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venerdì 12 dicembre 2014

Un invernale senza vento

Sabato e domenica 6 e 7 dicembre 2014.
Dopo gli inverni senza freddo e le estati con la pioggia, ecco la vela senza vento.
Il meteo della settimana è stato discontinuo come non mai. Da due giorni di pioggia e mare si è passati alla calma piatta, sole e al massimo un arcobaleno (che ho prontamente fotografato, se si riesce a vedere sulla seconda foto di questo post).
Sabato scendiamo in acqua agguerriti con non mai. SEA AMOR ha a bordo un equipaggio di 7 persone, il solito timoniere barbuto, il sottoscritto, il gennakerista, e ben 4 sanitari (il Doctor più 3 assistenti). Non era mai successo.
Tempo bello e un filo d'aria, circa 4 nodi. Procedura di partenza e siamo lontani. Cerchiamo di avvicinarci (anche con il motore) ma qualcosa non va. La barca del Comitato all'ancora è troppo... veloce!!! Non riusciamo a raggiungerla, figuriamoci a superarla. SEA AMOR e tutta la flotta va all'indietro. Un corrente formidabile non fa partire nessuno. Partenza annullata perchè mai partiti.
Tanto per capirci, SEA AMOR come tutta la flotta si è riposizionata a destra e sopravvento della barca Comitato. Dopo mezz'ora eravamo tutti a più di mezzo miglio di distanza dalla linea.
Alla chetichella ci avviamo verso il porto... e cosa capita? Il vento arrivata a 7 nodi. Di corsa torniamo sul campo per sentire la sirena che le regate sono state annullate... il vento ci prende anche in giro!
Domenica i sanitari sono al minimo sindacale (solo il Doctor a bordo). C'è un pochino di vento in più, ma la corrente è la stessa.
In fondo al centro si vede un pezzetto di arcobaleno!
La prima prova partiamo in barca ma facciamo tutta la linea di partenza scarrocciando con la corrente e tocchiamo la boa. Ci penalizziamo di un 360, anche se Claudio non è d'accordo. Poi si apre un pezzo del gennaker e troviamo una strana riduzione di percorso.
Piccolo commento non polemico: l'arrivo di questa prima prova consisteva nel girare e ripartire alla boa di poppa, lasciandola a sinistra come se fosse stato un giro normale. Sono convinto che non hanno dato l'arrivo tra barca e boa perchè MAN era già transitato!
La seconda prova c'è più aria, fino a otto nodi. A bordo sbagliamo poco, azzecchiamo il lato della rotazione e mettiamo dietro diversi avversari. Forse era meglio andare a sinistra per vedere di coprirci dalla corrente con la diga foranea del porto... boh, forse. Fatto sta che dopo mezz'ora di bolina a destra verso largo SEA AMOR stava tornando indietro, sotto di parecchio alla linea di partenza... ne abbiamo fatta di strada in più così!!
Lunedì 8, anche se ho interpretato male il calendario, pensando fosse un giorno di recupero, SEA AMOR resta in porto. Finalmente il vento e il mare sono quelli giusti per noi, ma non dobbiamo difendere niente e non vale la pena sollecitare, con il terzo giorno consecutivo di regate, la barca, gli equipaggi e soprattutto le famiglie!

venerdì 28 novembre 2014

La partenza migliore... e l'arrivo peggiore!

Pescara, sabato 21 e domenica 22 novembre 2014.
Finalmente... e adesso che ci penso apro i post dedicati al Campionato del Club Nautico sempre in questo modo. Eh! Era ora... l'Invernale di Vela a Pescara (che si disputerà in soli due week-end, in soli quattro giorni e bla bla bla...) non voglio essere ripertitivo e noiso, ma non mi piacciono e non mi andranno mai bene "Campionati Invernali" da correre in autunno, di sabato, in due volte... ecc. ecc. Per chi fosse interessato, nelle etichette e nei post precedenti ce n'è a dismisura di questi commenti. Uno su tutti è questo... 
Vabbè, andiamo in acqua! Scendiamo in mare! Armiamo il pappafico! Sabato c'è poco vento, previsto, e meno sarà quello di domenica. SEA AMOR ha di nuovo il suo timoniere (con la barba, in questa occasione), il medico di bordo Giampiero, l'impavido gennakerista Marco e novità della stagione, due veliste junior tutta grinta e sempre in stato di selfie. Si saranno fatte una decina di scatti prima, durante e dopo la regata. Davvero non saranno venute mosse, visto la bava di vento sul campo.
Ma tant'è SEA AMOR è la prima a uscire dalla linea dopo il via. Con 3 o 4 nodi di vento di borino, troviamo posizione e passo. E come ci accade quando partiamo fighi, finiamo uno schifo.
Viriamo a salto per essere sempre sbandati sottovento e prendiamo il lato destro del campo, perchè ci piace e in queste condizioni lo conosciamo meglio del sinistro. Viriamo dritti in boa e per quanto SEA AMOR fatichi ad avanzare non siamo messi male. Su Genny, pronto Marco: occhio all'orecchio (e non è un ossimoro da nulla!). Andiamo! Anche bene. Manovriamo. Il pozzetto sembra regatare da sempre. Poi puff... arriva. In boa vado a chiudere la calza, si piega il bozzello di riinvio e si incastra tutto nell'avvolgitore del fiocco. Fine dei giochi. Ammaio (io) tardi, lontano dal nostro gruppetto che chiuderà tra il terzo e il sesto posto, dove in genere finiamo con pochissimo vento. Ci dice un pochino bene e il vento ruota. Ci dice un pochino male e il vento muore. Ci ritiriamo per non arrivare di notte.
Domenica le infermiere non ci sono. Torna Gianni e torna Enzo. Aspettiamo... Chiaccheriamo in allegria, mangiamo, beviamo, proviamo qualche manovra, faccio pipì con il preparatorio (4 minuti al via), partiamo male, viriamo, andiamo... molto piano. Anche un solo nodo con 2 di vento, incredibile! Poi tutti a casa regata annullata. Conto: una prova disputata che speriamo di scartare. Non possiamo più sbagliare... E Claudio ha ragione: dobbiamo crederci, che' spazio per crescere ce n'è!

venerdì 19 settembre 2014

Velandiamo... che lusso!

