Visualizzazione post con etichetta mal di mare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mal di mare. Mostra tutti i post

venerdì 14 novembre 2014

Il Marina scicchissimo!

Maslinica, martedì 12 agosto 2014.
Oh, sopra a sta barca si dorme da Dio! Sonni interminabili senza interruzioni... tranne quelle di Nik che ogni notte si alza e viene a dormire da mamma e papà, cercando di rivoluzionare tutta l'organizzazione del Cap. Leo. Gravissimo. Nessuno può sconvolgere i suoi accuratissimi piani studiati alla perfezione! E guai se si perde il tappino della sua penna USB:
"FERMI TUTTI! Aiutatemi a cercare il cappuccio!"
...e poi ce l'aveva in tasca!!!
Comunque, lasciamo a malincuore Palmizana per fare circa 2 orette di navigazione e approdare nella scicchissima Martinis Marchi, sull'isola di SOLTA. Wow... tutto molto in, se non fosse che 1 membro dell'equipaggio vomita ogni 10 minuti! Povera Mati.
Probabilmente ha un virus, fatto sta che la spiaggetta ha ospitato circa una decina di spasmi gastrici! Ma al bagnetto in spiaggia non si rinuncia. Al contrario di Mati, che si è liberata di qualsiasi cosa residua all'interno del suo stomaco o intestino, suo padre ancora non trova il coraggio di liberarsi. Siamo tutti in attesa della bomba chimico-nucleare! Ma ecco che il miracolo avviene, forse ispirato dall'eleganza dei bagni (luccicanti e scintillanti!!). Il pomeriggio prosegue tranquillo tra vomito e tuffi al molo.
Ci sono persino i tuffi con l'ascensore di zia S.B.!
Annoto che, almeno in questo porto, abbiamo dei vicini fighi, certo non come quel "maori" avvistato e subito stuzzicato da S.B. (sfortunatamente lui andava via al ns. arrivo a Komiza, sig!), ma almeno erano giovani, belli e, a giudicare dallo yacht super-mega che avevano, erano pure ricchi!
All'anfiteatro del molo, con scalinate bianche illuminate con file di led verdi, si è esibito un bravissimo sossofonista che ci ha intrattenuti mentre mangiavamo un delizioso gelato artigianale (il cono era molliccio ma i gusti malaga e banana-split buonissimi). Al rientro in barca telefonata da sobri a Luciano e poi tutti a nanna, ognuno al proprio posto.

venerdì 11 luglio 2014

La vita di Bordo: L'ospitalità di bordo - 7^ Puntata

Arriva l'estate, è tempo di vacanza e come mi capita in questo periodo pubblico un post sulla Vita di Bordo, basato sugli appunti accumulati durante l'anno. Questa puntata è dedicata all'ospitalità di bordo. L'elenco delle puntate si torva in un box dedicato sulla colonna di destra.
In barca a vela, quando si è ospiti, ci si comporta esattamente come in una abitazione: l'armatore e sua moglie o viceversa, sono da considerarsi i padroni di casa.
Il consiglio che spesso "offro" è quello di presentarsi con un bagaglio minimo: una sacca morbida, che potrà essere stivata ovunque (vedi questa puntata sul bagaglio)
Due paia di scarpe sono sufficienti, uno da barca solo per il ponte (anche se i veri marinai vi costringeranno ai piedi nudi, ignari del fatto che le fratture delle dita dei piedi sono il trauma più diffuso sulle imbarcazioni da diporto) e un paio per scendere a terra.
Sassolini, sporco e catrame non sono amati da nessun comandante! Mai si sale sul ponte con i tacchi o con accessori di cuoio, e mai ci si deve sdraiare al sole unti di olio come delle sardine, per evitare che la coperta si tramuti in una pista di pattinaggio.
Mai (anche se capita sempre!!) dovrete chiedere un cambiamento di rotta o una sosta non prevista dalla navigazione: solo il comandante è l'unico che può decidere.
Se siete esperti di cucina offritevi di cucinare un buon piatto alla sera, evitando cibi complicati, di lunga cottura o... digestione.Si dovrebbero osservare i compiti, i turni, le disposizioni del comandante, e uso il condizionale. Diciamo che il comandante dovrebbe essere (ed il secondo condizionale è d'obbligo) in grado di sapere ciò che è giusto per la barca, e quindi deve essere ascoltato; se ritenete di essere più bravi di lui e più esperti non c'é problema: sbarcate ed acquistate una barca vostra. Come ho fatto io, a forza di andare sulle barche degli altri!
Uno sforzo per mantenersi sereni e reprimere le facili insofferenze verso i compagni di viaggio è necessario quando si naviga per parecchi giorni su una imbarcazione di spazio ridotto a costante contatto (vi consiglio la lettura anche della prima puntata).
Evitare di inquinare, e quindi anche ridurre al minimo l'accumulo di materiale da eliminare. Non sempre si avranno a disposizione dei cassonetti dei rifiuti e per diversi giorni si potrebbe essere costretti a convivere con i propri rifiuti. Particolarmente dannosi plastica, lattine e detersivi. Avere l'accuratezza di eliminare gli involucri di plastica e cartone dei prodotti acquistati, prima dello stivaggio in barca: si produrrà meno spazzatura e si risparmierà spazio utile.
Spesso è in agguato il terribile "mal di mare". E' antipatico scherzare con chi ne soffre e molto fastidioso è cercare il compatimento degli altri (ecco la puntata dedicata al mal di mare).Le risorse a bordo sono limitate, in special modo l’acqua e l'energia elettrica, non vanno sprecate!
A bordo di SEA AMOR scoprirete che mentre vi insaponate le mani non c’è motivo di lasciare l’acqua aperta, che per sciacquare l’acqua del mare dal corpo ne basta pochissima (scordatevi le docce di casa), che la luce accesa nella cabina vuota non serve a nessuno e così via…
Probabilmente tornando a casa vi accorgerete di quante risorse sprechiamo normalmente.

