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venerdì 14 marzo 2014

Il solito tran-tran!

Campionato Primaverile 2014. Il solito tran-tran.
Il bando che non esce, le date che ballano, le regate al sabato e alla domenica così non trovi equipaggio, briefing posticipati, partenze ritardate, la seconda prova sì, la seconda prova no, le classifiche incredibili, i GPH spaventosi, i cafonauti velici... e qualcosa ho dimenticato.
Vabbè, tanto SEA AMOR quest'anno è divertente, corre bene e l'equipaggio è contento; non posso volere di più... beh un pochino... ino, ino!
Sabato 8 marzo (auguri a tutte le donne, e se sulle barche ce ne sono molte, al Club e al Comitato frega poco! Manco una piccola mimosa...).
Finalmente si parte... a mezzogiorno. Vento moderato sui 12 - 15 nodi, mare mosso e piove. Io, Claudio, Gianni (tre!). Ottima partenza e appena liberi andiamo a destra prima di tutti. E' la mossa giusta. Viriamo terzi in boa. Decidiamo di non dare Gennaker. Nel dubbio quello della barca vicino a noi esplode. Che brutta cosa. Altra bolina molto veloce. Siamo ancora terzi e così arriviamo. Per i tempi compensati: Dio vede e provvede!
Seconda prova? Boh? La bandiera c'è, il campo boe no. La flotta si disperde e pranza.
Dopo un ora, e sono ormai le due e un quarto, si sente per radio: "Metti giù la boa, attenzione iniziamo le procedure di partenza, 5 minuti al via!". Corriamo che siamo lontani. Tanto che tre barche non entrano in regata...
La partenza di domenica, si vede SEA AMOR in secondo piano che inizia la virata.
La bolina è cambiata, il vento è ruotato molto a sinistra. Sul secondo bordo vediamo arrivare da lontano ALBA, che non tiene l'angolo e sta scadendo su SEA AMOR. Chiamo acqua... niente. Oh, te ne devi andare che mi vieni addosso... niente. Oooh vira che mi tagli la strada... "Questa è la nostra miglior bolina". La vostra miglior bolina fa schifo!
Davvero scorretti... ma la vendetta si assapora fredda. Sulla linea di arrivo, vogliono tenere il Gennaker e finiscono col travolgere la boetta rossa. Eh, eh, non hai tagliato, non hai finito la regata! Vedi la cattiveria...
Domenica 9 marzo, mare peggiorato, vento aumentato. Io, Giampiero, Marco, Enzo (neofita rimediato all'ultimo, e menomale). Posto in partenza ottimo, ma, sotto a tutti i più forti, SEA AMOR fatica a tenere e scade sulla boa, dobbiamo virare. Puff, ci fermiamo.
"Dai, dai, recupera la scotta, cazza, cazza, daje...". Questo ero io che mi rivolgevo con una certa animosità a Marco mezzo addormentato per l'effetto soporifero dei braccialetti contro il mal di mare (Gianni il giorno prima ha proprio chiuso gli occhi), a Giampiero assorto nei suoi pensieri di spettatore alle regate, a Enzo il neofita.
Pronti?! Dobbiamo rivirare, il lato buono è l'altro. Ri-Puff, ci fermiamo.
Ecco, questi 5 minuti persi sono quelli che alla fine abbiamo avuto dal primo posto. Sì, solo cinque minuti, perché abbiamo recuperato e siamo volati anche a 7,5 nodi di bolina.
Bravi tutti, e grazie come al solito.

venerdì 14 febbraio 2014

Una buca e una tempesta... x2

Pescara, febbraio 2014.
SEA AMOR torna in acqua per il Campionato Zonale Double Handed -  Pescara x2. Due giornate di regata costiera, su percorso a triangolo dal porto a Francavilla, torre "Dei Pesci", boa 3 di partenza, e ancora un grio sulla boa 1 e ritrono al porto.

Prima giornata: buca di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sfortunati e delusi.
Seconda giornata: tempesta di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sani e salvi.

