Visualizzazione post con etichetta VHF. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta VHF. Mostra tutti i post

venerdì 14 febbraio 2014

Una buca e una tempesta... x2

Pescara, febbraio 2014.
SEA AMOR torna in acqua per il Campionato Zonale Double Handed -  Pescara x2. Due giornate di regata costiera, su percorso a triangolo dal porto a Francavilla, torre "Dei Pesci", boa 3 di partenza, e ancora un grio sulla boa 1 e ritrono al porto.

Prima giornata: buca di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sfortunati e delusi.
Seconda giornata: tempesta di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sani e salvi.

La prima regata non andava troppo male, ma tre errori, uno per lato del triangolo ci hanno messo fuori gioco e fuori regata. Il primo errore sul primo lato, partiti bene con il Code Zero, in corsa con il gruppo. Poi il vento muore e gira di prua. Cambiamo la vela di prua, ma la manovra sgancia la mura del rollafiocco. Un minuto senze vele e... (ma guarda un pò) torna il vento proprio lì, gli altri se ne vanno.
Corriamo e ci divertiamo verso la Torre, ma la trasformazione dei gradi minuti secondi in millessimi sul nostro GPS è stata cannata. Siamo almeno 300 metri sopravvento della boa 2. Poggiamo lenti e facciamo più strada. Secondo errore.
Giriamo la boa 3 dopo un bolina con poca aria e tanta corrente verso sud. Partiamo con il Code Zero verso Francavilla e il vento raggiunge i 20 nodi, sotto una pioggia fastidiosa. Perfetto... come no?!
Per evitare di andare in spiaggia lo dobbiamo frullare e chiudere. Con il vento così forte non si arrotola e lo tiriamo giù a mano nel passauomo di prua. Giriamo ultimi l'ultima boa e di bolina sull'ultimo lato... buca: 18 nodi, 15, 12, 10, 8, 5, 2... esce il sole e accendo il motore.
La seconda regata siamo partiti alla grande. Con fiocco e randa abbiamo fatto una discreta corsa sul primo lato, anche se in boa 1 il vento si è spento. Poi il gennaker, un bel lato fino alla Torre, un piccolo problema con la strambata, troppo frettolosa, ma sciogliamo tutto, ammainiamo e partiamo di bolina. Tutto bene... finora. Per caso, o per premonizione, mi viene in mente il pezzo del film che trovate nel video.

Il vento in entrambe le giornate era previsto Garbino, sud ovest. Quando arrivano le perturbazioni atlantiche sul nostro Stivale, in Adriatico scende il libeccio in modo strano, rafficato e molto oscillante. Ma tornando verso la boa 1, il vento gira da NordOvest... più o meno. Non sono sicuro della direzione perchè ho pensato ad altro. Ho pensato a salvare la barca!
Il fiocco in 3DL già molto provato sotto raffica, non serve in bando con vento di poppa. Lo arrotoliamo. Primo colpo di fortuna.
Il vento sale oltre 22 nodi, decidiamo di ridurre la randa... stiamo già correndo come matti. Secondo colpo di fortuna, ma la decisione è presa per la paura, che sta salendo rapidamente insieme al vento.
Claudio mi chiede di guardare dietro per vedere cosa sta succedendo, io gli rispondo "Meglio che tu non lo sappia". Siamo entrambi in pozzetto, ma la mia risposta cotrovento non gli arriva.
Gli strumenti segnano 35 nodi, gli spruzzi delle onde si alzano e volano sulla barca davanti a noi, dentro il tambuccio che chiudo. 46 nodi! SEA AMOR parte in straorza...
Siamo intraversati al vento e al mare sbiancato. Non vedo niente, tranne la spiaggia e le barriere antirisacca. Il primo pensiero che mi coglie è quando chiamare la Capitaneria, il secondo è: "Fai quello che devi, con calma". Claudio accende il motore, io tolgo la randa. Riesco a salire sulla coperta e tiro giù la vela a mano.
Tutto motore e timone scontrato, aspettiamo che SEA AMOR lentamente rimetta la prua verso il porto e ci porti via dalla costa. Sembra la scena di Titanic quando la prua si sposta lentamente dall'iceberg. Un barca in difficoltà e tra noi e la spiaggia. La vediamo sia io che Claudio, ma ne parleremo solo una volta ormeggiati in porto... è troppa l'ansia che ci prende nel vederla. Uscirà la motovedetta e tutto finirà bene anche per loro.
Il nostro anulare vola via, nel recupero si rompe proprio la cimetta intorno al salvagente e lo perdiamo... meno male che non c'era nessuno attaccato.
Con il motore al massimo, procediamo a circa 5 nodi. Un attimo di terrore quando leggiamo sul GPS -(meno) 5 di velocità, ma si tratta dell'avvicinamento alla boa che ora abbiamo di poppa.
Le onde, l'urlo del vento e gli spruzzi che non ci fanno respirare... ringraziamo SEA AMOR, la sua elica a tre pale fisse (altroché, se serve!) e la nostra paura. Siamo in porto, ormeggiamo con (solo) 15 nodi di vento, esce il sole e ci sembra primavera. E chi ci crede se lo raccontiamo.
Andiamo a pranzo dagli amici de La Scuffia e sembra di essere in un rifugio alpino, tutti stanchi e bagnati come pulcini, contiamo i danni delle altre barche e ci dicono che sono stati raggiunti 57 nodi... tempesta.


