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venerdì 3 ottobre 2014

UEH!? ...Chi siete?

Komiza, ancora sabato 9 agosto 2014.
Questo post del Diario Croazia 2014 lo faccio io. SailorMoon Paola Biscio ha preso servizio alla penna d'oca dal giorno dopo il nostro arrivo a Komiza... e non so perchè si è persa questa giornata.
Comunque... facciamo il solito marciapiede per scendere sul molo altissimo del porto. Sono convinto che sia conveniente ormeggiare di prua... sarà per la prossima volta.
Scendo a fare le "Carte" per l'ingresso. Da quest'anno la Croazia è nell'Unione Europa a tutti gli effetti, tranne chiaramente per l'uso della moneta unica. Ma di fatto non mi sembra che le procedure di entrata o (peggio) quelle di uscita, siano cambiate di molto. Anzi. Fate un salto sui precedenti post per una comparazione.
Tanto per cominciare ho scoperto che da quest'anno la Capitaneria di Komiza la domenica è chiusa. E menomale che siamo arrivati di sabato. Lì per lì ho pensato: beh, in caso dovessi arrivare di domenica, passo un giorno free e quello dopo atterro a Vis-paese per fare l'ingresso. Ma dopo aver ricevuto un trattamento assurdo per fare l'uscità, e non a Komiza ma da un varco aperto tutto l'anno come quello di Sibenik... ho avuto l'impressione di essere un pochino più ad est dell'Europa.
Finito tutto, finalmente un pochino di sonno e qualche tuffo dai materassoni della solita e sempre bella spiaggia della chiesetta.
Non c'è niente da fare, Komiza per noi is number one. L'isola di Vis per iniziare le vecanze in Croazia ha sempre il suo perchè. Inoltre, continua la sua crescita. Più turisti, più vitalità e più servizi... ma (e questo deve essere il quarto "ma" di questo post) quest'anno abbiamo fatto un strana scoperta: i panettieri croati hanno qualcosa che non và! Sembrano posseduti... dall'antipatia.
Per saperne di più continuate a leggere i prossimi post di Paola Biscio.

venerdì 16 maggio 2014

Slalom e King Bed galleggiante.

Komiza, sabato 24 agosto 2013.
La traversata di giorno ha solo un piccolo difetto: se c'è mare calmo, il sabato è pieno di motoscafi e gommoni che fanno a gara a chi arriva prima a Pescara. Non guardano avanti, ovviamente!
Tengono gli occhi sul vicino e sono esattamente sulla tua prua e sulla stessa rotta.
Da che parte accosti?
Certo sempre sulla dritta... dove c'è l'altro concorrente del campionato off-shore... allora slalom.
Avremo incontrato una trentina di barche. E nel contempo avremo ucciso una dozzina di tafani.
Con Alino (il nuovo equipaggio caricato al distributore di Pescara) abbiamo anche cercato il nido, pensando che fosse a bordo. Chissà da dove erano arrivati.
Con l'areatore del motore guasto ho fatto prendere un pò d'aria al vano, ogni tanto. Arrivo puntuale anche stavolta per le 20,00.
In banchina ci aspetta Alex e la Mamma. Un gommone non ci vede arrivare e Alino si presente subito a Komiza, cacciando un urlo da Curva SUD.
Neanche il tempo di mangiare che crollo... Buonanotte.

Komiza, domenica 25 agosto 2013.
Sveglia comoda, tempo brutto, Capitaneria... "Chi è lo skipper?". "Allora gli altri fuori... passeggiare... pescare... mangiare....!"
"Solo solo."
"Ok, siedi lì..."
Il nuovo equipaggio: Alino e Alex.
Giornata di spiaggia con i materassoni! Ma come ho fatto a non pensarci le altre volte. 10 kune un ora, 20 kune 3 ore e prendi un King Bed galleggiante troppo divertente. Altro che sassetti!
Con Alino ci mettiamo anche a remare con le infradito. Performanti.
Accanto a noi ormeggia CELEBES. Stef prende la scossa dal loro cavo elettrico... Cavo da cambiare e presa di SEA AMOR da prestare.
Cena al ristorante Koba, dove la vasca delle aragoste ne conterrà una cinquantina. Prendo la ricciola in umido con capperi e gli altri l'agnello alla griglia. Meglio loro, sicuro.
In banchina c'è scirocco forte e si balla parecchio con la risacca della baia.



venerdì 2 maggio 2014

Komiza - Pescara - Komiza: round trip.

