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venerdì 12 dicembre 2014

Un invernale senza vento

Sabato e domenica 6 e 7 dicembre 2014.
Dopo gli inverni senza freddo e le estati con la pioggia, ecco la vela senza vento.
Il meteo della settimana è stato discontinuo come non mai. Da due giorni di pioggia e mare si è passati alla calma piatta, sole e al massimo un arcobaleno (che ho prontamente fotografato, se si riesce a vedere sulla seconda foto di questo post).
Sabato scendiamo in acqua agguerriti con non mai. SEA AMOR ha a bordo un equipaggio di 7 persone, il solito timoniere barbuto, il sottoscritto, il gennakerista, e ben 4 sanitari (il Doctor più 3 assistenti). Non era mai successo.
Tempo bello e un filo d'aria, circa 4 nodi. Procedura di partenza e siamo lontani. Cerchiamo di avvicinarci (anche con il motore) ma qualcosa non va. La barca del Comitato all'ancora è troppo... veloce!!! Non riusciamo a raggiungerla, figuriamoci a superarla. SEA AMOR e tutta la flotta va all'indietro. Un corrente formidabile non fa partire nessuno. Partenza annullata perchè mai partiti.
Tanto per capirci, SEA AMOR come tutta la flotta si è riposizionata a destra e sopravvento della barca Comitato. Dopo mezz'ora eravamo tutti a più di mezzo miglio di distanza dalla linea.
Alla chetichella ci avviamo verso il porto... e cosa capita? Il vento arrivata a 7 nodi. Di corsa torniamo sul campo per sentire la sirena che le regate sono state annullate... il vento ci prende anche in giro!
Domenica i sanitari sono al minimo sindacale (solo il Doctor a bordo). C'è un pochino di vento in più, ma la corrente è la stessa.
In fondo al centro si vede un pezzetto di arcobaleno!
La prima prova partiamo in barca ma facciamo tutta la linea di partenza scarrocciando con la corrente e tocchiamo la boa. Ci penalizziamo di un 360, anche se Claudio non è d'accordo. Poi si apre un pezzo del gennaker e troviamo una strana riduzione di percorso.
Piccolo commento non polemico: l'arrivo di questa prima prova consisteva nel girare e ripartire alla boa di poppa, lasciandola a sinistra come se fosse stato un giro normale. Sono convinto che non hanno dato l'arrivo tra barca e boa perchè MAN era già transitato!
La seconda prova c'è più aria, fino a otto nodi. A bordo sbagliamo poco, azzecchiamo il lato della rotazione e mettiamo dietro diversi avversari. Forse era meglio andare a sinistra per vedere di coprirci dalla corrente con la diga foranea del porto... boh, forse. Fatto sta che dopo mezz'ora di bolina a destra verso largo SEA AMOR stava tornando indietro, sotto di parecchio alla linea di partenza... ne abbiamo fatta di strada in più così!!
Lunedì 8, anche se ho interpretato male il calendario, pensando fosse un giorno di recupero, SEA AMOR resta in porto. Finalmente il vento e il mare sono quelli giusti per noi, ma non dobbiamo difendere niente e non vale la pena sollecitare, con il terzo giorno consecutivo di regate, la barca, gli equipaggi e soprattutto le famiglie!

venerdì 28 novembre 2014

La partenza migliore... e l'arrivo peggiore!

Pescara, sabato 21 e domenica 22 novembre 2014.
Finalmente... e adesso che ci penso apro i post dedicati al Campionato del Club Nautico sempre in questo modo. Eh! Era ora... l'Invernale di Vela a Pescara (che si disputerà in soli due week-end, in soli quattro giorni e bla bla bla...) non voglio essere ripertitivo e noiso, ma non mi piacciono e non mi andranno mai bene "Campionati Invernali" da correre in autunno, di sabato, in due volte... ecc. ecc. Per chi fosse interessato, nelle etichette e nei post precedenti ce n'è a dismisura di questi commenti. Uno su tutti è questo... 
Vabbè, andiamo in acqua! Scendiamo in mare! Armiamo il pappafico! Sabato c'è poco vento, previsto, e meno sarà quello di domenica. SEA AMOR ha di nuovo il suo timoniere (con la barba, in questa occasione), il medico di bordo Giampiero, l'impavido gennakerista Marco e novità della stagione, due veliste junior tutta grinta e sempre in stato di selfie. Si saranno fatte una decina di scatti prima, durante e dopo la regata. Davvero non saranno venute mosse, visto la bava di vento sul campo.
Ma tant'è SEA AMOR è la prima a uscire dalla linea dopo il via. Con 3 o 4 nodi di vento di borino, troviamo posizione e passo. E come ci accade quando partiamo fighi, finiamo uno schifo.
Viriamo a salto per essere sempre sbandati sottovento e prendiamo il lato destro del campo, perchè ci piace e in queste condizioni lo conosciamo meglio del sinistro. Viriamo dritti in boa e per quanto SEA AMOR fatichi ad avanzare non siamo messi male. Su Genny, pronto Marco: occhio all'orecchio (e non è un ossimoro da nulla!). Andiamo! Anche bene. Manovriamo. Il pozzetto sembra regatare da sempre. Poi puff... arriva. In boa vado a chiudere la calza, si piega il bozzello di riinvio e si incastra tutto nell'avvolgitore del fiocco. Fine dei giochi. Ammaio (io) tardi, lontano dal nostro gruppetto che chiuderà tra il terzo e il sesto posto, dove in genere finiamo con pochissimo vento. Ci dice un pochino bene e il vento ruota. Ci dice un pochino male e il vento muore. Ci ritiriamo per non arrivare di notte.
Domenica le infermiere non ci sono. Torna Gianni e torna Enzo. Aspettiamo... Chiaccheriamo in allegria, mangiamo, beviamo, proviamo qualche manovra, faccio pipì con il preparatorio (4 minuti al via), partiamo male, viriamo, andiamo... molto piano. Anche un solo nodo con 2 di vento, incredibile! Poi tutti a casa regata annullata. Conto: una prova disputata che speriamo di scartare. Non possiamo più sbagliare... E Claudio ha ragione: dobbiamo crederci, che' spazio per crescere ce n'è!

venerdì 14 marzo 2014

Il solito tran-tran!