venerdì 12 aprile 2013

Quando non si cammina... non c'è niente da fare!

Sabato 6 e domenica 7 aprile 2013.
Seconda e terza giornata di Campionato Primaverile di Pescara. Risultati? Ultimi alla prima prova del sabato, mentre alla seconda regata siamo arrivati... ultimi. Domenica? Ritirati. Altre domande?
Vabbè cominciamo da sabato. SEA AMOR scende in acqua con l'equipaggio quasi al completo. Rientra Claudio al timone e Michele viene sostituito da Gaelle, velista francese probabilmente molto brava. La lingua è stato un limite un pò per tutti... tranne che per Stefano che ha disquisito con lei sull'orecchio del gennaker, con grande tempestività durante un paio di passaggi in boa.
Vento sui 6 nodi da 020° alla prima prova e fino a 090° alla seconda prova. Di conseguenza potete immaginare come è stato montato il campo di regata dai nostri cari amici del Comitato.
Alla prima partenza abbiamo fatto un groviglio sulla barca comitato che bastava davvero poco per farla affondare. Un barca è arrivata a tutto vapore sul fianco sinistro di SEA AMOR, avendo certamente la precedenza, ma gridandoci contro "ti vengo addosso, ti vengo addosso!" eh che è? Bastava chiedere acqua... Nel frattempo chiedevamo a quella sulla nostra dritta di rallentare: l'avremmo fatta passare, non siamo così cattivi, ma ci serviva un attimo per sfilarci dal bompresso di un'altra che a momenti ci spiedina come un arrosticino. Partiti... bella smaltita.
Ma dopo qualche minuto ci accorgiamo che SEA AMOR non ha il passo delle altre. Sarà così tutto il giorno. Non riusciamo a fare oltre i quattro nodi... e le proviamo davvero tutte. Sarà l'elica fissa, sarà la randa messa male, sarà molto più facilmente la carena sporca. Sta di fatto che, anche azzeccando i lati, gli angoli per le boe, le manovre e le strambate, non riusciamo a camminare. Nella foto si vede bene il distacco sul secondo lato di poppa... deludente.
La seconda prova, manco a dirlo, è andata allo stesso modo. Certo è stata ancora un'altra bella partenza ammucchiata... la barca comitato ha pensato bene di spostarsi indietro con la catena dell'ancora, in questo modo non solo la linea è rimasta spostata a sinistra ma si è ridotta un bel pò.
Per SEA AMOR è stato peggio, prima di avere del vento pulito abbiamo dovuto aspettare il passaggio di tutta la flotta... Va bene lo stesso, dai. Ci siamo divertiti tanto ed il sole ha finalmente asciugato l'umidità di questo lungo inverno.