La prima regata non andava troppo male, ma tre errori, uno per lato del triangolo ci hanno messo fuori gioco e fuori regata. Il primo errore sul primo lato, partiti bene con il Code Zero, in corsa con il gruppo. Poi il vento muore e gira di prua. Cambiamo la vela di prua, ma la manovra sgancia la mura del rollafiocco. Un minuto senze vele e... (ma guarda un pò) torna il vento proprio lì, gli altri se ne vanno.
Corriamo e ci divertiamo verso la Torre, ma la trasformazione dei gradi minuti secondi in millessimi sul nostro GPS è stata cannata. Siamo almeno 300 metri sopravvento della boa 2. Poggiamo lenti e facciamo più strada. Secondo errore.
Giriamo la boa 3 dopo un bolina con poca aria e tanta corrente verso sud. Partiamo con il Code Zero verso Francavilla e il vento raggiunge i 20 nodi, sotto una pioggia fastidiosa. Perfetto... come no?!
Per evitare di andare in spiaggia lo dobbiamo frullare e chiudere. Con il vento così forte non si arrotola e lo tiriamo giù a mano nel passauomo di prua. Giriamo ultimi l'ultima boa e di bolina sull'ultimo lato... buca: 18 nodi, 15, 12, 10, 8, 5, 2... esce il sole e accendo il motore.
La seconda regata siamo partiti alla grande. Con fiocco e randa abbiamo fatto una discreta corsa sul primo lato, anche se in boa 1 il vento si è spento. Poi il gennaker, un bel lato fino alla Torre, un piccolo problema con la strambata, troppo frettolosa, ma sciogliamo tutto, ammainiamo e partiamo di bolina. Tutto bene... finora. Per caso, o per premonizione, mi viene in mente il pezzo del film che trovate nel video.

Il vento in entrambe le giornate era previsto Garbino, sud ovest. Quando arrivano le perturbazioni atlantiche sul nostro Stivale, in Adriatico scende il libeccio in modo strano, rafficato e molto oscillante. Ma tornando verso la boa 1, il vento gira da NordOvest... più o meno. Non sono sicuro della direzione perchè ho pensato ad altro. Ho pensato a salvare la barca!
Il fiocco in 3DL già molto provato sotto raffica, non serve in bando con vento di poppa. Lo arrotoliamo. Primo colpo di fortuna.
Il vento sale oltre 22 nodi, decidiamo di ridurre la randa... stiamo già correndo come matti. Secondo colpo di fortuna, ma la decisione è presa per la paura, che sta salendo rapidamente insieme al vento.
Claudio mi chiede di guardare dietro per vedere cosa sta succedendo, io gli rispondo "Meglio che tu non lo sappia". Siamo entrambi in pozzetto, ma la mia risposta cotrovento non gli arriva.
Gli strumenti segnano 35 nodi, gli spruzzi delle onde si alzano e volano sulla barca davanti a noi, dentro il tambuccio che chiudo. 46 nodi! SEA AMOR parte in straorza...
Siamo intraversati al vento e al mare sbiancato. Non vedo niente, tranne la spiaggia e le barriere antirisacca. Il primo pensiero che mi coglie è quando chiamare la Capitaneria, il secondo è: "Fai quello che devi, con calma". Claudio accende il motore, io tolgo la randa. Riesco a salire sulla coperta e tiro giù la vela a mano.
Tutto motore e timone scontrato, aspettiamo che SEA AMOR lentamente rimetta la prua verso il porto e ci porti via dalla costa. Sembra la scena di Titanic quando la prua si sposta lentamente dall'iceberg. Un barca in difficoltà e tra noi e la spiaggia. La vediamo sia io che Claudio, ma ne parleremo solo una volta ormeggiati in porto... è troppa l'ansia che ci prende nel vederla. Uscirà la motovedetta e tutto finirà bene anche per loro.
Il nostro anulare vola via, nel recupero si rompe proprio la cimetta intorno al salvagente e lo perdiamo... meno male che non c'era nessuno attaccato.
Con il motore al massimo, procediamo a circa 5 nodi. Un attimo di terrore quando leggiamo sul GPS -(meno) 5 di velocità, ma si tratta dell'avvicinamento alla boa che ora abbiamo di poppa.
Le onde, l'urlo del vento e gli spruzzi che non ci fanno respirare... ringraziamo SEA AMOR, la sua elica a tre pale fisse (altroché, se serve!) e la nostra paura. Siamo in porto, ormeggiamo con (solo) 15 nodi di vento, esce il sole e ci sembra primavera. E chi ci crede se lo raccontiamo.
Andiamo a pranzo dagli amici de La Scuffia e sembra di essere in un rifugio alpino, tutti stanchi e bagnati come pulcini, contiamo i danni delle altre barche e ci dicono che sono stati raggiunti 57 nodi... tempesta.


venerdì 21 giugno 2013

Mascolisti alla riscossa!