venerdì 21 febbraio 2014

Un bel cucchiaione di legno

Pescara, domenica 16 febbraio 2014.
Gara unica per la prima edizione della Pescara xTutti. In pratica gli amici de La Scuffia hanno organizzato una ulteriore prova delle loro regate invernali, dando la possibilità di correre in equipaggio una Pescara x2. Infatti, sullo stesso percorso e con la stessa formula delle domeniche precedenti, SEA AMOR è scesa in acqua con quasi il team al completo.
Chissà perchè in partenza c'è il tavolo aperto...?
Le previsioni meteo, come al solito in questa stagione senza inverno, erano contrastanti e non sono state rispettate. Troppo variabile e con onda lunga da Est che ha reso difficile la competizione per chi, come Gianni, la sera prima era stato a riempito (a forza?!) di arrosticini proprio dagli assenti a bordo... Bravi, ragazzi!
Diverse barche ammaccate dalla precedente tempestosa prova della Pescara x2 si sono comunque presentate sulla linea di partenza. Qualcuna anche cambiando categoria per aver sostituito le vele tecnologiche strappate, rovinandoci il finale e il piazzamento... ma va bene così.
Partenza affollata ma ottima, di lasco mure a sinistra. Abbiamo aperto il gennaker in perfetto timing sfilando rapidamente dal gruppo e tenendo subito un bel passo.
Al timone Claudio, a dritta Gianni e Marco sulla sinistra. Io per la randa e la prua. Una bella corsa verso la Boa 1 di Francavilla. Quando arriviamo lì, il vento scema... non è una novità. Giù genny, apriamo il fiocco, ma l'angolo apparente è buono anche per il Code Zero. Cambio di vela e SEA AMOR è lì con il gruppo.
...e che rimane aperto!
Prima della Boa 2 "Torre di Pesci"  il vento scende ancora e gira a prua. Di nuovo fiocco, ma con l'onda lunga si fatica. Un grazie al CdR, che ha deciso di ridurre il percorso.
Perdiamo il contatto con una barca (che poi arriverà terza in classifica). Giriamo la boa, riapriamo il C0 e qui comincia lo stillicidio... in alcuni momenti l'unica propulsione è la corrente. Ma purtroppo o per fortuna, siamo proprio dietro AMBROSIA... che fai? Accendi il motore? In certi momenti abbiamo calcolato che potevamo superarla in un paio di... settimane per arrivare al traguardo nel mese di Aprile, più o meno. Ma chi la dura la vince. Sorpasso al fotofinish di mezzo minuto scarso. Risultato finale:
SEA AMOR guadagna la quarta posizione e vince un gigantesco cucchiaio di legno!

venerdì 12 aprile 2013

Quando non si cammina... non c'è niente da fare!