Domenica. SEA AMOR dovrebbe imbarcare lo sciatore della combianta vela-sci. Oggi che siamo rimasti in tre: Federico timone, Artemisia centrale e Gealle fiocco, ci servirebbe un pò di peso, anche se useremo solo vele bianche. Macchè, il nostro ospite non si presenta. Vento 15 nodi da maestrale e mare mosso, almeno 1,5 metri. Usciamo con una certa difficoltà (dovrò prima o poi scrivere un post sul "tonneggio"). Ma già prima della partenza il centrale non sta bene e rischia di svenire in pozzetto. Con Gaelle non riesco a comunicare correttamente... mi sembra una regata un pò troppo Soldini (i.e. in solitario). "Comitato qui SEA AMOR, annunciamo il ritiro" da portatile non mi sentono. "A tutti i regatanti qui è il Comitato, vi ricordo di dichiarare il vostro nome quando arrivate". "Comitato qui è SEA AMOR." "Allora la prima barca in arrivo è SEA AMOR, ricevuto." "Negativo Comitato, qui è SEA AMOR ci ritiriamo... e siamo già dentro il Marina".

venerdì 7 settembre 2012

Il muro del suono

In navigazione, notte di lunedì 13 agosto 2012.
Eccolo il primo Diario di Bordo firmato Arianna. Sarà riportato fedelmente sul blog, con l'aggiunta di qualche mio commento (tipo questo) coi caratteri blu.
Fuochi d'artificio sulla costa e calcoli della velocità del suono utilissimi per capire la distanza del temporale. Sentivamo i tuoni dei fuochi e non quelli dei fulmini.... era l'unica cosa che ci dava speranza sulla traversata. Un'ora dopo l'uscita dal Marina di Pescara hanno iniziato ad arrivare gli avvisi di temporale sul canale 16  per l'Adriatico Centrale. Il lato sinistro e poi tutto l'orizzonte di SEA AMOR era illuminato da mille fulmini.
Arianna non riusciva a dorminre ogni tanto emergeva per controllare che non ci fossero balene, mostri marini,...
Stefania si affacciava ogni volta che sentiva un rumore sospetto provenire da sopra chiedendo: "Tutto bene?"
Sembrava il valico di confine su "Non ci resta che piangere"... Eeh! Chi siete? Cosa fate? Tutto bene?"
Altri pescaresi partono con noi, oltre SEA AMOR si vedono altre 3/4 barche partire per la traversata ma ad un certo punto una di queste fa dietrofont, forse spaventati da tutti i fulmini che in NON TROPPA lontananza si vedono.
Alle h. 03,00 il temporale che fino a quel momento ci ha seguiti silente si è scatenato su di noi.

Ma torniamo un momento alla traversata... e confesso chiedendo: ma se capiti con la barca in mezzo ai fulmini che fai? Sì certo la barca scarica il fulmine in acqua (Gabbia di Faraday, o almeno così discono), ma gli strumenti elettronici? E se stai toccando qualcosa della barca? Il motore? Il carburante? E chi è sottocoperta a dormire e magari ha meno di tre anni? Ho cercato su internet ma alla fine di gente che c'è passata dentro non ne ho trovata.
Alle tre di notte, praticamente al centro dell'Adriatico abbiamo fatto appena in tempo ad ammainare la randa che oltre 20 nodi di vento e la pioggia ci hanno colpito. Io e Claudio sotto la cappottina paraspuzzi guardavamo il timone governato dall'autopilota e illuminato dal faro notturno di poppa... audaci!

martedì 28 agosto 2012

Partiti come... fulmini?!

