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venerdì 22 febbraio 2013

Unica dal verso giusto

Domenica, 17 febbraio 2013. Seconda prova del Campionato Pescara X2.
SEA AMOR è stata l'unica dal verso giusto. Unica a tagliare il traguardo. Com'è possibile? Beh stavolta il campo di regata di Pescara ha raggiunto un livello tecnico inaspettato. Ma andiamo con ordine.
Seconda regata della Pescara X2, stesso equipaggio, stesso percorso: partenza verso Francavilla (Boa 1), poi verso la Torre dei "Pesci" (Boa 2), boa 3 vicino al Marina e ancora un giro tra boa 1 e 3 per l'arrivo... con il classico stacchetto fino alla linea tra barca giuria e boetta sulla poppa. Occhio eh? Per adesso ho detto "sulla poppa".
Alla partenza c'è ancora poco vento da NNE, poi diventerà costante su 8 nodi. Dalla radio arriva la segnalazione che mancano 5 minuti alla partenza, allora vado a preparare il gennaker. Partiremo mure a sinistra e con il gennaker... mai fatto, ma non ci sono molte barche sulla linea. Si sentono dei suoni come un fischio del treno... ed è proprio quello che penso mentre sono a prua per issare la vela. Dopo 5 minuti però arriva per radio "Partiti". Eh sì, era la nostra. Abbiamo perso 3/4 minuti non di più.
Una strana partenza, ma mai come quella successiva per il secondo gruppo che corre a vele bianche. Hanno dato una prima partenza senza segnali, tutte le barche sono partite e per radio il Comitato ha iniziato "Fermi, fermi, tornate indietro, non abbiamo dato il segnale... purtroppo la tromba ci è caduta in mare... dobbiamo rifare la procedura, utilizzando la radio". Bravi.
Intanto SEA AMOR insegue i suoi avversari correndo abbastanza bene con una divertente andatura di lasco. In boa 1 giù il gennaker nel passauomo della cabina di prua. Iniziamo la bolina verso i "Pesci" e di nuovo perdiamo la regata su questo lato. Camminiamo poco, stringiamo troppo e la corrente fa quello che vuole con la nostra barca. A fatica passiamo la boa 2 e sulla 3 mettiamo il pilota automatico per vedere come riesce a compensare la corrente. Altri mettono il gennaker già su questo lato, ma noi con il pilota siamo ancora stretti. Era forse il momento del nostro Code Zero? Forse sì...
Invece quando il compenso del pilota ci fa poggiare di più verso la boa, mettiamo il gennaker... e perdo a mare la sacca nuova (molto costosa!). Ammaina gennaker, vira, mezzo marinaio, recupera la sacca, issa di nuovo il gen e stavolta direttamente dalla cabina di prua... non male, da riprovare. Giriamo la boa 3 e notiamo una cosa molto strana: la boetta dell'arrivo è "sulla poppa" della barca giuria, ma quest'ultima è ancorata al vento da NNE e di conseguenza la linea d'arrivo si trova dalla parte opposta rispetto a quanto dice il disegno delle Istruzioni di Regata (lasciare la barca a sinistra e la boetta a destra). Mah? Con Claudio passiamo il tempo a rileggere le istruzioni, tanto con gennaker e pilota andiamo filati alla boa 1. Torniamo di bolina, a le proviamo tutte per aumentare velocità. Impariamo un pò di più da SEA AMOR ma ormai i giochi sono fatti.
Eppure potevamo vincere noi.
Come? Eccoci al punto.
Viriamo l'ultima boa e iniziamo il giro della barca giuria per lasciarla sulla sinistra. Dalla barca si sbracciano per segnalare che stiamo andando dalla parte sbagliata. Io e Claudio ci guardiamo... Ci avviciniamo e tagliamo la linea di arrivo, prima come dicono loro, poi torniamo indietro e tagliamo come dicono le Istruzioni.
Beh, questi fenomeni (ed a bordo erano in tre ma nessuno se ne accorto) non solo hanno messo la linea di arrivo al contrario, ma tutta la flotta è passata dalla parte sbagliata... SEA AMOR quasi quasi potrebbe protestare e vincere da sola tutta la prova... ma non è ancora arrivato il momento di cambiare campo di regata. Che livello tecnico, però.

venerdì 25 gennaio 2013

Due regate da buttare. Prima La Sfida.