Archiviate le regate (salvo sorprese dell'ultimo momento) e prima di finire in cantiere per carenaggio e messa a punto della prossima estate, devo finire la pubblicazione del diaro di bordo Croazia 2013, altrimenti rischio di partire in sovrapposizione di vacanze!

Komiza, venerdì 23 agosto 2013.
Ventiquattro ore e passa di navigazione mi attendono. Non c'è via di scampo. Stef vuole fermarsi con Alex a Komiza e sembra cha la Meteo sia favorevole.
Pratiche di uscita per i soli rientranti a Pescara, compreso lo Skipper. Non mi sembra proprio sia cambiato qualcosa con l'entrate in Europa.
Mi dimentico di fare pipì prima di salpare con raffiche di 12 nodi al traverso. Esco con il timone scontrato e non ci faccio caso, poi mollo la cima sopravvento per farla recuperare e momenti finisco con la poppa sulla prua e sul corpo morto del motoscafo sottovento. Ma non perdo la calma, anche perchè sono incosciente.
Gli austriaci sopravvento tirano un sospiro di sollievo e la moglie del barese sul motoscafo fa scappare un urletto, senza motivo. Vabbè, sono fuori senza danni.
Giriamo Vis e scopriamo che Stiniva, la bella baia romantica e selvatica è chiusa alle barche. Si entra solo a nuoto. Andiamo a Srebrena. Bagno. Pranzo con ottimi spaghetti al tonno. E con una certa tristezza a bordo, che neanche i bambini riescono a nascondere, ci avviciniamo a Komiza per sbarcare chi resta.

Sabato 24 agosto 2013, in navigazione Komiza - Pescara - Komiza.
Stef ha preso una stanza all'albergo di Komiza. Si è affacciata dal balcone per salutarci e via. Un pò di onda in partenza che con il buio si calma. Guardo un paio di film davvero inutili e becchiamo pure un paio di temporali che ci rendono sempre contenti.
La luna calante sorge verso le 22 e ci accompagna per tutto il viaggio. Davvero una bella luce-guida.
Un paio di giganti del mare ci passano sul didietro dopo che tagliamo la loro rotta a prua. Il secondo è davvero bello grosso e con la luce lunare incombe un certo terrore in Arianna che mette i braccialetti orientali per la paura dei mostri marini.
Un incredibile corrente ci fa rallentare fino a 6 nodi, ma poi recupariamo e alle 07,00 in punto ci avviciniamo al buncheraggio del Marina di Pescara. Devo aver fatto male i conti del consumo perchè continuo a mettere litri con il self service. Alla fine mi fermo a circa 75 litri, quando pensavo che ne bastassero 50.
Sincronizzato il cambio di equipaggio e la raccolta della crostata della suocera, e via. Come back to Komiza, partenza ore 07,30.