Campionato Primaverile 2014. Il solito tran-tran.
Il bando che non esce, le date che ballano, le regate al sabato e alla domenica così non trovi equipaggio, briefing posticipati, partenze ritardate, la seconda prova sì, la seconda prova no, le classifiche incredibili, i GPH spaventosi, i cafonauti velici... e qualcosa ho dimenticato.
Vabbè, tanto SEA AMOR quest'anno è divertente, corre bene e l'equipaggio è contento; non posso volere di più... beh un pochino... ino, ino!
Sabato 8 marzo (auguri a tutte le donne, e se sulle barche ce ne sono molte, al Club e al Comitato frega poco! Manco una piccola mimosa...).
Finalmente si parte... a mezzogiorno. Vento moderato sui 12 - 15 nodi, mare mosso e piove. Io, Claudio, Gianni (tre!). Ottima partenza e appena liberi andiamo a destra prima di tutti. E' la mossa giusta. Viriamo terzi in boa. Decidiamo di non dare Gennaker. Nel dubbio quello della barca vicino a noi esplode. Che brutta cosa. Altra bolina molto veloce. Siamo ancora terzi e così arriviamo. Per i tempi compensati: Dio vede e provvede!
Seconda prova? Boh? La bandiera c'è, il campo boe no. La flotta si disperde e pranza.
Dopo un ora, e sono ormai le due e un quarto, si sente per radio: "Metti giù la boa, attenzione iniziamo le procedure di partenza, 5 minuti al via!". Corriamo che siamo lontani. Tanto che tre barche non entrano in regata...
La partenza di domenica, si vede SEA AMOR in secondo piano che inizia la virata.
La bolina è cambiata, il vento è ruotato molto a sinistra. Sul secondo bordo vediamo arrivare da lontano ALBA, che non tiene l'angolo e sta scadendo su SEA AMOR. Chiamo acqua... niente. Oh, te ne devi andare che mi vieni addosso... niente. Oooh vira che mi tagli la strada... "Questa è la nostra miglior bolina". La vostra miglior bolina fa schifo!
Davvero scorretti... ma la vendetta si assapora fredda. Sulla linea di arrivo, vogliono tenere il Gennaker e finiscono col travolgere la boetta rossa. Eh, eh, non hai tagliato, non hai finito la regata! Vedi la cattiveria...
Domenica 9 marzo, mare peggiorato, vento aumentato. Io, Giampiero, Marco, Enzo (neofita rimediato all'ultimo, e menomale). Posto in partenza ottimo, ma, sotto a tutti i più forti, SEA AMOR fatica a tenere e scade sulla boa, dobbiamo virare. Puff, ci fermiamo.
"Dai, dai, recupera la scotta, cazza, cazza, daje...". Questo ero io che mi rivolgevo con una certa animosità a Marco mezzo addormentato per l'effetto soporifero dei braccialetti contro il mal di mare (Gianni il giorno prima ha proprio chiuso gli occhi), a Giampiero assorto nei suoi pensieri di spettatore alle regate, a Enzo il neofita.
Pronti?! Dobbiamo rivirare, il lato buono è l'altro. Ri-Puff, ci fermiamo.
Ecco, questi 5 minuti persi sono quelli che alla fine abbiamo avuto dal primo posto. Sì, solo cinque minuti, perché abbiamo recuperato e siamo volati anche a 7,5 nodi di bolina.
Bravi tutti, e grazie come al solito.

venerdì 14 febbraio 2014

Una buca e una tempesta... x2

Pescara, febbraio 2014.
SEA AMOR torna in acqua per il Campionato Zonale Double Handed -  Pescara x2. Due giornate di regata costiera, su percorso a triangolo dal porto a Francavilla, torre "Dei Pesci", boa 3 di partenza, e ancora un grio sulla boa 1 e ritrono al porto.

Prima giornata: buca di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sfortunati e delusi.
Seconda giornata: tempesta di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sani e salvi.

La prima regata non andava troppo male, ma tre errori, uno per lato del triangolo ci hanno messo fuori gioco e fuori regata. Il primo errore sul primo lato, partiti bene con il Code Zero, in corsa con il gruppo. Poi il vento muore e gira di prua. Cambiamo la vela di prua, ma la manovra sgancia la mura del rollafiocco. Un minuto senze vele e... (ma guarda un pò) torna il vento proprio lì, gli altri se ne vanno.
Corriamo e ci divertiamo verso la Torre, ma la trasformazione dei gradi minuti secondi in millessimi sul nostro GPS è stata cannata. Siamo almeno 300 metri sopravvento della boa 2. Poggiamo lenti e facciamo più strada. Secondo errore.
Giriamo la boa 3 dopo un bolina con poca aria e tanta corrente verso sud. Partiamo con il Code Zero verso Francavilla e il vento raggiunge i 20 nodi, sotto una pioggia fastidiosa. Perfetto... come no?!
Per evitare di andare in spiaggia lo dobbiamo frullare e chiudere. Con il vento così forte non si arrotola e lo tiriamo giù a mano nel passauomo di prua. Giriamo ultimi l'ultima boa e di bolina sull'ultimo lato... buca: 18 nodi, 15, 12, 10, 8, 5, 2... esce il sole e accendo il motore.
La seconda regata siamo partiti alla grande. Con fiocco e randa abbiamo fatto una discreta corsa sul primo lato, anche se in boa 1 il vento si è spento. Poi il gennaker, un bel lato fino alla Torre, un piccolo problema con la strambata, troppo frettolosa, ma sciogliamo tutto, ammainiamo e partiamo di bolina. Tutto bene... finora. Per caso, o per premonizione, mi viene in mente il pezzo del film che trovate nel video.

Il vento in entrambe le giornate era previsto Garbino, sud ovest. Quando arrivano le perturbazioni atlantiche sul nostro Stivale, in Adriatico scende il libeccio in modo strano, rafficato e molto oscillante. Ma tornando verso la boa 1, il vento gira da NordOvest... più o meno. Non sono sicuro della direzione perchè ho pensato ad altro. Ho pensato a salvare la barca!
Il fiocco in 3DL già molto provato sotto raffica, non serve in bando con vento di poppa. Lo arrotoliamo. Primo colpo di fortuna.
Il vento sale oltre 22 nodi, decidiamo di ridurre la randa... stiamo già correndo come matti. Secondo colpo di fortuna, ma la decisione è presa per la paura, che sta salendo rapidamente insieme al vento.
Claudio mi chiede di guardare dietro per vedere cosa sta succedendo, io gli rispondo "Meglio che tu non lo sappia". Siamo entrambi in pozzetto, ma la mia risposta cotrovento non gli arriva.
Gli strumenti segnano 35 nodi, gli spruzzi delle onde si alzano e volano sulla barca davanti a noi, dentro il tambuccio che chiudo. 46 nodi! SEA AMOR parte in straorza...
Siamo intraversati al vento e al mare sbiancato. Non vedo niente, tranne la spiaggia e le barriere antirisacca. Il primo pensiero che mi coglie è quando chiamare la Capitaneria, il secondo è: "Fai quello che devi, con calma". Claudio accende il motore, io tolgo la randa. Riesco a salire sulla coperta e tiro giù la vela a mano.
Tutto motore e timone scontrato, aspettiamo che SEA AMOR lentamente rimetta la prua verso il porto e ci porti via dalla costa. Sembra la scena di Titanic quando la prua si sposta lentamente dall'iceberg. Un barca in difficoltà e tra noi e la spiaggia. La vediamo sia io che Claudio, ma ne parleremo solo una volta ormeggiati in porto... è troppa l'ansia che ci prende nel vederla. Uscirà la motovedetta e tutto finirà bene anche per loro.
Il nostro anulare vola via, nel recupero si rompe proprio la cimetta intorno al salvagente e lo perdiamo... meno male che non c'era nessuno attaccato.
Con il motore al massimo, procediamo a circa 5 nodi. Un attimo di terrore quando leggiamo sul GPS -(meno) 5 di velocità, ma si tratta dell'avvicinamento alla boa che ora abbiamo di poppa.
Le onde, l'urlo del vento e gli spruzzi che non ci fanno respirare... ringraziamo SEA AMOR, la sua elica a tre pale fisse (altroché, se serve!) e la nostra paura. Siamo in porto, ormeggiamo con (solo) 15 nodi di vento, esce il sole e ci sembra primavera. E chi ci crede se lo raccontiamo.
Andiamo a pranzo dagli amici de La Scuffia e sembra di essere in un rifugio alpino, tutti stanchi e bagnati come pulcini, contiamo i danni delle altre barche e ci dicono che sono stati raggiunti 57 nodi... tempesta.


venerdì 12 aprile 2013

Quando non si cammina... non c'è niente da fare!

