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venerdì 4 aprile 2014

La costiera che non mi piace!

Pescara, domenica 30 marzo 2014, quinta prova del Campionato Primaverile.
Niente è cambiato, se non peggiorato. Eh sì, perchè personalmene la regata costiera di almeno 30 miglia per andare a Vasto e tornare, proprio non mi andava e ancora non mi va... mi fa noia! Pensa se poi ci capita una giornata come quella di domanica scorsa... a 30 nodi? Macchè, magari. Non è arrivato mai a 5. E, ormai lo sappiamo, queste sono le condizioni peggiori per SEA AMOR.
L'arrivo della terza prova.
Scendiamo in acqua senza Claudio, partito per un w.e. portoghese organizzato da tempo, ma proprio durante questo campionato in cui andiamo forte. A bordo, io, Marco il divoratore di cracker, Enzo tutto nuovo di pacca, ed il gasatissimo Giampiero. Ma devo dire che tutti ci stiamo infervorando, perchè le soddisfazioni e le emozioni non mancano. Al timone, per la prima volta su SEA AMOR, Marco(lino) preso in prestito dal circolo La Scuffia per un intervento interinale.
La partenza viene data alle 13,30. Mezza giornata in acqua a mangiare, scottarci al sole e bombardare le altre barche coi fiadoni di bordo...
Il vento è 80 gradi in boa, ma vicino la linea è dieci gradi a destra. E purtroppo ha una intesità di 3 nodi... ma dove andiamo così?!
Siamo ben messi in mezzo al solito gruppo di barconi e Marco decide di fare un giro di 360°. Io non lo avrei fatto... forse neanche Claudio. Saremmo partiti in mezzo agli altri, coperti e senza vento, e forse avremmo anche sbagliato lato, compromettendo la regata. E poi, sicuramente, non avremmo armato il Code Zero.
Il ventone della seconda bolina.
Partiamo ultimi, di tanto, praticamente fermi. In qualche modo viriamo intorno alla barca comitato. Andiamo a destra, e faticherò un pochino per tenere lo scarso ed evitare virate senza vento che ci inchioderebbero sull'acqua.
Apriamo il Code Zero, stretto al massimo e... camminiamo 'na frega. Certo l'angolo di bolina è un pò aperto, circa 50°, ma è comunque un lusso. In boa passiamo terzi! Le barche andate a sinistra non le vedremo più.
In boa apriamo il fiocco, chiudiamo il Code, issiamo, ...con un pochino di calma, il gennaker e pian pianino torniamo indietro, sempre sulla destra che paga.
Chiudi Gen, apri fiocco, issa il Code, aprilo, chiudi la balumina con il Giampiero/Barber (sempre meglio che un "suo" nodo sulla bitta... ho avuto una specie di premonizione!). E arriviamo in boa sopra PANACEA (la prima in classifica). Non possimo fare la manovra di prima con il fiocco per non perdere terreno, quindi direttamente il cambio Code vs Genny. Loro sfilano sulla nostra prua e prendono il sopravvento. Noi dobbiamo andarcene per non stramazzare sotto le loro vele. Strambiamo e cerchiamo aria pulita, che inoltre sta calando ancora... praticamente siamo a 2 nodi. Sull'ultima boa siamo di nuovo davanti a loro, dietro a tutti quelli più leggeri di noi e più veloci: siamo quarti. I primi della classifica sono dietro, e ora entrambi davanti SEA AMOR di soli due punti.
Mi tocca fà le costiere...  "che due boe!"

