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venerdì 13 giugno 2014

Troppa pioggia per un fuoribordo anziano.

Kakan, mercoledì 28 agosto 2013.
L'ipotesi che abbiamo fatto è di fare l'uscita da Kremik, fare il pieno, fare un giro e rientrare a Pescara.
Il tramonto dal 7°Cielo
In realtà, l'uscita doganale da Kremik, come immagino anche l'entrata, è davvero complicata. Intanto devi per forza ormeggiare al modo dogana. Cosa che a Komiza o Vis non ti chiedono. Dopo, e solo dopo che sei ormeggiato (e SEA AMOR c'ha sgrugnato pure la prua) chiamano la polizia.
Abbiamo atteso un ora, tanto che abbiamo fatto il pieno con le taniche, visto che il benzinaio ha riaperto. E qualcosa sui consumi di quest'anno non mi torna, perchè anche non avendo mai fatto il pieno (ma quasi) ho calcato di aver messo... 170 litri?!?! In un serbatoio da 150, mi sembra una magia.
Partiamo giusti giusti sotto un nubifragio, che le altre barche non si vedevano a 50 metri. La robba stesa ad asciugare, bagnata la sera prima... è rimasta sotto l'acqua.
Il gioco dell'estate: annodiamo le cime di Papà.
Io mi fradicio per la pioggia che passa dalla chiusura lampo del tendalino!
Aspettiamo un pò, poi sappiamo che migliorerà, e proseguiamo per KAPRIJE e KAKAN.
Nella Baia Paradiso ci saranno 50 gavitelli a 200 kune, per noi. E 55 persone per un anniversario di nozze occupano il ristorante BaBaLu. Noi ripieghiamo al 7°Cielo e ci sembra un'ottima alternativa, anche se ci vogliono 5 minuti buoni di tender, che finora non ha fatto mai le bizze... vedremo!

Lojena, giovedì 29 agosto 2013.
La notte a Baia Paradiso è stata funestata da una botta di bora, che più che altro faceva sbattere i panni stesi ancora ad asciugare.
Partiamo e veleggiamo perfetti verso le INCORONATE. Il panorama cambia e ora ci sono moltre più vele in giro. Più di tutte quelle viste verso Dubrovnik.
Arriviamo precisi per i quattro gavitelli del ristorante Piccolo. Il parco delle KORNATI ci accoglie con un bel cartello e due simpatici guardiani che ci fanno lo sconto. Bella la baia, buono il ristorante.
A sera un italiano tenta in tutti i modi di mettere ancora e tre barche croate, con dozzine di persone a bordo ciascuna, tentano di mettere le cime a terra, ma niente da fare: l'ancora di tutti non tiene.
Liberiamo l'immondizia come da regolamento del parco. Alex mi ricorda la luce in testa d'albero! Mi prendono in giro con uno scherzo mattutino e il fuoribordo... muore. Forse è la volta buona?

venerdì 22 marzo 2013

La tensione dei pistacchi.


In attesa della prossima regata e della Santa Pasqua, riprende la pubblicazione del Diario di Bordo Croazia 2012, scritto e diretto da Arianna, con la collaborazione di Stefania in rosa e gli interventi in blu del sottoscritto.

Gradina, sabato 18 agosto 2012.
Ari: Mattinata a Palmizana, chi in spiaggia chi al parco giochi, pranzo e poi veleggiata verso Korkula.
Più che altro l'autopilota si è divertito con il gennaker.
Arrivati a Gradina, Federico tenta in vano di mettere in moto il fuoribordo... mezz'ora abbondante di tentativi a vuoto.
Federico da la colpa alla miscela, il carburatore, la candela, il rubinetto della benzina... resosi conto che i componenti di un motore a 2 tempi sono finiti, maledice Pagasus!

Avevo detto che il fuoribordo sarebbe tornato a colpire. Che motoraccio str..., bello e bravo! Ché poi mi sente e non parte neanche la prossima estate, con tutto che gli ho regalato ben due candele nuove di zecca. E chiaramente quando le ho provate è partito senza neanche finire la corsa della cordicella. Pegasus invece aveva pensato bene di fare apprezzamenti positivi anche sul fuoribordo, ricordate l'augurio fatto in partenza che trovate qui? Era suo.

Alla fine il motore parte e lui rientra a bordo lamentando fori dolori al braccio derivanti dal notevole sforzo.
Prima di cenare al ristorante, apparecchiamo per l'aperitivo e Federico si getta famelico sui pistacchi. Dopo circa mezz'ora si ferma lamentando forti dolori alla schiena secondo lui provocati dal notevole sforzo fisico profuso nello sbucciare i pistacchi!
Tutti ci guardiamo attoniti...