Sabato 6 e domenica 7 aprile 2013.
Seconda e terza giornata di Campionato Primaverile di Pescara. Risultati? Ultimi alla prima prova del sabato, mentre alla seconda regata siamo arrivati... ultimi. Domenica? Ritirati. Altre domande?
Vabbè cominciamo da sabato. SEA AMOR scende in acqua con l'equipaggio quasi al completo. Rientra Claudio al timone e Michele viene sostituito da Gaelle, velista francese probabilmente molto brava. La lingua è stato un limite un pò per tutti... tranne che per Stefano che ha disquisito con lei sull'orecchio del gennaker, con grande tempestività durante un paio di passaggi in boa.
Vento sui 6 nodi da 020° alla prima prova e fino a 090° alla seconda prova. Di conseguenza potete immaginare come è stato montato il campo di regata dai nostri cari amici del Comitato.
Alla prima partenza abbiamo fatto un groviglio sulla barca comitato che bastava davvero poco per farla affondare. Un barca è arrivata a tutto vapore sul fianco sinistro di SEA AMOR, avendo certamente la precedenza, ma gridandoci contro "ti vengo addosso, ti vengo addosso!" eh che è? Bastava chiedere acqua... Nel frattempo chiedevamo a quella sulla nostra dritta di rallentare: l'avremmo fatta passare, non siamo così cattivi, ma ci serviva un attimo per sfilarci dal bompresso di un'altra che a momenti ci spiedina come un arrosticino. Partiti... bella smaltita.
Ma dopo qualche minuto ci accorgiamo che SEA AMOR non ha il passo delle altre. Sarà così tutto il giorno. Non riusciamo a fare oltre i quattro nodi... e le proviamo davvero tutte. Sarà l'elica fissa, sarà la randa messa male, sarà molto più facilmente la carena sporca. Sta di fatto che, anche azzeccando i lati, gli angoli per le boe, le manovre e le strambate, non riusciamo a camminare. Nella foto si vede bene il distacco sul secondo lato di poppa... deludente.
La seconda prova, manco a dirlo, è andata allo stesso modo. Certo è stata ancora un'altra bella partenza ammucchiata... la barca comitato ha pensato bene di spostarsi indietro con la catena dell'ancora, in questo modo non solo la linea è rimasta spostata a sinistra ma si è ridotta un bel pò.
Per SEA AMOR è stato peggio, prima di avere del vento pulito abbiamo dovuto aspettare il passaggio di tutta la flotta... Va bene lo stesso, dai. Ci siamo divertiti tanto ed il sole ha finalmente asciugato l'umidità di questo lungo inverno.

Domenica. SEA AMOR dovrebbe imbarcare lo sciatore della combianta vela-sci. Oggi che siamo rimasti in tre: Federico timone, Artemisia centrale e Gealle fiocco, ci servirebbe un pò di peso, anche se useremo solo vele bianche. Macchè, il nostro ospite non si presenta. Vento 15 nodi da maestrale e mare mosso, almeno 1,5 metri. Usciamo con una certa difficoltà (dovrò prima o poi scrivere un post sul "tonneggio"). Ma già prima della partenza il centrale non sta bene e rischia di svenire in pozzetto. Con Gaelle non riesco a comunicare correttamente... mi sembra una regata un pò troppo Soldini (i.e. in solitario). "Comitato qui SEA AMOR, annunciamo il ritiro" da portatile non mi sentono. "A tutti i regatanti qui è il Comitato, vi ricordo di dichiarare il vostro nome quando arrivate". "Comitato qui è SEA AMOR." "Allora la prima barca in arrivo è SEA AMOR, ricevuto." "Negativo Comitato, qui è SEA AMOR ci ritiriamo... e siamo già dentro il Marina".

venerdì 22 marzo 2013

La tensione dei pistacchi.


In attesa della prossima regata e della Santa Pasqua, riprende la pubblicazione del Diario di Bordo Croazia 2012, scritto e diretto da Arianna, con la collaborazione di Stefania in rosa e gli interventi in blu del sottoscritto.

Gradina, sabato 18 agosto 2012.
Ari: Mattinata a Palmizana, chi in spiaggia chi al parco giochi, pranzo e poi veleggiata verso Korkula.
Più che altro l'autopilota si è divertito con il gennaker.
Arrivati a Gradina, Federico tenta in vano di mettere in moto il fuoribordo... mezz'ora abbondante di tentativi a vuoto.
Federico da la colpa alla miscela, il carburatore, la candela, il rubinetto della benzina... resosi conto che i componenti di un motore a 2 tempi sono finiti, maledice Pagasus!

Avevo detto che il fuoribordo sarebbe tornato a colpire. Che motoraccio str..., bello e bravo! Ché poi mi sente e non parte neanche la prossima estate, con tutto che gli ho regalato ben due candele nuove di zecca. E chiaramente quando le ho provate è partito senza neanche finire la corsa della cordicella. Pegasus invece aveva pensato bene di fare apprezzamenti positivi anche sul fuoribordo, ricordate l'augurio fatto in partenza che trovate qui? Era suo.

Alla fine il motore parte e lui rientra a bordo lamentando fori dolori al braccio derivanti dal notevole sforzo.
Prima di cenare al ristorante, apparecchiamo per l'aperitivo e Federico si getta famelico sui pistacchi. Dopo circa mezz'ora si ferma lamentando forti dolori alla schiena secondo lui provocati dal notevole sforzo fisico profuso nello sbucciare i pistacchi!
Tutti ci guardiamo attoniti...

Stef: Questa baia non mi piace, certo è un punto di passaggio prezioso... ma non mi piace affatto. L'anno scorso mio figlio si è fidanzato con una triestina, quest'anno ha ammazzato una farfalla che abbiamo guarito con la medicina magica rossa.

venerdì 15 marzo 2013

Una Social-media-regata.

Domenica 10 marzo 2013.
Prima giornata del Campionato Primaverile di Pescara sempre così..., vorrei aggiungere un aggettivo che caratterizzi meglio l'organizzazione di queste regate o le modalità fluttuanti di predisposizione del calendario, ma preferisco lasciare questo privilegio a chi legge.
Come è andata la regata d'altronde non lo so, le classifiche usciranno tra un mese!
Dicono che devono controllare la regolarità delle iscrizioni e dei certificati di stazza, anche se poi non faranno un tubo come al solito. Così, io e un altro paio di armatori, che ieri eravamo già incavolati, saremo i più penalizzati avendo pagato l'ORC Club 2013, rispetto a chi, senza certificato, si è fatto assegnare dei valori incredibili dall'organizzazione. Eppure il bando parla chiaro: iscritti in categoria Gran Crociera chi provvisto di certificato 2013... certo, certo.
Allora la regata... anche stavolta ho sopravalutato l'equipaggio. Molto più social-media che sail-skilled, hanno postato on-line foto del passaggio in boa, durante il lavoro alla scotta del gennaker e altre a mia insaputa. Ma comunque menomale che c'erano loro, altrimenti sarei rimasto in porto.
La prima prova è andata benino fino all'arrivo. Il vento oscillava da SE a E tra 8 a 18 nodi. E come al solito è stato moscio quando SEA AMOR era alla prima boa di poppa per strambare a vele bianche ed è stato forte quando all'arrivo della prima prova sotto gennaker abbiamo incartato tutto.
Ho tentato mille regolazioni sulla prima bolina e qualcosa ho azzeccato. Sulla seconda il vento era ruotato e abbiamo fatto la corsa dei cavalli. All'ultima boa, come detto, per poggiare troppo il gennaker ha cambiato mure passando tra strallo e albero. Quando abbiamo ricambiato mure si è arrotolato... un film già visto qui, e sempre all'arrivo eh!? Stavolta ci siamo liberati meglio della scorsa volta e la regata l'abbiamo chiusa.
La seconda prova: partiti bene, lato sbagliato di bolina. Siamo andati due volte a sinistra e abbiamo perso kilometri (non c'è niente da fare è sulla bolina che si giocano le regate!).
Da notare la battaglia avuta con l'equipaggio di un'altra barca, che non nomino, ma che è stato davvero inguardabile. Di bolina sopravvento, ingaggiato sulla mia poppa, mi ha chiesto acqua! Quando ho poggiato per fargli vedere che l'avrei colpito con il giardinetto ha continuato a non credere che fosse in torto lui... incredibile. Alla seconda prova l'ho ritrovato in partenza di nuovo sopravvento, stavolta ho chiesto acqua per partire... mi ha risposto "Non posso!"... qualcuno sa perchè?

venerdì 8 marzo 2013

Una Boa brutta e cattiva!