Adriatico, 7-9 giugno 2013.
Ci siamo. I Mascolisti son tornati... pochi, ma son tornati.
Certo la presenza de iDiso Brother (vedi l'equipaggio di Vahinè) di nuovo insieme fa la differenza in questo week end di fuga da mogli, figli, compagne, suoceri, capiufficio, professori, clienti... mutui, tasse, elezioni... e ne ho altre, molte altre. E invece un paio di Mascolisti si sono fatti incastrare da compleanni di zie e battesimi di cugine... incredibile!
Appuntamento Marina di Pescara venerdì ore 21. Cena di equipaggio, stavolta al ristorante del Marina, che finora ha ospitato in varie occasioni gli amici di SEA AMOR senza mancare un colpo. Resisto alle pressioni di Antonio che vuole partire dopo cena... "e lasciami dormire qualche ora". Macchè, alle 03,30 sono afflitto da incubi notturni... sicuramente per colpa sua. SEA AMOR salpa.
La meteo la conosco. Dopo l'alba verso le isole incontriamo l'onda di maestale, che ci spinge verso le Tremiti ma che disturba il sonno di Antonio. Eh, già. Dice di aver fatto le prime due ore di guardia... dice lui. Poi sottocoperta e ciao fino alle 10 passate. Tra lui e Valerio lo scorso anno ci passa poco.
Proprio mentre siamo in vista di San Domino la barca inizia vibbrare. E così abbiamo fatto anche questa esperienza... due belle reti di plastica sono finite nell'elica. In pratica, ho controllato il vano motore e tutto era regolare. I giri però non salivano più di tanto e qualcosa è migliorato dopo aver fatto retromarcia un paio di volte. Ma niente da fare, bisognava andare sotto lo scafo a vedere.
Le Tremiti sono sotto sequestro, per le solite beghe sui gavitelli, concessioni, burocrazia, soldi... tutte cose già incontrate dai Mascolisti due anni fa a Ponza.
Mettiamo ancora sul limitare dell'ordinanza della C.P. di Termoli. E ora, accidentaccio, tutti a fare il primo bagno della "stagione", anche se la termperatura dell'acqua è ancora quella di marzo.
Pasta al pesto, sole ristoratore, vino... Mascolisti in siesta. SEA AMOR salpa per il Marina San Pietro di Termoli. Doccia con l'acqua calda regolata oltre il limite, e via con la divisa di ordinanza per lo struscio del sabato sera.
Mangiamo in una trattoria di pesce e pizza con tanto di foto appesa fuori di una Rana Pescatrice di 14Kg: "Stasera fettuccine al sugo di Rana e Rana Pescatrice 10 euro". Ma è l'Oste che fa il gioco delle tre carte con i piatti, il pane e l'acqua, la vera attrazione del locale. Ogni due per tre si avvicina, ti chiede "Va bene così?" e ti stringe la mano... Entusiasta.

SEA AMOR la mattina inizia un triste rientro verso le mogli, i figli e tutti i suddetti... Abbiamo il tempo di pescare (niente, tranne le nostra stessa esca finta che sembra proprio un pesce vero) e prendere un paio di groppi termporaleschi vicino Vasto con raffiche oltre 20 nodi.
Al Marina di Pescara ci aspettano. Alla prossima Mascolisti, ci vediamo a luglio.




venerdì 14 giugno 2013

Da Komiza alla base...