Stef: Questa baia non mi piace, certo è un punto di passaggio prezioso... ma non mi piace affatto. L'anno scorso mio figlio si è fidanzato con una triestina, quest'anno ha ammazzato una farfalla che abbiamo guarito con la medicina magica rossa.

venerdì 23 novembre 2012

La grotta blu di Bisevo

Torna il diario di bordo Croazia 2012. Le regate per quest'anno sono finite, ma proseguono le uscite autunnali, che saranno presto documentate in tutta la loro umidità.

Rukavac, Isola di VIS, mercoledì 15 agosto 2012.
Alle ore 08,00 si sciolgono gli ormeggi e ci dirigiamo verso l'isola di BISEVO per tentare di visitare la grotta blu, visto che ieri non ci siamo riusciti.
40 Kune a testa (i bambini non pagano) ed entriamo con il tender a remi. Prima Fede, Stef e Ale e poi la Pand family.
MERAVIGLIOSA. L'ingresso è un pò angusto (1.5 mt. di altezza) ma poi dentro si allarga mostrando uno spettacolo incredibile. Claudio, non accorgendosi di una grossa apertura che faceva entrare la luce del sole (che dava quel colore) dice: Ma ci hanno messo i fari, ecco perchè è così blu!
Bagno a Stiniva per tutti, tranne che per Fede che è rimasto a sistemare il motore tender.
Ormeggiati al gavitello a Rukavac abbiamo pranzato, fatto il bagno in una spiaggia splendida e cenato al ristorante "Dalmatino". Vi dico solo che il formaggio pecorino costava più del pesce (al Kg. 450 Kune contro 370 del branzino) ...ottimo!
Federico disapprova il nostro modo di entrare in tender: Cosa non vi è chiaro nella frase "fate salire prima Claudio"?!?
Stasera Claudio ne ha combinate due:
  1. ha mandato la cima del tender nell'elica del fuoribordo
  2. ha "imbrallintinato" il teck di SEA AMOR.
Aggiungo che per visitare la grotta la barca non può essere ancorata ma bisogna fare il condor e volteggiare insieme a tutti gli altri skipper, più o meno gentili e competenti. Quindi abbiamo fatto bene a salpare presto da Komiza, pena una lunga attesa per entrare (il numero di presenti nella grotta è limitato) e traffico di barche all'esterno.
Dopo la bella sorpresa avuta dal fuoribordo nella gita dei Mascolisti, il motore è tornato se stesso. Ha perso la leva dell'aria e ha cominciato a fare i capricci in partenza, proseguiti per tutta la vacanza. Ma poi... alla fine... purtroppo solo quando siamo tornati a Pescara... ho capito. Meglio tardi, che mai!

venerdì 3 agosto 2012

Mascolisti alle Tremiti!

Sabato 28 e Domenica 29 luglio 2012.
Finalmente. Dopo due stagioni di rincorse, inviti, scuse e ritardi, SEA AMOR ha felicemente ospitato un gruppetto ristretto di amici in fuga dalle proprie donne di casa...