Pescara, gennaio 2013.
Gli amici del C.V. La Scuffia hanno iniziato il nuovo anno a tutta forza.
Domenica 13 gennaio hanno riavviato e recuperato una bella iniziativa denominata "La Sfida" che per assenza di vento era stata annullata nel 2012. Una regata con partenza scaglionata in base ai tempi di compenso delle imbarcazioni iscritte. In pratica è partita per prima la barca con il più alto rating di stazza e via via tutti gli altri in base al proprio tempo compensato. In questo modo la regata si corre in tempo reale, avendo scontato il compenso in fase di partenza.
Ed è con grande orgoglio che ho trovato SEA AMOR in fondo alla start-list, a ben 8 minuti e 44 secondi dal primo. Siamo infatti partiti insieme alle barche più veloci del campo di Pescara... almeno sulla carta (o meglio sul certificato di stazza). Affronteremo in un post dedicato le caratteristiche e le applicazioni del certificato di stazza di SEA AMOR.
Alla prima regata fatta prima di Natale tutto l'equipaggio si è presentato col capello dello sponsor. A bordo ho ritrovato con piacere Artemisia e ospitato per la prima volta Michele e Stefano, amici del mitico Nuoto Belle Arti. Ottimi velisti, sicuramente da confermare per il campionato primaverile...
In quella prima occasione abbiamo messo anche il nuovo Code Zero... che figata!
Certo la drizza si è aperta prima ancora della partenza... forse perchè messa male ad origine dopo i necessari lavori in testa d'albero per far girare il frullone avvolgitore. Così siamo partiti con l'amantiglio portato avanti. Il primo lato del percorso con andatura di traverso e 4 nodi e mezzo di vento ci ha premiato alla grande... praticamente tra i primi alla prima boa... poi il vento è morto e la corrente lentamente ci ha portato via. Regata annullata.
Domenica 13 gennaio così è stata recuperata... stesso vento moscio, ma atteso in rinforzo. Una partenza sul filo dei secondi, tanto che mi sembra di essere fuori... il fischio della barca giuria arriva tardi e tolgo la prua con una forte orzata al vento... Siamo senza Code Zero stavolta, proprio perchè il vento sembra salire... ma dobbiamo davvero migliorare la conoscenza di questa vela. Il vento non sale e SEA AMOR riparte con un pochino di fatica. Mettiamo il gennaker per il lato di poppa e... si riapre il grillo nuovo della drizza nuova. Stavolta è colpa mia, nella fretta l'ho chiuso male.
Recupera la vela, riprendi l'amantiglio, issa di nuovo il gennaker fradicio e... DNF. Fuori tempo massimo.
Un poppa lenta, infinita, con una strambata inutile... ma certo, perché con poco vento l'andatura deve essere molto più all'orza. Soprattutto con il nostro gennaker poco panciuto in alto.
Al giro di boa sotto Montesilvano becchiamo pure una rafficona da 18 nodi. L'equipaggio non è quello migliore... Dai, togliamo il gennaker e di corsa che è già pieno di buchi. Giriamo e SEA AMOR vola di bolina con la chiglia pulita. Sabato abbiamo approfittato della convenzione La Scuffia / Danimar e alato la barca per la pulizia con idropulitrice.
Insomma SEA AMOR cresce, l'equipaggio no e le regate non si finiscono...

venerdì 9 novembre 2012

Non ti fidar a dar gennaker se il pozzetto... parte 2

Sabato, 27 ottobre 2012.
Non ti fidar a dar gennaker se il pozzetto non ce l'hai - parte 2.
Ci prepariamo per la seconda prova.
Viene spostata solo la boa di bolina e non l'allineamento, che pertanto resta spostato rispetto al vento. La partenza in boa è praticamente più avanti di un paio di cento metri. SEA AMOR non se ne accorge e parte come per la prima prova. Corriamo bene fino alla boa di bolina.
Ci sono stati alcuni ritiri e il vento sta salendo di brutto.
Arriviamo in boa insieme ad altre barche e corriamo tutti insieme come un treno. AMBROSIA è più avanti a noi ed è sotto la boa. Tenta una bretone, mette la barca al vento e cerca con l'abbrivio (andavamo tutti sui 7 nodi) di superare la boa. Ma SEA AMOR sta entrando ed ha la pancia scoperta... indifesa!