Komiza, venerdì 24 agosto 2012.
Stamattina ci siamo alzati con molta calma, il sole scottava e non c'era un filo d'aria.
Siamo riusciti a fare spesa in 4 posti diversi in momenti diversi.
In questi ultimi 2 giorni abbiamo avuto un po' di problemi con le carte di credito e con i contanti. Stef e Ari lamentano mal di schiena, ma stoiche non rinunciano neanche un secondo ai loro doveri di madri e mogli.
Bagnetto prima di pranzo al Bunker di Rogacika e poi rientro verso Komiza.
Arianna è stata soprannominata la signora delle frittate.
Davanti a Komiza abbiamo visto 2 Canadair intenti a spegnere un incendio sulla montagna subito dietro il paese.
Ci fermiamo al gavitello davanti alla spiaggia con la chiesetta bianca dove ci siamo fatti il bagno il primo giorno in Croazia.
Il tempo di una nuotata e via tutti in barca pronti per la traversata che inizia piuttosto maluccio... vento e mare proprio durante la cena dei piccoli.
Stef è KO, ma non appena la situazione migliora si riprende e ceniamo tutti insieme... non prima di essersi affettata un dito con il coltello avvelenato, mentre tagliava i pomodori.
I ragazzi dormono: Ale per primo, poi Emma e per ultimo Luca.
Noi tentiamo di vedere un film...
E' tutto. I post sul Diaro della Croazia 2012 si concludono. Una foto del tramonto in partenza, dell'alba in arrivo, dell'ingresso al marina. Un ringraziamento speciale per Arianna che si è prestata alla penna con tanto impegno.

venerdì 21 settembre 2012

Regata non competitiva...

...ovvero, non valgono le regole di regata ma le disposizioni per la Prevenzione degli Abbordi in Mare NIPAM. Ma tanto, da quello che ho visto in acqua domenica scorsa, in pochi conoscono queste norme generali di buona navigazione.
Domenica 16 settembre, SEA AMOR alla Velandiamo 2012, "passeggiata" velica organizzata dal circolo La Scuffia.
Lo scorso anno ci era sfuggita per colpa di un brutto virus che in genere colpisce i bambini e mette KO gli adulti. Quest'anno non potevamo rinunciare. Anche se fino al sabato precedente la prima goccia fredda autunnale ha imperversato su Pescara, minacciando l'esondazione del fiume, con il contributo del mancato dragaggio della foce... ma questa è un'altra storia.
Organizzazione della manifestazione perfetta e puntuale. La mattina è limpida e fresca come deve essere settembre. Il vento entra da NordNordOvest come previsto e..., come deve essere per una bella regata velica, soffia proprio dalla prima boa anche se si tratta di un percorso costruito. Perfetto.
A bordo anche quest'anno ho invitato i colleghi di ufficio, pescaresi, abruzzesi di nascita, acquisiti per matrimonio (come me), e appassionati di vela. Bravi per essere dei neofiti e per la sfida che abbiamo affrontato.
Sì perché il mare, giustamente, ci aspettava con un metro di onda e il vento ha toccato raffiche di 18 nodi. Avete voluto fà la regata? E mò schiacciate bene col sedere!
Il giorno dopo in ufficio mi hanno chiesto le pagelle... eccole per il blog di SEA AMOR:
Good job crew... ecco le pagelle.
Paolo: voto 8 (--). Una vera pallina impazzita. Si presenta sul molo quando io sto ancora a dormire in barca. Conosce tutti in giro per il Marina. In barca cura la strategia ma nessuno lo capisce... ingestibile.
Luca: voto 6,5. Ha preso la patente nautica da poco... Svolge il suo ruolo, fa quello che deve fare e poi se ne va a fare peso. Quando la barca entra con tutto lo scafo dentro un'onda bella grossa il suo cellulare si immola per tenere all'asciutto l'equipaggio. Sottomesso.
Simone: senza voto. Dice di essere sempre andato in barca (a motore). Alla prima virata accatasta tutto... si impegna per districare la matassa... diventa tutto verde per la concentrazione, e resta così fino al rientro in porto. Tappetino.

Marco: voto 5,5. Dice di essere già andato in barca a vela (ma oggi nega di esserci andato veramente). Non azzecca una manovra e cerca in tutti i modi di rallentare la barca. Il timoniere lo rimprovera continuamente e subisce l'onta di essere aiutato da Paolo. Dimissionario.