Il quintetto di marinai era il seguente: il sottoscritto, Andrea che ogni volta che incontro dice: quando ci porti in barca?, Massi che vorrebbe venire sempre, Daniele dei iDiso Brothers, fratellino dell'Australiano (vedi qui) e membro di equipaggio di Vahiné (e qui) e soprattutto l'inaffondabile corazzata Valerio, il primate genetico dei Mascolisti di SEA AMOR.
Ma veniamo alla ricca cronaca del w.e. che ha reso questo post pieno di topic.
Venerdì sera siamo di partenza e sembra una di quelle gite che si fanno da adolescenti: prepariamo la cambusa, facciamo il piano di navigazione, organizziamo le cabine, fissiamo l'orario di partenza... e via, verso il Marina di Pescara, anche se due fenomeni si portano il trolley (incredibile!).
Purtroppo anche se si è detto "senza donne", l'equipaggio viene incastrato dalla ragazza di Valerio. L'idea era di preparare la barca, mangiare qualcosa, dormire poche ore e salpare per la traversata verso le Tremiti. Macché. Con grande maestria la coppietta ci porta al Plinius: "dai che si trova subito dopo il ponte" (a me sembrava quasi Montesilvano), "dai che mangiamo il pesce buono" (avremo mangiato una pagnotta a testa di pan grattato con un leggero sapore di pesce... Massi di che sa la sogliola tua? Di limone, e la tua?), "dai che c'ho voglia di sabbia e di brace" (ma soprattutto ci sono le più belle palme arancioni del litorale). Alla fine, mangiato male, speso troppo, fatto tardi, però... Oh? Eh!
E' il primo topic di questo w.e., si allargano le braccia e: Oh? Eh!
Arriviamo in barca alle due di notte. Valerio ha male al pancino e va a dormire (incredibile!). I Mascolisti rimasti si guardano in faccia, al buio, e decidono di andare. Lo skipper ha bisogno di compagnia e Massi, Andrea e Daniele si alternano in pozzetto. Bravi. Senza troppa fatica arriviamo alle Isole Diomedee.
Ci mettiamo al gavitello di Vincenzo, che si rivela sempre molto gentile. Valerio risorge dal loculo, anche se a onor del vero, alle 8 di mattina, andando al bagno, si era informato se tutto stesse andando per il meglio. Sono convinto che se gli avessi detto che avevamo colpito un iceberg avrei ottenuto la stessa risposta: Mhm! Beh, per lo meno il tender lo gonfia lui.
Il fuoribordo anni '80 senza l'insonorizzatore fa un gran casino ma parte al primo colpo. I ragazzi partono per un giretto di esplorazione su San Nicola, io resto a bordo con Valerio, che dopo le telefonate di rito alla ragazza si richiude in cabina...
Ne approfitto per farmi un bel bagno sotto lo scafo, l'antivegetativa auto levigante messa qui regge bene.
Daniele alla pasta col pesto, caffè con gelato gentilmente offerto da un altro giro in tender e, prima del momento di salpare, arriva il secondo topic: "Io non sono mascolista", disse Valerio. E poi il resto dell'equipaggio ha messo del suo: "Ciao, sono Valerio, ho 43 anni e... sono Mascolista", "Tutti a bordo del Mascolista Latino", e molte altre che spero finiranno nei commenti.
Prua sul Marina di San Pietro a Termoli. Lungo la rotta, ancora tutta a motore, incrociamo un paio di gommoni che con la manetta tutta abbassata ci passano molto vicini. Un bel tonno salta fuori dall'acqua, ma lo vedo solo io. Ormeggio. Doccia tutti insieme neanche fossimo al militare. E via, cerchiamo un ristorante nel bel centro di Termoli. Troviamo il Federico II. Andrea chiede se sul pesce mettono il pan grattato. No-o?! Allora mangiamo qua. Tutto buono. Un'orata e una spigola dagli allevamenti di Trani. Ci vuole un sacco di tempo ma spendiamo come a Pescara... ho detto tutto.

L'equipaggio con la divisa di SEA AMOR offre tutto il suo splendore allo struscio della sera. In giro a fare vasche notiamo sempre le stesse facce, e loro notano noi. Si dice che alcune ragazzine si siano avvicinate a Valerio e Massi (gli altri avevano ceduto le armi, subito dopo il terzo e ancor più bello topic di Valerio). "Ma voi siete qui per le regate dei 3 mari?" e i due Mascolisti hanno accesso tutti gli special: "Certo che siamo qui per le regate"... poi più niente, pare.
Qual'è stato il terzo topic? Eccolo: "Andiamo a prendere una cosa da bere, mica mi vorrete portare a dormire adesso dopo che ho fatto una giornata in alta campagna!", ridisse Valerio.
La mattina, nuovo rituale del bagno stile truppa. Salpiamo per il rientro. Bagno al traino. Avvistati delfini. Ed ecco il vento. Un bel maestrale tra Vasto e Ortona di circa 12 Kn. Certo è proprio sul naso, ma SEA AMOR mostra le sue doti veliche arrivando senza fatica e con il tendalino aperto ad una velocità di 6.9 nodi in bolina.
Al timone, manco a dirlo, il fratellino dell'Australiano. Gli altri alle manovre, Valerio riesce a sdraiarsi a testa in giù. Poi l'ultimo topic: "Fede ma non c'hai un mazzo di carte che ci facciamo una briscola?", disse Valerio. E poi il resto dell'equipaggio ha messo del suo:"Certo, abbiamo un mazzo di carte piombate". "Non hai quelle col velcro?".
Il vento cala giusto al cambio di timoniere. Secondo me Daniele ha mollato la ruota ad Andrea sapendo che non sarebbe durato ancora molto. C'è il tempo per un ultimo tuffo con Gianni Morandi a tutto volume. Mi accosto al distributore. Faccio il pieno. Faccio un numero in uscita, a cui ancora ripenso. Ormeggio. Doccia e la ragazza di Valerio è in banchina che attende con ansia il suo bel marinaio.
Alla prossima Mascolisti.
SEA AMOR vi aspetta sempre per una partita di briscola o una gita in campagna. Oh? Eh!

venerdì 21 ottobre 2011

Prima o poi bisogna andar...

