venerdì 12 giugno 2015

SEA AMOR è salpata!

Giugno 2015.
E' con grande e profonda commozione che annuncio di aver venduto SEA AMOR.
Il primo week end di giugno, con l'occasione del ponte per la festa della Repubblica, il nuovo armatore ha finalmente avuto le condizioni meteo adatte al trasferimento.
Un pezzo importante del mio cuore è salpato dal posto barca F-8 del Marina di Pescara.
Purtroppo non era per me più sostenibile la conduzione di questa mia grandissima passione marina.


Alcuni di voi conoscono le motivazioni.
A tutti, proprio tutti, voglio dire che il ricordo delle nostre avventure a bordo, delle regate, delle semplici uscite, le emozioni provate, anche e soprattutto grazie alla compagnia di quanti hanno condiviso con me la pazza e bellissima idea di andare in barca a vela... beh, tutto questo continuerà a navigare nella mia vita!
Il blog rimarrà attivo per molto tempo ancora... anche per far da guida a Marco, che sicuramente troverà diversi spunti e idee per divertirsi con SEA AMOR e trattarla nel migliore dei modi, come sono sicuro saprà fare.
Dovrei ringraziare un mucchio di persone, una enorme quantità di amici... Non so proprio da chi cominciare. Facciamo così...
Grazie amici! Grazie a tutti! Senza di voi SEA AMOR non avrebbe mai navigato!
Buon vento SEA AMOR!

venerdì 22 maggio 2015

Si salpa allo stappo dell'aperitivo!

Stupica, venerdì 22 agosto 2014.
Veniamo di nuovo svegliati da un maxi temporale alle 2,30. La barca girava come una trottola, fuori era tutto nero per la notte e grigio per pioggia fortissima! Tutti e 4 gli adulti eravamo in piedi davanti alla scaletta a capire (almeno io) cosa dovevamo fare.
Il Cap, indossa un K-way e con Lambi va a cercare di svuotare il canotto semipieno! Fortunatamente, mentre loro si avvicinavano al gommone l'acquazzone si calma! Ed io e S.B. ritorniamo a dormire seguite dai rispettivi mariti.
Di buon mattino il Cap. e la capitanessa si fanno una bella passeggiata per il paese per prendere un buon pane fresco e... pronti ancora a partire. Fortunatamente il brutto tempo è passato ed è uscita una bella giornata di sole caldo, regalatoci per passare l'ultimo giorno di vacanza tra acqua, tuffi e bagni interminabili. Infatti alle ore 11,00 arriviamo alla baia di Stupica nell'isole di Virje. Meta ambita da S.B. Infatti piace a tutti: acqua limpida con sul fondo tanti cetrioli di mare.
Ci sarebbe da fare anche una passeggiata a piedi, risalendo la collinetta per ammirare il castello diroccato, ma noi pigri e ingordi di mare, preferiamo rimanere in barca e approfittare dell'ultimo sprazzo di sole per fare quello che ormai, qui, è diventato "normale": tuffi, nuotate e snorkeling!
Anche se lo chef di bordo aveva previsto la rottura delle uova per le 18.00, decidiamo su due piedi di anticipare di qualche ora la partenza, e così alle 17.00 in punto, con lo stappo del Crodino (il prosecco non ere in frigo!) salutiamo la baia di Stupica e al Croazia intera per il rientro in patria!
In un mare libero e liscio come una tavola, con un colore meraviglioso del tramonto... avvistiamo delfini! ...ehm, no! ...però probabilmente erano tonni a caccia. Uno spettacolo bellissimo lo stesso.
Subito dopo, per trascorrere il tempo e dissuadere Sampay dal pescare, il nostro Cap. Leo ci racconta di una sua esperienza drammatica e comica al tempo stesso con un tonno!


Manco fossi Pinocchio! (nota del Cap. Leo).
Con questo post termina il Diario di Bordo della Croazia 2014, tenuto e scritto da P.B..

venerdì 8 maggio 2015

Ciao, ma non subito!