Federico: voto... Non riesce a staccarsi dal timone... ma vorrebbe. Trova un posto in partenza che neanche Paul Cayard... ma alle vele c'è Marco e il resto della flotta passa al galoppo. Se la fa sotto quando un barchino pugliese vuole salire sulla poppa di SEA AMOR, ma raggiunge il suo obiettivo: non fare danni. Agguerrito.
Risultato finale: 29mo posto su 69 barche partite (diversi ritiri e un paio di botti in boa, viste le importanti condizioni meteo). 13mi nel raggruppamento, ma davanti a noi tutte barche molto più grandi di SEA AMOR.
Bravi.
Alla prossima... forse.

venerdì 20 luglio 2012

Lo scarroccio (con il baby test)

A tutti coloro che seguono questo blog durante l'inverno, non sarà sfuggita la bella avventura nella regata del Campionato Zonale Pescara X 2. Qui ritrovate il link.
In quella occasione il vento era arrivato anche a 22 nodi e si era formata una bella onda lunga che, come sempre succede alla barche da crociera, tendeva a stoppare SEA AMOR sull'angolo di bolina. Il post racconta in effetti di come non si riusciva a superare i 4,5 nodi di velocità, con quel vento teso e l'onda 20 gradi più a poppa. Lo scafo molto sbandato tendeva infatti a ridurre la presa in acqua, portando SEA AMOR allo "scarroccio". In pratica la barca subiva anche una spinta laterale nella direzione del mare e del vento che faceva aumentare la distanza dalla boa di bolina.
I libri (e le scuole di vela "personali" che si possono trovare su internet), dicono che bisogna scaricare le vele dal vento. Così può ridursi lo sbandamento provocato dal vento e la barca riprende un più efficace equilibrio in acqua.
Ma cosa significa ridurre lo sbandamento, scaricare le vele, ridurre lo scarroccio.... in pratica riuscire a far dormire dei bambini sulle panche del pozzetto, senza farli rotolare sul paiolato e mantenere velocità e prua desiderati?
Ecco fatto... e che ci vuole.
Anzi, in questo w.e. con Minosse, la seconda ondata di calore di questa estate 2012, siamo usciti pure con il tendalino. E pensare che ho fatto arrostire al sole della Croazia quasi tutti gli equipaggi dello scorso anno, convinto che non sarei riuscito a manovrare la barca ed a vederci poco (che mi da ancora più ansia).
Il tendalino comunque prende vento eccome! Confesso che all'uscita dal posto barca, con il vento sul naso nel canale dei moli, con il motoscafo di fronte che colpisce il musone dell'ancora delle gemella di SEA AMOR.... mmmh, vabbè!
Invece, ci è venuta a trovare una molto velica famiglia di amici, con due piccoli davvero bravi. Nel primo pomeriggio di sabato e soprattutto di domenica, la brezza termica di 12 nodi ha spinto SEA AMOR placidamente sui 5.6 di velocità, mantenendo uno sbandamento di tutto riposo (vedi foto). I piccoli ne hanno approfittato per una pennichella dopo pranzo.
Per raggiungere questo risultato con un andatura di bolina comunque sui 40 AWA le vele sono state regolate con il massimo scarico. Un volta che SEA AMOR ha raggiunto una buona velocità, e non ci ha messo molto, abbiamo cominciato a chiudere un pochino le vele per verificare l'inclinazione migliore.
La randa era cazzata sulla drizza e sulla base, mentre abbiamo alzato il boma con il vang e cazzato il paterazzo, lascando leggermente la scotta (che con il sistema alla tedesca funge da trasto). Il fiocco era cazzato di drizza, con i punti di scotta arretrati (giusto un paio di buchi indietro, altrimenti si rischia che la barca resti troppo orziera).
Fatto. Lo scafo è molto meno inclinato e la rotta percorsa non subisce lo scarroccio. Anzi, lasciando la ruota del timone, SEA AMOR procedeva in perfetto equilibrio senza compromettere il baby test!