Vinogradisce, mercoledì 10 agosto 2011.
Impegnativa traversata da VIS a HVAR, 24 nodi e mare forza 5. Bolina strettissima. Insistente (via radio) tentativo di entrata al porto di Palmizana non riuscita (ore 11). Arte alla radio: "Marina Palmizana, marina Palmizana, marina Palmizana, here Sea Amor, Sea Amor, Sea Amor, at the entrance of the port: we have a infant on bord and we need to get in the port for tonight please... over".
"Here marina Palmizana, we are completely full... over and OUT!"
Ancoraggio nella baia opposta al porto (stupenda) di Vinogradisce.
Ancoraggio molto complicato fatto di infiniti tentativi causa terrore scogli e ancora troppo leggera. Dalle 13 alla 15.30 barca in movimento con aiuti esterni barca vicino.
Arte in acqua con cime lunghe da piazzare sugli scogli, compresa catena pesantissima.
Alle 15.40 qualcuno ha detto "Aho, ma sò le quattro! Mangiamo??!"
Pomeriggio Ale, Mamma e Caponeri passeggiata per pineta e raggiungimento del porto a piedi per conquistare il posto al marina per il giorno dopo (tutto Stefania); Arte dormiva, Elvira lungo bagno. Federico a controllare la distanza dagli scogli.
Cena al Meneghello con mazzata di tipo italiano.

Per forza! Tutto sommato la traversata andava fatta. Ho provato SEA AMOR in queste condizioni. E con tutto l'equipaggio a bordo. La mamma con il cucciolo si sono posizionati al centro del pozzetto, seduti spalle al tambuccio. Hanno faticato parecchio anche loro. Forse non era la miglior posizione.
Durante la bolina ho preferito tener il motore accesso, in modo da stringere il più possibile tenendo la barca piatta. Tutta randa scaricata di balumina e tutto fiocco. Divertente, ma accidenti quanto sale. Eravamo tutti imbiancati. Sul fuoribordo di colore nero sembrava avesse nevicato. 

I Verità delle vacanze in Croazia: se c'è brutto tempo (anche solo previsto) i marina sono pieni già dalla mattina.

In questa prima settimana di vacanza, la seconda di agosto, era anche pieno di flottiglie straniere. Notevoli con le bandiere della propria nazionalità in bella mostra sulle sartie, di sinistra o di dritta, tanto erano tutti charter croati senza il problema di dove issare la bandiera di cortesia.
II Verità delle vacanze in Croazia: devi ancorare con cime a terra? Solo se il vento soffia lungo la linea di ancoraggio e sempre su due punti a poppa. La cima meglio su alberi che su rocce taglienti.
Per la pressione del vento, anche solo di pochi gradi oltre la prua, esercitata sullo scafo non esiste ancora che possa tenere. Il motoscafo di Bari che ci ha aiutato (davvero gentili, soprattutto quello che ho pensato fosse il marinaio dello scafo grigio che si vede nella foto e che si è meritato il piccolo cadeau di vino locale offerto da SEA AMOR) aveva filato 70 (settanta!) metri di catena da 12mm e 40Kg di ancora. Ti credo che stava fermo.
Noi: Fila la catena. Fondo all'ancora. Indietro col motore. Artemisia si tuffa con la prima cima. Dai catena. Prendi la cime da Arte. Prepariamo l'altra cima sottovento (che stanotte gira sicuro). Mettiamo un pezzo di catena intorno allo scoglio. La porta Arte ha nuoto. A nuoto? Vabbè, speriamo non la metta intorno al collo. L'ancora non fa testa, stiamo andando a terra con la poppa perché fa perno la cima sopra vento. Ricominciamo, che ci aiutano i vicini con il loro tender. Fila 50mt di catena. Si blocca il verricello, come ha fatto Caponeri? BOH? Ha bruciato un fusibile! Indietro col motore. Il tender del vicino prende la nostra cima di terra nell'elica. Resta fermo con la barca per carità. Prendi la cima. Fissa quella sottovento. Recupera catena per avanzare. L'ancora non fa testa eddue! Ma sai che c'è? E' il momento della WORLD'S BEST ANCHOR.

E andiamo a dormire stanchi morti dopo questa giornata grazie alla leggendaria ancora FORTRESS. Con neanche 30mt di cima ha tenuto tutto lei. Chiaramente afforcata sopra vento dal tender dei vicini tornato in funzione.

venerdì 29 luglio 2011

Il ponte del 2 giugno

Il ponte della Repubblica SEA AMOR ha dato un passaggio ad una farfallina diretta alle Tremiti.