venerdì 22 novembre 2013

Due Bretoni e passa la paura

Pescara, 17 novembre 2013.
Seconda giornata del Campionato Invernale, per SEA AMOR primo giorno di regata. Sì, perchè quest'anno, tra una cosa e un'altra, il calendario del Club e il bando sono usciti con un filo di ritardo: praticamente una settimana prima dell'inzio.
Vabbè, ho già commentato questo modo di sviluppare l'attività invernale nelle acque di Pescara, in questo post qui...  e ho detto tutto.
Equipaggio... tre soggetti. Io, l'imperturbabile Claudio, rinomato ormai nella flotta di Pescara, e il mio ex-collega, nonchè oggetto di angherie veliche, Marco. Meglio pochi ma buoni. Tanto non è previsto vento forte (fiiuù).
La partenza viene data con molto ritardo dopo le 13, causa calma piatta.
La mia idea di sgranocchiare arachidi tostate non è stata brillante, abbiamo fatto una montagna di briciole e lo stomaco si è appesantito. Da sbarcare alla prima occasione.
In partenza non ci siamo fidati del bel posto trovato. Il resto della flotta lontano dalla linea ci ha fatto pensare di essere in anticipo...
Prima bolina a sinistra, paga. Siamo un pochino lenti ma arriviamo in boa insieme a tutto il nostro gruppo. Siamo bassi rispetto alla boa e c'è corrente, stocco e incrocio dietro una barca mure a dritta che mette mano al timone e poggia... ah tè possino!
Con l'onda di poppa ci divertiamo e filiamo, ma andiamo a destra... più perchè siamo in tre a fare il lavoro di 6, che per tattica di regata.
Tutto fila liscia e SEA AMOR oggi è molto divertente.
In boa di poppa diamo spazio alla barca dell'incrocio (visto l'andazzo e lo schiamazzo che fanno a bordo). Certo sono molto carini nello schiacciarci sulla barca giuria, senza riuscire a ripartire in bolina. PRIMA BRETONE sulla catena dell'ancora.
Ma la catena del Comitato non l'abbiamo già vista in un altra occasione (tipo qui)?
Si riparte. Contro la corrente e le onde facciamo mezzo nodo di meno, e inoltre il lato destro è di scarso, ma non lo abbiamo ancora capito.
Viriamo "quasi" sulla linea della seconda boa di bolina... la prendiamo, non la prendiamo, la prendiamo, non la ... SECONDA BRETONE, GRANDE CLAUDIO!
Di poppa sempre a destra, tutto fila. Forse strambiamo tardi, ma tanto il lato è ancora quello sbagliato. Settimi, a pochi minuti dal nostro gruppo.
Bella giornata di vela, finalmente SEA AMOR cresce (meno il numero dei velisti a bordo).

venerdì 5 luglio 2013

Il Code Zero di SEA AMOR

Del Code Zero e del suo uso... e speriamo che il gioco (di vele) valga la candela.
Dopo un lungo tira e molla con gli amici dell'Altro Porto (vedi indice Preferiti di SEA AMOR), abbiamo fatto questa spesa... Che in periodi di crisi aumenta il margine di valore aggiunto che questa vela deve fornire a tutta SEA AMOR.
Si tratta di una vela inferita in uno cavo, che viene collegato ad un cosiddetto frullone, tale da permetterne l'avvolgimento, murata sul bompresso e regolata con le scotte del gennaker. Chiaro no?!
Per il tessuto del CZero di SEA AMOR è stato scelto il laminato, in quanto già provvisti di gennaker in nylon. Ciò permette dei range di vento molto ampi, dalla bava di vento ai 30 nodi (dicono), passando da angoli di vento apparente intorno ai 40 gradi, per poi poggiare oltre i 10 nodi di vento reale. Non si può quindi spingere troppo sulle andature di bolina per non pregiudicare la tenuta dell'attrezzatura (bompresso, alberatura, ecc.).
Fatto sta che l'abbiamo usata in una regata costiera con poco vento, l'abbiamo usata in una traversata con molto vento, ma non sono ancora riuscito a capirla del tutto.
Sicuramente sotto in 7 nodi di reale e con mare calmo è spettacolare (vedi video dimostrativo alla fine del post).
La manovrabilità, visto che riavvolgi per cambiare bordo, la facilità d'uso, unita alla capacità della vela di "prodursi" il vento apparente, la rendono davvero valida.
Ma bisogna sempre far tesoro dell'esperienza propria e altrui...

