono amicizie e matrimoni come niente… così come nella vita.
Non è certo merito o colpa della barca: sicuramente, essa è il catalizzatore e contenitore di umanità varie e varie vicissitudini. Qui come altrove la regola aurea è:



Non fare tu per primo ciò che non vorresti che gli altri facessero a te!






Ovvero il contrario:

Fa tu per primo quello che vorresti che gli altri facessero per te!
La sistemazione a bordo è dettata più che altro dal buon senso, non ci sono cabine di serie A.
Logicamente il primo che sceglie è il comandante, il quale in genere prende la cabina di prua… (che a me non piace! Preferisco la più vicina al tavolo di carteggio).
Bisogna comunque che tutti usino rispetto per la riservatezza delle cabine, che, piaccia o no, ognuno reputa dominio personale mentre alloggia a bordo.
Quindi attenzione anche a non lasciare in giro cose di proprietà che qualcun altro si troverà fra i piedi prima o poi.
Abbiate inoltre pietà per chi dorme in dinette quando, andando in cuccetta la notte, gli piantate lì i vostri teli bagnati, le ciabatte o altro…
Ma del resto, animo! Non siamo qui per divertirci? Quindi, lasciare a terra tutte le preoccupazioni, imbarcare del sano ottimismo ed una valigia di sorrisi da distribuire a tutti, tanto la privacy a bordo è solo di 15mm. di legno (la porta del bagno!): se hai qualche nube gli altri non tarderanno ad accorgersene!

Cerca nel blog

Il MeteoMar di Pescara...