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venerdì 22 novembre 2013

Due Bretoni e passa la paura

Pescara, 17 novembre 2013.
Seconda giornata del Campionato Invernale, per SEA AMOR primo giorno di regata. Sì, perchè quest'anno, tra una cosa e un'altra, il calendario del Club e il bando sono usciti con un filo di ritardo: praticamente una settimana prima dell'inzio.
Vabbè, ho già commentato questo modo di sviluppare l'attività invernale nelle acque di Pescara, in questo post qui...  e ho detto tutto.
Equipaggio... tre soggetti. Io, l'imperturbabile Claudio, rinomato ormai nella flotta di Pescara, e il mio ex-collega, nonchè oggetto di angherie veliche, Marco. Meglio pochi ma buoni. Tanto non è previsto vento forte (fiiuù).
La partenza viene data con molto ritardo dopo le 13, causa calma piatta.
La mia idea di sgranocchiare arachidi tostate non è stata brillante, abbiamo fatto una montagna di briciole e lo stomaco si è appesantito. Da sbarcare alla prima occasione.
In partenza non ci siamo fidati del bel posto trovato. Il resto della flotta lontano dalla linea ci ha fatto pensare di essere in anticipo...
Prima bolina a sinistra, paga. Siamo un pochino lenti ma arriviamo in boa insieme a tutto il nostro gruppo. Siamo bassi rispetto alla boa e c'è corrente, stocco e incrocio dietro una barca mure a dritta che mette mano al timone e poggia... ah tè possino!
Con l'onda di poppa ci divertiamo e filiamo, ma andiamo a destra... più perchè siamo in tre a fare il lavoro di 6, che per tattica di regata.
Tutto fila liscia e SEA AMOR oggi è molto divertente.
In boa di poppa diamo spazio alla barca dell'incrocio (visto l'andazzo e lo schiamazzo che fanno a bordo). Certo sono molto carini nello schiacciarci sulla barca giuria, senza riuscire a ripartire in bolina. PRIMA BRETONE sulla catena dell'ancora.
Ma la catena del Comitato non l'abbiamo già vista in un altra occasione (tipo qui)?
Si riparte. Contro la corrente e le onde facciamo mezzo nodo di meno, e inoltre il lato destro è di scarso, ma non lo abbiamo ancora capito.
Viriamo "quasi" sulla linea della seconda boa di bolina... la prendiamo, non la prendiamo, la prendiamo, non la ... SECONDA BRETONE, GRANDE CLAUDIO!
Di poppa sempre a destra, tutto fila. Forse strambiamo tardi, ma tanto il lato è ancora quello sbagliato. Settimi, a pochi minuti dal nostro gruppo.
Bella giornata di vela, finalmente SEA AMOR cresce (meno il numero dei velisti a bordo).

venerdì 2 novembre 2012

Ma allora... non ci credo!

Sabato, 27 ottobre 2012.
Sottotitolo del post:
Non ti fidar a dar gennaker se il pozzetto non ce l'hai - parte 1.
Ma cominciamo dall'inizio, perché nell'ultimo week end del Campionato Invernale Vela d'Altura di Pescara è arrivata Cassandra.
Oh, non la smettono di dare questi nomi assurdi alle condizioni meteo. Che poi a me Cassandra ricorda tanto un film cult, con Robert Harris, la nostra bellissima Sofia Loren, e tanti altri. Ho recuperato anche il trailer in italiano, toh!
Fatto sta che le coste abruzzesi sono state spazzolate da un forte Garbino. Il Libeccio gonfio di pioggia del tirreno, sale sull'appennino, si scalda e picchia giù sull'Adriatico centrale. Il cielo non resta troppo coperto e il mare si muove solo verso il largo.
SEA AMOR scende in acqua agguerrita come sempre. Oggi forse troppo. Il vento ha una media di 14 nodi con raffiche oltre 20. Non è per niente stabile come deve essere il Garbino, che si infila tra il massiccio della Maiella ed il Gran Sasso. Tanto che in partenza danno 210°, mentre in boa di bolina arriva da 240°. Una differenza che la flotta comprende bene, bisogna andare a destra, ma prima si deve partire.
SEA AMOR azzecca tutto. Partenza, virata e corre verso la boa più veloce delle altre barche e con un angolo migliore. Le vele sono finalmente regolate nel modo giusto e SEA AMOR da spettacolo.
Arriviamo in boa leggermente sotto. Claudio manovra con una bretone perfetta. Issiamo gennaker e voliamo dritti alla boa di poppa. Non strambiamo, non ce ne bisogno. Ripartiamo in bolina, altra poppa. All'arrivo infiliamo una barca che corre a vele bianche... ma non è partita almeno 10 minuti prima di noi?
SECONDI...
Bravi, ma ancora non lo sappiamo. Ci prepariamo per la seconda prova.
To be continued...