venerdì 6 luglio 2012

Il ritorno dell'australiano

Aveva partecipato al varo ed al trasferimento... eccolo qui.
Lo abbiamo rivisto esattamente un anno fa per un addio al celibato sull'isola di Ponza.
E in quell'occasione chi scrive questo post ha fatto da Skipper ad un equipaggio di amici davvero tosti. Sulla via del ritorno abbiamo beccato onde di 2 metri e fischia, con martellate oltre i 22 nodi.
Avevamo noleggiato un Bavaria Vision 42 (mi pare), alla Marina di Nettuno. Il charter mi dava fiducia, ma poi si è rivelato molto avido, cambiandoci la barca che avevamo chiesto. Ah, ecco perché non ricordo bene la lunghezza!
Noi eravamo in otto e ci serviva almeno un 49 piedi, opzionato regolarmente nella flotta del charter. Ci serviva per un w.e. e la società ce l'ha tolto per noleggiarlo ad un altro per tutta la settimana... e non si fà così, non è carino! Non pubblico il nome del charter, ma potete chiedermelo nei commenti.
Insomma, questo Bavaria Vision era talmente stracarico che con 15 nodi di Ponente non riuscivamo a fare 6 nodi e mezzo: mi ricordo di aver visto centinaia di metri di cima da 20 mm, una seconda ancora con catena nel gavone di prua, due o forse tre taniche piene da 30l nei gavoni di poppa.... un vero catafalco velico!
E finalmente, ladies and gentlemen, dopo un altro anno il grande (e grosso) Antonio è tornato a bordo di SEA AMOR e, come la prima volta, non si è staccato più dal timone!
L'anticiclone africano "Caronte" devo dire ha fatto la sua parte anche sull'Adriatico medio-abbruzzo. Un gran caldo che però faceva salire una leggera brezza termica nel pomeriggio, proveniente da Scirocco. Circa 6,5 nodi di vento medio, leggermente a chiazze sottocosta. Abbiamo infatti imparato nelle regate che lo scirocco gira intorno alla punta di Vasto e di Ortona, arrivando moscio sulla costa di Pescara.
Ma tant'è che venerdì (SS. Pietro e Paolo n.d.r.) SEA AMOR ha preso confidenza con il timoniere ospite, dopo un'intera stagione di evoluzioni della Stefy. Il secondo giorno abbiamo tirato un ora intera di bolina verso la Crozia, mantenendo una velocità costante di 4 nodi.
E domenica 1 luglio SEA AMOR ha tirato fuori tutta la sua classe con il gennaker cazzato al massimo, 50 morbidi gradi di AWA e sempre fissi 4,5 nodi di velocità. Non c'è altro da aggiungere... ah sì, ancora una cosa: SEA AMOR era quasi a pieno carico estivo (pieno di gasolio e acqua, cime, pentole e piatti) mancava solo il tender col fuoribordo.
Bravo Anto... e adesso quando torni?

venerdì 13 aprile 2012

A Pasqua si esce solo per Colazione

Pasqua 2012.
Le previsioni azzeccano tutto per questi tre giorni di festa. Senza considerare venerdì (Santo) sera, quando SEA AMOR fresca di carena (prossimamente un post dedicato) è rientrata al Marina di Pescara, siamo usciti solo domenica mattina per la colazione di Pasqua!
Sabato senza aria alla mattina, pioggia al pomeriggio. Domenica notte entra Garbino, il vento di terra sull'Adriatico, il Libeccio sul Tirreno, da SW. Bello teso che ci sveglia all'ormeggio (ma niente a che vedere con la notte successiva, quando la Bora ci ha fatto dormine sbandati di bolina). La mattina per la Colazione resiste sui 8/9 Nodi fino alle 11,00 come previsto. Poi si attende l'entrata della Bora (Grecale da NE) che si presenta puntuale sui 6/7 nodi. Abbiamo notato una bella fascia blu scura sul mare, che segnava un confine netto tra le due direzioni di vento.
SEA AMOR sulle stesse mura, di bolina, al timone la Stefy allenatissima, ruota insieme al vento di 180° a dritta.
Proviamo tutte le manovre per le prossime regate del Campionato Primaverile d'Abruzzo. Mettiamo il Gennaker con tutta comodità. Sul passavanti di sinistra agganciato alle draglie sembra essere il posto migliore.
Va lasciato armato con le scotte e con la mura filata dalla varea. La drizza può attendere sullo stroppo che ho preparato sulle sartie.
Al momento di arrivare in boa di bolina, si dovrà agganciare la drizza, portare il bompresso in posizione, cazzare la mura in varea...
E poi, all'inizio... lo so non è proprio la Coppa America, ma prima bisognerà chiudere il fiocco. Drizzare il Gen, aprire la calza... e non ho ancora trovato un buon posto dove legare le cimetta, forse proverò alle gallocce dell'albero.
Quando strambiamo infatti, la calza arrotolata male sulla penna del Gen si prende con la cimetta che avevo legato a prua.
Meglio comunque delle ultime volte, ma chissà che combineremo in regata con le altre barche...
Si comincia il 21 aprile (Natale di Roma)!
Domenica pomeriggio, come previsto, un bel temporale mette fine alla siccità primaverile. La notte andiamo a dormire nella burrasca, "cullati" dalla Bora. Lunedì il mare supera i due metri di onda... niente gita fuori diga per Pasquetta. Ma va bene così. Nelle foto: nella prima mura a dritta con il Massiccio della Maiella, nella seconda mura a sinistra con il Gran Sasso. Poi la Stefy al timone con la luce di Pasqua 2012.

