Domenica, 23 marzo 2014. E' arrivata la primavera... dopo un inverno senza inverno, il Campionato Primaverile Vela d'Altura di Pescara incasella la terza prova consecutiva sopra i 20 nodi di vento.
Ma questa stagione, l'abbiamo già detto, SEA AMOR sembra preparata, diversa forse... insomma qualcosa è successo. Sicuramente l'esperienza fatta alla Pescara x2, che si può rileggere qui: "Una buca e una tempesta... x2", ha giovato alla barca e all'equipaggio. Ora sappiamo fin dove possiamo arrivare.
All'inizio della giornata sembra difficile riuscire a regatare. Il vento a chiazze, direzione e intesità variabili. Poi, è entrato il garbino previsto.
A bordo io, Claudio, Marco, Giampiero, Enzo. Percorriamo la linea di partenza verso la boa, senza fiocco. Il vento è già forte. Notiamo una cosa interessante: la barca comitato non è allineata con il vento, è allineata con la corrente. Bene, dobbiamo andare a destra, virando subito dopo la linea e la barca stessa. Torniamo indietro, viriamo e partiamo proprio dove vogliamo, ma dopo aver aperto il fiocco... Ah, sì il fiocco. E' stato visto anche un braccio infilato tra un giro di scotta e il winch, ma alla fine è stato messo a segno.
Foto della seconda giornata
Corriamo sulla destra. Tutti in falchetta a schiacciare, e devo dire che la differenza si sente. Il vento rinforza ancora e la randa quasi non porta più. Incrociamo ALBA che ha mure a dritta... (ricordate i precedenti incroci?), e passiamo davanti con una certa apprensione. Viriamo, ché abbiamo corso così tanto e siamo già oltre la lay-line. Forse perdiamo un paio di minuti, ma ho l'occasione di prendere una mano di terzaroli, e tutto cambia: assetto e velocità migliorati.
Corriamo in poppa con il fiocco aperto, cercando di farlo lavorare. Del Gennaker neanche se ne parla.
Ora è Claudio a fare la differenza. Siamo dietro PANACEA (prima in classifica generale) e dietro abbiamo AMBROSIA (seconda). Strambiamo prima per andare in boa e chiudere tutti fuori, perfetto! Qui abbiamo vinto la regata, se non fosse che DIOMEDEA ha deciso di cambiare categoria.
Facciamo un'altra bolina con il vento che supera i 30 nodi. Il mare ribolle e si fa fatica ad inquadrare la boa. Torniamo senza fiocco. Rovesci per quasi tutta la strada. Il percorso è stato ridotto e non dobbiamo strambare più. Dritti così arriviamo dietro le barche da regata. Siamo secondi, che bravi oggi e che giornata.
Le altre barche ammainano tutto e accendono il motore. SEA AMOR spiega le vele e si allena nelle virate.
Pescara, febbraio 2014.
SEA AMOR torna in acqua per il Campionato Zonale Double Handed - Pescara x2. Due giornate di regata costiera, su percorso a triangolo dal porto a Francavilla, torre "Dei Pesci", boa 3 di partenza, e ancora un grio sulla boa 1 e ritrono al porto.
Prima giornata: buca di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sfortunati e delusi. Seconda giornata: tempesta di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sani e salvi.
La prima regata non andava troppo male, ma tre errori, uno per lato del triangolo ci hanno messo fuori gioco e fuori regata. Il primo errore sul primo lato, partiti bene con il Code Zero, in corsa con il gruppo. Poi il vento muore e gira di prua. Cambiamo la vela di prua, ma la manovra sgancia la mura del rollafiocco. Un minuto senze vele e... (ma guarda un pò) torna il vento proprio lì, gli altri se ne vanno.
Corriamo e ci divertiamo verso la Torre, ma la trasformazione dei gradi minuti secondi in millessimi sul nostro GPS è stata cannata. Siamo almeno 300 metri sopravvento della boa 2. Poggiamo lenti e facciamo più strada. Secondo errore.