Sabato 11 agosto 2012.
E' giorno di partenza. SEA AMOR si prepara ad una nuova avventura dall'altra parte del Mar Adriatico. Destinazione Croazia.
L'equipaggio per l'estate 2012 è stabilito, stabile e stabilizzato... niente meno. Siamo in sette. Quattro adulti e tre baby (quelli del baby test). Non riusciamo a partire tra sabato e domenica notte, perché le previsioni non sono buone. Come a dire: è una delle estati più calde insieme a quella del 2003 ma quando decidi di partire arriva il ventone e devi aspettare.
Le previsioni di mare, vento e cielo per la notte tra domenica e lunedì sono buone, non ottime. Si parte. In banchina gente che va e che è tornata. "Partite stasera? Fate bene, è una serata perfetta per attraversare...". Ed ecco il primo fulmine...
Una gran bella "zottata" accompagnata da molte altre che via via saranno descritte nel diario di bordo della Croazia Tutausentuelv.
Eppure da qualche parte devo aver letto qualcosa a proposito dello scontro tra una massa d'aria umida, che ormai stazionava sullo stivale da settimane, anche se cambiava nome ogni volta (Caronte, Minosse, Nerone, Agamennone... e chissà chi se li inventa!), contro un getto di correnti secche provenienti da nord. Beh, la traversata con così tanti fulmini tutto introrno a SEA AMOR ci farà da promemoria per la prossima volta!
Il Diaro di Bordo di SEA AMOR quest'anno ha ospitato una scrittrice di eccezione, che ha redatto pagine di vacanza con dovizia di particolari e tanta passione nello scrivere. Si tratta di Arianna alla quale abbiamo lasciato la penna, e ogni due settimane circa saranno pubblicati i post di tanto duro e notturno impegno. Sì perché, come ogni diario che si rispetti, Arianna si dedicava alla scrittura la sera (la notte) subito prima di coricarsi... speriamo bene.
Per non perdere neanche un giorno del diario vi ricordo e raccomando di seguire SEA AMOR per mail e ricevere tutti gli aggiornamenti sulla posta elettronica (potete iscrivervi nel campo in alto a destra).
Siamo partiti come fulmini, con i fulmini e come un fulmine la vacanza è terminata. Bella... ancora più bella dello scorso anno. Sarà stata l'esperienza o la buona compagnia, fatto sta che non vedo l'ora di postare foto e racconti, così da ricordare la vacanza tutto l'anno.

venerdì 9 settembre 2011

Croazia 2011: si parte per le vacanze!

Era ora! SEA AMOR sabato 6 agosto ore 20.30 è salpata per le vacanze in Croazia.
Si può dire che durante gli ultimi w.e. la barca è stata sostanzialmente preparata per questa partenza. Tender, fuoribordo, pilota automatico ripristinato all'ultimo minuto e il grande rifornimento di carburante e cambusa, tutto per la partenza. Anche il test per far dormire il cucciolo di marinaio nella cabina dei grandi e lasciare lo spazio a Caponeri ha funzionato.
Il meteo è l'unica incognita. Dobbiamo cercare di partire il prima possibile, evitando di incappare nella sventolata di scirocco che ci aspetta. Arte è riuscita ad anticipare volo e pullman. Per non parlare della Capitaneria croata che la domenica apre alle 09.00 e chiude alle 11.00 di mattina, come abbiamo scoperto telefonando qua e là con il prezioso aiuto di Luca (amico di piscina, madrelingua e assiduo frequentatore di Milna sull'isola di BRAC in gioventù).

Alle 20.30 SEA AMOR è fuori dal porto. Rotta su Komiza, isola di VIS. Mettiamo subito randa perché lo scirocco debole è già entrato.
Il pozzetto è attrezzato con cinture di sicurezza, tre salvagenti, VHF portatile acceso sul 16, binocolo, fanale da 1 Mil. di candele ed il diario di bordo, sul quale saranno annotate ogni mezz'ora la posizione, la rotta e la velocità della barca.
SEA AMOR attraversa l'adriatico correndo fino a 7.5 Kn ed in 12 ore quasi esatte atterra.
Non si legge bene, ma sulla destra sono riportati anche diversi calcoli e appunti sul consumo di carburante.
Il primo turno lo hanno fatto Stefy, Caponeri e Elvira. Il resto dell'equipaggio (Fede, Artemisia e Alessandro piccolo) è andato subito a dormire perché la sveglia per il cambio turno era puntata alle 02.00.
Arte era lessa per il viaggio e la nottata precedente trascorsa a veleggiare tra la Maddalena e Poltu Quatu, al termine del corso di vela organizzato da La Scuola della Vela di Franco Pistone (il link è tra i preferiti da SEA AMOR). Quindi lei ha dormito come un sasso, io a prua ho sentito bene il mare che montava da SE ed il canale 16 del VHF che di notte trasmette in modulazione di fastidio....