Ecco più o meno siamo piegati come in questa foto presa dal video di Velandiamo 2012, ma sulle altre mura.
Un pò orzando un pò poggiando per essere ancora più veloci, ci sfiliamo. Che strizza! Abbiamo visto la paura dipinta sulla faccia di una ragazza pietrificata a bordo di AMBROSIA.
Gennaker e lato di poppa... strambiamo in queste condizioni? Mi fido, viene bene, ma faccio male. Sarebbe stato molto ma molto meglio che non fosse riuscita...
In boa stavolta è IDHRA che arriva con lo spinnaker a tutto vapore. Noi gli lasciamo lo spazio ma loro non riescono a tirarlo giù. Mi ritrovo il loro tangone infilato sulla nostra coperta, e mentre cerco di ammainare il nostro gennaker la loro vela mi avvolge come un lenzuolo.
In qualche modo riprendiamo la bolina, ma con molto ritardo, tanta strada fatta in più e non ci accorgiamo che la randa ha la base mollata. Perdiamo diverse posizioni e chiuderemo sesti.
Ma ora viene il bello (come dal titolo di questi due post della stessa giornata di regate). Quando ci sono raffiche a 20 nodi non bisogna dare gennaker con un pozzetto non allenato. Soprattutto non vale la pena strambare. Se proprio si vuole correre veloce è meglio fare un lato solo e ammainare.

Archivio dati meteo da www.ilmeteo.it
La seconda strambata non viene bene. Caramella fino alla boa. Entriamo per lo stacchetto di arrivo insieme a tante altre barche. Il vento parte a 25 nodi. Straorziamo. "Lasca tutto! Veloce!" Invece della scotta randa viene aperta la base... la scotta del gennaker scappa troppo rapida e si porta via la cimetta della calza, che ora svolazza nel vento. Lo stop della scotta randa viene aperto in diretta senza giri sul winch. Il boma si scaraventa in acqua con SEA AMOR che si sdraia. Ci liberiamo dal traffico, ma verso il largo il vento aumenta ancora: 30 nodi!
La scelta che facciamo è la peggiore. Poggiamo per far saltare dentro la cima della calza. Il gennaker entra sullo strallo, le scotte sono in bando e si annoda tutto.
La randa è praticamente abbandonata con la base mollata e le stecche paurosamente piegate. Il gennaker con le sue scotte è tutto arrotolato intorno allo strallo. Trenta nodi e andiamo al largo. Riusciamo ad ammianare la vela in qualche modo dentro la cabina di prua. Cosa che dovevamo fare fin da subito!
Beh che altro dire. Il gennaker ha riportato una decina di piccoli buchi dovuti allo sfregamento della scotta, però ha resistito a bandiera con il ventone senza lacerarsi. L'albero è rimasto su con le botte che ha ricevuto dallo strallo e dal boma.
Non vale proprio la pena mettere alla prova SEA AMOR fino a questo livello ed in queste condizioni.

venerdì 2 novembre 2012

Ma allora... non ci credo!

Sabato, 27 ottobre 2012.
Sottotitolo del post:
Non ti fidar a dar gennaker se il pozzetto non ce l'hai - parte 1.
Ma cominciamo dall'inizio, perché nell'ultimo week end del Campionato Invernale Vela d'Altura di Pescara è arrivata Cassandra.
Oh, non la smettono di dare questi nomi assurdi alle condizioni meteo. Che poi a me Cassandra ricorda tanto un film cult, con Robert Harris, la nostra bellissima Sofia Loren, e tanti altri. Ho recuperato anche il trailer in italiano, toh!
Fatto sta che le coste abruzzesi sono state spazzolate da un forte Garbino. Il Libeccio gonfio di pioggia del tirreno, sale sull'appennino, si scalda e picchia giù sull'Adriatico centrale. Il cielo non resta troppo coperto e il mare si muove solo verso il largo.
SEA AMOR scende in acqua agguerrita come sempre. Oggi forse troppo. Il vento ha una media di 14 nodi con raffiche oltre 20. Non è per niente stabile come deve essere il Garbino, che si infila tra il massiccio della Maiella ed il Gran Sasso. Tanto che in partenza danno 210°, mentre in boa di bolina arriva da 240°. Una differenza che la flotta comprende bene, bisogna andare a destra, ma prima si deve partire.
SEA AMOR azzecca tutto. Partenza, virata e corre verso la boa più veloce delle altre barche e con un angolo migliore. Le vele sono finalmente regolate nel modo giusto e SEA AMOR da spettacolo.
Arriviamo in boa leggermente sotto. Claudio manovra con una bretone perfetta. Issiamo gennaker e voliamo dritti alla boa di poppa. Non strambiamo, non ce ne bisogno. Ripartiamo in bolina, altra poppa. All'arrivo infiliamo una barca che corre a vele bianche... ma non è partita almeno 10 minuti prima di noi?
SECONDI...
Bravi, ma ancora non lo sappiamo. Ci prepariamo per la seconda prova.
To be continued...