Giriamo la boa 3 dopo un bolina con poca aria e tanta corrente verso sud. Partiamo con il Code Zero verso Francavilla e il vento raggiunge i 20 nodi, sotto una pioggia fastidiosa. Perfetto... come no?! Per evitare di andare in spiaggia lo dobbiamo frullare e chiudere. Con il vento così forte non si arrotola e lo tiriamo giù a mano nel passauomo di prua. Giriamo ultimi l'ultima boa e di bolina sull'ultimo lato... buca: 18 nodi, 15, 12, 10, 8, 5, 2... esce il sole e accendo il motore.
La seconda regata siamo partiti alla grande. Con fiocco e randa abbiamo fatto una discreta corsa sul primo lato, anche se in boa 1 il vento si è spento. Poi il gennaker, un bel lato fino alla Torre, un piccolo problema con la strambata, troppo frettolosa, ma sciogliamo tutto, ammainiamo e partiamo di bolina. Tutto bene... finora. Per caso, o per premonizione, mi viene in mente il pezzo del film che trovate nel video.
Il vento in entrambe le giornate era previsto Garbino, sud ovest. Quando arrivano le perturbazioni atlantiche sul nostro Stivale, in Adriatico scende il libeccio in modo strano, rafficato e molto oscillante. Ma tornando verso la boa 1, il vento gira da NordOvest... più o meno. Non sono sicuro della direzione perchè ho pensato ad altro. Ho pensato a salvare la barca!
Il fiocco in 3DL già molto provato sotto raffica, non serve in bando con vento di poppa. Lo arrotoliamo. Primo colpo di fortuna.
Il vento sale oltre 22 nodi, decidiamo di ridurre la randa... stiamo già correndo come matti. Secondo colpo di fortuna, ma la decisione è presa per la paura, che sta salendo rapidamente insieme al vento.
Claudio mi chiede di guardare dietro per vedere cosa sta succedendo, io gli rispondo "Meglio che tu non lo sappia". Siamo entrambi in pozzetto, ma la mia risposta cotrovento non gli arriva.
Gli strumenti segnano 35 nodi, gli spruzzi delle onde si alzano e volano sulla barca davanti a noi, dentro il tambuccio che chiudo. 46 nodi! SEA AMOR parte in straorza...
Siamo intraversati al vento e al mare sbiancato. Non vedo niente, tranne la spiaggia e le barriere antirisacca. Il primo pensiero che mi coglie è quando chiamare la Capitaneria, il secondo è: "Fai quello che devi, con calma". Claudio accende il motore, io tolgo la randa. Riesco a salire sulla coperta e tiro giù la vela a mano.
Tutto motore e timone scontrato, aspettiamo che SEA AMOR lentamente rimetta la prua verso il porto e ci porti via dalla costa. Sembra la scena di Titanic quando la prua si sposta lentamente dall'iceberg. Un barca in difficoltà e tra noi e la spiaggia. La vediamo sia io che Claudio, ma ne parleremo solo una volta ormeggiati in porto... è troppa l'ansia che ci prende nel vederla. Uscirà la motovedetta e tutto finirà bene anche per loro.
Il nostro anulare vola via, nel recupero si rompe proprio la cimetta intorno al salvagente e lo perdiamo... meno male che non c'era nessuno attaccato.
Con il motore al massimo, procediamo a circa 5 nodi. Un attimo di terrore quando leggiamo sul GPS -(meno) 5 di velocità, ma si tratta dell'avvicinamento alla boa che ora abbiamo di poppa.
Le onde, l'urlo del vento e gli spruzzi che non ci fanno respirare... ringraziamo SEA AMOR, la sua elica a tre pale fisse (altroché, se serve!) e la nostra paura. Siamo in porto, ormeggiamo con (solo) 15 nodi di vento, esce il sole e ci sembra primavera. E chi ci crede se lo raccontiamo.
Andiamo a pranzo dagli amici de La Scuffia e sembra di essere in un rifugio alpino, tutti stanchi e bagnati come pulcini, contiamo i danni delle altre barche e ci dicono che sono stati raggiunti 57 nodi... tempesta.
C'è un motivo perchè l'appuntamento del venerdì questa settimana è saltato. Aspettavo di provare nel w.e. una nuova vela. Ed ecco il nuovo post.