Pescara, domenica 14 settembre 2014.
SEA AMOR non manca all'appello della sua terza edizione di Velandiamo. Tranne la prima stagione, e per motivi che neanche ricordo bene (ma forse ho rimosso), non abbiamo mai saltato l'appuntamento con gli amici del C.V. La Scuffia (link del circolo tra i preferiti di SEA AMOR).
Quella di quest'anno poi è stata la più comoda e lussuosa.
E' vero che lo spostamento di data ha colpito duramente sul solito equipaggio di colleghi, che SEA AMOR porta a passeggio solo per questa occasione.
Tra infortuni e l'inizio delle scuole, ho potuto fare affidamento prima sul gruppo di regatanti della primavera scorsa, poi solo sui marinai d'abbruzzo, e per finire ho dato disponibilità a La Scuffia per ospitare anche extra-velisti.
Risultato finale, equipaggio di 5 persone. Il sottoscritto, Giampiero (il Dottorino), Gianni ("quando ci sono io non c'è mai vento"), Vincenzo e Francesca i due special guests della giornata.
Segnalo subito che tengo molto all'investimento fatto su entrambi.


Spero che mantengano fede a quanto mi hanno detto a fine giornata, che si presentino ancora a La Scuffia per partecipare ai loro corsi di vela, che soprattutto parlino bene di SEA AMOR e del suo equipaggio, ça va sans dir.
Insomma, la Polo personalizzata di SEA AMOR, la massima cortesia a bordo, nessuna angheria o insulto da parte dello skipper nei confronti dei marinari... tanto è una regata "non competitiva".
Sì, sì, certo!
Vento da NE tra 5 e 6 Nodi, con punte spettacolari a 8/9 sulla via del ritorno. Una brezza lussuosa, un mare estivo che in quasta stagione si è visto poco.
Alle partenza gran mucchio sulla Barca Comitato, ho sentito gridare "acqua" cosi tanto e forte che tremavano gli scafi. SEA AMOR trova un bel posto. Sfiliamo sui nostri gentili vicini di barca, partenza e apriamo il Code Zero. Dritti sulla boa con un angolo stretto ma efficace. Gran lasco sul disimpegno tra le due boe e torniamo dritti sull'arrivo. Il solito fenomeno della domenica tenta di rovinarci la giornata... ma niente da fare. Il timone è rilassato sul finale e ci passa una barca della nostra categoria. Poco male. Inutile dare il risultato, visto che non veniva applicato alcun compenso... ma dal conteggio fatto, cronometro alla mano, siamo andati... di lusso!

venerdì 18 aprile 2014

La costiera che non mi piace! - Reloaded

Sabato 12 e domenica 13 aprile 2014. Regata costiera Pescara - Vasto - Pescara. Ultime prove del Campionato Primaverile.
Mi ero ripromesso di non fare più le regate costiere con il C.N. Pescara, dopo altre pessime esperienze anche solo per raggiungere Ortona. Ma da un lato ero curioso di vedere Vasto, dall'altro avevamo il podio e gli ottimi risultati finora raggiunti durante le prove sulle boe.
Purtroppo, come era prevedibile, se escludo il bello di stare insieme al grande equipaggio di quest'anno (e colgo l'occasione di ringraziare tutti pubblicamente: Claudio, Marco, Giampiero, Gianni, Enzo), non resta che poco altro. Il porto di Vasto è brutto e SEA AMOR è arrivata quinta, con acrobazie degne di un "Circo" Nautico.
Sabato, dopo che mi sono preoccupato durante tutta la settimana di avere conferma degli orari del briefing e della partenza, per arrivare da Roma e preparci in tempo, abbiamo fatto tutto di corsa e c'è stata mezz'ora di ritardo. Che sembra poco ma su 29 miglia di navigazione fanno la differenza tra arrivare con il vento o senza. Ma chi glielo spiega...
Non ho fatto foto nelle regata costiere... non mi piacciono e basta!
Partiamo con il Code Zero e pochissimo vento, ma sappiamo che arriverà. Siamo messi bene e controlliamo i nostri competitor. Per tutta la settimana ho studiato il meteo, le oscillazioni del vento, la corrente e mi sono confrontato con molti velisti locali. La strategia di SEA AMOR è andare sottocosta. Primo errore. Dopo qualche ora non ci curiamo più di coprire gli avversari, che vanno verso il largo. Secondo errore. Quando il vento cala tentiamo di rimettere il C0. Terzo errore. Arriviamo al tramonto, con il vento che si ammoscia (c.v.d.) e siamo dietro i primi due della classifica di circa due ore. Fuori hanno trovato più vento e meno corrente. SEA AMOR ha navigato di bolina per 9 ore con una media di 6 nodi di velocità e una VMG di 3 Kn, con angoli sempre precisi e sempre al massimo delle sue possibilità. Come del resto è accaduto in tutto questo campionato.
La sera a Vasto l'equipaggio è devastato dalla stanchezza, dalle salsicce (chissà che c'era dentro?) e dal vino (chissà con cosa era fatto?), ma soprattutto dal liquido giallo servito come digestivo dal nostro Oste (chissà come l'ha fatto?).
Il giorno dopo è una bella giornata... se non ci fosse il mal di testa della cena. E non c'è vento. E dobbiamo comunque ripercorrere 29 miglia per tornare a Pescara. Ma allora perchè i fenomeni della Barca Comitato hanno pensato bene di dare tre partenze! E' stato forse perchè le barche più "note" erano fuori linea per colpa della corrente? Maddai, ci avete fatto perdere un'ora!
Dalle 11,00 della pertenza alle 14,00, SEA AMOR aveva percorso 7 miglia (velocità 2,3 nodi, arrivo previsto ore 23.30). Abbiamo acceso il motore e siamo arrivati al Marina dopo le 17.
Molti si sono ritirati, due barche sono arrivate intorno alle 22.00!
E concludiamo con il numero da circo del Club Nautico: hanno ricalcolato per tutte le regate il numero degli iscritti alla regata costiera, così gli 11 punti per un ritiro sono diventati 14 e la classifica finale è stata stravolta!
Il solito tran-tran - Reloaded.

venerdì 4 aprile 2014

La costiera che non mi piace!