Prvic, giovedì 21 agosto 2014.
Ci svegliamo tutti con il rumore ed il rimbombo di tuoni accompagnati da lampi, fulmini e saette! Non mancava niente. Il temporale è durato un paio di ore, e per le 9,00 pronti a salpare!
Agli ordini comandante!
Rifacciamo il fiume al contrario per arrivare a Sibenik. Abbiamo ormeggiato velocemente vicino a due cannoni giganteschi ed una "berta"... che non ci ricordiamo il nome; ma ripartiamo subito perché lì non potevamo far dogana, e ci mandano ad un altro molo dove l'ormeggio è stato difficilissmo per raffiche a 25 nodi. Prova e riprova, prova e riprova, i 3 riescono nell'impresa, e dopo la visita del poliziotto, ci danno l'ok e... au-revoir Croazia!
Certo non subito!
Intanto ce ne andiamo in un posto consigliatoci dal papà dei bambini di FAVOLA, vicini di barca incontrati a Sali, che si chiama Prvic, dove ci attacchiamo ad una boa vicina al paesello. Da qui vediamo la pineta, una passeggiata sul porticciolo, un bagnetto ed un gabbiano che si lamenta in cima ad uno scoglio!
Fortunatamente inizia a sbucare un timido sole! E' quasi ora di pranzo ed il nostro chef si mette subito all'opera, anzi, aveva già iniziato mentre eravamo a vela con vento fortissimo, tanto che purtroppo, per una piccola distrazione, parte in picchiata un coperchio del lavello, va dritto sul paiolato e fa una bella ammaccatura! S.B. mortificata rantola e predica per tutta l'ora di pranzo
Nonostante l'incidente, ci prepara un ottimo pranzetto di pasta, zucchine e ricotta.
S.B. distrutta, va a fare un riposino, P.B. la segue a ruota dopo aver rassettato la cucina.
Al risveglio tutti in acqua! Bagno veloce alla boa e poi tutti alla spiaggetta, carina ma non troppo, al contrario il paesino era molto molto carino. Io e S.B., per la prima volta da sole senza seguito e... udite, udite.. senza radiostress! Ci facciamo una passeggiatina per le stradine di Prvic dove compriamo qualche stuzzichino, patatine fritte per i viziatelli, e ci imbattiamo in un atelier di una pittrice che realizza tele piccole colorate e astratte, volti di donna singolari ed anche particolari del paese. Poi, via in barca per cena, tra wurstel, verdurine e qualche altro avanzo.

martedì 28 aprile 2015

Alle cascate con le rapide.

Skradin, mercoledì 20 agosto 2014.
Alle 8:00 si parte. Pronti a salpare dalla baia di Kakan per arrivare alla foce del fiume Krk e risalirlo fino al porto di Skradin. Le nostre hostess passano buona parte della navigazione sottocoperta a mettere a posto. Preciso che Cap. Leo ha già finito il suo primo libro delle vacanze, S.B. si trova a circa 1/2 e P.B., scarsissima, a pag. 65!
Arriviamo al porto di Skadrin verso le 11 circa e pronti a partire per piccoli rifornimenti. S.B., P.B. e tutti i bambini vanno in spedizione.
Gli uomini ci allegeriscono della spesa e tornano in barca mentre noi proseguiamo per andare ad ordinare la rinomata "Peka" da Toni, al ritorno dalla gita alle cascate.
Anche qui a Skradin le commesse dei negozi hanno una soglia di stress molto bassa. Ma dobbiamo prenderci qualcosa con cui pranzare al volo (e sconsiglio a tutti un salsiciotto con una specie di sfoglia ripiena al formaggio!) per poi tornare in barca, prepararci al volo e andare a metterci in fila per prendere il battello, che ci porterà finalmente alle cascate.
Dopo aver fatto una piccola passeggiata arriviamo vicino alle cascate più grandi dove si può fare il bagno. Dopo esserci asciugati alla meno peggio, partiamo alla scoperta del bosco e alla risalita della cascata. Fighissimo.
Io ho gradito molto soprattutto la lunga passeggiata. Anche qui abbiamo avuto l'onore di avere a che fare con una gentilissima signora del bagno che ha rischiato di far a botte con S.B. inviperita! Ale aveva urgenza di fare la popò e la signora non li faceva entrare in bagno senza 5 kune in mano.
Rifacciamo una fila interminabile per tornare di corsa in barca, farci una doccia perchè siamo luridi e infangati, vestirci e correre da Toni. La Peka, almeno per quanto mi riguarda, è stata un pò deludente, ma il sapore era molto buono. Per dolce prendiamo la classica Palacinka alla nutella e una torta di noci e cacao senza farina.
Rientro in barca movimentato tra chi aveva sonno, che doveva fare la popò e aveva mal di pancia, chi aveva freddo, chi aveva una ferita per la sua Guess da VIP, e chi aveva in mano ancora un bicchiere con il super super super alcolico offerto dalla casa.