Domenica 3 marzo 2013.
Ultima prova, anche per quest'anno, del Campionato Double Handed - Pescara X2. Una giornata così bella non si poteva desiderare, ma quando è troppo di qua... è troppo poco di là.
E la Boa 2 non si fà, neanche questa volta.
La Maiella ed il Gran Sasso perfettamente innevati fanno da cornice al solito campo di regata. Partenza davanti al Marina, Boa 1 davanti Francavilla, Boa 2 alla Torre dei "Pesci", Boa 3 del Marina, un giro ancora sul bastone Boa 1 - Boa 3, arrivo. Partenza ore 11,00.
Alle 13.30 SEA AMOR era a circa 400 metri dalla Boa 2, esattamente sulla prua. Il GPS in quel momento indicava una velocità di avvinamento (VMG) di -1 Nodo e un tempo di arrivo di 28 minuti in costante aumento... Niente da fare, questa Boa 2 brutta e cattiva è stata proprio la nostra bestia nera.
Eppure siamo partiti bene, con il gennaker aperto ad un minuto dalla partenza. Una bella corsa con Claudio al timone fino a Francavilla. Dobbiamo fare due strambate, per prendere la Boa 1 ma soprattutto per mantenere la posizione davanti a barche sempre più veloci di SEA AMOR. Ok anche qui. Corriamo più larghi e poggiati del solito sul secondo lato di bolina verso la Torre dei "Pesci". Qui ci siamo giocati già le due precedenti regate e per contrastare la solita corrente cerchiamo più velocità. A sinistra con la corrente contro, 7 nodi di Maestrale, facciamo 4.6 di velocità. A destra, manco a dirlo, con l'onda di lato, facciamo un nodo di più.
Sole, mare poco mosso, una bella brezza, le manovre fatte tutte giuste, prepariamo pure il Code Zero per correrre verso la Boa 3, che non vedremo mai... perchè il vento finisce.
Alla 14.15, con la Boa 2 che, come le altre volte, corre verso il largo più di SEA AMOR, annunciamo il nostro ritiro... al prossimo anno. Grazie lo stesso ai cari amici del C.V. La Scuffia.

venerdì 22 febbraio 2013

Unica dal verso giusto

Domenica, 17 febbraio 2013. Seconda prova del Campionato Pescara X2.
SEA AMOR è stata l'unica dal verso giusto. Unica a tagliare il traguardo. Com'è possibile? Beh stavolta il campo di regata di Pescara ha raggiunto un livello tecnico inaspettato. Ma andiamo con ordine.
Seconda regata della Pescara X2, stesso equipaggio, stesso percorso: partenza verso Francavilla (Boa 1), poi verso la Torre dei "Pesci" (Boa 2), boa 3 vicino al Marina e ancora un giro tra boa 1 e 3 per l'arrivo... con il classico stacchetto fino alla linea tra barca giuria e boetta sulla poppa. Occhio eh? Per adesso ho detto "sulla poppa".
Alla partenza c'è ancora poco vento da NNE, poi diventerà costante su 8 nodi. Dalla radio arriva la segnalazione che mancano 5 minuti alla partenza, allora vado a preparare il gennaker. Partiremo mure a sinistra e con il gennaker... mai fatto, ma non ci sono molte barche sulla linea. Si sentono dei suoni come un fischio del treno... ed è proprio quello che penso mentre sono a prua per issare la vela. Dopo 5 minuti però arriva per radio "Partiti". Eh sì, era la nostra. Abbiamo perso 3/4 minuti non di più.
Una strana partenza, ma mai come quella successiva per il secondo gruppo che corre a vele bianche. Hanno dato una prima partenza senza segnali, tutte le barche sono partite e per radio il Comitato ha iniziato "Fermi, fermi, tornate indietro, non abbiamo dato il segnale... purtroppo la tromba ci è caduta in mare... dobbiamo rifare la procedura, utilizzando la radio". Bravi.
Intanto SEA AMOR insegue i suoi avversari correndo abbastanza bene con una divertente andatura di lasco. In boa 1 giù il gennaker nel passauomo della cabina di prua. Iniziamo la bolina verso i "Pesci" e di nuovo perdiamo la regata su questo lato. Camminiamo poco, stringiamo troppo e la corrente fa quello che vuole con la nostra barca. A fatica passiamo la boa 2 e sulla 3 mettiamo il pilota automatico per vedere come riesce a compensare la corrente. Altri mettono il gennaker già su questo lato, ma noi con il pilota siamo ancora stretti. Era forse il momento del nostro Code Zero? Forse sì...
Invece quando il compenso del pilota ci fa poggiare di più verso la boa, mettiamo il gennaker... e perdo a mare la sacca nuova (molto costosa!). Ammaina gennaker, vira, mezzo marinaio, recupera la sacca, issa di nuovo il gen e stavolta direttamente dalla cabina di prua... non male, da riprovare. Giriamo la boa 3 e notiamo una cosa molto strana: la boetta dell'arrivo è "sulla poppa" della barca giuria, ma quest'ultima è ancorata al vento da NNE e di conseguenza la linea d'arrivo si trova dalla parte opposta rispetto a quanto dice il disegno delle Istruzioni di Regata (lasciare la barca a sinistra e la boetta a destra). Mah? Con Claudio passiamo il tempo a rileggere le istruzioni, tanto con gennaker e pilota andiamo filati alla boa 1. Torniamo di bolina, a le proviamo tutte per aumentare velocità. Impariamo un pò di più da SEA AMOR ma ormai i giochi sono fatti.
Eppure potevamo vincere noi.
Come? Eccoci al punto.
Viriamo l'ultima boa e iniziamo il giro della barca giuria per lasciarla sulla sinistra. Dalla barca si sbracciano per segnalare che stiamo andando dalla parte sbagliata. Io e Claudio ci guardiamo... Ci avviciniamo e tagliamo la linea di arrivo, prima come dicono loro, poi torniamo indietro e tagliamo come dicono le Istruzioni.
Beh, questi fenomeni (ed a bordo erano in tre ma nessuno se ne accorto) non solo hanno messo la linea di arrivo al contrario, ma tutta la flotta è passata dalla parte sbagliata... SEA AMOR quasi quasi potrebbe protestare e vincere da sola tutta la prova... ma non è ancora arrivato il momento di cambiare campo di regata. Che livello tecnico, però.

venerdì 25 gennaio 2013

Due regate da buttare. Prima La Sfida.