Pescara, domenica 30 marzo 2014, quinta prova del Campionato Primaverile.
Niente è cambiato, se non peggiorato. Eh sì, perchè personalmene la regata costiera di almeno 30 miglia per andare a Vasto e tornare, proprio non mi andava e ancora non mi va... mi fa noia! Pensa se poi ci capita una giornata come quella di domanica scorsa... a 30 nodi? Macchè, magari. Non è arrivato mai a 5. E, ormai lo sappiamo, queste sono le condizioni peggiori per SEA AMOR.
L'arrivo della terza prova.
Scendiamo in acqua senza Claudio, partito per un w.e. portoghese organizzato da tempo, ma proprio durante questo campionato in cui andiamo forte. A bordo, io, Marco il divoratore di cracker, Enzo tutto nuovo di pacca, ed il gasatissimo Giampiero. Ma devo dire che tutti ci stiamo infervorando, perchè le soddisfazioni e le emozioni non mancano. Al timone, per la prima volta su SEA AMOR, Marco(lino) preso in prestito dal circolo La Scuffia per un intervento interinale.
La partenza viene data alle 13,30. Mezza giornata in acqua a mangiare, scottarci al sole e bombardare le altre barche coi fiadoni di bordo...
Il vento è 80 gradi in boa, ma vicino la linea è dieci gradi a destra. E purtroppo ha una intesità di 3 nodi... ma dove andiamo così?!
Siamo ben messi in mezzo al solito gruppo di barconi e Marco decide di fare un giro di 360°. Io non lo avrei fatto... forse neanche Claudio. Saremmo partiti in mezzo agli altri, coperti e senza vento, e forse avremmo anche sbagliato lato, compromettendo la regata. E poi, sicuramente, non avremmo armato il Code Zero.
Il ventone della seconda bolina.
Partiamo ultimi, di tanto, praticamente fermi. In qualche modo viriamo intorno alla barca comitato. Andiamo a destra, e faticherò un pochino per tenere lo scarso ed evitare virate senza vento che ci inchioderebbero sull'acqua.
Apriamo il Code Zero, stretto al massimo e... camminiamo 'na frega. Certo l'angolo di bolina è un pò aperto, circa 50°, ma è comunque un lusso. In boa passiamo terzi! Le barche andate a sinistra non le vedremo più.
In boa apriamo il fiocco, chiudiamo il Code, issiamo, ...con un pochino di calma, il gennaker e pian pianino torniamo indietro, sempre sulla destra che paga.
Chiudi Gen, apri fiocco, issa il Code, aprilo, chiudi la balumina con il Giampiero/Barber (sempre meglio che un "suo" nodo sulla bitta... ho avuto una specie di premonizione!). E arriviamo in boa sopra PANACEA (la prima in classifica). Non possimo fare la manovra di prima con il fiocco per non perdere terreno, quindi direttamente il cambio Code vs Genny. Loro sfilano sulla nostra prua e prendono il sopravvento. Noi dobbiamo andarcene per non stramazzare sotto le loro vele. Strambiamo e cerchiamo aria pulita, che inoltre sta calando ancora... praticamente siamo a 2 nodi. Sull'ultima boa siamo di nuovo davanti a loro, dietro a tutti quelli più leggeri di noi e più veloci: siamo quarti. I primi della classifica sono dietro, e ora entrambi davanti SEA AMOR di soli due punti.
Mi tocca fà le costiere...  "che due boe!"

venerdì 28 marzo 2014

Primavera a 30 Nodi!

Domenica, 23 marzo 2014. E' arrivata la primavera... dopo un inverno senza inverno, il Campionato Primaverile Vela d'Altura di Pescara incasella la terza prova consecutiva sopra i 20 nodi di vento.
Ma questa stagione, l'abbiamo già detto, SEA AMOR sembra preparata, diversa forse... insomma qualcosa è successo. Sicuramente l'esperienza fatta alla Pescara x2, che si può rileggere qui: "Una buca e una tempesta... x2", ha giovato alla barca e all'equipaggio. Ora sappiamo fin dove possiamo arrivare.
All'inizio della giornata sembra difficile riuscire a regatare. Il vento a chiazze, direzione e intesità variabili. Poi, è entrato il garbino previsto.
A bordo io, Claudio, Marco, Giampiero, Enzo. Percorriamo la linea di partenza verso la boa, senza fiocco. Il vento è già forte. Notiamo una cosa interessante: la barca comitato non è allineata con il vento, è allineata con la corrente. Bene, dobbiamo andare a destra, virando subito dopo la linea e la barca stessa. Torniamo indietro, viriamo e partiamo proprio dove vogliamo, ma dopo aver aperto il fiocco... Ah, sì il fiocco. E' stato visto anche un braccio infilato tra un giro di scotta e il winch, ma alla fine è stato messo a segno.
Foto della seconda giornata
Corriamo sulla destra. Tutti in falchetta a schiacciare, e devo dire che la differenza si sente. Il vento rinforza ancora e la randa quasi non porta più. Incrociamo ALBA che ha mure a dritta... (ricordate i precedenti incroci?), e passiamo davanti con una certa apprensione. Viriamo, ché abbiamo corso così tanto e siamo già oltre la lay-line. Forse perdiamo un paio di minuti, ma ho l'occasione di prendere una mano di terzaroli, e tutto cambia: assetto e velocità migliorati.
Corriamo in poppa con il fiocco aperto, cercando di farlo lavorare. Del Gennaker neanche se ne parla.
Ora è Claudio a fare la differenza. Siamo dietro PANACEA (prima in classifica generale) e dietro abbiamo AMBROSIA (seconda). Strambiamo prima per andare in boa e chiudere tutti fuori, perfetto! Qui abbiamo vinto la regata, se non fosse che DIOMEDEA ha deciso di cambiare categoria.
Facciamo un'altra bolina con il vento che supera i 30 nodi. Il mare ribolle e si fa fatica ad inquadrare la boa. Torniamo senza fiocco. Rovesci per quasi tutta la strada. Il percorso è stato ridotto e non dobbiamo strambare più. Dritti così arriviamo dietro le barche da regata. Siamo secondi, che bravi oggi e che giornata.
Le altre barche ammainano tutto e accendono il motore. SEA AMOR spiega le vele e si allena nelle virate.

venerdì 14 marzo 2014

Il solito tran-tran!