venerdì 16 marzo 2012

Complimenti... però bei matti!

Domenica, 11 marzo 2012.
Terza e ultima prova del Campionato Double Handed - Pescara x2. E chi la fa l'aspetti.
Dopo le lagnanze per la prova precedente con meno vento di quanto se n'era avuto un anno fa.
Dopo aver studiato e sperato che le previsioni meteo potessero non essere proprio proprio come previsto.
Dopo che al briefing delle 09.00 la C.P. segnala un avviso di burrasca per le ore 13.00 e che sarà sempre collegata alla regata per fornire assistenza... Un piccolo dubbio sulla riuscita di tutto (mollare gli ormeggi, dare vela, partire, regatare, ammainare, rientrare, ormeggiare... tutto in sicurezza!) mi viene, ma piccolo piccolo. Ed ecco la cronaca.
Percorso cambiato, non più triangolo su Francavilla, ma bastone di 3,6 Mn su Silvi. Boa 1 con coordinata Gps. Linea di partenza davanti al Marina. Linea di arrivo sulla stessa linea fatta da due boe messe a cancello.
Vento 16 Nodi di NNO con raffiche (dalla stazione del vento) beccate fino a 25. Mare mosso, tendenza molto mosso. Onde previste di 1,20 mt, beccata anche oltre 2 mt. (vi ricordate questo post: Sea Amor: A Cavallo!).
Beh, insomma quasi tutti gli equipaggi si presentano al briefing, ma solo in 22 barche per tutte le categorie si presentano alla partenza. Per regate come queste basta un membro dell'equipaggio che sente freddo, non si sente bene, ha un pochino di paura o non vuole stancarsi, e la barca resta in porto.
SEA AMOR: un anno dal varo, equipaggio con Stefy al timone e Fede alle vele (che non siamo certo una coppia di velisti famosi), due regate saltate... e cosa decide di fare? Esce e non riduce le vele neanche di un pezzetto! Visto il titolo del post?
Mollare gli ormeggi: devo dire che il tonneggio (detto anche traino in banchina) comincia a funzionare, basta non aver fretta, dosare il motore e l'uscita dal posto barca con vento al traverso stavolta và. Il tonneggio avrà un post dedicato.
Dare vela: nel canale del Marina è di nuovo emergenza insabbiamento... davanti a noi un Crociera Regata tocca. Stefy manovra e tutto fila. Usciamo, prendiamo i nostri spazi per dare randa. Da sinistra (a motore) arriva un fenomeno (VAG) che prima abbassa la prua per passare dietro a SEA AMOR, poi incredibilmente vira al vento davanti alla nostra prua. Il loro timoniere si affaccia... (noi eravamo ancora in issata) e ci dice allontanatevi: ma robba da matti! Per toglierci rapidamente mi sono scottato il dito indice per lascare le scotte (appunto). Ma guarda che tipi. Eh ma la Stefy li ribecca, vedrai.
Partenza: proviamo troppo tardi l'assetto in bolina con tutta la tela di SEA AMOR. La posizione è molto buona ma siamo distanti e partiamo in ritardo. Forse di 5 o 6 minuti che alla fine saranno pesanti. Molti altri partono peggio, la tensione è tanta per tutti.
Regata: le cinque o sei barca che partono bene prendono il lato sinistro verso terra. Noi non vogliamo seguirli subito e viriamo verso il largo dopo la linea. Da questa parte la corrente è più forte e noi non lo sappiamo. Al galoppo sulle onde alte SEA AMOR fatica a partire e mantenere la velocità. Tutto il nostro gruppetto ha virato a largo con noi. Ma quando SEA AMOR è libera di ricambiare bordo, riprende passo e angolo e vola fino a 6,5 nodi e 30/35° di AWA. Non male.
Ho scommesso su una rotazione a destra che non arriva. Dobbiamo rivirare... siamo già molto stanchi, SEA AMOR si pianta su tutte le onde... è il momento più brutto, eppure il Gps segna 4,5 nodi. A noi la barca sembra alla Kappa.
Cominciamo a sentire per radio strani avvisi. Un paio di barche si ritirano e un'altra segnala che la boa non è nel punto indicato dal Comitato, ma molto più in basso, trascinata dalle onde. Questa imbarcazione ha poi vinto la regata in tempo reale. In serata a me e Stefy qualche dubbio è venuto... anche perché non si vedeva niente per l'acqua sollevata dal vento che sembrava nebbia.
Viriamo al traverso della boa sul Gps e lì la troviamo, anche se davvero si è vista negli ultimi 500 metri. E non c'era (in vista) nessuno del Comitato.
Strambiamo dopo la boa. Il lato di poppa è un lampo. SEA AMOR tocca gli 8 Nodi di Gps e plana. Do il cambio al timone alla Stefy e praticamente al buio corriamo verso l'arrivo. La barca si traversa un pò per le raffiche ma resta manovrabile.
Quando la distanza dalla boa di bolina è quasi 3,6 miglia decidiamo di strambare. Ci mettiamo tutta la concentrazione che resta e comunque non sono veloce a lascare e SEA AMOR straorza in uscita. Ma è roba di poco conto che non ci mette in difficoltà con il mare al traverso. Certo ci dobbiamo allenare di più.
Riprendiamo la corsa e nella nebbia salata ecco il cancello. E' fatta! Gridiamo tutte e due matti.
Ottavi su dodici barche arrivate.
Complimenti... però bei matti!
Ammainiamo, rientriamo e ormeggiamo, trattati dal Marina di Pescara come gran signori, con tutto che hanno un gran da fare per un gommone perso e un paio di barche che non governano.