venerdì 10 aprile 2015

Conchiglie Cicciottelle

Kakan, martedì 19 agosto 2014.
Il Cap. Leo all'alba (alle 6:00) è già in piedi e pronto a salpare con l'aiuto dei due mezzi (S.B. e Lambi). Noi altri dormiamo fino alle 8:00 circa e ci lasciamo alle spalle un tempaccio per dirigerci per la seconda volta nella baia di Kakan. Ventilato, fa pure un freschetto, ma ci piace!
All'arrivo (ore 10 circa) la domestica S.B. sotto inizia con le prime pulizie. E parte la giornata.
Il tempo continua incerto fino a verso le 18,00, ma comunque non si perde l'occasione di un'esplorazione su subacquea. Partono S.B. con Mati, Ale con suo papà e Nik aspettano con Lambi nei pressi della barca, perchè l'acqua è ghiacciata. Poi partono i fratelli Carta mentre i bambini rimangono in barca con me e non mancare l'occasione di combinare qualche guaio. Al solito!
I due tornano con un bel bottino di conchiglie aperte e insolitamente "cicciottelle". I bambini si sono sparati ben 4 film nel corso della giornata. Menù del giorno, pranzo: pasta e ceci; cena: rigatoni panna piselli e pancetta. Brava S.B.. Immancabile superalcoolico in pozzetto, nonostante la temperatura bassina. Tanto che il Cap. Leo propone un "bombardino". N.B.: Finalmente le mamme oggi sono riuscite a farsi un bel riposino
pomeridiano! Riposo meritato per le nostre Hostess di bordo.

venerdì 27 marzo 2015

Pescheria di montagna


Sali, Dugi Otok lunedì 18 agosto 2014.
Arrivo a Sali ore 10,45! Finalmente un porto per fare rifornimento di acqua e viveri! I 3 bambini piccoli, più il bimbo Lamberto hanno già fatto un bagnetto nella baia di Mir prima di partire. E poi da "bravi bambini" hanno fatto anche i compiti! All'inizio ci sembrava un paesino di pescatori un pò puzzolente e squallidino con il mercato, le reti qua e là, gente sparpagliata, una stradina stretta che costeggia il mare, dove ogni tanto passava una macchina a fare slalom.
Dopo la spesa, facciamo una sfacchinata per arrivare dal lato opposto al porto per un bagnetto. Anche qui, almeno io, rimango un pò delusa. L'acqua ed il panorama erano stupendi ovviamente, ma la costa era stata cementata per renderla più accessibile e vivibile! Mah! Tutta quella natura, verde, azzurro... e cemento! Comunque i bambini hanno fatto il bagno felici e contenti approfittando delle scalette in acqua e dei passamani.
Nel pomeriggio P.B. ha l'idea di provare ed andare più avanti per vedere se hanno avuto il coraggio di cementare tutto e di lasciare spazio anche un pò alla roccia! Fortunamente poco più in là ci sono delle piccole rientranze nella roccia che formano dei bellissimi "golfetti" per sostare e per entrare in acqua dalla roccia, camminando sui sassi. Stavolta sono soddisfatta!
I fratelli Carta (i grandi) decidono che stasera si deve assolutamente mangiare la pasta col pesce, così fanno il giro dell'isola avventurandosi su per le colline, imbattendosi in via e viuzze, chiese e chiesette, e finalmente arrivano alla villetta con giardino adibita a rimessa barche e pescheria. Vittoriosi tornano con calamari (già puliti!) e birra. I due ai fornelli danno alla luce la famosissima "Calamarata Carta", un successo! Bravi. A pancia piena e in divisa SEA AMOR andiamo a farci una passeggiata per il lungo mare che si sera è zona pedonale, tutta illuminata, ha un suo fascino e viene notevolmente rivalutata da tutta la ciurma.