Campionato Primaverile 2014. Il solito tran-tran.
Il bando che non esce, le date che ballano, le regate al sabato e alla domenica così non trovi equipaggio, briefing posticipati, partenze ritardate, la seconda prova sì, la seconda prova no, le classifiche incredibili, i GPH spaventosi, i cafonauti velici... e qualcosa ho dimenticato.
Vabbè, tanto SEA AMOR quest'anno è divertente, corre bene e l'equipaggio è contento; non posso volere di più... beh un pochino... ino, ino!
Sabato 8 marzo (auguri a tutte le donne, e se sulle barche ce ne sono molte, al Club e al Comitato frega poco! Manco una piccola mimosa...).
Finalmente si parte... a mezzogiorno. Vento moderato sui 12 - 15 nodi, mare mosso e piove. Io, Claudio, Gianni (tre!). Ottima partenza e appena liberi andiamo a destra prima di tutti. E' la mossa giusta. Viriamo terzi in boa. Decidiamo di non dare Gennaker. Nel dubbio quello della barca vicino a noi esplode. Che brutta cosa. Altra bolina molto veloce. Siamo ancora terzi e così arriviamo. Per i tempi compensati: Dio vede e provvede!
Seconda prova? Boh? La bandiera c'è, il campo boe no. La flotta si disperde e pranza.
Dopo un ora, e sono ormai le due e un quarto, si sente per radio: "Metti giù la boa, attenzione iniziamo le procedure di partenza, 5 minuti al via!". Corriamo che siamo lontani. Tanto che tre barche non entrano in regata...
La partenza di domenica, si vede SEA AMOR in secondo piano che inizia la virata.
La bolina è cambiata, il vento è ruotato molto a sinistra. Sul secondo bordo vediamo arrivare da lontano ALBA, che non tiene l'angolo e sta scadendo su SEA AMOR. Chiamo acqua... niente. Oh, te ne devi andare che mi vieni addosso... niente. Oooh vira che mi tagli la strada... "Questa è la nostra miglior bolina". La vostra miglior bolina fa schifo!
Davvero scorretti... ma la vendetta si assapora fredda. Sulla linea di arrivo, vogliono tenere il Gennaker e finiscono col travolgere la boetta rossa. Eh, eh, non hai tagliato, non hai finito la regata! Vedi la cattiveria...
Domenica 9 marzo, mare peggiorato, vento aumentato. Io, Giampiero, Marco, Enzo (neofita rimediato all'ultimo, e menomale). Posto in partenza ottimo, ma, sotto a tutti i più forti, SEA AMOR fatica a tenere e scade sulla boa, dobbiamo virare. Puff, ci fermiamo.
"Dai, dai, recupera la scotta, cazza, cazza, daje...". Questo ero io che mi rivolgevo con una certa animosità a Marco mezzo addormentato per l'effetto soporifero dei braccialetti contro il mal di mare (Gianni il giorno prima ha proprio chiuso gli occhi), a Giampiero assorto nei suoi pensieri di spettatore alle regate, a Enzo il neofita.
Pronti?! Dobbiamo rivirare, il lato buono è l'altro. Ri-Puff, ci fermiamo.
Ecco, questi 5 minuti persi sono quelli che alla fine abbiamo avuto dal primo posto. Sì, solo cinque minuti, perché abbiamo recuperato e siamo volati anche a 7,5 nodi di bolina.
Bravi tutti, e grazie come al solito.

venerdì 21 febbraio 2014

Un bel cucchiaione di legno

Pescara, domenica 16 febbraio 2014.
Gara unica per la prima edizione della Pescara xTutti. In pratica gli amici de La Scuffia hanno organizzato una ulteriore prova delle loro regate invernali, dando la possibilità di correre in equipaggio una Pescara x2. Infatti, sullo stesso percorso e con la stessa formula delle domeniche precedenti, SEA AMOR è scesa in acqua con quasi il team al completo.
Chissà perchè in partenza c'è il tavolo aperto...?
Le previsioni meteo, come al solito in questa stagione senza inverno, erano contrastanti e non sono state rispettate. Troppo variabile e con onda lunga da Est che ha reso difficile la competizione per chi, come Gianni, la sera prima era stato a riempito (a forza?!) di arrosticini proprio dagli assenti a bordo... Bravi, ragazzi!
Diverse barche ammaccate dalla precedente tempestosa prova della Pescara x2 si sono comunque presentate sulla linea di partenza. Qualcuna anche cambiando categoria per aver sostituito le vele tecnologiche strappate, rovinandoci il finale e il piazzamento... ma va bene così.
Partenza affollata ma ottima, di lasco mure a sinistra. Abbiamo aperto il gennaker in perfetto timing sfilando rapidamente dal gruppo e tenendo subito un bel passo.
Al timone Claudio, a dritta Gianni e Marco sulla sinistra. Io per la randa e la prua. Una bella corsa verso la Boa 1 di Francavilla. Quando arriviamo lì, il vento scema... non è una novità. Giù genny, apriamo il fiocco, ma l'angolo apparente è buono anche per il Code Zero. Cambio di vela e SEA AMOR è lì con il gruppo.
...e che rimane aperto!
Prima della Boa 2 "Torre di Pesci"  il vento scende ancora e gira a prua. Di nuovo fiocco, ma con l'onda lunga si fatica. Un grazie al CdR, che ha deciso di ridurre il percorso.
Perdiamo il contatto con una barca (che poi arriverà terza in classifica). Giriamo la boa, riapriamo il C0 e qui comincia lo stillicidio... in alcuni momenti l'unica propulsione è la corrente. Ma purtroppo o per fortuna, siamo proprio dietro AMBROSIA... che fai? Accendi il motore? In certi momenti abbiamo calcolato che potevamo superarla in un paio di... settimane per arrivare al traguardo nel mese di Aprile, più o meno. Ma chi la dura la vince. Sorpasso al fotofinish di mezzo minuto scarso. Risultato finale:
SEA AMOR guadagna la quarta posizione e vince un gigantesco cucchiaio di legno!

venerdì 14 febbraio 2014

Una buca e una tempesta... x2

Pescara, febbraio 2014.
SEA AMOR torna in acqua per il Campionato Zonale Double Handed -  Pescara x2. Due giornate di regata costiera, su percorso a triangolo dal porto a Francavilla, torre "Dei Pesci", boa 3 di partenza, e ancora un grio sulla boa 1 e ritrono al porto.

Prima giornata: buca di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sfortunati e delusi.
Seconda giornata: tempesta di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sani e salvi.

La prima regata non andava troppo male, ma tre errori, uno per lato del triangolo ci hanno messo fuori gioco e fuori regata. Il primo errore sul primo lato, partiti bene con il Code Zero, in corsa con il gruppo. Poi il vento muore e gira di prua. Cambiamo la vela di prua, ma la manovra sgancia la mura del rollafiocco. Un minuto senze vele e... (ma guarda un pò) torna il vento proprio lì, gli altri se ne vanno.
Corriamo e ci divertiamo verso la Torre, ma la trasformazione dei gradi minuti secondi in millessimi sul nostro GPS è stata cannata. Siamo almeno 300 metri sopravvento della boa 2. Poggiamo lenti e facciamo più strada. Secondo errore.
Giriamo la boa 3 dopo un bolina con poca aria e tanta corrente verso sud. Partiamo con il Code Zero verso Francavilla e il vento raggiunge i 20 nodi, sotto una pioggia fastidiosa. Perfetto... come no?!
Per evitare di andare in spiaggia lo dobbiamo frullare e chiudere. Con il vento così forte non si arrotola e lo tiriamo giù a mano nel passauomo di prua. Giriamo ultimi l'ultima boa e di bolina sull'ultimo lato... buca: 18 nodi, 15, 12, 10, 8, 5, 2... esce il sole e accendo il motore.
La seconda regata siamo partiti alla grande. Con fiocco e randa abbiamo fatto una discreta corsa sul primo lato, anche se in boa 1 il vento si è spento. Poi il gennaker, un bel lato fino alla Torre, un piccolo problema con la strambata, troppo frettolosa, ma sciogliamo tutto, ammainiamo e partiamo di bolina. Tutto bene... finora. Per caso, o per premonizione, mi viene in mente il pezzo del film che trovate nel video.