venerdì 27 settembre 2013

Riposino pomeridiano a Komiza

Komiza, martedì 13 agosto 2013
Ormeggiato in molo semideserto, svolto le pratiche burocratiche e poi tutti a fare il bagno alla spiaggia davanti alla Chiesetta.
Il molo non era molto affollato, ma il numero di barche al gavitello e all'ancora era davvero esagerato.
Alex prova a nuotare con gli occhialini che Emma e Luca gli hanno regalato e parte subito con delle belle immersioni. Un piccolo squaletto.
L'acqua è limpida e fresca... molto piacevole.
Torniamo in barca per pranzare e per cercare di riposare perchè la notte precedente nessuno ha riposato proprio bene.
Ma dopo pranzo, invidioso del salvataggio del piccione di Ari (vedi qui), Fede si immerge per andare a recuperare il manico che si è sfilato dal mezzo marinaio.
9 metri in apnea con il pranzo sullo stomaco... un EROE!
Poi uno degli ormeggiatori al porto ci viene a dire che dobbiamo cambiare posto e Stef schizza come una molla dicendo: "Sì va bene, ma prima vengo a vedere dove!".
Un pranzo movimentato... non c'è che dire!
Pomeriggio bagno alla spiaggia dietro il molo e poi tutti a dormire perchè domani mattina Fede e Claudio hanno la sveglia alla 4 e 30!


venerdì 14 giugno 2013

Da Komiza alla base...

Komiza, venerdì 24 agosto 2012.
Stamattina ci siamo alzati con molta calma, il sole scottava e non c'era un filo d'aria.
Siamo riusciti a fare spesa in 4 posti diversi in momenti diversi.
In questi ultimi 2 giorni abbiamo avuto un po' di problemi con le carte di credito e con i contanti. Stef e Ari lamentano mal di schiena, ma stoiche non rinunciano neanche un secondo ai loro doveri di madri e mogli.
Bagnetto prima di pranzo al Bunker di Rogacika e poi rientro verso Komiza.
Arianna è stata soprannominata la signora delle frittate.
Davanti a Komiza abbiamo visto 2 Canadair intenti a spegnere un incendio sulla montagna subito dietro il paese.
Ci fermiamo al gavitello davanti alla spiaggia con la chiesetta bianca dove ci siamo fatti il bagno il primo giorno in Croazia.
Il tempo di una nuotata e via tutti in barca pronti per la traversata che inizia piuttosto maluccio... vento e mare proprio durante la cena dei piccoli.
Stef è KO, ma non appena la situazione migliora si riprende e ceniamo tutti insieme... non prima di essersi affettata un dito con il coltello avvelenato, mentre tagliava i pomodori.
I ragazzi dormono: Ale per primo, poi Emma e per ultimo Luca.
Noi tentiamo di vedere un film...
E' tutto. I post sul Diaro della Croazia 2012 si concludono. Una foto del tramonto in partenza, dell'alba in arrivo, dell'ingresso al marina. Un ringraziamento speciale per Arianna che si è prestata alla penna con tanto impegno.

venerdì 19 ottobre 2012

Un amico meteorologo...

Komiza, martedì 14 agosto 2012.
La flottiglia se n'è andata!!
Al posto delle svedesi ormeggia una famiglia con 4 bambini a bordo (due gemelli di 7 anni; uno di 2 anni e una di soli 7 mesi), che abbiamo poi scoperto essere la barca che la notte della traversata aveva fatto "dietrofont".
Avevano chiamato un loro amico meteorologo il quale gli aveva detto senza mezzi termini di allontanarsi da tutti quei temporali.
Alla fine della vacanza devo ricordarmi di farmi amico un meteorologo e segnarmi il cell nella mia rubrica, serve sempre!
La gita alla grotta blu che avevamo prenotato ieri sera è saltata a causa delle onde, ma soprattutto delle nuvole.
Il salvataggio del piccione! Arianna racconta:
In porto due ragazzini si mettono a rincorrere un piccione tanto che invece di volare per sfuggirgli si tuffa in mare... e no cacchio, sotto i miei occhi no!
Non lo posso lasciare affogare lì, davanti a me!
Armata di mezzo marinaio e secchio morbido (Federico: "ma proprio quel secchio dovevate prendere!?"), incitata dai bambini e sotto lo sguardo incredulo di Fede e Claudio (e di tutti i turisti del molo, n.d.r.) compio il salvataggio!
Ora, se il piccione è vivo o morto non lo so, ma di certo non potevo far finta di nulla.

venerdì 28 settembre 2012

Ormeggio alla romana.