Quindi ecco 5 regole per l'uso del Code Zero:
  1. la drizza deve essere cazzata al massimo, che ti deve uscire la coratella per girare la maniglia;
  2. per arrotolare/avvolgere il CZero prima bisogna mettere le scotte in bando e la vela a bandiera, basta un filo di tensione sulla base della vela che si producono più giri in basso che sulla balumina; quest'ultima resta svolazzante mentre la bugna è chiusa, e se per caso stai girando una boa prendendo la bolina con il fiocco, la balumina prende vento e si riapre tutta la parte alta ingarbugliando le scotte... bella affare per il prodiere.
  3. il CZero è ottimo con poco vento da 45 di angolo apparente (AWA), più stretto produce uno scorroccio da paura, quindi non bisogna esagerare con la bolina;
  4. di lasco si può tenere anche con vento forte, è in laminato e tiene molto di più del gennaker, ma occhio alla chiusura con tanto vento (vedi regola 2), meglio ammainare comunque;
  5. di poppa piena vale ancor di più quanto si conosce con il gennaker: non si cammina, meglio orzare. 

venerdì 8 febbraio 2013

Due regate da buttare. Poi la Pescara X 2

Domenica 20 gennaio 2013.
Eccoci alla seconda regata da buttare. La prima prova del famoso Campionato Double Handed - Pescara X 2. Giornata facile secondo le previsioni meteo. Mare formato e vento forte in arrivo da S.SE.
Usciamo con Claudio molto presto. Stefania ha rinunciato per rimanere con il cucciolo di marinaio. Armiamo il Code Zero... Mica e' sempre domenica. Facciamo un giretto verso Francavilla. Il percorso è un triangolo con partenza lungo la costa sud, poi a largo verso la torre dei "Pesci" e rientro di fronte al Marina. Con lo scirocco che troviamo prima della partenza si tratterebbe di una bolina e due bei laschi filati con un altro giro bolina / poppa per noi Gran Crociera. SEA AMOR non ha finito neanche il primo giro. E' bene dirlo subito, come da titolo del post.
Mentre torniamo sulla linea di partenza dopo aver fatto le nostre belle prove... arriva il Maestrale! Moscio che non supera mai i 6 nodi per tutto il giorno. Ma come cavolo... l'unica cosa che mi viene in mente è che il vento forte sull'Adriatico gira il promontorio del Gargano e magari... magari ruota sul promontorio del Conero per rientrare da Nord/Ovest sul litorale pescarese... Ma questa è FantaMeteo!
Vabbè tanto la regata è andata uno schifo uguale. Partiamo con il C.Zero di lasco per fare il primo lato che ora è diventato di poppa. Già quando usiamo il gennaker di poppa con vento moscio sui 4 nodi non camminiamo. La vela nuova è in laminato, quindi è pesante e l'abbiamo preparata per il ventone che oggi non arriverà.
In boa 1 i nodi vengono al pettine. Il C.Zero come detto è tutt'ora sconosciuto. Ci siamo sbrigati a usarlo, ma è inevitabile imparare sul campo di regata. Il vento aumenta fino a circa 10 nodi (ma da dove sono sbucati). Vado a prua per arrotolare il frullone. Dobbiamo bolinare fino ai "Pesci". Gira, gira e gira... e dai che si incastra il doppio strozzatore del circuito. In effetti non serve a molto. La scotta è leggermente cazzata, per impedire che si aggrovigli tutto. Invece così la vela in altro non si chiude. Resta la balumima tutta al vento. Il frullone non tiene e anche con il circuito strozzato il C0 in alto si riapre. Le scotte all'altezza della bugna sono arrotolate e la vela in basso non si apre. In pratica abbiamo a prua una caramella autoprodotta. Brutta cosa!
Alla fine, a forza di girare e riaprire passiamo diverso tempo solo con la randa. Il resto delle barche ci supera, comprese quelle che corrono a vele bianche partite con la seconda partenza 10 minuti dopo la nostra.
Ammainiamo dal passa uomo della cabina di prua... cominciamo a metter a frutto almeno le esperienze negative. Sottocoperta sciolgo il groviglio e preparo la nuova issata del C0. Ma intanto siamo arrivato vicino al campo di allevamento della torre dei "Pesci".
Alcuni messaggi via radio mi perplimono: la boa 2 è stata sostituita dal gommone. Ora non voglio sapere e non voglio dire, ma quando siamo arrivati noi il gommone era sottovento e dietro il campo di allevamento, il vento era calato a 4 nodi e noi con il C0 abbiamo prima bolinato lentamente per superare il campo, poi di lasco siamo tornati indietro, poi abbiamo girato il gommone e poi... beh abbiamo acceso il motore o stavolta lo scarroccio ci avrebbe infilato dentro le cozze. Ma si può?
Stessa conclusione del post precedente: SEA AMOR cresce, l'equipaggio no e le regate non si finiscono...