venerdì 26 ottobre 2012

Eppure sembrava meglio.

Domenica 21 ottobre 2012.
Il piccolo con la prima bronchite dell'anno ha bloccato l'equipaggio e SEA AMOR in porto per la seconda giornata di regata. Sabato 20 ottobre infatti ho gufato a più non posso perché la regata fosse annullata, invece sono riusciti a partire con un refolo di 4 nodi. Certo da quello che mi hanno raccontato è stato meglio non partecipare, considerato quello che penso della gestione del campionato.
D'accordo... riporto quanto mi è stato raccontato dalle persone presenti o interessate, quindi si tratta di testimonianze non confermate. Primo: le istruzioni di regata del campionato sono state modificate. O sono state scritte male in origine, o è stato dato ascolto agli armatori della categoria Gran Crociera, fatto sta che il gruppo a cui appartiene SEA AMOR avrebbe dovuto correre sul percorso lungo... e non voglio diventare noioso su come vengono fatti i raggruppamenti (per noia vedi qui). La modifica alle istruzioni è stata affissa il 30 settembre, giorno della prima prova, e non sabato scorso. Diverse barche della Gran Crociera sono andate alla boa lunga. Alla boa corta ci si è messo pure il comitato di regata, che non "conoscendo" la modifica perché non esposta (ci credo, a distanza di tre settimane!), ha avvisato una barca che aveva girato alla boa sbagliata... boom!
Lasciamo perdere.
Veniamo a domenica.
SEA AMOR scende in acqua senza batterie servizi... che, per mille acciughe salate, sono state scaricate dall'inverter lasciato accesso. Dire che ancora mi rode è poca cosa.
Prima prova. Il vento gira e gira da NO fino a 025° e purtroppo non sale oltre i 5 Kn. Noi siamo in quattro, con al timone Claudio. E sono contento che si sia divertito in regata con SEA AMOR dopo averla portata a pieno carico in Croazia.
Nella prima partenza due barche più veloci ci sorprendono sopravvento. Siamo i terzi di una pariglia che non vuole orzare. Non ho la "cattiveria" di aggredire l'equipaggio vicino (vedi più in basso), che mette le mani su SEA AMOR. Forse perché il pericolo più grosso era l'incrocio delle crocette, che avrebbe compromesso entrambe le barche. Fatto sta che ci hanno fermato.
Boliniamo bene sulla rotazione del vento, manovriamo bene in boa; percorso corto. Corriamo di lasco e siamo noni su quattordici, con i primi soliti 5 imprendibili anche col motore.
Sulla seconda partenza partiamo molto meglio e puliti. Corriamo di bolina con in nostri veri competitor (e basta con le considerazioni sui raggruppamenti, eh?). SEA AMOR alleggerita di tutto fila e riparte molto bene.