Il vento in entrambe le giornate era previsto Garbino, sud ovest. Quando arrivano le perturbazioni atlantiche sul nostro Stivale, in Adriatico scende il libeccio in modo strano, rafficato e molto oscillante. Ma tornando verso la boa 1, il vento gira da NordOvest... più o meno. Non sono sicuro della direzione perchè ho pensato ad altro. Ho pensato a salvare la barca!
Il fiocco in 3DL già molto provato sotto raffica, non serve in bando con vento di poppa. Lo arrotoliamo. Primo colpo di fortuna.
Il vento sale oltre 22 nodi, decidiamo di ridurre la randa... stiamo già correndo come matti. Secondo colpo di fortuna, ma la decisione è presa per la paura, che sta salendo rapidamente insieme al vento.
Claudio mi chiede di guardare dietro per vedere cosa sta succedendo, io gli rispondo "Meglio che tu non lo sappia". Siamo entrambi in pozzetto, ma la mia risposta cotrovento non gli arriva.
Gli strumenti segnano 35 nodi, gli spruzzi delle onde si alzano e volano sulla barca davanti a noi, dentro il tambuccio che chiudo. 46 nodi! SEA AMOR parte in straorza...
Siamo intraversati al vento e al mare sbiancato. Non vedo niente, tranne la spiaggia e le barriere antirisacca. Il primo pensiero che mi coglie è quando chiamare la Capitaneria, il secondo è: "Fai quello che devi, con calma". Claudio accende il motore, io tolgo la randa. Riesco a salire sulla coperta e tiro giù la vela a mano.
Tutto motore e timone scontrato, aspettiamo che SEA AMOR lentamente rimetta la prua verso il porto e ci porti via dalla costa. Sembra la scena di Titanic quando la prua si sposta lentamente dall'iceberg. Un barca in difficoltà e tra noi e la spiaggia. La vediamo sia io che Claudio, ma ne parleremo solo una volta ormeggiati in porto... è troppa l'ansia che ci prende nel vederla. Uscirà la motovedetta e tutto finirà bene anche per loro.
Il nostro anulare vola via, nel recupero si rompe proprio la cimetta intorno al salvagente e lo perdiamo... meno male che non c'era nessuno attaccato.
Con il motore al massimo, procediamo a circa 5 nodi. Un attimo di terrore quando leggiamo sul GPS -(meno) 5 di velocità, ma si tratta dell'avvicinamento alla boa che ora abbiamo di poppa.
Le onde, l'urlo del vento e gli spruzzi che non ci fanno respirare... ringraziamo SEA AMOR, la sua elica a tre pale fisse (altroché, se serve!) e la nostra paura. Siamo in porto, ormeggiamo con (solo) 15 nodi di vento, esce il sole e ci sembra primavera. E chi ci crede se lo raccontiamo.
Andiamo a pranzo dagli amici de La Scuffia e sembra di essere in un rifugio alpino, tutti stanchi e bagnati come pulcini, contiamo i danni delle altre barche e ci dicono che sono stati raggiunti 57 nodi... tempesta.


venerdì 22 novembre 2013

Due Bretoni e passa la paura

Pescara, 17 novembre 2013.
Seconda giornata del Campionato Invernale, per SEA AMOR primo giorno di regata. Sì, perchè quest'anno, tra una cosa e un'altra, il calendario del Club e il bando sono usciti con un filo di ritardo: praticamente una settimana prima dell'inzio.
Vabbè, ho già commentato questo modo di sviluppare l'attività invernale nelle acque di Pescara, in questo post qui...  e ho detto tutto.
Equipaggio... tre soggetti. Io, l'imperturbabile Claudio, rinomato ormai nella flotta di Pescara, e il mio ex-collega, nonchè oggetto di angherie veliche, Marco. Meglio pochi ma buoni. Tanto non è previsto vento forte (fiiuù).
La partenza viene data con molto ritardo dopo le 13, causa calma piatta.
La mia idea di sgranocchiare arachidi tostate non è stata brillante, abbiamo fatto una montagna di briciole e lo stomaco si è appesantito. Da sbarcare alla prima occasione.
In partenza non ci siamo fidati del bel posto trovato. Il resto della flotta lontano dalla linea ci ha fatto pensare di essere in anticipo...
Prima bolina a sinistra, paga. Siamo un pochino lenti ma arriviamo in boa insieme a tutto il nostro gruppo. Siamo bassi rispetto alla boa e c'è corrente, stocco e incrocio dietro una barca mure a dritta che mette mano al timone e poggia... ah tè possino!
Con l'onda di poppa ci divertiamo e filiamo, ma andiamo a destra... più perchè siamo in tre a fare il lavoro di 6, che per tattica di regata.
Tutto fila liscia e SEA AMOR oggi è molto divertente.
In boa di poppa diamo spazio alla barca dell'incrocio (visto l'andazzo e lo schiamazzo che fanno a bordo). Certo sono molto carini nello schiacciarci sulla barca giuria, senza riuscire a ripartire in bolina. PRIMA BRETONE sulla catena dell'ancora.
Ma la catena del Comitato non l'abbiamo già vista in un altra occasione (tipo qui)?
Si riparte. Contro la corrente e le onde facciamo mezzo nodo di meno, e inoltre il lato destro è di scarso, ma non lo abbiamo ancora capito.
Viriamo "quasi" sulla linea della seconda boa di bolina... la prendiamo, non la prendiamo, la prendiamo, non la ... SECONDA BRETONE, GRANDE CLAUDIO!
Di poppa sempre a destra, tutto fila. Forse strambiamo tardi, ma tanto il lato è ancora quello sbagliato. Settimi, a pochi minuti dal nostro gruppo.
Bella giornata di vela, finalmente SEA AMOR cresce (meno il numero dei velisti a bordo).

venerdì 26 aprile 2013

Così finisce il Primaverile...


...a tavola: linguine allo scoglio, sauté di cozze e vongole alla francese, un'insalata verde scondita (bleah) e mezzo litro di Pecorino!

Pescara, sabato 20 aprile 2013.
Ultima giornata di calendario del Campionato Primaverile Vela d'Altura di Pescara, che scritto così sembra proprio un gran figata. Invece mi è piaciuto ancora meno degli altri. Organizzazione, percorsi, costi, iscrizioni, certificati di stazza, spaghettate mai viste, tutto mi è sembrato in calo rispetto ai precedenti campionati, il che è tutto dire.