Sabato 6 e domenica 7 aprile 2013.
Seconda e terza giornata di Campionato Primaverile di Pescara. Risultati? Ultimi alla prima prova del sabato, mentre alla seconda regata siamo arrivati... ultimi. Domenica? Ritirati. Altre domande?
Vabbè cominciamo da sabato. SEA AMOR scende in acqua con l'equipaggio quasi al completo. Rientra Claudio al timone e Michele viene sostituito da Gaelle, velista francese probabilmente molto brava. La lingua è stato un limite un pò per tutti... tranne che per Stefano che ha disquisito con lei sull'orecchio del gennaker, con grande tempestività durante un paio di passaggi in boa.
Vento sui 6 nodi da 020° alla prima prova e fino a 090° alla seconda prova. Di conseguenza potete immaginare come è stato montato il campo di regata dai nostri cari amici del Comitato.
Alla prima partenza abbiamo fatto un groviglio sulla barca comitato che bastava davvero poco per farla affondare. Un barca è arrivata a tutto vapore sul fianco sinistro di SEA AMOR, avendo certamente la precedenza, ma gridandoci contro "ti vengo addosso, ti vengo addosso!" eh che è? Bastava chiedere acqua... Nel frattempo chiedevamo a quella sulla nostra dritta di rallentare: l'avremmo fatta passare, non siamo così cattivi, ma ci serviva un attimo per sfilarci dal bompresso di un'altra che a momenti ci spiedina come un arrosticino. Partiti... bella smaltita.
Ma dopo qualche minuto ci accorgiamo che SEA AMOR non ha il passo delle altre. Sarà così tutto il giorno. Non riusciamo a fare oltre i quattro nodi... e le proviamo davvero tutte. Sarà l'elica fissa, sarà la randa messa male, sarà molto più facilmente la carena sporca. Sta di fatto che, anche azzeccando i lati, gli angoli per le boe, le manovre e le strambate, non riusciamo a camminare. Nella foto si vede bene il distacco sul secondo lato di poppa... deludente.
La seconda prova, manco a dirlo, è andata allo stesso modo. Certo è stata ancora un'altra bella partenza ammucchiata... la barca comitato ha pensato bene di spostarsi indietro con la catena dell'ancora, in questo modo non solo la linea è rimasta spostata a sinistra ma si è ridotta un bel pò.
Per SEA AMOR è stato peggio, prima di avere del vento pulito abbiamo dovuto aspettare il passaggio di tutta la flotta... Va bene lo stesso, dai. Ci siamo divertiti tanto ed il sole ha finalmente asciugato l'umidità di questo lungo inverno.

Domenica. SEA AMOR dovrebbe imbarcare lo sciatore della combianta vela-sci. Oggi che siamo rimasti in tre: Federico timone, Artemisia centrale e Gealle fiocco, ci servirebbe un pò di peso, anche se useremo solo vele bianche. Macchè, il nostro ospite non si presenta. Vento 15 nodi da maestrale e mare mosso, almeno 1,5 metri. Usciamo con una certa difficoltà (dovrò prima o poi scrivere un post sul "tonneggio"). Ma già prima della partenza il centrale non sta bene e rischia di svenire in pozzetto. Con Gaelle non riesco a comunicare correttamente... mi sembra una regata un pò troppo Soldini (i.e. in solitario). "Comitato qui SEA AMOR, annunciamo il ritiro" da portatile non mi sentono. "A tutti i regatanti qui è il Comitato, vi ricordo di dichiarare il vostro nome quando arrivate". "Comitato qui è SEA AMOR." "Allora la prima barca in arrivo è SEA AMOR, ricevuto." "Negativo Comitato, qui è SEA AMOR ci ritiriamo... e siamo già dentro il Marina".