Approfitto per commentare questa cosa: è da veri marinai ignoranti utilizzare il canale 16 di chiamata e soccorso per giocare, fare chiamate stupide e passare il tempo del proprio turno di guardia magari su una nave o su un mercantile. A parte il fastidio che si provoca a chi come me tiene il 16 acceso per sicurezza, devo dire che questo brutto atteggiamento è tutto nostro, perché in Croazia neanche un fiato. Anzi gli unici che ho sentito utilizzare il 16 per chiamare amici e parenti su altre barche nelle acque croate sono stati proprio solo gli italiani. In alcuni casi anche 20 tentativi di chiamata, e poi partiva la domanda geniale: "ma che per caso hai la radio spenta?". Per non parlare dei fantastici intermezzi di parolacce tra colui che tenta inutilmente di chiamare un certo "Alfonso" (avrà provato per un quarto d'ora almeno) e chi lo prende in giro perché proprio non se ne può più e Alfonso fa bene a non rispondere a un tal rompiballe.

In basso a sinistra del diario abbiamo appuntato con Artemisia che sull'isola di VIS, all'alba di domenica, abbiamo visto una stella cadente meravigliosa. Questa foto è stata scattata un attimo prima. Un secondo di ritardo è avrei fatto la foto delle vita...
La seconda parte di traversata è andata bene, ma il mare è continuato a salire sul giardinetto di dritta. Il beccheggio si è accentuato. Mamma e Figlio hanno sentito il mal di mare, ma forse lo stress, la novità, il movimento nuovo, la mancanza di abitudine allo spazio interno della barca hanno avuto il loro peso.
Appena ormeggiati al molo di Komiza e spento il motore, a Stefy e al piccolo è tornato il sorriso, con tanto di applauso.

Da qui in avanti il blog di SEA AMOR riporterà fedelmente ed integralmente il diario di bordo delle tre settimane di vacanza trascorse in Dalmazia. Alla penna si sono alternate Elvira, Artemisia, Stefy del secondo giro di equipaggio, Fede e Alex.
Buona lettura e buon vento da SEA AMOR.


sabato 19 marzo 2011

2 X Pescara X 2 = 1 regata annullata

Domenica 13 marzo, seconda regata della Pescara per 2 annullata per mancanza di vento.

Usciamo, onda lunga, vento atteso di scirocco, previsto da tutti i siti meteo sui 12 Kt, partenza scamuffa con 3 nodi di E e poi... il VHF: Comiteto, Comitet, continuemo o se n'annemo?

Spettacolare richiesta di informazioni, inviata via VHF, da una barca in regata rimasta a dondolare sulle onde...

Devo dire che quando capita di attendere il vento prima della partenza, su un mare piatto e oleoso, o con una fastidiossisima onda lunga da mal di mare, la cosa più divertente è sentire la cavolate (scritto con due zz) che qualche sprititoso fa passare sul VHF del campo di regata.

Certo non è una cosa molto educata impegnare il VHF in questo modo, ma tra Proietti con il cavaliere nero, Verdone con il cargo battente bandiera liberiana, e il mitico Sordi col maccherone, si ammazza un po' l'attesa... soprattutto quando i panini sono finiti!

Ero convito fossero situazioni prettamente romane e anche un po' coatte, e invece tutti i campi di regata sono uguali...

Sarebbe carino sapere che combinano i fenomeni dell'America's Cup... a questo punto, anche loro faranno passare per radio qualche barzelletta famosa nel New Zeland, o sui marinai svizzeri, magari sul genere dei nostri carabinieri?

Cerca nel blog

Il MeteoMar di Pescara...