venerdì 25 gennaio 2013

Due regate da buttare. Prima La Sfida.

Pescara, gennaio 2013.
Gli amici del C.V. La Scuffia hanno iniziato il nuovo anno a tutta forza.
Domenica 13 gennaio hanno riavviato e recuperato una bella iniziativa denominata "La Sfida" che per assenza di vento era stata annullata nel 2012. Una regata con partenza scaglionata in base ai tempi di compenso delle imbarcazioni iscritte. In pratica è partita per prima la barca con il più alto rating di stazza e via via tutti gli altri in base al proprio tempo compensato. In questo modo la regata si corre in tempo reale, avendo scontato il compenso in fase di partenza.
Ed è con grande orgoglio che ho trovato SEA AMOR in fondo alla start-list, a ben 8 minuti e 44 secondi dal primo. Siamo infatti partiti insieme alle barche più veloci del campo di Pescara... almeno sulla carta (o meglio sul certificato di stazza). Affronteremo in un post dedicato le caratteristiche e le applicazioni del certificato di stazza di SEA AMOR.
Alla prima regata fatta prima di Natale tutto l'equipaggio si è presentato col capello dello sponsor. A bordo ho ritrovato con piacere Artemisia e ospitato per la prima volta Michele e Stefano, amici del mitico Nuoto Belle Arti. Ottimi velisti, sicuramente da confermare per il campionato primaverile...
In quella prima occasione abbiamo messo anche il nuovo Code Zero... che figata!
Certo la drizza si è aperta prima ancora della partenza... forse perchè messa male ad origine dopo i necessari lavori in testa d'albero per far girare il frullone avvolgitore. Così siamo partiti con l'amantiglio portato avanti. Il primo lato del percorso con andatura di traverso e 4 nodi e mezzo di vento ci ha premiato alla grande... praticamente tra i primi alla prima boa... poi il vento è morto e la corrente lentamente ci ha portato via. Regata annullata.
Domenica 13 gennaio così è stata recuperata... stesso vento moscio, ma atteso in rinforzo. Una partenza sul filo dei secondi, tanto che mi sembra di essere fuori... il fischio della barca giuria arriva tardi e tolgo la prua con una forte orzata al vento... Siamo senza Code Zero stavolta, proprio perchè il vento sembra salire... ma dobbiamo davvero migliorare la conoscenza di questa vela. Il vento non sale e SEA AMOR riparte con un pochino di fatica. Mettiamo il gennaker per il lato di poppa e... si riapre il grillo nuovo della drizza nuova. Stavolta è colpa mia, nella fretta l'ho chiuso male.
Recupera la vela, riprendi l'amantiglio, issa di nuovo il gennaker fradicio e... DNF. Fuori tempo massimo.
Un poppa lenta, infinita, con una strambata inutile... ma certo, perché con poco vento l'andatura deve essere molto più all'orza. Soprattutto con il nostro gennaker poco panciuto in alto.
Al giro di boa sotto Montesilvano becchiamo pure una rafficona da 18 nodi. L'equipaggio non è quello migliore... Dai, togliamo il gennaker e di corsa che è già pieno di buchi. Giriamo e SEA AMOR vola di bolina con la chiglia pulita. Sabato abbiamo approfittato della convenzione La Scuffia / Danimar e alato la barca per la pulizia con idropulitrice.
Insomma SEA AMOR cresce, l'equipaggio no e le regate non si finiscono...