A proposito di come si regata dal mio punto di vista. Un barca ha corso mure a sinistra con noi per gran parte della bolina. Non riesce a prenderci, come ho detto siamo andati molto bene. Io mi affaccio e li avviso: "Scegli: o viri tra un pò o ci dai acqua quando viriamo noi". Ho detto tutto.
Il lasco forse non è troppo veloce. Decimi, ma siamo in cinque barche nell'arco di due minuti.

venerdì 18 maggio 2012

Tra tante barche hanno scelto SEA AMOR

Domenica, 6 maggio 2012.
SEA AMOR ormeggiata in seconda fila alla Lega Navale di Ortona si rifocilla dalle fatiche della lunga e bella regata costiera del giorno prima, dopo aver navigato per 5 ore esatte sulla distanza di 20 miglia (di cui più della metà in andatura di bolina).
Belli laschi sugli orari previsti, come ormai ci hanno abituato, gli organizzatori preparano il briefing. Oggi rendiamo omaggio al grande marinaio Tommy Mastrurzo, regatando al trofeo che porta sul nome. Una prova sola, percorso a bastone, due giri bolina/poppa.

Le miei previsioni dicono che vento non ci sarà. Invece il trofeo Masturzo ci regala una delle più belle giornate in barca di sempre.
Affascinante l'uscita dal porto, merita un paio di foto.
Al timone la Stefy, in pozzetto la coppia di amici della Pescara per 2, io a prua e tutto il resto. Proviamo un pò di assetti. Ma è poca cosa.
Entra il levante, 100° EstSudEst di circa 8 Kn. Viene steso il campo di regata. Un miglio per la nostra boa Tango.
Partono i più veloci, categoria Regata, scorrendo tutta la linea. Virano e tirano il primo bordo mure a sinistra.
Bene... è il nostro turno.
Sale il segnale preparatorio, quattro minuti. Lungo la linea verso la barca giuria SEA AMOR è una bellezza e si fa largo nel gruppo.
Due minuti e mezzo, viriamo e scorriamo la linea mure a dritta.  Le linea è corta, cominciamo a lascare il fiocco per rallentare.
Trovo il mio posto e lo difendo dall'attacco di due barche che cercano di sfilarmi sotto vento. Avrebbero la  meglio su SEA AMOR, costringendoci ad orzare.
Siamo lanciati, ma il vento ruotato a sinistra ci porta vicino ad un gruppetto di barche che sta cercando di passare la boa di partenza ormai quasi controvento.
Decido di prendere un rischio... pronti a virare? Viro. Stefy alla scotta è un lampo. Fiocco a segno. SEA AMOR non perde neanche un pezzetto di nodo e incrocia sulla prua le due barche di prima... Partiti... ciao ciao flotta.
Sul questo lato però siamo di buono, cioè la rotazione a sinistra sui 90° avuta in partenza premia l'angolo di bolina mura a sinistra. Ma tirare troppo questo lato non fa bene, per il famoso gioco della scala a pioli!
Viriamo un pò troppo in là per guadagnare con lo scarso del lato di sinistra. In boa siamo molto precisi, nell'arrivo e nel mettere gennaker, ma perdiamo qualche posizione... la scala a pioli: se navighi sullo scarso sali i gradini della scala più velocemente e ti ritrovi più vicino alla boa.
Con il gennaker SEA AMOR è uno spettacolo, come il giorno prima. Forse è per questo che una coppia di Delfini, tra più di trenta barche sceglie SEA AMOR per venire a giocare e surfare sull'onda di prua! Che bel regalo che ci ha fatto il Trofeo Mastrurzo. Grazie Tommy.
Alla boa di poppa siamo di nuovo nel nostro gruppo, e non era mai accaduto nelle altre prove. Passiamo in mezzo a tre barche, ammainiamo e cerco di fare in fretta, perchè vogliamo virare in fretta sullo scarso. Stefy tira le "Sua Boline" come sono state battezzate alla Pescara x 2 (vedi questo post) e prima della boa infila all'incrocio altre due barche. Ma non si può aver tutto oggi... il vento si buca. Scende fino a 2 nodi. Aspettiamo di avere un nodo di abbrivio per virare in boa e poi gennaker, prima della boa, sì! Saltiamo in avanti. Due bordi abbastanza buoni, anche se si poteva fare meglio... anche qui la stanchezza e la rotazione dei ruoli (non dovuta) spegne la nostra concentrazione.
Allo stacchetto di traverso, apriamo il fiocco, passiamo sempre in mezzo alle barche del nostro gruppetto e dobbiamo convincere Stefy che una barca di 3 metri più lunga di SEA AMOR è più veloce per una questione di fisica!