venerdì 6 maggio 2011

Uno dei tanti motivi... uno dei più belli!

Chi è questo signore che spunta da SEA AMOR...
...Quelli che vedono SEA AMOR per la prima volta!

Eccolo di nuovo nella sequenza che lo vede protagonista di una bella veleggiata, con tanto vento e tanto mare..
La Torre del Marina ha dato 18 Nodi di vento e mare molto mosso... bella prova per essere la prima volta. 

Un pochino stanco alla fine, che ne dici Papà Mario?
"Troppo Mare per i miei gusti, chiamatemi quando la cosa è meno sportiva...!"


giovedì 24 febbraio 2011

SEA AMOR, a cavallo!

Troppa fretta, troppa ansia, troppo mare... troppissimo mare: 2 metri di onda mettono paura!
Poi la regata... ma andiamo con ordine per questo w.e. di primo vero vento per SEA AMOR.

Sabato 19 febbraio. Siamo usciti... Le previsioni migliori sono state quelle del ilMeteo.it che già in altre occasioni aveva dato la previsione più azzeccata.
Mattinata di corsa a sistemare un po' di ciarpame per la barca (altre due buste di Ikea messe a bordo). E possiamo dire che manca poco al completo armamento/allestimento.
Poi, incontriamo le persone del porto, quelli della regata del giorno dopo, fai due chiacchere e tutti dicono che fanno un'uscita nel pomeriggio per fare allenamento... certo, certo!
...in porto e con il bel tempo tutti bravi marinai!
Noi usciamo... e siamo soli! SEA AMOR, io e Stef!
Onde altre più di due metri e un ventaccio irregolare... ma tanto con quel gran casino a bordo il vento è stato l'ultimo dei problemi.

Così abbiamo imparato una prima importante lezione da questo pomeriggio:
...preparare bene la barca e l'equipaggio prima di uscire in mare.

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