Komiza, lunedì 13 agosto 2012.
E' l'alba, si vede terra.
Fede e Claudio dicono di aver visto dei delfini... mah!!
Alle 12 circa completiamo l'ormeggio e parte delle "formalità doganali".
Un paio d'ore dopo ormeggiano anche i pescaresi che erano partiti un'oretta PRIMA di noi (ci tiene a sottolineare il nostro comandante).
Un piatto di pasta in barca e poi pomeriggio al mare.
Siamo capitati nel bel mezzo di una flottiglia. Baraonde di ragazzi che fumano, bevono, ballano e ascoltano musica a tutto volume.
Per l'esattezza abbiamo a destra delle giovani belle ragazze svedesi, a sinistra una barca piena di ragazzoni arrapati che fanno un casino tremendo... meno male che ad una certa ora ci ha pensato il loro "aitante e affascinante" skipper a farli tacere! Vero Stefania!?!
Aaahh... ma il drago e il delfino sopra le crocette?! Ne vogliamo parlare?!
P.S. abbiamo, senza troppi complimenti "fottuto" il posto ad un'altra barca che era in attesa dell'Anchor Manager e che, senza troppi complimenti, ci ha mandanto a fanc...o!
Devo difendermi da eventuali accuse di essere il solito romano che parcheggia/ormeggia da selvaggio.
Non la faccio troppo lunga, ma il tipo era lontanto dal molo (troppo lontano, e... ah bello così ti fai fregare facile).
C'era un posto libero vicino a un barcone turistico e lui mi ha fatto chiaramente segno (a urli e forse già qualche insulto) che ci sarebbe andato lui, quando avesse ricevuto la chiamata dell'Anchor Manager. E proprio quest'ultimo quando ha visto un posto, che si era liberato vicino a dove aveva appena finito di legare un'altra barca, ha fatto cenno a me. Che dovevo fare secondo voi (dopo la nottata che avevamo avuto)? Anzi prima di girare la barca di poppa gli ho gridato (era lontano, l'ho detto vero?) facendoli con il linguaggio dei segni: "Tu vai là e io mi prendo questo". Fine avviso ai naviganti.
Purtroppo non conosceva il linguaggio dei segni.

P.S. mio: La dogana (capitaneria + polizia) di Komiza quest'anno è stata di una efficienza inaspettata, non ho neppure dovuto compilare i moduli. Eppure mi ero portato una bottiglia di vino rosso sacrificabile (vedi lo scorso anno qui).

venerdì 6 aprile 2012

Arrivederci Croazia.

Komiza, mercoledì 24 agosto 2011.
La mattina dopo ci svegliamo nel nostro marina preferito. Tanti giochi per Alex che si sfrena fino a pranzo. Una bella coppia di austriaci presenta i propri baubbau al cucciolo, sono Billy e Bobby, uno bianco e uno nero come quelli del whisky. Stavolta mangia con pò di strilli e urli del padre. Salpiamo e subito fuori si addormenta tra le braccia della mamma. Nel canale stretto e poco profondo di Marikovac facciamo a sportellate con altre due barche.
L'anticiclone africano ha raggiunto il suo apice e il caldo è rovente. Quindi perchè andare a Vis per poi domani muoversi ancora e andare a Komiza per partire all'alba? Andiamo diretti a Komiza.
Con la randa, un pò di incroci e giriamo VIS dal lato nord.
Al molo siamo i secondi ad arrivare per gli ultimi quattro posti, tutto pieno in 10 minuti (v. VIII Verità). Fatico per il caldo e il bordo alto del molo a mettere a segno SEA AMOR. I gavitelli sono liberi e ne conto almeno 30. Buono a sapersi, ma in due con Alex meno male che ho trovato posto.
Spiaggia della chiesetta. Davvero carina, mi ricorda Fakarawa in Polinesia (confrontare la foto a sinistra). Ceniamo da Bako con un pesciotto chiamato Bocadeoro dal cameriere. Una grigliata notevole e una pizza locale con sardelle sottosale e cipolla.
Buonanotte a tutti.
Altro giro altra giornata di mare. Ma siamo in chiusura. Tre settimane. Tanto motore. Poca vela. Bella tutta la Croazia visitata. Alle 02,20 del 26 agosto SEA AMOR stacca gli ormeggi. Prua su Pescara. La malinconia ci assale. E prima di partire la sera prima ho pure il tempo di rinnovare il posto barca per il 2012... però chiedono l'aumento. Ne riparliamo!
La barca nella foto a destra? SEA AMOR l'ha incrociata poco prima di atterrare... si chiama ITALIA.