venerdì 13 marzo 2015

Paguri in montagna!

Mir, Telascica domenica 17 agosto 2014.
Come previsto dall'attento Cap. Leo, durante la notte iniziamo a sentire grosse raffiche di vento che ogni tanto facevano sbattere il gommone o il timone della barca. Ma tutto sotto controllo. Il posto scelto per l'ormeggio si è rivelato perfetto. Nonostante il gran ventaccio, l'acqua era calma e la barca andava solo di qua e di là, oscillando senza sobbalzare. Bravo il Comandante. Peccato che per l'ansia io e Lambi abbiamo dormito pochissimo (colpa anche dei miei due incubi) e secondo me pure Federico non ha dormito granché.
Comunque alle 11,00 arriviamo alla baia di Mir, Parco di Telascica, dovi si prevede una bella escursione a piedi al lago salato... vedremo!
Infatti, bellissima la passeggiata, il paesaggio, il lago, l'acqua, le piante, persino le rocce erano belle. Che figo! E poi, dopo tanto mare, un po di montagna ci stava a pennello! Siamo arrivati fin su la collinetta (300 o 600 mt.) dove c'era una scogliera a picco sul mare e la vista di altre isolette dell'arcipelago. E vai con le foto!
Il Cap. ci abbandona prima, aveva troppa nostalgia della sua SEA AMOR lasciata sola soletta, mentre noi ci intratteniamo a far giocare i bambini con dei paguri trovati alla riva del lago. E quando riusciamo a convincere il resto della ciurma di avvicinarci al molo, Nicolò cade e si fa una bella ferita al ginocchio! Poverino! Tragedia greco-romana per farselo disinfettare, ma niente da fare.
Allora tornati in barca, approfittiamo dell'ultimo spiraglio di sole caldo per un bel bagnato, così tutti contenti (tranne Nicolò che aveva ancora dolore) ci accingiamo alla cucina dove la nostra chef multinazionale ci ha preparato una cenetta tedesca a base di wurstel, purè di patate, maionese, senape, verdurine, formaggi e birra con sprite. E dopo cena? Prima c'è stata la premiazione del coraggio di Nik ed anche dei compagni con gli orsetti gommosi, e poi l'immancabile, intramontabile tormentone dell'estate: Pirati Fannulloni con la supersigla del mostro di roccia!!! (avremo gli incubi di roccia per tutto l'inverno!).
Ovviamente il Cap. ed io non abbiamo rinunciato al bicchierino serale con Bailey's e J.M. (che non so come si scrive!! Sig!). Notte.