Pescara, gennaio 2013.
Gli amici del C.V. La Scuffia hanno iniziato il nuovo anno a tutta forza.
Domenica 13 gennaio hanno riavviato e recuperato una bella iniziativa denominata "La Sfida" che per assenza di vento era stata annullata nel 2012. Una regata con partenza scaglionata in base ai tempi di compenso delle imbarcazioni iscritte. In pratica è partita per prima la barca con il più alto rating di stazza e via via tutti gli altri in base al proprio tempo compensato. In questo modo la regata si corre in tempo reale, avendo scontato il compenso in fase di partenza.
Ed è con grande orgoglio che ho trovato SEA AMOR in fondo alla start-list, a ben 8 minuti e 44 secondi dal primo. Siamo infatti partiti insieme alle barche più veloci del campo di Pescara... almeno sulla carta (o meglio sul certificato di stazza). Affronteremo in un post dedicato le caratteristiche e le applicazioni del certificato di stazza di SEA AMOR.
Alla prima regata fatta prima di Natale tutto l'equipaggio si è presentato col capello dello sponsor. A bordo ho ritrovato con piacere Artemisia e ospitato per la prima volta Michele e Stefano, amici del mitico Nuoto Belle Arti. Ottimi velisti, sicuramente da confermare per il campionato primaverile...
In quella prima occasione abbiamo messo anche il nuovo Code Zero... che figata!
Certo la drizza si è aperta prima ancora della partenza... forse perchè messa male ad origine dopo i necessari lavori in testa d'albero per far girare il frullone avvolgitore. Così siamo partiti con l'amantiglio portato avanti. Il primo lato del percorso con andatura di traverso e 4 nodi e mezzo di vento ci ha premiato alla grande... praticamente tra i primi alla prima boa... poi il vento è morto e la corrente lentamente ci ha portato via. Regata annullata.
Domenica 13 gennaio così è stata recuperata... stesso vento moscio, ma atteso in rinforzo. Una partenza sul filo dei secondi, tanto che mi sembra di essere fuori... il fischio della barca giuria arriva tardi e tolgo la prua con una forte orzata al vento... Siamo senza Code Zero stavolta, proprio perchè il vento sembra salire... ma dobbiamo davvero migliorare la conoscenza di questa vela. Il vento non sale e SEA AMOR riparte con un pochino di fatica. Mettiamo il gennaker per il lato di poppa e... si riapre il grillo nuovo della drizza nuova. Stavolta è colpa mia, nella fretta l'ho chiuso male.
Recupera la vela, riprendi l'amantiglio, issa di nuovo il gennaker fradicio e... DNF. Fuori tempo massimo.
Un poppa lenta, infinita, con una strambata inutile... ma certo, perché con poco vento l'andatura deve essere molto più all'orza. Soprattutto con il nostro gennaker poco panciuto in alto.
Al giro di boa sotto Montesilvano becchiamo pure una rafficona da 18 nodi. L'equipaggio non è quello migliore... Dai, togliamo il gennaker e di corsa che è già pieno di buchi. Giriamo e SEA AMOR vola di bolina con la chiglia pulita. Sabato abbiamo approfittato della convenzione La Scuffia / Danimar e alato la barca per la pulizia con idropulitrice.
Insomma SEA AMOR cresce, l'equipaggio no e le regate non si finiscono...

venerdì 11 gennaio 2013

Palmizana deserta!

Palmizana (deserta, vedi la III verità sulla Croazia), venerdì 17 agosto 2012.

Siamo partiti tardi, quindi solo una piccola sosta per pranzo e bagno a Tarsce.
Rientrando dalla nuotata Federico e Claudio hanno scoperto che in barca c'era stato un duplice omicidio e la barca era stata sequestrata dall'FBI... (vedi foto).
Veleggiamo verso Palmizana.
Stef al timone porta la barca (con l'equipaggio, il pieno d'acqua e gasolio, il tender a traino e il tendalino aperto) a 8,2 nodi, sfruttando a pieno la potenza del gennaker.

Ormeggiati a Palmizana, Federico chiede ad Arianna di dare all'adetto dell'ACI Marina i documenti della barca e lei candidamente gli consegna le istruzioni del forno a microonde.

Cena a Hvar. Per bimbi pizza in piazza mordi e fuggi, + fuggi che mordi.
Per i grandi batosta da 1200 Kune sul lungomare... però il cameriere andava a scuola con Claudio.

A proposito della veleggiata tra la baia di Tarsce e il Marina di Palmizana aggiungo una mia piccola annotazione: spettacolare!
Certo tra le isole di Marinkovac e Jerolim, il maestralino si è spento, la corrente nel piccolo canale era forte e abbiamo acceso il motore per un attimo, ma SEA AMOR ha veleggiato in mezzo alle due isole, tra turisti e grandi yacht, in tutto il suo splendore.
Davanti a Kvar, ammainato il gennaker abbiamo tirato una bella bolina con l'assetto vacanziero sopra descritto. Una lancia di una grande nave da crociera ancorata davanti al porto di Hvar stava chiaramente incrociando la rotta di SEA AMOR sulla sinistra. Il nostro equipaggio, in tutta sicurezza, ha preparato la virata di bordo per facilitare l'atterraggio della lancia carica di turisti: "Pronti a virare." "Pronti!" "Viro!" "Attenzione, la lancia accosta a dritta!" "Ok, ri-poggio... Ok perfetto." Facciamo un cenno di saluto alla lancia. Il loro timoniere risponde con rispetto, ma gli occhi dei crocieristi sono tutti per SEA AMOR che ora cambia mure e vira stretta sul loro giardinetto di sinistra. Sì, perfetto.

venerdì 9 novembre 2012

Non ti fidar a dar gennaker se il pozzetto... parte 2

Sabato, 27 ottobre 2012.
Non ti fidar a dar gennaker se il pozzetto non ce l'hai - parte 2.
Ci prepariamo per la seconda prova.
Viene spostata solo la boa di bolina e non l'allineamento, che pertanto resta spostato rispetto al vento. La partenza in boa è praticamente più avanti di un paio di cento metri. SEA AMOR non se ne accorge e parte come per la prima prova. Corriamo bene fino alla boa di bolina.
Ci sono stati alcuni ritiri e il vento sta salendo di brutto.
Arriviamo in boa insieme ad altre barche e corriamo tutti insieme come un treno. AMBROSIA è più avanti a noi ed è sotto la boa. Tenta una bretone, mette la barca al vento e cerca con l'abbrivio (andavamo tutti sui 7 nodi) di superare la boa. Ma SEA AMOR sta entrando ed ha la pancia scoperta... indifesa!

Ecco più o meno siamo piegati come in questa foto presa dal video di Velandiamo 2012, ma sulle altre mura.
Un pò orzando un pò poggiando per essere ancora più veloci, ci sfiliamo. Che strizza! Abbiamo visto la paura dipinta sulla faccia di una ragazza pietrificata a bordo di AMBROSIA.
Gennaker e lato di poppa... strambiamo in queste condizioni? Mi fido, viene bene, ma faccio male. Sarebbe stato molto ma molto meglio che non fosse riuscita...
In boa stavolta è IDHRA che arriva con lo spinnaker a tutto vapore. Noi gli lasciamo lo spazio ma loro non riescono a tirarlo giù. Mi ritrovo il loro tangone infilato sulla nostra coperta, e mentre cerco di ammainare il nostro gennaker la loro vela mi avvolge come un lenzuolo.
In qualche modo riprendiamo la bolina, ma con molto ritardo, tanta strada fatta in più e non ci accorgiamo che la randa ha la base mollata. Perdiamo diverse posizioni e chiuderemo sesti.
Ma ora viene il bello (come dal titolo di questi due post della stessa giornata di regate). Quando ci sono raffiche a 20 nodi non bisogna dare gennaker con un pozzetto non allenato. Soprattutto non vale la pena strambare. Se proprio si vuole correre veloce è meglio fare un lato solo e ammainare.