venerdì 29 giugno 2012

La vita di Bordo: il Mal di Mare

Dedicato a chi soffre il mal di mare e a chi, dotato di cattiveria innata, dileggia i primi senza sapere che prima o poi..... può toccare a tutti!!
"All'inizio si ha paura di morire; alla fine si ha paura di non morire".
Questo detto marinaresco fotografa perfettamente ciò che si prova durante un attacco di nausea causato dal mal di mare. Sapevate che nausea in latino significa "mal di mare" e in greco "barca"?
Questo antipatico disturbo ha cause differenti: sul piano fisiologico sarebbe legato alle anormali eccitazioni subite dall'organo dell'equilibrio, situato nell'orecchio interno.
DA EVITARE: Alcolici, bibite e cibi con retrogusti dolciastri, grassi eccessivi nelle pietanze, dolci elaborati, caffè e soprattutto caffè e latte, cioccolata calda, stare sotto coperta troppo a lungo o in una cabina non aerata bene, farsi prendere dall'ansia, nascondere per pudore agli altri che non vi sentite bene, continuare a muoversi, chiacchierare nonostante le prime avvisaglie del mal di mare, leggere.
DA FARE: Adattarsi alla barca 2-3 giorni prima di salpare (magari all'ancora), fare piccole tappe all'inizio della navigazione, occupare la mente, coinvolgersi nella vita di bordo, ascoltare la radio, contemplare il cielo fissando un punto all'orizzonte, pescare, prendere la barra del timone.
Essere occupati e concentrati diminuisce i sintomi. Anticipare i movimenti della barca, respirare profondamente. Tenere sempre a portata di mano indumenti caldi da indossare alla prima sensazione di freddo. C'è chi giura che sia importante iniziare la crociera in periodo di luna piena!!
Quando si manifestano i primi sintomi del mal di mare ecco alcuni accorgimenti: posizionarsi in centro barca, isolarsi, coricarsi passando velocemente dalla posizione in piedi a quella allungata essendo la posizione da seduti la peggiore di tutte, allungarsi nel senso di marcia, occhi chiusi, un secchio a portata di mano. Inspirare profondamente quando la barca sale ed espirare quando scende nel cavo dell'onda. Alimentarsi, anche se l'appetito manca, con frutta, verdura spesso e in piccole quantità. Bere del brodo caldo salato o dell'acqua con molti sali minerali. Bere poco ma spesso.
Le "ricette" tradizionali: il bicchiere di acqua di mare (da non discutere lo asserisce Slocum), la fetta di pane secco per bloccare lo stomaco (pescatori bretoni), le acciughe sotto sale sul pane o focaccia, i limoni da succhiare, la gomma da masticare, il cerottino di scopolamina, i braccialetti secondo i principi Shiatzu (funzionano o aiutano e sono disponibili a bordo di SEA AMOR), le pillole specifiche che però danno sonnolenza, la radice di zenzero, preparati omeopatici di tabacco.
Il mal di mare va sempre messo in conto. Può succedere a tutti di soffrirne, anche al marinaio più incallito e proprio quando meno te l’aspetti. Però qualcosa per ridurre il disagio, se non per evitarlo, si può fare.

Ho provato personalmente una bella latta di acciughe salate con una croccante pagnotta di pane fresco... non so se funziona come metodo contro il mal di mare, ma è davvero buono!

Mentre mi ricordo di una ragazza che portò un vasetto di quelle sott'olio perché sotto sale non le sopportava... e si sentì male lo stesso.

Quando poi, dopo e nonostante tutte le precauzioni, vi accorgete che la nausea sta inesorabilmente sopraggiungendo…. non spaventatevi più di tanto!
Ditelo subito allo skipper…. vedrete che troverà rapidamente il rimedio adatto per rimettervi in sesto.
Per risolvere il problema, a volte basta un turno al timone, masticare qualche cracker salato, respirare a fondo e con regolarità (senza iperventilare), rilassare tutti i muscoli magari sdraiandovi nella parte centrale dell’imbarcazione, soprattutto, ripeto, non stare sottocoperta.
Se poi non potete fare a meno di vomitare….. fatelo sottovento e senza opporre eccessiva resistenza!
Dopo vi sentirete decisamente molto meglio e riprenderete a godervi lo spettacolo della barca che solca veloce le onde!
E nel dubbio chiedete sempre allo Skipper dov'è il sottovento!
Dovete farlo per tempo, perchè quando è troppo tardi... beh lasciamo perdere, ma poi pulite voi.
Termino questo corposo compendio sul "mal di mare" con un incoraggiamento: con gli anni si migliora.... sarà la passione per la barca e il mare, sarà che ci si abitua al movimento o si acquista il "piede marino", sarà che si impara tutto ciò che vi ho elencato.... è quindi inutile sostenere: "in barca non vado perché soffro il mal di mare", trovate un'altra scusa.

venerdì 9 settembre 2011

Croazia 2011: si parte per le vacanze!