venerdì 11 maggio 2012

Una gita-regata costiera

Sabato, 5 maggio 2012.
E' la terza giornata di regata del Campionato Primaverile d'Altura. Oggi ci sarà la regata costiera di trasferimento ad Ortona per poi regatare domenica nel Trofeo Tommy Masturzo.
Tutto l'italico stivale attende la perturbazione atlantica che rovinerà il w.e. primaverile, ma a Pescara è una giornata di sole con vento che arriva puntuale per la partenza da SE sui 10/12 nodi.
Sole, vento, mare calmo e pizza con le alici... queste sì che sono regate costiere.
La partenza è generale per tutte le categorie. Abbiamo una buona posizione, perfetta se dovessimo partire con un J24, un Melges o giù di lì. Invece abbiamo un Gran Crociera che in stop & go con il fiocco sulla linea ci mette parecchio per partire... ciao ciao flotta.
Le prime 10 miglia verso la prima boa sotto il Castello di Ortona sono da bordeggiare. Sì, perchè se scendi sotto costa (vedi le regate Pescara per 2) il vento scende e ti prende la corrente, il compromesso è valido per le schegge da regata che volano avanti a noi. SEA AMOR si mette costante tra i 5,5 e i 6 nodi di GPS e l'equipaggio si gode una bella veleggiata lungo costa.
Facciamo la boa Castello vicino alla diga foranea del grande porto commerciale, il vento qui scende di un paio di nodi, come sappiamo. Viriamo verso il largo e aspettiamo di essere al traverso da rilevamento del GPS con la boa Ombrina, vicino all'omonima fastidiosa piattaforma. Di nuovo mure a sinistra e dritti sulla boa, perfetto.
Il sacco del Gennaker è pronto sulla tuga. Passiamo la boa, issiamo e corriamo verso la terza boa di San Vito.
Due lati di lasco allegro. Strambiamo, orziamo sulla boa, prua su Ortona, finalmente verso l'arrivo... stiamo per toccare la quinta ora di navigazione, ma il tempo è volato. SEA AMOR si esalta e plana: 8,5 nodi di GPS (se si riesce a vedere in questo video), 9.2 sul log sotto lo scafo... mi sembra di guidare una moto GP!

Breaking News:
Domenica 6 maggio 2012 abbiamo corso la "Masturzo"... una coppia di Delfini ha con giocato sull'onda di SEA AMOR che correva con il gennarker. Il servizio video nel prossimo post.

venerdì 16 marzo 2012

Complimenti... però bei matti!