Archivio dati meteo da www.ilmeteo.it
La seconda strambata non viene bene. Caramella fino alla boa. Entriamo per lo stacchetto di arrivo insieme a tante altre barche. Il vento parte a 25 nodi. Straorziamo. "Lasca tutto! Veloce!" Invece della scotta randa viene aperta la base... la scotta del gennaker scappa troppo rapida e si porta via la cimetta della calza, che ora svolazza nel vento. Lo stop della scotta randa viene aperto in diretta senza giri sul winch. Il boma si scaraventa in acqua con SEA AMOR che si sdraia. Ci liberiamo dal traffico, ma verso il largo il vento aumenta ancora: 30 nodi!
La scelta che facciamo è la peggiore. Poggiamo per far saltare dentro la cima della calza. Il gennaker entra sullo strallo, le scotte sono in bando e si annoda tutto.
La randa è praticamente abbandonata con la base mollata e le stecche paurosamente piegate. Il gennaker con le sue scotte è tutto arrotolato intorno allo strallo. Trenta nodi e andiamo al largo. Riusciamo ad ammianare la vela in qualche modo dentro la cabina di prua. Cosa che dovevamo fare fin da subito!
Beh che altro dire. Il gennaker ha riportato una decina di piccoli buchi dovuti allo sfregamento della scotta, però ha resistito a bandiera con il ventone senza lacerarsi. L'albero è rimasto su con le botte che ha ricevuto dallo strallo e dal boma.
Non vale proprio la pena mettere alla prova SEA AMOR fino a questo livello ed in queste condizioni.

venerdì 2 novembre 2012

Ma allora... non ci credo!

Sabato, 27 ottobre 2012.
Sottotitolo del post:
Non ti fidar a dar gennaker se il pozzetto non ce l'hai - parte 1.
Ma cominciamo dall'inizio, perché nell'ultimo week end del Campionato Invernale Vela d'Altura di Pescara è arrivata Cassandra.
Oh, non la smettono di dare questi nomi assurdi alle condizioni meteo. Che poi a me Cassandra ricorda tanto un film cult, con Robert Harris, la nostra bellissima Sofia Loren, e tanti altri. Ho recuperato anche il trailer in italiano, toh!
Fatto sta che le coste abruzzesi sono state spazzolate da un forte Garbino. Il Libeccio gonfio di pioggia del tirreno, sale sull'appennino, si scalda e picchia giù sull'Adriatico centrale. Il cielo non resta troppo coperto e il mare si muove solo verso il largo.
SEA AMOR scende in acqua agguerrita come sempre. Oggi forse troppo. Il vento ha una media di 14 nodi con raffiche oltre 20. Non è per niente stabile come deve essere il Garbino, che si infila tra il massiccio della Maiella ed il Gran Sasso. Tanto che in partenza danno 210°, mentre in boa di bolina arriva da 240°. Una differenza che la flotta comprende bene, bisogna andare a destra, ma prima si deve partire.
SEA AMOR azzecca tutto. Partenza, virata e corre verso la boa più veloce delle altre barche e con un angolo migliore. Le vele sono finalmente regolate nel modo giusto e SEA AMOR da spettacolo.
Arriviamo in boa leggermente sotto. Claudio manovra con una bretone perfetta. Issiamo gennaker e voliamo dritti alla boa di poppa. Non strambiamo, non ce ne bisogno. Ripartiamo in bolina, altra poppa. All'arrivo infiliamo una barca che corre a vele bianche... ma non è partita almeno 10 minuti prima di noi?
SECONDI...
Bravi, ma ancora non lo sappiamo. Ci prepariamo per la seconda prova.
To be continued...

venerdì 6 luglio 2012

Il ritorno dell'australiano

Aveva partecipato al varo ed al trasferimento... eccolo qui.
Lo abbiamo rivisto esattamente un anno fa per un addio al celibato sull'isola di Ponza.
E in quell'occasione chi scrive questo post ha fatto da Skipper ad un equipaggio di amici davvero tosti. Sulla via del ritorno abbiamo beccato onde di 2 metri e fischia, con martellate oltre i 22 nodi.
Avevamo noleggiato un Bavaria Vision 42 (mi pare), alla Marina di Nettuno. Il charter mi dava fiducia, ma poi si è rivelato molto avido, cambiandoci la barca che avevamo chiesto. Ah, ecco perché non ricordo bene la lunghezza!
Noi eravamo in otto e ci serviva almeno un 49 piedi, opzionato regolarmente nella flotta del charter. Ci serviva per un w.e. e la società ce l'ha tolto per noleggiarlo ad un altro per tutta la settimana... e non si fà così, non è carino! Non pubblico il nome del charter, ma potete chiedermelo nei commenti.
Insomma, questo Bavaria Vision era talmente stracarico che con 15 nodi di Ponente non riuscivamo a fare 6 nodi e mezzo: mi ricordo di aver visto centinaia di metri di cima da 20 mm, una seconda ancora con catena nel gavone di prua, due o forse tre taniche piene da 30l nei gavoni di poppa.... un vero catafalco velico!
E finalmente, ladies and gentlemen, dopo un altro anno il grande (e grosso) Antonio è tornato a bordo di SEA AMOR e, come la prima volta, non si è staccato più dal timone!
L'anticiclone africano "Caronte" devo dire ha fatto la sua parte anche sull'Adriatico medio-abbruzzo. Un gran caldo che però faceva salire una leggera brezza termica nel pomeriggio, proveniente da Scirocco. Circa 6,5 nodi di vento medio, leggermente a chiazze sottocosta. Abbiamo infatti imparato nelle regate che lo scirocco gira intorno alla punta di Vasto e di Ortona, arrivando moscio sulla costa di Pescara.
Ma tant'è che venerdì (SS. Pietro e Paolo n.d.r.) SEA AMOR ha preso confidenza con il timoniere ospite, dopo un'intera stagione di evoluzioni della Stefy. Il secondo giorno abbiamo tirato un ora intera di bolina verso la Crozia, mantenendo una velocità costante di 4 nodi.
E domenica 1 luglio SEA AMOR ha tirato fuori tutta la sua classe con il gennaker cazzato al massimo, 50 morbidi gradi di AWA e sempre fissi 4,5 nodi di velocità. Non c'è altro da aggiungere... ah sì, ancora una cosa: SEA AMOR era quasi a pieno carico estivo (pieno di gasolio e acqua, cime, pentole e piatti) mancava solo il tender col fuoribordo.
Bravo Anto... e adesso quando torni?

lunedì 4 giugno 2012

Sesti, primi o ultimi meglio non si poteva!