Un anno dopo l'estenuante fatica sostenuta per l'acquisto del Code Zero, SEA AMOR ha acquistato un'altra vela... un nuovo fiocco da regata in 3DL della North. Ma stavolta è colpa dell'offerta da supermercato che è stata fatta nel mese di marzo su questi materiali. Chi di voi quando vede un offerta con un forte sconto non acquista massicce dosi di quel bene solo perchè non si può perdere l'occasione? Anche se ci vorranno mesi per esaurire le scorte, sperando che non siano beni deperibili. Vabbè ho poche scuse, lo so. Comunque, pure questo post finirà tra i sondaggi, in quanto anche in questo caso ho massacrato di domande gli Amici dell'Altro Porto (vedi link preferiti di SEA AMOR), amici di barca, conoscenti, parenti, indagini su internet.... ed ero anche propenso a non acquistarlo. Ricordate "la volpe e l'uva" di Esopo? Uguale.
Bene, ecco il nuovo fiocco superfico in tutto il suo splendore. Poi ci sono cose che mi emozionano e sorprendono, sperando che siano vere: sulla base del fiocco il produttore ha posizionato l'immagine di una fotocamera. In pratica da quella posizione è stata fatta la terza foto qui accanto, con l'inquadratura dal basso della vela verso l'alto, e sarà inviata alla North. Tra qualche anno potrò inviarne un'altra chiedendo di verificare la modifica del profilo o il possibile cedimento del materiale?!?! Incredibile.... Devo certamente aver capito male.
Per quanto riguarda il materiale 3DL inserisco un bel video (pubblicitario, per forza) su questo tipo di vele.
Certo, certo mi devo ricordare però che per quanto superfico e veloce il nuovo fiocco in 3DL non corre mica da solo...
Pescara, autunno 2012.
Questo post viene pubblicato oggi che dovrebbe essere non solo il solstizio d'inverno, ma l'ultimo giorno del calendario Maia. Se lo state leggendo può voler dire due cose, la prima che non è ancora mezzanotte, questo giorno non è finito e tutto può ancora accadere, la seconda che siete extra-terrestri e vi siete collegati ad una rete in disuso... o forse nessuna delle due.
Le regate del campionato invernale vela d'altura di Pescara sono terminate al 30 ottobre, ma durante il mese di novembre SEA AMOR ha fatto diverse uscite che riporto sul suo diario di bordo.
Stefy è finalmente tornata al timone e abbiamo potuto fare alcuni allenamenti in vista del Campionato Double Handed del prossimo anno. Forse favorita dal clima di questo autunno, che ha mantenuto le temperature del mare piuttosto elevate rispetto alla media, tutte le mattine è entrata una divertente brezza di terra. Il mare piatto, spianato dalla brezza mai troppo leggera, ha permesso di raggiungere con facilità i 5 nodi di andatura. SEA AMOR alleggerita di tutto per le regate prende velocità molto rapidamente per essere un "crocierone bavarese". Ha impressionato anche Stefy che ancora non aveva avuto occasione di sentirla così.
Certo alle 8,00 di mattina non è il massimo come temperatura dell'aria, anche con le medie alte di questo periodo, ma bisogna fare presto perché alle 9 massimo 9,30 il flusso di aria secca che si incanala lungo il fiume in mezzo al Gran Sasso ed al Massiccio della Maiella si spegne del tutto...
Rientrando in porto in genere abbiamo incrociato barche che andavano a fare le foto... visto che senza vento ormai non sarebbero certo venute mosse!
Dedicato a chi soffre il mal di mare e a chi, dotato di cattiveria innata, dileggia i primi senza sapere che prima o poi..... può toccare a tutti!!
"All'inizio si ha paura di morire; alla fine si ha paura di non morire".
Questo detto marinaresco fotografa perfettamente ciò che si prova durante un attacco di nausea causato dal mal di mare. Sapevate che nausea in latino significa "mal di mare" e in greco "barca"?
Questo antipatico disturbo ha cause differenti: sul piano fisiologico sarebbe legato alle anormali eccitazioni subite dall'organo dell'equilibrio, situato nell'orecchio interno.