venerdì 23 settembre 2011

Primi giorni sull'isola di VIS

Komiza, domenica 7 agosto 2011.
Formalità doganali e simili più bottiglia di Morellino di Scansano al doganiere. Bagno alla spiaggetta vicino al porto. Pennica dopo pranzo e passeggiata per il paese, sino alla chiesetta sul mare.

Come annunciato inizia la pubblicazione del diario di bordo di SEA AMOR, con le annotazione tenute e registrate un po' da tutti durante le vacanze in Croazia.
Certo il primo giorno il diario è un pochino scarno, ma la traversata notturna ha avuto il suo peso (anche se Caponeri si è fatto un immersione già nel primo pomeriggio).

Il sottoscritto ha passato tutto il giorno a sbrigare le pratiche di ingresso. Alla capitaneria tutto ok. Entro le 11, orario di chiusura della domenica da ricordare bene per le prossime volte, abbiamo sborsato un bel po' di euro, in euro, per l'acquisto della Vignetta, il pagamento della tassa di soggiorno, il contributo per la gestione dei fari in Croazia, il soccorso in mare... e mi pare tutto.
Il prezzo varia in base ai giorni di permanenza: 7, 15 o 30 giorni. Noi per tre settimane pagato 30 giorni, e vai così!
Dopo, come sapevo, bisogna andare in polizia per la lista di equipaggio. In pratica la registrazione dei documenti come fanno gli alberghi quando firmiano il tagliandino al check-in.
I documenti per ogni persona li abbiamo scritti noi.
"Scritto bene, chiaro, grande... e porta bottiglia di Nero! Io torno pomeriggio con macchina."
"Nero?"
"Nero, sì. A me, vedi... questa: blanco, vino blanco... non piace. Nero... buono."
"Ah, una bottiglia di vino rosso?! La porto subito, ché le liste sono pronte."
"No. no. Io torno... con macchina... scrivi bene!"
"Oh! Capo, questo nero non è croato eh! E' tuscany... Morellino di Scansano (senza kune per andare al market questo avevo a bordo)"
"Scritto bene?... Ok. Ecco timbro. Benvenuti in Croazia!"
E finalmente nel pomeriggio ho ammainato la bandiera gialla, che avevo solo io, anche se molte altre barche hanno fatto dogana insieme a SEA AMOR (e avevano a bordo bottiglie di vino nero tipo tavernello).
Forse ha ragione l'amico Marco de La Scuffia (vedi tra i preferiti) che a Vis paese, dall'altra parte dell'isola, in 45 minuti entri in Croazia.
Ma il mare di scirocco della notte e le pratiche doganali del giorno sono state ben ripagate dal bel paesino di Komiza.

venerdì 9 settembre 2011

Croazia 2011: si parte per le vacanze!

Era ora! SEA AMOR sabato 6 agosto ore 20.30 è salpata per le vacanze in Croazia.
Si può dire che durante gli ultimi w.e. la barca è stata sostanzialmente preparata per questa partenza. Tender, fuoribordo, pilota automatico ripristinato all'ultimo minuto e il grande rifornimento di carburante e cambusa, tutto per la partenza. Anche il test per far dormire il cucciolo di marinaio nella cabina dei grandi e lasciare lo spazio a Caponeri ha funzionato.
Il meteo è l'unica incognita. Dobbiamo cercare di partire il prima possibile, evitando di incappare nella sventolata di scirocco che ci aspetta. Arte è riuscita ad anticipare volo e pullman. Per non parlare della Capitaneria croata che la domenica apre alle 09.00 e chiude alle 11.00 di mattina, come abbiamo scoperto telefonando qua e là con il prezioso aiuto di Luca (amico di piscina, madrelingua e assiduo frequentatore di Milna sull'isola di BRAC in gioventù).