venerdì 27 febbraio 2015

Spid-occhiata alle Kornati

Vrulje, Kornati sabato 16 agosto 2014.
Oh! Questo posto sì che mette d'accordo tutti! L'acqua è splendida, il paesaggio abbastanza verde e c'è pure una mezza specie di paesello con 2 o 3 ristoranti che rendono la zona ancora più viva.
Questa è la baia di Vrulje (isola grande) nel Parco Nazionale delle Kornati. Ci piace!!
Solo che proprio oggi ci accorgiamo di avere un'emergenza: Allarme Pidocchi!! Allarme Pidocchi!! Cosi giusto per spidocchiare tutta la barca ed anche tutta la baia, decidiamo di fare il trattamento a tutti i membri dell'equipaggio sospetti, in ordine: S.B., Ale il Disturbatore, Niki cartuccio, Mati Micia e P.B. Siamo proprio dei barbari vandali, scostumati e irrispettosi, ma è guerra ai pidocchi! Tanto che, durante la giornata, quando i due maschietti scalmanati battevano la testa, per sdrammatizzare gli dicevamo che avevano ammazzato un pidocchio.
Nonostante le sostanze inquinanti sparpagliate in mare, non ci siamo risparmiati dal fare bagni e tuffi, anche perché è stata una giornata stupenda: ma eravamo tutti pronti ad aspettare la grande Bora!!
Menù del giorno: oggi le domestiche, dato che hanno passato la giornata a fare shampoo e cambiare lenzuola e biancheria a tutti, si sono concesse il lusso di non cucinare e di ordinare il pranzo per i bambini al ristorante (da asporto), composto da petto di pollo e patatine fritte (un successone!), per i grandi cose veloci e fredde, tipo tonno, pomodori sott'olio etc... ma c'aspettano 4 ottimi branzini per cena al ristorante Solite o qualcosa del genere. Per tutta la giornata Lambi ha cercato di capire quanto ci sarebbe venuta a costare la cena, cercando di fare e rifare i calcoli del cambio, coinvolgendo di tanto in tanto ognuno di noi creando una gran confusione!! Lambi, mangia e caccia i soldi!!
Al rientro siamo uno più distrutto dell'altro tanto che passiamo pure il superalcoolico in pozzetto.
Notte a tutti, aspettando la Bora!!

venerdì 13 febbraio 2015

Parchi Nazionali e... "Zone Protette"

Lavsa, Kornati venerdì 15 agosto 2014.
E' inutile, questo è un viaggio itinerante con passeggeri itineranti. La famiglia ospite ogni notte propone uno spostamento diverso di letti e combinazioni!! Stanotte Mati ha avuto un incubo!! A proposito... ieri finalmente è riuscita a sbranarsi tutta la sua bistecca!! Che fame dopo due giorni di digiuno!
Ci dirigiamo verso il Parco Nazionale delle Kornati, con partenza verso le 9.30 circa e arrivo verso le 11.45. Ma mi sono appena accorta che non ho riportato una delle cose più divertenti di ieri. Il Cap. Leo ed il mozzo pescatore Lambi si sono amorevolmente fatti un tuffo mano nella mano con a seguire doccia con insaponata l'un l'altro. Io (P.B.) e S.B., che nel frattempo avevamo in collegamento Skype Anna e Luciano, ridendo a crepapelle proviamo ad inquadrare i due per condividere il momento, ma proprio allora, al Cap. Leo viene in mente di mostrare il suo fondoschiena alla suocera!!
Ovviamente dall'altro lato del computer erano perplessi e diplomaticamente hanno fatto cadere subito la cosa, ma io e S.B. ci stiamo ancora ridendoci su!
Tornando a noi, qui ogni paesaggio è mozzafiato, anche a parere di S.B. in questa baia di Lavsa l'acqua non è eccezionalmente limpida e secondo me invece è il paesaggio di terra che non è un granché: è tutto arido e ci sono pochi alberi e comunque poco verde. E mi sono chiesta parecchie volte come mai tra tanti bei posti (molto molto più belli di questo) proprio queste isolette sono state inserite in un parco nazionale!
Dopo le bistecche e un litro di vino per i grandi, i bambini sono immobilizzati a vedere "Il Mago di Oz", con Lambi, Stefy Biscio fa le sue solite 1000 cose al minuto, io scrivo e cerco di guardare le stelle, con il Cap. Leo che russa sulla panca del pozzetto facendomi da sottofondo!
Oggi il mare è veramente liscio come l'olio e non c'è un filo di vento, ma il nostro meteorologo dice che domani arriverà la Bora e dobbiamo cercare di ripararci in una baia sicura, ma se no troviamo posto c'è il piano B, ma anche il C, D, etc... Siamo in una botte di ferro!

venerdì 30 gennaio 2015

Pescatori e pigri marinai...