venerdì 18 maggio 2012

Tra tante barche hanno scelto SEA AMOR

Domenica, 6 maggio 2012.
SEA AMOR ormeggiata in seconda fila alla Lega Navale di Ortona si rifocilla dalle fatiche della lunga e bella regata costiera del giorno prima, dopo aver navigato per 5 ore esatte sulla distanza di 20 miglia (di cui più della metà in andatura di bolina).
Belli laschi sugli orari previsti, come ormai ci hanno abituato, gli organizzatori preparano il briefing. Oggi rendiamo omaggio al grande marinaio Tommy Mastrurzo, regatando al trofeo che porta sul nome. Una prova sola, percorso a bastone, due giri bolina/poppa.

Le miei previsioni dicono che vento non ci sarà. Invece il trofeo Masturzo ci regala una delle più belle giornate in barca di sempre.
Affascinante l'uscita dal porto, merita un paio di foto.
Al timone la Stefy, in pozzetto la coppia di amici della Pescara per 2, io a prua e tutto il resto. Proviamo un pò di assetti. Ma è poca cosa.
Entra il levante, 100° EstSudEst di circa 8 Kn. Viene steso il campo di regata. Un miglio per la nostra boa Tango.
Partono i più veloci, categoria Regata, scorrendo tutta la linea. Virano e tirano il primo bordo mure a sinistra.
Bene... è il nostro turno.
Sale il segnale preparatorio, quattro minuti. Lungo la linea verso la barca giuria SEA AMOR è una bellezza e si fa largo nel gruppo.
Due minuti e mezzo, viriamo e scorriamo la linea mure a dritta.  Le linea è corta, cominciamo a lascare il fiocco per rallentare.
Trovo il mio posto e lo difendo dall'attacco di due barche che cercano di sfilarmi sotto vento. Avrebbero la  meglio su SEA AMOR, costringendoci ad orzare.
Siamo lanciati, ma il vento ruotato a sinistra ci porta vicino ad un gruppetto di barche che sta cercando di passare la boa di partenza ormai quasi controvento.
Decido di prendere un rischio... pronti a virare? Viro. Stefy alla scotta è un lampo. Fiocco a segno. SEA AMOR non perde neanche un pezzetto di nodo e incrocia sulla prua le due barche di prima... Partiti... ciao ciao flotta.
Sul questo lato però siamo di buono, cioè la rotazione a sinistra sui 90° avuta in partenza premia l'angolo di bolina mura a sinistra. Ma tirare troppo questo lato non fa bene, per il famoso gioco della scala a pioli!
Viriamo un pò troppo in là per guadagnare con lo scarso del lato di sinistra. In boa siamo molto precisi, nell'arrivo e nel mettere gennaker, ma perdiamo qualche posizione... la scala a pioli: se navighi sullo scarso sali i gradini della scala più velocemente e ti ritrovi più vicino alla boa.
Con il gennaker SEA AMOR è uno spettacolo, come il giorno prima. Forse è per questo che una coppia di Delfini, tra più di trenta barche sceglie SEA AMOR per venire a giocare e surfare sull'onda di prua! Che bel regalo che ci ha fatto il Trofeo Mastrurzo. Grazie Tommy.
Alla boa di poppa siamo di nuovo nel nostro gruppo, e non era mai accaduto nelle altre prove. Passiamo in mezzo a tre barche, ammainiamo e cerco di fare in fretta, perchè vogliamo virare in fretta sullo scarso. Stefy tira le "Sua Boline" come sono state battezzate alla Pescara x 2 (vedi questo post) e prima della boa infila all'incrocio altre due barche. Ma non si può aver tutto oggi... il vento si buca. Scende fino a 2 nodi. Aspettiamo di avere un nodo di abbrivio per virare in boa e poi gennaker, prima della boa, sì! Saltiamo in avanti. Due bordi abbastanza buoni, anche se si poteva fare meglio... anche qui la stanchezza e la rotazione dei ruoli (non dovuta) spegne la nostra concentrazione.
Allo stacchetto di traverso, apriamo il fiocco, passiamo sempre in mezzo alle barche del nostro gruppetto e dobbiamo convincere Stefy che una barca di 3 metri più lunga di SEA AMOR è più veloce per una questione di fisica!