Le previsioni per il campo di sabato non sono state quelle trovate. Doveva soffiare un pò di scirocco per farci divertire, invece, come è accaduto per la prova della Pescara X2 che trovate qui, si è presentato una specie di maestrale semi-moscio. Regata annullata dopo due ore di attesa... comunque divertenti, anche solo scherzando sul reality in corso per l'elezione del Presidente.
SEA AMOR è scesa in campo con l'equipaggio migliore e la carena pulita.
Claudio, Artemisia e Gaelle tutti in divisa rossa per il gran carosello conclusivo di questa stagione, che appunto non ci ha regalato (quasi) mai il vento giusto.
Rispetto alla precedente regata sicuramente la carena ha condizionato la velocità massima di SEA AMOR con vento leggero.
Questo sabato, quando è arrivato un piccolo refolo di 4 nodi, siamo riusciti a scorrere di bolina fino a 3,2... quindi prendere nota: l'antivegetativa autolevigante non va lavata, oppure se cominci con l'idropulitrice devi farlo almeno ogni 20 giorni.

E così finisce il Primaverile. Le foto sono gentilmente offerte da Gaelle, mentre la porchetta promessa dal Club Nautico... troppo tardi!

venerdì 12 aprile 2013

Quando non si cammina... non c'è niente da fare!

Sabato 6 e domenica 7 aprile 2013.
Seconda e terza giornata di Campionato Primaverile di Pescara. Risultati? Ultimi alla prima prova del sabato, mentre alla seconda regata siamo arrivati... ultimi. Domenica? Ritirati. Altre domande?
Vabbè cominciamo da sabato. SEA AMOR scende in acqua con l'equipaggio quasi al completo. Rientra Claudio al timone e Michele viene sostituito da Gaelle, velista francese probabilmente molto brava. La lingua è stato un limite un pò per tutti... tranne che per Stefano che ha disquisito con lei sull'orecchio del gennaker, con grande tempestività durante un paio di passaggi in boa.
Vento sui 6 nodi da 020° alla prima prova e fino a 090° alla seconda prova. Di conseguenza potete immaginare come è stato montato il campo di regata dai nostri cari amici del Comitato.
Alla prima partenza abbiamo fatto un groviglio sulla barca comitato che bastava davvero poco per farla affondare. Un barca è arrivata a tutto vapore sul fianco sinistro di SEA AMOR, avendo certamente la precedenza, ma gridandoci contro "ti vengo addosso, ti vengo addosso!" eh che è? Bastava chiedere acqua... Nel frattempo chiedevamo a quella sulla nostra dritta di rallentare: l'avremmo fatta passare, non siamo così cattivi, ma ci serviva un attimo per sfilarci dal bompresso di un'altra che a momenti ci spiedina come un arrosticino. Partiti... bella smaltita.
Ma dopo qualche minuto ci accorgiamo che SEA AMOR non ha il passo delle altre. Sarà così tutto il giorno. Non riusciamo a fare oltre i quattro nodi... e le proviamo davvero tutte. Sarà l'elica fissa, sarà la randa messa male, sarà molto più facilmente la carena sporca. Sta di fatto che, anche azzeccando i lati, gli angoli per le boe, le manovre e le strambate, non riusciamo a camminare. Nella foto si vede bene il distacco sul secondo lato di poppa... deludente.
La seconda prova, manco a dirlo, è andata allo stesso modo. Certo è stata ancora un'altra bella partenza ammucchiata... la barca comitato ha pensato bene di spostarsi indietro con la catena dell'ancora, in questo modo non solo la linea è rimasta spostata a sinistra ma si è ridotta un bel pò.
Per SEA AMOR è stato peggio, prima di avere del vento pulito abbiamo dovuto aspettare il passaggio di tutta la flotta... Va bene lo stesso, dai. Ci siamo divertiti tanto ed il sole ha finalmente asciugato l'umidità di questo lungo inverno.

Domenica. SEA AMOR dovrebbe imbarcare lo sciatore della combianta vela-sci. Oggi che siamo rimasti in tre: Federico timone, Artemisia centrale e Gealle fiocco, ci servirebbe un pò di peso, anche se useremo solo vele bianche. Macchè, il nostro ospite non si presenta. Vento 15 nodi da maestrale e mare mosso, almeno 1,5 metri. Usciamo con una certa difficoltà (dovrò prima o poi scrivere un post sul "tonneggio"). Ma già prima della partenza il centrale non sta bene e rischia di svenire in pozzetto. Con Gaelle non riesco a comunicare correttamente... mi sembra una regata un pò troppo Soldini (i.e. in solitario). "Comitato qui SEA AMOR, annunciamo il ritiro" da portatile non mi sentono. "A tutti i regatanti qui è il Comitato, vi ricordo di dichiarare il vostro nome quando arrivate". "Comitato qui è SEA AMOR." "Allora la prima barca in arrivo è SEA AMOR, ricevuto." "Negativo Comitato, qui è SEA AMOR ci ritiriamo... e siamo già dentro il Marina".

venerdì 15 marzo 2013

Una Social-media-regata.

Domenica 10 marzo 2013.
Prima giornata del Campionato Primaverile di Pescara sempre così..., vorrei aggiungere un aggettivo che caratterizzi meglio l'organizzazione di queste regate o le modalità fluttuanti di predisposizione del calendario, ma preferisco lasciare questo privilegio a chi legge.
Come è andata la regata d'altronde non lo so, le classifiche usciranno tra un mese!
Dicono che devono controllare la regolarità delle iscrizioni e dei certificati di stazza, anche se poi non faranno un tubo come al solito. Così, io e un altro paio di armatori, che ieri eravamo già incavolati, saremo i più penalizzati avendo pagato l'ORC Club 2013, rispetto a chi, senza certificato, si è fatto assegnare dei valori incredibili dall'organizzazione. Eppure il bando parla chiaro: iscritti in categoria Gran Crociera chi provvisto di certificato 2013... certo, certo.
Allora la regata... anche stavolta ho sopravalutato l'equipaggio. Molto più social-media che sail-skilled, hanno postato on-line foto del passaggio in boa, durante il lavoro alla scotta del gennaker e altre a mia insaputa. Ma comunque menomale che c'erano loro, altrimenti sarei rimasto in porto.
La prima prova è andata benino fino all'arrivo. Il vento oscillava da SE a E tra 8 a 18 nodi. E come al solito è stato moscio quando SEA AMOR era alla prima boa di poppa per strambare a vele bianche ed è stato forte quando all'arrivo della prima prova sotto gennaker abbiamo incartato tutto.
Ho tentato mille regolazioni sulla prima bolina e qualcosa ho azzeccato. Sulla seconda il vento era ruotato e abbiamo fatto la corsa dei cavalli. All'ultima boa, come detto, per poggiare troppo il gennaker ha cambiato mure passando tra strallo e albero. Quando abbiamo ricambiato mure si è arrotolato... un film già visto qui, e sempre all'arrivo eh!? Stavolta ci siamo liberati meglio della scorsa volta e la regata l'abbiamo chiusa.
La seconda prova: partiti bene, lato sbagliato di bolina. Siamo andati due volte a sinistra e abbiamo perso kilometri (non c'è niente da fare è sulla bolina che si giocano le regate!).
Da notare la battaglia avuta con l'equipaggio di un'altra barca, che non nomino, ma che è stato davvero inguardabile. Di bolina sopravvento, ingaggiato sulla mia poppa, mi ha chiesto acqua! Quando ho poggiato per fargli vedere che l'avrei colpito con il giardinetto ha continuato a non credere che fosse in torto lui... incredibile. Alla seconda prova l'ho ritrovato in partenza di nuovo sopravvento, stavolta ho chiesto acqua per partire... mi ha risposto "Non posso!"... qualcuno sa perchè?