Kakan, giovedì 14 agosto 2014.
La mattinata comincia con il Disturbatore che sveglia la povera S.B. urlandole di preparare gli asciugamani per il bagno prima di colazione.
Dopo una nottataccia di battaglia tra barca, mare e vento, il nostro risveglio è un po' lento. Ma presto, massicci e operativi, dopo diverse soste in bagno (sarà per il pesce del porto? come dice Lambi) da parte di quasi tutto l'equipaggio, siamo pronti a partire. In navigazione incontriamo qualche barca austriaca che secondo la teoria del Cap. Leo sono pessimi navigatori: perchè? E loro mica hanno il mare? Boh. ...un'altra teoria è quella che a seconda di come e dove posizioni la bandiera in barca si capisce se sei a posto o sei un cafonaccio!
Come gli italiani a Martinis Marchi che sembrava dovessero partire in battaglia! ...(se lo dice lui!).
Passiamo una giornata all'insegna del relax nella baia "7° Cielo" nell'isole di Kakan. Dopo ore e ore di vana attesa finalmente Lambi pesca un pesce! Pare fosse un'occhiata ed i bambini gasatissimi lo chiamano gocciola-delfina. Secondo Nicolò era un pesce con la cresta. Fatto sta che quest'episodio da l'input a Lambi di continuare a pescare per tutta la giornata cercando invano di coinvolgerci tutti.
Pomeriggio giri vai in gommone con relativo reportage fotografico per la decisione dei braccioli si, braccioli no! Per cena lo chef propone una pasta pesantissima: fusilli lunghi bucati con zucchine, pancetta e frittatina d'uovo e formaggio. Il risultato è stato che dopo 10 minuti eravamo tutti collassati, chi qui chi li!!
N.B.: unica nota positiva del tentativo di Lambi di farmi pescare con lui è stata che... finalmente ho visto una stella cadente! E per finire la serata, almeno 10 volte la sigla di "Pirati Fannulloni" un successone!"

mercoledì 14 gennaio 2015

Pesce fritto a Primosten!

Riprende il Diario di Croazia 2014... sarà pure ora!

Primosten, mercoledì 13 agosto 2014.
Dopo le ultime parole famose... stanotte la metà dell'equipaggio non ha dormito per il caldo!! Ma comunque all'alzarsi del sole, eccoci in partenza verso Primosten!
Oggi c'è un vento che arriva a 22 nodi, e siamo attaccati ad una boa. Ma no problem. Le Biscio Donne si sono dedicate al 2° cambio valuta e acquisti vari, conoscendo altre simpaticissime commesse (sicuro zitelle!). Si sono imbattute anche in un macellaio pazzo che non capiva nè inglese nè italiano e per far capire il pezzo di carne desiderato hanno dovuto remixare "Nella vecchia Fattoria": Muuu? Beeh?... (per fargli capire vitello gli abbiamo detto: "Baby Muuu?"). Conclusione: il petto di pollo non voleva venderlo e ci consegna 3 bistecche giganti spropositate, alle quali non abbiamo proprio potuto dire di no.
Fatto sta che le cuoche (S.B.) sbalordiscono tutta la giuria con un'ottima bistecca al sangue per pranzo. E Lamby era tutto soddisfatto che il forte vento avesse portato via ogni puzza.
Pomeriggio torniamo tutti al paese con un taxi per evitare di bagnarci di nuovo come al mattino (quando abbiamo bagnato vestiti e tutta la spesa, pane compreso!). Micia, dopo 2 gg. di digiuno inizia a perdere le forze e su consiglio del Dott.Cap.Leo si mangia un bel gelatino. Al contrario delle aspettative della madre, Mati recupera e affronta tutta la passeggiata senza lagne. Lambi avvista una spiaggetta e si tuffa. La seguono il piccolo Conte (che da oggi chiameremo "Il Disturbatore"). e Cartuccio senza braccioli. Ma la figata deve ancora arrivare: le guide esperte ci portano a mangiare il pesce fritto in strada con vino della cantina, rosso per i maschietti e bianco per le femminucce. Ma cmq finiscono tutti lo stesso brilli, tanto che Cap. Leo da pure delle proposte di cui potrebbe pentirsi.
Torniamo a prendere il taxi e S.B. si esibisce in una danza scatenata sulla passerella con il taxista divertito e P.B. piegate in due per il ridere. Con 1 solo viaggio... (all'andata il Cap. Leo, nonostante fosse sobrio, si è dimenticato le sue infradito a bordo ed è dovuto tornare indietro!) torniamo in barca e si va quasi subito a letto. tranne il comandante che finisce di alcolizzarsi nel pozzetto con il classico J.M. che però, udite udite, fa cadere a terra riducendo il teak a pois!!! Aihaihaih Cap. Leo vedi che fa il vino?