venerdì 29 giugno 2012

La vita di Bordo: il Mal di Mare

Dedicato a chi soffre il mal di mare e a chi, dotato di cattiveria innata, dileggia i primi senza sapere che prima o poi..... può toccare a tutti!!
"All'inizio si ha paura di morire; alla fine si ha paura di non morire".
Questo detto marinaresco fotografa perfettamente ciò che si prova durante un attacco di nausea causato dal mal di mare. Sapevate che nausea in latino significa "mal di mare" e in greco "barca"?
Questo antipatico disturbo ha cause differenti: sul piano fisiologico sarebbe legato alle anormali eccitazioni subite dall'organo dell'equilibrio, situato nell'orecchio interno.
DA EVITARE: Alcolici, bibite e cibi con retrogusti dolciastri, grassi eccessivi nelle pietanze, dolci elaborati, caffè e soprattutto caffè e latte, cioccolata calda, stare sotto coperta troppo a lungo o in una cabina non aerata bene, farsi prendere dall'ansia, nascondere per pudore agli altri che non vi sentite bene, continuare a muoversi, chiacchierare nonostante le prime avvisaglie del mal di mare, leggere.
DA FARE: Adattarsi alla barca 2-3 giorni prima di salpare (magari all'ancora), fare piccole tappe all'inizio della navigazione, occupare la mente, coinvolgersi nella vita di bordo, ascoltare la radio, contemplare il cielo fissando un punto all'orizzonte, pescare, prendere la barra del timone.
Essere occupati e concentrati diminuisce i sintomi. Anticipare i movimenti della barca, respirare profondamente. Tenere sempre a portata di mano indumenti caldi da indossare alla prima sensazione di freddo. C'è chi giura che sia importante iniziare la crociera in periodo di luna piena!!
Quando si manifestano i primi sintomi del mal di mare ecco alcuni accorgimenti: posizionarsi in centro barca, isolarsi, coricarsi passando velocemente dalla posizione in piedi a quella allungata essendo la posizione da seduti la peggiore di tutte, allungarsi nel senso di marcia, occhi chiusi, un secchio a portata di mano. Inspirare profondamente quando la barca sale ed espirare quando scende nel cavo dell'onda. Alimentarsi, anche se l'appetito manca, con frutta, verdura spesso e in piccole quantità. Bere del brodo caldo salato o dell'acqua con molti sali minerali. Bere poco ma spesso.
Le "ricette" tradizionali: il bicchiere di acqua di mare (da non discutere lo asserisce Slocum), la fetta di pane secco per bloccare lo stomaco (pescatori bretoni), le acciughe sotto sale sul pane o focaccia, i limoni da succhiare, la gomma da masticare, il cerottino di scopolamina, i braccialetti secondo i principi Shiatzu (funzionano o aiutano e sono disponibili a bordo di SEA AMOR), le pillole specifiche che però danno sonnolenza, la radice di zenzero, preparati omeopatici di tabacco.
Il mal di mare va sempre messo in conto. Può succedere a tutti di soffrirne, anche al marinaio più incallito e proprio quando meno te l’aspetti. Però qualcosa per ridurre il disagio, se non per evitarlo, si può fare.