Alle 20.30 SEA AMOR è fuori dal porto. Rotta su Komiza, isola di VIS. Mettiamo subito randa perché lo scirocco debole è già entrato.
Il pozzetto è attrezzato con cinture di sicurezza, tre salvagenti, VHF portatile acceso sul 16, binocolo, fanale da 1 Mil. di candele ed il diario di bordo, sul quale saranno annotate ogni mezz'ora la posizione, la rotta e la velocità della barca.
SEA AMOR attraversa l'adriatico correndo fino a 7.5 Kn ed in 12 ore quasi esatte atterra.
Non si legge bene, ma sulla destra sono riportati anche diversi calcoli e appunti sul consumo di carburante.
Il primo turno lo hanno fatto Stefy, Caponeri e Elvira. Il resto dell'equipaggio (Fede, Artemisia e Alessandro piccolo) è andato subito a dormire perché la sveglia per il cambio turno era puntata alle 02.00.
Arte era lessa per il viaggio e la nottata precedente trascorsa a veleggiare tra la Maddalena e Poltu Quatu, al termine del corso di vela organizzato da La Scuola della Vela di Franco Pistone (il link è tra i preferiti da SEA AMOR). Quindi lei ha dormito come un sasso, io a prua ho sentito bene il mare che montava da SE ed il canale 16 del VHF che di notte trasmette in modulazione di fastidio....

Approfitto per commentare questa cosa: è da veri marinai ignoranti utilizzare il canale 16 di chiamata e soccorso per giocare, fare chiamate stupide e passare il tempo del proprio turno di guardia magari su una nave o su un mercantile. A parte il fastidio che si provoca a chi come me tiene il 16 acceso per sicurezza, devo dire che questo brutto atteggiamento è tutto nostro, perché in Croazia neanche un fiato. Anzi gli unici che ho sentito utilizzare il 16 per chiamare amici e parenti su altre barche nelle acque croate sono stati proprio solo gli italiani. In alcuni casi anche 20 tentativi di chiamata, e poi partiva la domanda geniale: "ma che per caso hai la radio spenta?". Per non parlare dei fantastici intermezzi di parolacce tra colui che tenta inutilmente di chiamare un certo "Alfonso" (avrà provato per un quarto d'ora almeno) e chi lo prende in giro perché proprio non se ne può più e Alfonso fa bene a non rispondere a un tal rompiballe.

In basso a sinistra del diario abbiamo appuntato con Artemisia che sull'isola di VIS, all'alba di domenica, abbiamo visto una stella cadente meravigliosa. Questa foto è stata scattata un attimo prima. Un secondo di ritardo è avrei fatto la foto delle vita...
La seconda parte di traversata è andata bene, ma il mare è continuato a salire sul giardinetto di dritta. Il beccheggio si è accentuato. Mamma e Figlio hanno sentito il mal di mare, ma forse lo stress, la novità, il movimento nuovo, la mancanza di abitudine allo spazio interno della barca hanno avuto il loro peso.
Appena ormeggiati al molo di Komiza e spento il motore, a Stefy e al piccolo è tornato il sorriso, con tanto di applauso.

Da qui in avanti il blog di SEA AMOR riporterà fedelmente ed integralmente il diario di bordo delle tre settimane di vacanza trascorse in Dalmazia. Alla penna si sono alternate Elvira, Artemisia, Stefy del secondo giro di equipaggio, Fede e Alex.
Buona lettura e buon vento da SEA AMOR.


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