Sabato 19 maggio 2012.
Ultima giornata di regata. SEA AMOR non ha ancora capito bene a quale categoria appartiene... e forse neanche gli organizzatori. Fatto sta che il regolamento vela d'altura dice una cosa, il bando di regata ne dice un'altra, ed il campo di gioco un'altra ancora.
Vabbè, diciamo che ci manteniamo in Gran Crociera, anche se in Libera Relax avremmo preso la coppa del terzo posto al Trofeo Masturzo.... diciamolo.
In fin dei conti abbiamo organizzato l'equipaggio proprio per questa categoria... certo, certo. L'ultima di campionato su SEA AMOR eravamo tre, il sottoscritto, la Stefy al timone, la Liana alle vele... Pescara x 3. E siamo stati anche molto bravi!
Il vento è pochino da ESE, abbastanza stabile sui 6/7 nodi. Mare calmo e partenza unica. Sì perchè con la combinata del golf serviva una regata sola, classifica over all, il golfista non sale a bordo (avrà parlato con lo sciatore, vedi qui), il totale diventa sette e facciamo un solo scarto, chiaro no?
Certo, certo ma con poco vento e la partenza unica... ciao ciao flotta. Invece no, per una volta. Troviamo un bel punto, siamo ben lanciati e SEA AMOR è tra le prime sulla linea e con aria pulita, incredibile!
Fila tutto liscio, per tutta la regata. Manteniamo sempre il passo e gli angoli con le altre del nostro gruppetto di sei / otto barche, finalmente. Tre sole note negative, per ciascuno dell'equipaggio... ma non potevamo di più. Stefy ha inciampato sull'arrivo della seconda boa, per forzare il passaggio ha stretto troppo la bolina. Liana sullo stacchetto dell'arrivo concentrata sulle vele di prua, che sono le sue predilette, ha dimenticato la randa. Una barca avversaria, che avevamo superato alla grande sulla poppa si è infilata di nuovo tra noi e la boa, complice anche il troppo spazio lasciato dalla nostra timoniera. Io, beh non dovevo proprio inventarmi di ammainare il gennaker per fare l'arrivo... avendo più volte sperimentato che possiamo stringere fino ai 60° di AWA.
Così finisce il Campionato Primaverile Vela d'Altura di Pescara, dietro Stefy gli organizzatori, dietro Fede i vincitori, davanti a noi un piatto di pasta e una caraffa di birra!
SEA AMOR si classifica in sesta posizione su dodici. Davanti a noi cinque barche imprendibili (che potrebbero / dovrebbero gareggiare in altra categoria), dietro tutte le barche del nostro livello, che grazie all'unico scarto siamo riusciti a sopravanzare, anche se in alcune regate ci hanno battuto.
E già, perché noi siamo stati davvero bravi e le abbiamo fatte tutte, anche con il tempo infausto, anche quando abbiamo avuto un pò di danni, e abbiamo preso i nostri rischi, mentre loro sono rimasti al calduccio.
Ciao, ciao... flotta!

P.S.: per motivi davvero indipendenti dalla volontà di chi scrive, questo post viene pubblicato con un leggero ritardo rispetto al solito, mi scuso con i lettori del Diario di Sea Amor.

venerdì 18 maggio 2012

Tra tante barche hanno scelto SEA AMOR

Domenica, 6 maggio 2012.
SEA AMOR ormeggiata in seconda fila alla Lega Navale di Ortona si rifocilla dalle fatiche della lunga e bella regata costiera del giorno prima, dopo aver navigato per 5 ore esatte sulla distanza di 20 miglia (di cui più della metà in andatura di bolina).
Belli laschi sugli orari previsti, come ormai ci hanno abituato, gli organizzatori preparano il briefing. Oggi rendiamo omaggio al grande marinaio Tommy Mastrurzo, regatando al trofeo che porta sul nome. Una prova sola, percorso a bastone, due giri bolina/poppa.

Le miei previsioni dicono che vento non ci sarà. Invece il trofeo Masturzo ci regala una delle più belle giornate in barca di sempre.
Affascinante l'uscita dal porto, merita un paio di foto.
Al timone la Stefy, in pozzetto la coppia di amici della Pescara per 2, io a prua e tutto il resto. Proviamo un pò di assetti. Ma è poca cosa.
Entra il levante, 100° EstSudEst di circa 8 Kn. Viene steso il campo di regata. Un miglio per la nostra boa Tango.
Partono i più veloci, categoria Regata, scorrendo tutta la linea. Virano e tirano il primo bordo mure a sinistra.
Bene... è il nostro turno.
Sale il segnale preparatorio, quattro minuti. Lungo la linea verso la barca giuria SEA AMOR è una bellezza e si fa largo nel gruppo.
Due minuti e mezzo, viriamo e scorriamo la linea mure a dritta.  Le linea è corta, cominciamo a lascare il fiocco per rallentare.
Trovo il mio posto e lo difendo dall'attacco di due barche che cercano di sfilarmi sotto vento. Avrebbero la  meglio su SEA AMOR, costringendoci ad orzare.
Siamo lanciati, ma il vento ruotato a sinistra ci porta vicino ad un gruppetto di barche che sta cercando di passare la boa di partenza ormai quasi controvento.
Decido di prendere un rischio... pronti a virare? Viro. Stefy alla scotta è un lampo. Fiocco a segno. SEA AMOR non perde neanche un pezzetto di nodo e incrocia sulla prua le due barche di prima... Partiti... ciao ciao flotta.
Sul questo lato però siamo di buono, cioè la rotazione a sinistra sui 90° avuta in partenza premia l'angolo di bolina mura a sinistra. Ma tirare troppo questo lato non fa bene, per il famoso gioco della scala a pioli!
Viriamo un pò troppo in là per guadagnare con lo scarso del lato di sinistra. In boa siamo molto precisi, nell'arrivo e nel mettere gennaker, ma perdiamo qualche posizione... la scala a pioli: se navighi sullo scarso sali i gradini della scala più velocemente e ti ritrovi più vicino alla boa.
Con il gennaker SEA AMOR è uno spettacolo, come il giorno prima. Forse è per questo che una coppia di Delfini, tra più di trenta barche sceglie SEA AMOR per venire a giocare e surfare sull'onda di prua! Che bel regalo che ci ha fatto il Trofeo Mastrurzo. Grazie Tommy.
Alla boa di poppa siamo di nuovo nel nostro gruppo, e non era mai accaduto nelle altre prove. Passiamo in mezzo a tre barche, ammainiamo e cerco di fare in fretta, perchè vogliamo virare in fretta sullo scarso. Stefy tira le "Sua Boline" come sono state battezzate alla Pescara x 2 (vedi questo post) e prima della boa infila all'incrocio altre due barche. Ma non si può aver tutto oggi... il vento si buca. Scende fino a 2 nodi. Aspettiamo di avere un nodo di abbrivio per virare in boa e poi gennaker, prima della boa, sì! Saltiamo in avanti. Due bordi abbastanza buoni, anche se si poteva fare meglio... anche qui la stanchezza e la rotazione dei ruoli (non dovuta) spegne la nostra concentrazione.
Allo stacchetto di traverso, apriamo il fiocco, passiamo sempre in mezzo alle barche del nostro gruppetto e dobbiamo convincere Stefy che una barca di 3 metri più lunga di SEA AMOR è più veloce per una questione di fisica!

venerdì 11 maggio 2012

Una gita-regata costiera

Sabato, 5 maggio 2012.
E' la terza giornata di regata del Campionato Primaverile d'Altura. Oggi ci sarà la regata costiera di trasferimento ad Ortona per poi regatare domenica nel Trofeo Tommy Masturzo.
Tutto l'italico stivale attende la perturbazione atlantica che rovinerà il w.e. primaverile, ma a Pescara è una giornata di sole con vento che arriva puntuale per la partenza da SE sui 10/12 nodi.
Sole, vento, mare calmo e pizza con le alici... queste sì che sono regate costiere.
La partenza è generale per tutte le categorie. Abbiamo una buona posizione, perfetta se dovessimo partire con un J24, un Melges o giù di lì. Invece abbiamo un Gran Crociera che in stop & go con il fiocco sulla linea ci mette parecchio per partire... ciao ciao flotta.
Le prime 10 miglia verso la prima boa sotto il Castello di Ortona sono da bordeggiare. Sì, perchè se scendi sotto costa (vedi le regate Pescara per 2) il vento scende e ti prende la corrente, il compromesso è valido per le schegge da regata che volano avanti a noi. SEA AMOR si mette costante tra i 5,5 e i 6 nodi di GPS e l'equipaggio si gode una bella veleggiata lungo costa.
Facciamo la boa Castello vicino alla diga foranea del grande porto commerciale, il vento qui scende di un paio di nodi, come sappiamo. Viriamo verso il largo e aspettiamo di essere al traverso da rilevamento del GPS con la boa Ombrina, vicino all'omonima fastidiosa piattaforma. Di nuovo mure a sinistra e dritti sulla boa, perfetto.
Il sacco del Gennaker è pronto sulla tuga. Passiamo la boa, issiamo e corriamo verso la terza boa di San Vito.
Due lati di lasco allegro. Strambiamo, orziamo sulla boa, prua su Ortona, finalmente verso l'arrivo... stiamo per toccare la quinta ora di navigazione, ma il tempo è volato. SEA AMOR si esalta e plana: 8,5 nodi di GPS (se si riesce a vedere in questo video), 9.2 sul log sotto lo scafo... mi sembra di guidare una moto GP!