E una volta arrivati all'arcipelago l'equipaggio delle Tre-miti(che), di nuovo a bordo, si è concesso un tour delle isole: lo scoglio dell'elefante, le grotte, un polipetto sotto riva che ha anche tentato di tentacolare un piede di Elvira.
Questa volta un nuovo marinaio si è aggiunto per la prima volta alla ciurma... Un vero esperto in tecnologia, qui lo vedete istruire le ragazze sul corretto uso del telefono di bordo!
Quelle stesse ragazze che hanno pensato bene di scendere a terra dimenticandosi del sottoscritto e di Artemisia... ma che si lasciano a bordo due rematori del laghetto di Villa Borghese così? Toh, sembriamo i Navy Seals!
In ripartenza dalla spiaggia il motore fuoribordo, quello che non partiva mai (vedi qui), al primo colpo si mette in moto e diamo una bella spuzzettata di miscela a tutti i bagnanti... c'è mancato davvero poco che non ci lanciassero qualche pietra, ma i bastoni degli ombrelloni lì ho visti agitare come forconi! E che sarà mai un po' d'aria di città anni 80'.

venerdì 13 maggio 2011

Le Tre-miti(che) a Pasqua

Eccole:

Come da programma (vedi post Aprile), sabato santo SEA AMOR è salpata alle ore 04,30 dal Marina di Pescara. Il fondale ancora non dragato nel canale di accesso è stato accecato, come tutti a bordo, dal potente faro manovrato dalle sapienti mani di Artemisia (la prima a sx delle Tre-miti(che))
Rotta I.S.Domino, letto come è scritto sulle carte dell' I.I.M..
Mare calmo, vento debole da SE, velocità di crociera 7 Kn, tempo di navigazione 8 ore.

L'atterraggio è stato dei più piacevoli, con lo scirocco che è andato rinfrescando, tanto che abbiamo fatto il giro dell'arcipelago con tutte le vele a riva.
Il timone è girato di mano in mano, e anche Elvira (la terza a dx delle Tre-miti(che)) ha potuto dimostrare di che pasta è fatta a tutte le capre di San Nicola che si affacciavano dalle rocce.

Poi... come raccontare cosa è successo, da dove cominciare?

sabato 12 marzo 2011

Fuoribordo Anni '80

Eccolo qui il mitico fuoribordo Mercury due tempi da 3.5 cavalli.

Regalo del suocero. Un gran regalo solo perché immatricolato 1984, ho detto tutto!.

Tanto per capirci, in quell'anno sono usciti i seguenti film:
Ghostbuster
La storia infinita
Amadeus
Non ci resta che piangere
Nightmare - Dal profondo della notte
Dune

solo per citare quelli che mi ricordo.

Ma soprattutto in quell'anno è uscito il leggendario "L'Allenatore nel Pallone"


Nel post più in basso troverete altre info sul funzionamento del motore a due tempi, e la classifica dei dischi più venduti del 1984.

sabato 5 marzo 2011

I Sondaggi di SEA AMOR: il Tender

Vince il primo sondaggio di SEA AMOR....: Tender da esplorazione.

Quindi andiamo verso il probabile acquisto di uno Zodiac Cadet Aero 240



Queste le caratteristiche tecniche dal sito Magazzini Rossi:

Tender Zodiac modello Cadet 240 Aero con fondo gonfiabile H2P, lunghezza fuoritutto 2,40 mt.
Il gommone tender della serie Cadet di piccolo ha soltanto la misura; conserva infatti molte caratteristiche dei battelli pneumatici più grandi come il diametro progressivo dei tubolari (particolarmente adatto anche alle motorizzazioni 4 tempi), tessuto resistente Strongan Duotex, panchetta amovibile, scalmi basculanti, bottaccio rinforzato, specchio di poppa termosaldato. Il pagliolato gonfiabile H2P Light Roller ad alta pressione semplifica unisce comfort e leggerezza. Prepararlo è semplicissimo in quanto basta gonfiare tubolari e fondo, mentre per riporlo nella sua sacca basta arrotolarlo da sgonfio.

- Misure fuoritutto 2,40 x 1,54 mt.
- Peso 27 Kg, omologato per 3 persone.
- Motorizzazione massima consentita 4 cavalli a piede corto.

Pesa un pochino tanto, ma visto che voi lo avete votato... voi lo salpate a bordo.

A cosa serve il Tender to SEA AMOR? Ecco un paio di articoli di SoloVela.


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