DA EVITARE: Alcolici, bibite e cibi con retrogusti dolciastri, grassi eccessivi nelle pietanze, dolci elaborati, caffè e soprattutto caffè e latte, cioccolata calda, stare sotto coperta troppo a lungo o in una cabina non aerata bene, farsi prendere dall'ansia, nascondere per pudore agli altri che non vi sentite bene, continuare a muoversi, chiacchierare nonostante le prime avvisaglie del mal di mare, leggere.
DA FARE: Adattarsi alla barca 2-3 giorni prima di salpare (magari all'ancora), fare piccole tappe all'inizio della navigazione, occupare la mente, coinvolgersi nella vita di bordo, ascoltare la radio, contemplare il cielo fissando un punto all'orizzonte, pescare, prendere la barra del timone.
Essere occupati e concentrati diminuisce i sintomi. Anticipare i movimenti della barca, respirare profondamente. Tenere sempre a portata di mano indumenti caldi da indossare alla prima sensazione di freddo. C'è chi giura che sia importante iniziare la crociera in periodo di luna piena!!
Quando si manifestano i primi sintomi del mal di mare ecco alcuni accorgimenti: posizionarsi in centro barca, isolarsi, coricarsi passando velocemente dalla posizione in piedi a quella allungata essendo la posizione da seduti la peggiore di tutte, allungarsi nel senso di marcia, occhi chiusi, un secchio a portata di mano. Inspirare profondamente quando la barca sale ed espirare quando scende nel cavo dell'onda. Alimentarsi, anche se l'appetito manca, con frutta, verdura spesso e in piccole quantità. Bere del brodo caldo salato o dell'acqua con molti sali minerali. Bere poco ma spesso.
Le "ricette" tradizionali: il bicchiere di acqua di mare (da non discutere lo asserisce Slocum), la fetta di pane secco per bloccare lo stomaco (pescatori bretoni), le acciughe sotto sale sul pane o focaccia, i limoni da succhiare, la gomma da masticare, il cerottino di scopolamina, i braccialetti secondo i principi Shiatzu (funzionano o aiutano e sono disponibili a bordo di SEA AMOR), le pillole specifiche che però danno sonnolenza, la radice di zenzero, preparati omeopatici di tabacco.
Il mal di mare va sempre messo in conto. Può succedere a tutti di soffrirne, anche al marinaio più incallito e proprio quando meno te l’aspetti. Però qualcosa per ridurre il disagio, se non per evitarlo, si può fare.
Ho provato personalmente una bella latta di acciughe salate con una croccante pagnotta di pane fresco... non so se funziona come metodo contro il mal di mare, ma è davvero buono!
Mentre mi ricordo di una ragazza che portò un vasetto di quelle sott'olio perché sotto sale non le sopportava... e si sentì male lo stesso.
Quando poi, dopo e nonostante tutte le precauzioni, vi accorgete che la nausea sta inesorabilmente sopraggiungendo…. non spaventatevi più di tanto!
Ditelo subito allo skipper…. vedrete che troverà rapidamente il rimedio adatto per rimettervi in sesto.
Per risolvere il problema, a volte basta un turno al timone, masticare qualche cracker salato, respirare a fondo e con regolarità (senza iperventilare), rilassare tutti i muscoli magari sdraiandovi nella parte centrale dell’imbarcazione, soprattutto, ripeto, non stare sottocoperta.
Se poi non potete fare a meno di vomitare….. fatelo sottovento e senza opporre eccessiva resistenza!
Dopo vi sentirete decisamente molto meglio e riprenderete a godervi lo spettacolo della barca che solca veloce le onde!
E nel dubbio chiedete sempre allo Skipper dov'è il sottovento!
Dovete farlo per tempo, perchè quando è troppo tardi... beh lasciamo perdere, ma poi pulite voi.
Termino questo corposo compendio sul "mal di mare" con un incoraggiamento: con gli anni si migliora.... sarà la passione per la barca e il mare, sarà che ci si abitua al movimento o si acquista il "piede marino", sarà che si impara tutto ciò che vi ho elencato.... è quindi inutile sostenere: "in barca non vado perché soffro il mal di mare", trovate un'altra scusa.