martedì 6 gennaio 2015

Poesia dell'Epifania III parte

LA POESIA DEI RUOLI A BORDO - Parte III
Il timoniere e il tattico
 
Appena più dietro, rovescio sul timone, tra introspezione ed autismo siede lui. Il sensitivo, il leggendario, il divino timoniere. Vive in una realtà unica, compressa in uno strato sottile, un mondo laminare dominato da filetti fluidi in perenne scorrimento. Li vede entrare dal dritto di prua, li sente vibrare lungo il mascone di sottovento, li percepisce fremere lungo la carena e li accarezza mentre risalgono lungo la pala del timone. Gli pervadono la mano, gli percorrono il braccio invadendogli l’intero corpo per sfociare finalmente nel cervello, dove si mescolano all’altra acqua che vi trovano dentro. L’abilità maggiore risiede proprio nel fluttuare armoniosamente assieme ai filetti stessi e, vibrando come uno spermatozoo, il divino timoniere cerca la sua boa neanche fosse l’ovulo da fecondare. Lui non parla, geme. Non timona, freme. Non regata, compone, lui che del moto ondoso è sia lo scultore che il pittore.

Alle sue spalle, appollaiato nel suo eremo, si erge torvo l’essere umano straziato dal dubbio. Pur non muovendo un solo dito, sopporta stoicamente tutto il peso della regata. Lui è il tattico, la mente creativa, l’amletico. Lui realmente non è sulla barca, lui vive più in alto, con la testa tra le isobare. Orzare o poggiare, virare o strambare: questo il dilemma. Dei massimi sistemi, della vulcanologia, del buco dell’ozono, della tettonica a zolle, della stessa volta celeste, è il grande analizzatore. Le sue sudate meningi, del vento vivono ogni singulto, ne ricercano il ritmo, ne studiano il respiro, per poi finalmente prendere la grande decisione: facciamo come gli altri!!

martedì 30 dicembre 2014

Poesia di Capodanno II parte

LA POESIA DEI RUOLI A BORDO - Parte II
Il drizzista, i sail trimmer e il randista

Appena più a poppa armeggia il drizzista. Lui è un flemmatico pianista. Dalle sue tastiere sgorga una musica strana, intonata con la sola intensità del vento. Pignolo come un farmacista, tormenta continuamente le sue drizze, le lunghe corde delle sua enorme arpa. Prima le tira, poi le molla, quindi le cazza un poco. Il suo lavorìo è eterno, alla costante ricerca della tensione perduta. Trascorre intere boline ad accordare le sue drizze, ma appena si avvicina all’intonazione ottimale, la vela deve essere ammainata ed il certosino lavoro iniziato da capo. Quando si arriva in boa poi, il laborioso musicista diventa Figaro: tutti lo vogliono, tutti lo cercano. Deve issare lo spi con una mano, ammainare il genoa con l’altra, lascare base randa con la bocca e filare quattro centimetri di drizza col piede.