Era ora! SEA AMOR sabato 6 agosto ore 20.30 è salpata per le vacanze in Croazia.
Si può dire che durante gli ultimi w.e. la barca è stata sostanzialmente preparata per questa partenza. Tender, fuoribordo, pilota automatico ripristinato all'ultimo minuto e il grande rifornimento di carburante e cambusa, tutto per la partenza. Anche il test per far dormire il cucciolo di marinaio nella cabina dei grandi e lasciare lo spazio a Caponeri ha funzionato.
Il meteo è l'unica incognita. Dobbiamo cercare di partire il prima possibile, evitando di incappare nella sventolata di scirocco che ci aspetta. Arte è riuscita ad anticipare volo e pullman. Per non parlare della Capitaneria croata che la domenica apre alle 09.00 e chiude alle 11.00 di mattina, come abbiamo scoperto telefonando qua e là con il prezioso aiuto di Luca (amico di piscina, madrelingua e assiduo frequentatore di Milna sull'isola di BRAC in gioventù).

Alle 20.30 SEA AMOR è fuori dal porto. Rotta su Komiza, isola di VIS. Mettiamo subito randa perché lo scirocco debole è già entrato.
Il pozzetto è attrezzato con cinture di sicurezza, tre salvagenti, VHF portatile acceso sul 16, binocolo, fanale da 1 Mil. di candele ed il diario di bordo, sul quale saranno annotate ogni mezz'ora la posizione, la rotta e la velocità della barca.
SEA AMOR attraversa l'adriatico correndo fino a 7.5 Kn ed in 12 ore quasi esatte atterra.
Non si legge bene, ma sulla destra sono riportati anche diversi calcoli e appunti sul consumo di carburante.
Il primo turno lo hanno fatto Stefy, Caponeri e Elvira. Il resto dell'equipaggio (Fede, Artemisia e Alessandro piccolo) è andato subito a dormire perché la sveglia per il cambio turno era puntata alle 02.00.
Arte era lessa per il viaggio e la nottata precedente trascorsa a veleggiare tra la Maddalena e Poltu Quatu, al termine del corso di vela organizzato da La Scuola della Vela di Franco Pistone (il link è tra i preferiti da SEA AMOR). Quindi lei ha dormito come un sasso, io a prua ho sentito bene il mare che montava da SE ed il canale 16 del VHF che di notte trasmette in modulazione di fastidio....

Approfitto per commentare questa cosa: è da veri marinai ignoranti utilizzare il canale 16 di chiamata e soccorso per giocare, fare chiamate stupide e passare il tempo del proprio turno di guardia magari su una nave o su un mercantile. A parte il fastidio che si provoca a chi come me tiene il 16 acceso per sicurezza, devo dire che questo brutto atteggiamento è tutto nostro, perché in Croazia neanche un fiato. Anzi gli unici che ho sentito utilizzare il 16 per chiamare amici e parenti su altre barche nelle acque croate sono stati proprio solo gli italiani. In alcuni casi anche 20 tentativi di chiamata, e poi partiva la domanda geniale: "ma che per caso hai la radio spenta?". Per non parlare dei fantastici intermezzi di parolacce tra colui che tenta inutilmente di chiamare un certo "Alfonso" (avrà provato per un quarto d'ora almeno) e chi lo prende in giro perché proprio non se ne può più e Alfonso fa bene a non rispondere a un tal rompiballe.

In basso a sinistra del diario abbiamo appuntato con Artemisia che sull'isola di VIS, all'alba di domenica, abbiamo visto una stella cadente meravigliosa. Questa foto è stata scattata un attimo prima. Un secondo di ritardo è avrei fatto la foto delle vita...
La seconda parte di traversata è andata bene, ma il mare è continuato a salire sul giardinetto di dritta. Il beccheggio si è accentuato. Mamma e Figlio hanno sentito il mal di mare, ma forse lo stress, la novità, il movimento nuovo, la mancanza di abitudine allo spazio interno della barca hanno avuto il loro peso.
Appena ormeggiati al molo di Komiza e spento il motore, a Stefy e al piccolo è tornato il sorriso, con tanto di applauso.

Da qui in avanti il blog di SEA AMOR riporterà fedelmente ed integralmente il diario di bordo delle tre settimane di vacanza trascorse in Dalmazia. Alla penna si sono alternate Elvira, Artemisia, Stefy del secondo giro di equipaggio, Fede e Alex.
Buona lettura e buon vento da SEA AMOR.


Cerca nel blog

Il MeteoMar di Pescara...