venerdì 11 maggio 2012

Una gita-regata costiera

Sabato, 5 maggio 2012.
E' la terza giornata di regata del Campionato Primaverile d'Altura. Oggi ci sarà la regata costiera di trasferimento ad Ortona per poi regatare domenica nel Trofeo Tommy Masturzo.
Tutto l'italico stivale attende la perturbazione atlantica che rovinerà il w.e. primaverile, ma a Pescara è una giornata di sole con vento che arriva puntuale per la partenza da SE sui 10/12 nodi.
Sole, vento, mare calmo e pizza con le alici... queste sì che sono regate costiere.
La partenza è generale per tutte le categorie. Abbiamo una buona posizione, perfetta se dovessimo partire con un J24, un Melges o giù di lì. Invece abbiamo un Gran Crociera che in stop & go con il fiocco sulla linea ci mette parecchio per partire... ciao ciao flotta.
Le prime 10 miglia verso la prima boa sotto il Castello di Ortona sono da bordeggiare. Sì, perchè se scendi sotto costa (vedi le regate Pescara per 2) il vento scende e ti prende la corrente, il compromesso è valido per le schegge da regata che volano avanti a noi. SEA AMOR si mette costante tra i 5,5 e i 6 nodi di GPS e l'equipaggio si gode una bella veleggiata lungo costa.
Facciamo la boa Castello vicino alla diga foranea del grande porto commerciale, il vento qui scende di un paio di nodi, come sappiamo. Viriamo verso il largo e aspettiamo di essere al traverso da rilevamento del GPS con la boa Ombrina, vicino all'omonima fastidiosa piattaforma. Di nuovo mure a sinistra e dritti sulla boa, perfetto.
Il sacco del Gennaker è pronto sulla tuga. Passiamo la boa, issiamo e corriamo verso la terza boa di San Vito.
Due lati di lasco allegro. Strambiamo, orziamo sulla boa, prua su Ortona, finalmente verso l'arrivo... stiamo per toccare la quinta ora di navigazione, ma il tempo è volato. SEA AMOR si esalta e plana: 8,5 nodi di GPS (se si riesce a vedere in questo video), 9.2 sul log sotto lo scafo... mi sembra di guidare una moto GP!

Breaking News:
Domenica 6 maggio 2012 abbiamo corso la "Masturzo"... una coppia di Delfini ha con giocato sull'onda di SEA AMOR che correva con il gennarker. Il servizio video nel prossimo post.

mercoledì 20 aprile 2011

I Sondaggi di SEA AMOR: Il Gennaker


Cos'è il Gennaker? Intanto è una vela, e visto che ha vinto il secondo sondaggio di SEA AMOR, riporto un articolo che ho trovato su Internet, che anticipa anche un eventuale post sulle famose "Polari".

Buona lettura...