Ho provato personalmente una bella latta di acciughe salate con una croccante pagnotta di pane fresco... non so se funziona come metodo contro il mal di mare, ma è davvero buono!

Mentre mi ricordo di una ragazza che portò un vasetto di quelle sott'olio perché sotto sale non le sopportava... e si sentì male lo stesso.

Quando poi, dopo e nonostante tutte le precauzioni, vi accorgete che la nausea sta inesorabilmente sopraggiungendo…. non spaventatevi più di tanto!
Ditelo subito allo skipper…. vedrete che troverà rapidamente il rimedio adatto per rimettervi in sesto.
Per risolvere il problema, a volte basta un turno al timone, masticare qualche cracker salato, respirare a fondo e con regolarità (senza iperventilare), rilassare tutti i muscoli magari sdraiandovi nella parte centrale dell’imbarcazione, soprattutto, ripeto, non stare sottocoperta.
Se poi non potete fare a meno di vomitare….. fatelo sottovento e senza opporre eccessiva resistenza!
Dopo vi sentirete decisamente molto meglio e riprenderete a godervi lo spettacolo della barca che solca veloce le onde!
E nel dubbio chiedete sempre allo Skipper dov'è il sottovento!
Dovete farlo per tempo, perchè quando è troppo tardi... beh lasciamo perdere, ma poi pulite voi.
Termino questo corposo compendio sul "mal di mare" con un incoraggiamento: con gli anni si migliora.... sarà la passione per la barca e il mare, sarà che ci si abitua al movimento o si acquista il "piede marino", sarà che si impara tutto ciò che vi ho elencato.... è quindi inutile sostenere: "in barca non vado perché soffro il mal di mare", trovate un'altra scusa.

sabato 26 febbraio 2011

Ed è già regata!

Pronti, 9 Miglia, percorso a bastone verso Silvi dalla diga del porto canale, via, ferma tutto non c'è vento!
Ma noi lo sapevano... le previsioni erano azzeccate. La mattina di domenica 20 febbraio era previsto un refolo da NNO di scaduta del Sabato (vedi SEA AMOR, a cavallo!). Poi pausa per circa un paio d'ore. Meglio, perché ci siamo sparati due bei paninozzi con prosciutto. Rotazione da ESE e max previsti e arrivati 5Kt.

Pronti, via, accidenti che brutta posizione, siamo fuori, pelo Bretone alla barca comitato, partiti, foto ufficiali, GPS sulla boa. Salvi! Respira Fefo, respira... 


MANOVRA BRETONE: se ci si trova di bolina sotto la linea della boa, invece che virare prima della boa e fare due manovre, si prosegue con le vele cazzate al massimo, orzare in modo deciso fino ad arrivare contro vento, fiocco a collo, nell'istante successivo ripoggiare in modo deciso (orzando deciso la prua si alza verso il vento, supera la boa, mentre la poppa si abbassa e con la poggiata la scavalca) così da evitare di toccare la boa stessa.
Il mare è calmo, il Gran Sasso innevato.
Andatura di lasco, a vele bianche... SEA AMOR sembra un po lenta. Il passo non è quello delle barche davanti. E nemmeno di quelle che inseguono... Strano. La metamorfosi di Stef comincia, lentamente.
Non noto nulla di strano fino a quando non mi rendo conto che strappa letteralmente il comando di SEA AMOR all'autopilota... "lo sai che sono molto competitiva?!"

"Siamo lenti, 3 nodi, 3 e 2, 3 e 1, ma insomma fai qualcosa... Amor"
E vabbene, io alle vele lei al timone è Pescara x2.

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