Domenica, 11 marzo 2012.
Terza e ultima prova del Campionato Double Handed - Pescara x2. E chi la fa l'aspetti.
Dopo le lagnanze per la prova precedente con meno vento di quanto se n'era avuto un anno fa.
Dopo aver studiato e sperato che le previsioni meteo potessero non essere proprio proprio come previsto.
Dopo che al briefing delle 09.00 la C.P. segnala un avviso di burrasca per le ore 13.00 e che sarà sempre collegata alla regata per fornire assistenza... Un piccolo dubbio sulla riuscita di tutto (mollare gli ormeggi, dare vela, partire, regatare, ammainare, rientrare, ormeggiare... tutto in sicurezza!) mi viene, ma piccolo piccolo. Ed ecco la cronaca.
Percorso cambiato, non più triangolo su Francavilla, ma bastone di 3,6 Mn su Silvi. Boa 1 con coordinata Gps. Linea di partenza davanti al Marina. Linea di arrivo sulla stessa linea fatta da due boe messe a cancello.
Vento 16 Nodi di NNO con raffiche (dalla stazione del vento) beccate fino a 25. Mare mosso, tendenza molto mosso. Onde previste di 1,20 mt, beccata anche oltre 2 mt. (vi ricordate questo post: Sea Amor: A Cavallo!).
Beh, insomma quasi tutti gli equipaggi si presentano al briefing, ma solo in 22 barche per tutte le categorie si presentano alla partenza. Per regate come queste basta un membro dell'equipaggio che sente freddo, non si sente bene, ha un pochino di paura o non vuole stancarsi, e la barca resta in porto.
SEA AMOR: un anno dal varo, equipaggio con Stefy al timone e Fede alle vele (che non siamo certo una coppia di velisti famosi), due regate saltate... e cosa decide di fare? Esce e non riduce le vele neanche di un pezzetto! Visto il titolo del post?
Mollare gli ormeggi: devo dire che il tonneggio (detto anche traino in banchina) comincia a funzionare, basta non aver fretta, dosare il motore e l'uscita dal posto barca con vento al traverso stavolta và. Il tonneggio avrà un post dedicato.
Dare vela: nel canale del Marina è di nuovo emergenza insabbiamento... davanti a noi un Crociera Regata tocca. Stefy manovra e tutto fila. Usciamo, prendiamo i nostri spazi per dare randa. Da sinistra (a motore) arriva un fenomeno (VAG) che prima abbassa la prua per passare dietro a SEA AMOR, poi incredibilmente vira al vento davanti alla nostra prua. Il loro timoniere si affaccia... (noi eravamo ancora in issata) e ci dice allontanatevi: ma robba da matti! Per toglierci rapidamente mi sono scottato il dito indice per lascare le scotte (appunto). Ma guarda che tipi. Eh ma la Stefy li ribecca, vedrai.
Partenza: proviamo troppo tardi l'assetto in bolina con tutta la tela di SEA AMOR. La posizione è molto buona ma siamo distanti e partiamo in ritardo. Forse di 5 o 6 minuti che alla fine saranno pesanti. Molti altri partono peggio, la tensione è tanta per tutti.
Regata: le cinque o sei barca che partono bene prendono il lato sinistro verso terra. Noi non vogliamo seguirli subito e viriamo verso il largo dopo la linea. Da questa parte la corrente è più forte e noi non lo sappiamo. Al galoppo sulle onde alte SEA AMOR fatica a partire e mantenere la velocità. Tutto il nostro gruppetto ha virato a largo con noi. Ma quando SEA AMOR è libera di ricambiare bordo, riprende passo e angolo e vola fino a 6,5 nodi e 30/35° di AWA. Non male.
Ho scommesso su una rotazione a destra che non arriva. Dobbiamo rivirare... siamo già molto stanchi, SEA AMOR si pianta su tutte le onde... è il momento più brutto, eppure il Gps segna 4,5 nodi. A noi la barca sembra alla Kappa.
Cominciamo a sentire per radio strani avvisi. Un paio di barche si ritirano e un'altra segnala che la boa non è nel punto indicato dal Comitato, ma molto più in basso, trascinata dalle onde. Questa imbarcazione ha poi vinto la regata in tempo reale. In serata a me e Stefy qualche dubbio è venuto... anche perché non si vedeva niente per l'acqua sollevata dal vento che sembrava nebbia.
Viriamo al traverso della boa sul Gps e lì la troviamo, anche se davvero si è vista negli ultimi 500 metri. E non c'era (in vista) nessuno del Comitato.
Strambiamo dopo la boa. Il lato di poppa è un lampo. SEA AMOR tocca gli 8 Nodi di Gps e plana. Do il cambio al timone alla Stefy e praticamente al buio corriamo verso l'arrivo. La barca si traversa un pò per le raffiche ma resta manovrabile.
Quando la distanza dalla boa di bolina è quasi 3,6 miglia decidiamo di strambare. Ci mettiamo tutta la concentrazione che resta e comunque non sono veloce a lascare e SEA AMOR straorza in uscita. Ma è roba di poco conto che non ci mette in difficoltà con il mare al traverso. Certo ci dobbiamo allenare di più.
Riprendiamo la corsa e nella nebbia salata ecco il cancello. E' fatta! Gridiamo tutte e due matti.
Ottavi su dodici barche arrivate.
Complimenti... però bei matti!
Ammainiamo, rientriamo e ormeggiamo, trattati dal Marina di Pescara come gran signori, con tutto che hanno un gran da fare per un gommone perso e un paio di barche che non governano.

venerdì 3 giugno 2011

Un'altro piccolo assaggio...

Vista la bolina di SEA AMOR? e il Gennaker?
Eccolo, basta chiedere...

Ma dico, neanche il tempo di provarlo... fare le foto... la ripresa col telefonino. Con il vento che c'era non è stato mica facile reggersi alle sartie... Nel video c'è Alessandro dell'Altrporto (vedi siti amici) al timone, Stef alle scotte. 
Ecco un'altra foto fatta da Alessandro, stavolta con Stef (bella e brava) timoniera e io forse alle scotte, ma non mi sembro così concentrato sull'andatura...