venerdì 8 marzo 2013

Una Boa brutta e cattiva!

Domenica 3 marzo 2013.
Ultima prova, anche per quest'anno, del Campionato Double Handed - Pescara X2. Una giornata così bella non si poteva desiderare, ma quando è troppo di qua... è troppo poco di là.
E la Boa 2 non si fà, neanche questa volta.
La Maiella ed il Gran Sasso perfettamente innevati fanno da cornice al solito campo di regata. Partenza davanti al Marina, Boa 1 davanti Francavilla, Boa 2 alla Torre dei "Pesci", Boa 3 del Marina, un giro ancora sul bastone Boa 1 - Boa 3, arrivo. Partenza ore 11,00.
Alle 13.30 SEA AMOR era a circa 400 metri dalla Boa 2, esattamente sulla prua. Il GPS in quel momento indicava una velocità di avvinamento (VMG) di -1 Nodo e un tempo di arrivo di 28 minuti in costante aumento... Niente da fare, questa Boa 2 brutta e cattiva è stata proprio la nostra bestia nera.
Eppure siamo partiti bene, con il gennaker aperto ad un minuto dalla partenza. Una bella corsa con Claudio al timone fino a Francavilla. Dobbiamo fare due strambate, per prendere la Boa 1 ma soprattutto per mantenere la posizione davanti a barche sempre più veloci di SEA AMOR. Ok anche qui. Corriamo più larghi e poggiati del solito sul secondo lato di bolina verso la Torre dei "Pesci". Qui ci siamo giocati già le due precedenti regate e per contrastare la solita corrente cerchiamo più velocità. A sinistra con la corrente contro, 7 nodi di Maestrale, facciamo 4.6 di velocità. A destra, manco a dirlo, con l'onda di lato, facciamo un nodo di più.
Sole, mare poco mosso, una bella brezza, le manovre fatte tutte giuste, prepariamo pure il Code Zero per correrre verso la Boa 3, che non vedremo mai... perchè il vento finisce.
Alla 14.15, con la Boa 2 che, come le altre volte, corre verso il largo più di SEA AMOR, annunciamo il nostro ritiro... al prossimo anno. Grazie lo stesso ai cari amici del C.V. La Scuffia.

venerdì 8 febbraio 2013

Due regate da buttare. Poi la Pescara X 2

Domenica 20 gennaio 2013.
Eccoci alla seconda regata da buttare. La prima prova del famoso Campionato Double Handed - Pescara X 2. Giornata facile secondo le previsioni meteo. Mare formato e vento forte in arrivo da S.SE.
Usciamo con Claudio molto presto. Stefania ha rinunciato per rimanere con il cucciolo di marinaio. Armiamo il Code Zero... Mica e' sempre domenica. Facciamo un giretto verso Francavilla. Il percorso è un triangolo con partenza lungo la costa sud, poi a largo verso la torre dei "Pesci" e rientro di fronte al Marina. Con lo scirocco che troviamo prima della partenza si tratterebbe di una bolina e due bei laschi filati con un altro giro bolina / poppa per noi Gran Crociera. SEA AMOR non ha finito neanche il primo giro. E' bene dirlo subito, come da titolo del post.
Mentre torniamo sulla linea di partenza dopo aver fatto le nostre belle prove... arriva il Maestrale! Moscio che non supera mai i 6 nodi per tutto il giorno. Ma come cavolo... l'unica cosa che mi viene in mente è che il vento forte sull'Adriatico gira il promontorio del Gargano e magari... magari ruota sul promontorio del Conero per rientrare da Nord/Ovest sul litorale pescarese... Ma questa è FantaMeteo!
Vabbè tanto la regata è andata uno schifo uguale. Partiamo con il C.Zero di lasco per fare il primo lato che ora è diventato di poppa. Già quando usiamo il gennaker di poppa con vento moscio sui 4 nodi non camminiamo. La vela nuova è in laminato, quindi è pesante e l'abbiamo preparata per il ventone che oggi non arriverà.
In boa 1 i nodi vengono al pettine. Il C.Zero come detto è tutt'ora sconosciuto. Ci siamo sbrigati a usarlo, ma è inevitabile imparare sul campo di regata. Il vento aumenta fino a circa 10 nodi (ma da dove sono sbucati). Vado a prua per arrotolare il frullone. Dobbiamo bolinare fino ai "Pesci". Gira, gira e gira... e dai che si incastra il doppio strozzatore del circuito. In effetti non serve a molto. La scotta è leggermente cazzata, per impedire che si aggrovigli tutto. Invece così la vela in altro non si chiude. Resta la balumima tutta al vento. Il frullone non tiene e anche con il circuito strozzato il C0 in alto si riapre. Le scotte all'altezza della bugna sono arrotolate e la vela in basso non si apre. In pratica abbiamo a prua una caramella autoprodotta. Brutta cosa!
Alla fine, a forza di girare e riaprire passiamo diverso tempo solo con la randa. Il resto delle barche ci supera, comprese quelle che corrono a vele bianche partite con la seconda partenza 10 minuti dopo la nostra.
Ammainiamo dal passa uomo della cabina di prua... cominciamo a metter a frutto almeno le esperienze negative. Sottocoperta sciolgo il groviglio e preparo la nuova issata del C0. Ma intanto siamo arrivato vicino al campo di allevamento della torre dei "Pesci".
Alcuni messaggi via radio mi perplimono: la boa 2 è stata sostituita dal gommone. Ora non voglio sapere e non voglio dire, ma quando siamo arrivati noi il gommone era sottovento e dietro il campo di allevamento, il vento era calato a 4 nodi e noi con il C0 abbiamo prima bolinato lentamente per superare il campo, poi di lasco siamo tornati indietro, poi abbiamo girato il gommone e poi... beh abbiamo acceso il motore o stavolta lo scarroccio ci avrebbe infilato dentro le cozze. Ma si può?
Stessa conclusione del post precedente: SEA AMOR cresce, l'equipaggio no e le regate non si finiscono...

venerdì 25 gennaio 2013

Due regate da buttare. Prima La Sfida.