Durante le crociere estive a vela, spesso capita di trovare condizioni anticicloniche in cui le brezze termiche sono piuttosto deboli. In pratica, ci troviamo a navigare con un forza 2 – forza 3. Questo vento è perfetto per le andature di bolina, in quanto ci consente di raggiungere quei 5-6 nodi di velocità che rendono piacevole la nostra navigazione, ma se abbiamo il vento al portante le cose cambiano radicalmente, e spesso siamo costretti ad accendere il motore per sopperire alle scarse prestazioni a vela che caratterizzano queste andature con poco vento.
Se poi la nostra meta si trova proprio nella direzione verso cui spira il vento, allora siamo nella condizione peggiore. Se ci mettessimo in rotta col vento in poppa, infatti, la velocità sarebbe davvero bassa anche utilizzando un buon spi tangonato, e ben presto ci troveremmo costretti ad accendere il tanto detestato motore.
Allora cosa possiamo fare per andare più veloci? La risposta è semplice: dobbiamo orzare per crearci del vento apparente ed aumentare in questo modo la velocità della barca!
Sì, va beh, direte voi, ma orzando cambio rotta e non arrivo più a destinazione…
Sì, è vero che dovremo fare dei bordi, ma è altrettanto vero che  il notevole incremento di velocità ci avvantaggerà in misura molto maggiore rispetto all’allungamento del percorso.
Per fare un esempio, deviando anche solo di 20 gradi rispetto alla rotta diretta, la distanza da percorrere aumenta solo del 7%, mentre l’incremento di velocità sarà facilmente superiore del 20%.

lunedì 11 aprile 2011

Un piccolo assaggio...

Se per caso qualcuno si sta chiedendo com'è andare a vela con SEA AMOR...

Vi diamo un piccolo assaggio!


Al timone Stef. Mare calmo. Maestrale di circa 8 Nodi, a occhio perchè la stazione del vento continua a fare le bizze, ma non ci sono occhette quindi siamo sotto i 10 Kn. Velocità in Bolina a 35° di AWA (vedi prossimo post sulle polari) 6.2 Kn. Niente male davvero!

sabato 26 febbraio 2011

Ed è già regata!

Pronti, 9 Miglia, percorso a bastone verso Silvi dalla diga del porto canale, via, ferma tutto non c'è vento!
Ma noi lo sapevano... le previsioni erano azzeccate. La mattina di domenica 20 febbraio era previsto un refolo da NNO di scaduta del Sabato (vedi SEA AMOR, a cavallo!). Poi pausa per circa un paio d'ore. Meglio, perché ci siamo sparati due bei paninozzi con prosciutto. Rotazione da ESE e max previsti e arrivati 5Kt.

Pronti, via, accidenti che brutta posizione, siamo fuori, pelo Bretone alla barca comitato, partiti, foto ufficiali, GPS sulla boa. Salvi! Respira Fefo, respira... 


MANOVRA BRETONE: se ci si trova di bolina sotto la linea della boa, invece che virare prima della boa e fare due manovre, si prosegue con le vele cazzate al massimo, orzare in modo deciso fino ad arrivare contro vento, fiocco a collo, nell'istante successivo ripoggiare in modo deciso (orzando deciso la prua si alza verso il vento, supera la boa, mentre la poppa si abbassa e con la poggiata la scavalca) così da evitare di toccare la boa stessa.
Il mare è calmo, il Gran Sasso innevato.
Andatura di lasco, a vele bianche... SEA AMOR sembra un po lenta. Il passo non è quello delle barche davanti. E nemmeno di quelle che inseguono... Strano. La metamorfosi di Stef comincia, lentamente.
Non noto nulla di strano fino a quando non mi rendo conto che strappa letteralmente il comando di SEA AMOR all'autopilota... "lo sai che sono molto competitiva?!"

"Siamo lenti, 3 nodi, 3 e 2, 3 e 1, ma insomma fai qualcosa... Amor"
E vabbene, io alle vele lei al timone è Pescara x2.

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