Domenica, 6 maggio 2012.
SEA AMOR ormeggiata in seconda fila alla Lega Navale di Ortona si rifocilla dalle fatiche della lunga e bella regata costiera del giorno prima, dopo aver navigato per 5 ore esatte sulla distanza di 20 miglia (di cui più della metà in andatura di bolina). Belli laschi sugli orari previsti, come ormai ci hanno abituato, gli organizzatori preparano il briefing. Oggi rendiamo omaggio al grande marinaio Tommy Mastrurzo, regatando al trofeo che porta sul nome. Una prova sola, percorso a bastone, due giri bolina/poppa.
Le miei previsioni dicono che vento non ci sarà. Invece il trofeo Masturzo ci regala una delle più belle giornate in barca di sempre.
Affascinante l'uscita dal porto, merita un paio di foto.
Al timone la Stefy, in pozzetto la coppia di amici della Pescara per 2, io a prua e tutto il resto. Proviamo un pò di assetti. Ma è poca cosa.
Entra il levante, 100° EstSudEst di circa 8 Kn. Viene steso il campo di regata. Un miglio per la nostra boa Tango. Partono i più veloci, categoria Regata, scorrendo tutta la linea. Virano e tirano il primo bordo mure a sinistra.
Bene... è il nostro turno.
Sale il segnale preparatorio, quattro minuti. Lungo la linea verso la barca giuria SEA AMOR è una bellezza e si fa largo nel gruppo.
Due minuti e mezzo, viriamo e scorriamo la linea mure a dritta. Le linea è corta, cominciamo a lascare il fiocco per rallentare.
Trovo il mio posto e lo difendo dall'attacco di due barche che cercano di sfilarmi sotto vento. Avrebbero la meglio su SEA AMOR, costringendoci ad orzare.
Siamo lanciati, ma il vento ruotato a sinistra ci porta vicino ad un gruppetto di barche che sta cercando di passare la boa di partenza ormai quasi controvento. Decido di prendere un rischio... pronti a virare? Viro. Stefy alla scotta è un lampo. Fiocco a segno. SEA AMOR non perde neanche un pezzetto di nodo e incrocia sulla prua le due barche di prima... Partiti... ciao ciao flotta.
Sul questo lato però siamo di buono, cioè la rotazione a sinistra sui 90° avuta in partenza premia l'angolo di bolina mura a sinistra. Ma tirare troppo questo lato non fa bene, per il famoso gioco della scala a pioli!
Viriamo un pò troppo in là per guadagnare con lo scarso del lato di sinistra. In boa siamo molto precisi, nell'arrivo e nel mettere gennaker, ma perdiamo qualche posizione... la scala a pioli: se navighi sullo scarso sali i gradini della scala più velocemente e ti ritrovi più vicino alla boa.
Con il gennaker SEA AMOR è uno spettacolo, come il giorno prima. Forse è per questo che una coppia di Delfini, tra più di trenta barche sceglie SEA AMOR per venire a giocare e surfare sull'onda di prua! Che bel regalo che ci ha fatto il Trofeo Mastrurzo. Grazie Tommy.
Alla boa di poppa siamo di nuovo nel nostro gruppo, e non era mai accaduto nelle altre prove. Passiamo in mezzo a tre barche, ammainiamo e cerco di fare in fretta, perchè vogliamo virare in fretta sullo scarso. Stefy tira le "Sua Boline" come sono state battezzate alla Pescara x 2 (vedi questo post) e prima della boa infila all'incrocio altre due barche. Ma non si può aver tutto oggi... il vento si buca. Scende fino a 2 nodi. Aspettiamo di avere un nodo di abbrivio per virare in boa e poi gennaker, prima della boa, sì! Saltiamo in avanti. Due bordi abbastanza buoni, anche se si poteva fare meglio... anche qui la stanchezza e la rotazione dei ruoli (non dovuta) spegne la nostra concentrazione.
Allo stacchetto di traverso, apriamo il fiocco, passiamo sempre in mezzo alle barche del nostro gruppetto e dobbiamo convincere Stefy che una barca di 3 metri più lunga di SEA AMOR è più veloce per una questione di fisica!