Ma alle spalle del pianista, sempre pronti a coglierne il più piccolo errore, vivono loro, i famigerati sail trimmer. Loro sono due romantici visionari. Vivono prigionieri di un utopia, riprodurre la forma ideale, quella che da piccoli videro in sogno. Da allora osservano le vele in struggente contemplazione, si compiacciono della forma ottenuta, avanzano il punto di scotta di due millimetri, lascano un pizzico il meolo del genoa, pretendendo l’ennesima regolazione alla drizza. Sono fatti così, sono i depositari dell’ “ala perfetta”. Ma dove raggiungono l’apoteosi, è quando si gonfia lo spinnaker. L’ enorme pallone gonfiato racchiude a stento la smisurata autostima che i due rabdomanti del vento hanno di se. E più sono tronfi, più le cuciture si tendono nello sforzo vano di contenere tanta sapienza.

Alle loro spalle siede il povero randista. Lui ha tra le mani un problema grosso come una casa. Tira su il carrello, lasca la scotta, cazza il vang, pizzica il cunningham ma non c’è niente da fare, il riverbero del sole sulla randa continua a dargli noia. Il randista è come un pescatore che ha preso un pesce enorme. Cerca di sfiancarlo ma la sua è una lotta impari, in cui la bestia non si arrende mai. A lui è capitata la più grossa sfortuna: gestisce il timone che la barca ha nel vento ma a differenza di quello vero, che sta ben nascosto sott’acqua, il suo, tutti lo vedono. E ognuno dice la sua. Più il vento sale, più i consigli aumentano: su di carrello, cazza la base, prendi il paterazzo. Ogni filo d’aria offre all’equipaggio l’atteso pretesto per tormentarlo. Di poppa o di bolina, di lasco o di traverso il supplizio non ha tregua. La sua vela, l’immane randa, è infatti come la iella: non si ammaina mai.

martedì 23 dicembre 2014

Poesia di Natale I parte

Da amici di vela e di regate ho ricevuto questa lunga poesia dei ruoli a bordo. Così ho pensato di suddividerla in tre puntate settimanali, come Regalo di Natale, auguri di Buon Anno e per l'Epifania che tutte le feste si porterà via!
Buone Feste a tutti i lettori del blog di SEA AMOR!
 
LA POESIA DEI RUOLI A BORDO - Parte I
Il prodiere e il due

Davanti a tutti c’è Lui, il divino, il predestinato…il prodiere. Incarnazione velica della libertà, tra le sue esperte mani prende corpo il fato, innanzi al suo gelido sguardo, si schiudono le sconfinate vastità dei mari. Il suo non è un ruolo, è una missione e del suo operato, rende conto solo a Dio. Lui è il Creatore e con un semplice gesto materializza il prodigio della resurrezione delle vele dai sacchi, lui è l’ispirato artefice del miracolo eccelso, dona e toglie la vita alle vele, ma è in partenza che il nostro eroe trova la sublime esaltazione. Come Mosè nel Mar Rosso, così in quei drammatici attimi conduce il suo gregge tra le insidie del pre start. Pontificando col breve gesto della sua ispirata mano sprona, frena e dirige l’intera manovra ed in quegli attimi di onnipotenza, il suo già smisurato ego diviene talmente incontenibile da assumere persino tinte magnanime, tanto da permettere al suo chierichetto di rimboccare mestamente il “grembiule” del fiocco.
 
Al chierichetto spetta l’ingrato compito di materializzare tutti i miracoli orditi del vate di prua. E lui issa, piega, ammaina, impacchetta, broglia e sbroglia tutte le vele che capricciosamente vengono chiamate. Lui vive nell’ombra e gli spetta l’ingrato compito di districare tutto ciò che la natura intreccia. Sua è la colpa se lo spi si incaramella, se il tangone si inceppa o se il genoa si bagna. Se l’intricata matassa si dipana, il merito sarà del divino prodiere, ma se avviene anche il più piccolo intoppo, la colpa è già chiaro su chi andrà a ricadere. Il due vanta infatti un’originale caratteristica: emergere dall’ombra solo quando avviene l’errore. Ma il chierichetto, ha una fede ben salda, la fatica e le urla non gli pesano: lui soffre in silenzio perché appartiene ad una setta ristretta, quella degli apprendisti prodieri. Fedele come un segugio, silenziosamente osserva ogni mossa del suo celebrato vate di prua per carpirne i segreti riti e magari, un giorno, anche il ruolo.

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