Breaking News:
Domenica 6 maggio 2012 abbiamo corso la "Masturzo"... una coppia di Delfini ha con giocato sull'onda di SEA AMOR che correva con il gennarker. Il servizio video nel prossimo post.

venerdì 4 maggio 2012

Le regate di Primavera... poteva andare peggio.

21-22 aprile 2012.
Già tutto sommato poteva andare peggio e poteva anche piovere.
Nel precedente post era stata pubblicata la seguente notizia dell'ultima ora: le regate sono iniziate... con due giornate interessanti: quattro prove, due buone e due scamuffe.
In quelle buone siamo arrivati a meno di 20 minuti dai primi, noi con il forno a microonde, il televisore, tutte le cuscinerie e la crostata della suocera, loro con attrezzature in carbonio e vele supertecnologiche. In quelle cattive abbiamo rischiato di affondare la Barca Comitato, arrotolare il gennaker nell'elica, strappare la randa dall'albero, noi in cinque/sei casinari a bordo, loro in dodici professionisti tutti in divisa.
In equipaggio per il XXII Campionato Primaverile Vela d'Altura di Pescara si sono aggiunti diversi amici conosciuti alle regate Double Handed, più il grande nocchiere di Solaria, un S.O.42i che prima di SEA AMOR ci portava a spasso sul mare d'Abruzzo.
Questa volta niente vele bianche, SEA AMOR tenta il salto nel raggruppamento che conta: siamo iscritti alla categoria Gran Crociera con il nostro nuovo certificato di stazza (vedi prox post dedicato). Obiettivo: non fare danni.
Mancato, purtroppo.

Sabato, vento che ruota da E a SE, da 10 a 18 nodi, mare calmo, tempo sereno: perfetto per regatare.

Prima prova, pronti, via, partenza senza base randa... ciao ciao flotta.
Poi sembra andare bene. Anche se l'equipaggio non trova posizione... io sono a prua, ma avrò la mia parte. SEA AMOR con il gennaker vola anche a 8,5 nodi (log scafo).

Seconda prova, pronti, via, partenza senza fiocco... ciao ciao flotta.
Alla seconda boa di poppa... ammainata Gen in ritardo, il vento è ruotato e non mi sento di dire al pozzetto di fare attenzione perchè di bolina finiamo contro la Barca Comitato... ma la legge di Murphy è in agguato.
Mollo la mura troppo presto, la vela prende vento e mi trascina fuori bordo! Finisce sotto lo scafo... accidenti che guaio. E sai qual'è la mia idea: metti in moto! Che genio. Ma così strappo e incastro tutto nell'elica. Alcune voci nella mia testa (tipo quelle di questo vecchio post) e nel pozzetto mi ricordano che la regata non è finita. Ma quando mi giro per avvertire della Barca Comitato... NON C'E' NESSUNO AL TIMONE! Qualcuno mette mano al pulpito della B.C., qualcun'altro mette uno stinco sulla sua catena dell'ancora... incredibile siamo passati e il gennaker è stato alato tipo rete da pesca.

Domenica, vento da SO (Garbino, da terra, forte, rafficato sotto costa), da 22 a 28 nodi, mare calmo, tosto per regatare (una barca ha perso l'albero: brutta cosa). SEA AMOR prende a bordo lo sciatore abbinato per la combinata vela-sci: un professore di liceo che tiene il mare come una corazzata, bravo Rocco.


Prima della prima prova, issata randa, troppa tela per il vento, prendiamo i terzaroli, tira tu che cazzo io, drizza tesa da una parte e mano di terzaroli dall'altra e i primi tre carrelli dell'inferitura saltano, rimaniamo solo con il fiocco per quasi tutta la regata... ciao ciao flotta.

Qui a destra nella foto pubblicata sulla homepage del Club Nautico Pescara si può vedere la situazione meteo e SEA AMOR in secondo piano solo con il fiocco.

Prima della seconda prova, riusciamo ad attaccare i grilli del gennaker all'inferitura della randa, perfetti! Partenza, ma manca un minuto, ma no è scesa la bandiera di classe, no manca un minuto... ciao ciao flotta.

venerdì 13 aprile 2012

A Pasqua si esce solo per Colazione

Pasqua 2012.
Le previsioni azzeccano tutto per questi tre giorni di festa. Senza considerare venerdì (Santo) sera, quando SEA AMOR fresca di carena (prossimamente un post dedicato) è rientrata al Marina di Pescara, siamo usciti solo domenica mattina per la colazione di Pasqua!
Sabato senza aria alla mattina, pioggia al pomeriggio. Domenica notte entra Garbino, il vento di terra sull'Adriatico, il Libeccio sul Tirreno, da SW. Bello teso che ci sveglia all'ormeggio (ma niente a che vedere con la notte successiva, quando la Bora ci ha fatto dormine sbandati di bolina). La mattina per la Colazione resiste sui 8/9 Nodi fino alle 11,00 come previsto. Poi si attende l'entrata della Bora (Grecale da NE) che si presenta puntuale sui 6/7 nodi. Abbiamo notato una bella fascia blu scura sul mare, che segnava un confine netto tra le due direzioni di vento.
SEA AMOR sulle stesse mura, di bolina, al timone la Stefy allenatissima, ruota insieme al vento di 180° a dritta.
Proviamo tutte le manovre per le prossime regate del Campionato Primaverile d'Abruzzo. Mettiamo il Gennaker con tutta comodità. Sul passavanti di sinistra agganciato alle draglie sembra essere il posto migliore.
Va lasciato armato con le scotte e con la mura filata dalla varea. La drizza può attendere sullo stroppo che ho preparato sulle sartie.
Al momento di arrivare in boa di bolina, si dovrà agganciare la drizza, portare il bompresso in posizione, cazzare la mura in varea...
E poi, all'inizio... lo so non è proprio la Coppa America, ma prima bisognerà chiudere il fiocco. Drizzare il Gen, aprire la calza... e non ho ancora trovato un buon posto dove legare le cimetta, forse proverò alle gallocce dell'albero.
Quando strambiamo infatti, la calza arrotolata male sulla penna del Gen si prende con la cimetta che avevo legato a prua.
Meglio comunque delle ultime volte, ma chissà che combineremo in regata con le altre barche...
Si comincia il 21 aprile (Natale di Roma)!
Domenica pomeriggio, come previsto, un bel temporale mette fine alla siccità primaverile. La notte andiamo a dormire nella burrasca, "cullati" dalla Bora. Lunedì il mare supera i due metri di onda... niente gita fuori diga per Pasquetta. Ma va bene così. Nelle foto: nella prima mura a dritta con il Massiccio della Maiella, nella seconda mura a sinistra con il Gran Sasso. Poi la Stefy al timone con la luce di Pasqua 2012.

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