Skradin, domenica 14 agosto 2011. Direzione Skadrin. Navigazione lungo fiume. Nel pomeriggio parco nazionale di Krka con cascate. Arrivo con barca. Passeggiata in mezzo ai boschi (anche Ale). Visita al mulino. Bagno nelle cascate: Elvira apripista, seguita da Stefania d'istinto, poi attirati dall'entusiasmo anche Arte e poi Federico. Anche Ale piccolo ha goduto con le sue scarpette in alcuni angoli con acqua e roccia. Cena nel paesino con agnello cotto nella Peka (da Toni) dove abbiamo lasciato Mario il fidanzato di Arte. Non credevo di riuscire nell'impresa... le notizie ricevute in banchina, da altri velisti che avevano fatto questa rotta, o dai tanti forum on line, avevano forse lo scopo di scoraggiare SEA AMOR nell'affrontare la lunga navigazione per raggiungere il parco delle cascate del Krka.
V Verità delle vacanze in Croazia: in tanti ci sono stati e tutti hanno la propria verità; se la raccontano andrà usata solo come confronto con la propria esperienza!
Per non essere troppo turistici ecco una foto delle cascate con qualcuno dell'equipaggio, che con grande riluttanza ha poi fatto il bagno insieme a me. In effetti io e Arte con l'acqua dolce del fiume non abbiamo avuto una buona sensazione... vabbè che alla fine... a me neanche quella salata fa impazzire. Eccole che si tuffano le prime inafferabili ragazze. Tornando al diario di bordo, l'ingresso al fiume nel canale che porta a Sibenik e tutta la navigazione fluviale è molto bella. I due laghi che si attraversano, i ponti dove sembra sempre che l'albero non passi per l'effetto ottico. Ci sono i limiti di velocità da tenere sotto controllo, soprattutto rispetto alle altre imbarcazioni. La profondità è sufficiente, anche negli incroci con grandi yacht che tendono a rimanere al centro. Certo si va parecchio all'interno ed il clima cambia, soprattutto in caso di anticiclone africano, come ha trovato SEA AMOR in quei giorni... un caldo rovente e secco tipo forno. A proposito, Skradin è molto carina, sembra Ortisei. Abbiamo scoperto un ottima macelleria suggerita dal fidanzato di Arte, tale Mario della Konoba Toni. E qui casca l'agnello! Da non perdere la tipica cottura dell'agnello sotto la Peka, una campana di bronzo (credo) ricoperta dalla brace, dove per tre ore almeno viene cucinato con patate e verdure. Possono essere cotti sotto la Peka anche altre carni o il pesce, ma per l'agnello croato "è la morte sua". Attenzione, in qualsiasi Konoba va prenotato in anticipo, visto il lungo tempo di cottura. Oh, mi è venuta una fame!
La sensazione è stata proprio questa: ehi coscienza? E' un pò che non ci parliamo io e te. Come stai? Guarda che questa barca è la tua... Ti ricordi quando sognavi di comprarti una barca a vela? Ti ricordi quando facevi calcoli su calcoli, previsioni, piani di acquisto, studi e progetti, analisi di modelli, cantieri, carico di costi... ricordi? Bene, cara la mia coscienza! Ora è Sea Amor la tua barca ed è amore a prima vista!
La voce che si sente nel video è quella di Claudio (non della mia coscienza), skipper di Albatros Rimini importatore BAVARIA.
Lui e tutto il suo staff sono stati davvero bravi e molto professionali. Anche perchè mi hanno raccontato di certe rotture che noi acquirenti gli piantiamo...
Non posso davvero dire di essere un esperto di barche, ma tutti quelli che come me hanno noleggiato un BAVARIA dovrebbero dire la loro, confrontando la linea di questo nuovo 36ft con i vecchi modelli. Secondo me sono completamente diverse, almeno da fuori. A guardarlo così, questo bel disegno di Farr Yacht Design non sembra per niente vicino a quei cascibandoni di prima. Vabbè che noi l'abbiamo ordinato senza neanche averlo mai visto.