Sotto una con il mitico Bompresso, che forse qualcuno ricorderà di averlo già conosciuto durante l'indimenticabile finale della Louis Vuitton Cup del 1992, vinta da Il Moro di Venezia contro New Zeland. Se volete rivivere quei momenti ecco il link che fa per voi: Storia della Coppa America.

mercoledì 20 aprile 2011

I Sondaggi di SEA AMOR: Il Gennaker


Cos'è il Gennaker? Intanto è una vela, e visto che ha vinto il secondo sondaggio di SEA AMOR, riporto un articolo che ho trovato su Internet, che anticipa anche un eventuale post sulle famose "Polari".

Buona lettura...


Durante le crociere estive a vela, spesso capita di trovare condizioni anticicloniche in cui le brezze termiche sono piuttosto deboli. In pratica, ci troviamo a navigare con un forza 2 – forza 3. Questo vento è perfetto per le andature di bolina, in quanto ci consente di raggiungere quei 5-6 nodi di velocità che rendono piacevole la nostra navigazione, ma se abbiamo il vento al portante le cose cambiano radicalmente, e spesso siamo costretti ad accendere il motore per sopperire alle scarse prestazioni a vela che caratterizzano queste andature con poco vento.
Se poi la nostra meta si trova proprio nella direzione verso cui spira il vento, allora siamo nella condizione peggiore. Se ci mettessimo in rotta col vento in poppa, infatti, la velocità sarebbe davvero bassa anche utilizzando un buon spi tangonato, e ben presto ci troveremmo costretti ad accendere il tanto detestato motore.
Allora cosa possiamo fare per andare più veloci? La risposta è semplice: dobbiamo orzare per crearci del vento apparente ed aumentare in questo modo la velocità della barca!
Sì, va beh, direte voi, ma orzando cambio rotta e non arrivo più a destinazione…
Sì, è vero che dovremo fare dei bordi, ma è altrettanto vero che  il notevole incremento di velocità ci avvantaggerà in misura molto maggiore rispetto all’allungamento del percorso.
Per fare un esempio, deviando anche solo di 20 gradi rispetto alla rotta diretta, la distanza da percorrere aumenta solo del 7%, mentre l’incremento di velocità sarà facilmente superiore del 20%.

sabato 26 febbraio 2011

Ed è già regata!

Pronti, 9 Miglia, percorso a bastone verso Silvi dalla diga del porto canale, via, ferma tutto non c'è vento!
Ma noi lo sapevano... le previsioni erano azzeccate. La mattina di domenica 20 febbraio era previsto un refolo da NNO di scaduta del Sabato (vedi SEA AMOR, a cavallo!). Poi pausa per circa un paio d'ore. Meglio, perché ci siamo sparati due bei paninozzi con prosciutto. Rotazione da ESE e max previsti e arrivati 5Kt.

Pronti, via, accidenti che brutta posizione, siamo fuori, pelo Bretone alla barca comitato, partiti, foto ufficiali, GPS sulla boa. Salvi! Respira Fefo, respira... 


MANOVRA BRETONE: se ci si trova di bolina sotto la linea della boa, invece che virare prima della boa e fare due manovre, si prosegue con le vele cazzate al massimo, orzare in modo deciso fino ad arrivare contro vento, fiocco a collo, nell'istante successivo ripoggiare in modo deciso (orzando deciso la prua si alza verso il vento, supera la boa, mentre la poppa si abbassa e con la poggiata la scavalca) così da evitare di toccare la boa stessa.
Il mare è calmo, il Gran Sasso innevato.
Andatura di lasco, a vele bianche... SEA AMOR sembra un po lenta. Il passo non è quello delle barche davanti. E nemmeno di quelle che inseguono... Strano. La metamorfosi di Stef comincia, lentamente.
Non noto nulla di strano fino a quando non mi rendo conto che strappa letteralmente il comando di SEA AMOR all'autopilota... "lo sai che sono molto competitiva?!"

"Siamo lenti, 3 nodi, 3 e 2, 3 e 1, ma insomma fai qualcosa... Amor"
E vabbene, io alle vele lei al timone è Pescara x2.

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