Pescara, gennaio 2013.
Gli amici del C.V. La Scuffia hanno iniziato il nuovo anno a tutta forza.
Domenica 13 gennaio hanno riavviato e recuperato una bella iniziativa denominata "La Sfida" che per assenza di vento era stata annullata nel 2012. Una regata con partenza scaglionata in base ai tempi di compenso delle imbarcazioni iscritte. In pratica è partita per prima la barca con il più alto rating di stazza e via via tutti gli altri in base al proprio tempo compensato. In questo modo la regata si corre in tempo reale, avendo scontato il compenso in fase di partenza.
Ed è con grande orgoglio che ho trovato SEA AMOR in fondo alla start-list, a ben 8 minuti e 44 secondi dal primo. Siamo infatti partiti insieme alle barche più veloci del campo di Pescara... almeno sulla carta (o meglio sul certificato di stazza). Affronteremo in un post dedicato le caratteristiche e le applicazioni del certificato di stazza di SEA AMOR.
Alla prima regata fatta prima di Natale tutto l'equipaggio si è presentato col capello dello sponsor. A bordo ho ritrovato con piacere Artemisia e ospitato per la prima volta Michele e Stefano, amici del mitico Nuoto Belle Arti. Ottimi velisti, sicuramente da confermare per il campionato primaverile...
In quella prima occasione abbiamo messo anche il nuovo Code Zero... che figata!
Certo la drizza si è aperta prima ancora della partenza... forse perchè messa male ad origine dopo i necessari lavori in testa d'albero per far girare il frullone avvolgitore. Così siamo partiti con l'amantiglio portato avanti. Il primo lato del percorso con andatura di traverso e 4 nodi e mezzo di vento ci ha premiato alla grande... praticamente tra i primi alla prima boa... poi il vento è morto e la corrente lentamente ci ha portato via. Regata annullata.
Domenica 13 gennaio così è stata recuperata... stesso vento moscio, ma atteso in rinforzo. Una partenza sul filo dei secondi, tanto che mi sembra di essere fuori... il fischio della barca giuria arriva tardi e tolgo la prua con una forte orzata al vento... Siamo senza Code Zero stavolta, proprio perchè il vento sembra salire... ma dobbiamo davvero migliorare la conoscenza di questa vela. Il vento non sale e SEA AMOR riparte con un pochino di fatica. Mettiamo il gennaker per il lato di poppa e... si riapre il grillo nuovo della drizza nuova. Stavolta è colpa mia, nella fretta l'ho chiuso male.
Recupera la vela, riprendi l'amantiglio, issa di nuovo il gennaker fradicio e... DNF. Fuori tempo massimo.
Un poppa lenta, infinita, con una strambata inutile... ma certo, perché con poco vento l'andatura deve essere molto più all'orza. Soprattutto con il nostro gennaker poco panciuto in alto.
Al giro di boa sotto Montesilvano becchiamo pure una rafficona da 18 nodi. L'equipaggio non è quello migliore... Dai, togliamo il gennaker e di corsa che è già pieno di buchi. Giriamo e SEA AMOR vola di bolina con la chiglia pulita. Sabato abbiamo approfittato della convenzione La Scuffia / Danimar e alato la barca per la pulizia con idropulitrice.
Insomma SEA AMOR cresce, l'equipaggio no e le regate non si finiscono...

venerdì 9 novembre 2012

Non ti fidar a dar gennaker se il pozzetto... parte 2

Sabato, 27 ottobre 2012.
Non ti fidar a dar gennaker se il pozzetto non ce l'hai - parte 2.
Ci prepariamo per la seconda prova.
Viene spostata solo la boa di bolina e non l'allineamento, che pertanto resta spostato rispetto al vento. La partenza in boa è praticamente più avanti di un paio di cento metri. SEA AMOR non se ne accorge e parte come per la prima prova. Corriamo bene fino alla boa di bolina.
Ci sono stati alcuni ritiri e il vento sta salendo di brutto.
Arriviamo in boa insieme ad altre barche e corriamo tutti insieme come un treno. AMBROSIA è più avanti a noi ed è sotto la boa. Tenta una bretone, mette la barca al vento e cerca con l'abbrivio (andavamo tutti sui 7 nodi) di superare la boa. Ma SEA AMOR sta entrando ed ha la pancia scoperta... indifesa!

Ecco più o meno siamo piegati come in questa foto presa dal video di Velandiamo 2012, ma sulle altre mura.
Un pò orzando un pò poggiando per essere ancora più veloci, ci sfiliamo. Che strizza! Abbiamo visto la paura dipinta sulla faccia di una ragazza pietrificata a bordo di AMBROSIA.
Gennaker e lato di poppa... strambiamo in queste condizioni? Mi fido, viene bene, ma faccio male. Sarebbe stato molto ma molto meglio che non fosse riuscita...
In boa stavolta è IDHRA che arriva con lo spinnaker a tutto vapore. Noi gli lasciamo lo spazio ma loro non riescono a tirarlo giù. Mi ritrovo il loro tangone infilato sulla nostra coperta, e mentre cerco di ammainare il nostro gennaker la loro vela mi avvolge come un lenzuolo.
In qualche modo riprendiamo la bolina, ma con molto ritardo, tanta strada fatta in più e non ci accorgiamo che la randa ha la base mollata. Perdiamo diverse posizioni e chiuderemo sesti.
Ma ora viene il bello (come dal titolo di questi due post della stessa giornata di regate). Quando ci sono raffiche a 20 nodi non bisogna dare gennaker con un pozzetto non allenato. Soprattutto non vale la pena strambare. Se proprio si vuole correre veloce è meglio fare un lato solo e ammainare.

Archivio dati meteo da www.ilmeteo.it
La seconda strambata non viene bene. Caramella fino alla boa. Entriamo per lo stacchetto di arrivo insieme a tante altre barche. Il vento parte a 25 nodi. Straorziamo. "Lasca tutto! Veloce!" Invece della scotta randa viene aperta la base... la scotta del gennaker scappa troppo rapida e si porta via la cimetta della calza, che ora svolazza nel vento. Lo stop della scotta randa viene aperto in diretta senza giri sul winch. Il boma si scaraventa in acqua con SEA AMOR che si sdraia. Ci liberiamo dal traffico, ma verso il largo il vento aumenta ancora: 30 nodi!
La scelta che facciamo è la peggiore. Poggiamo per far saltare dentro la cima della calza. Il gennaker entra sullo strallo, le scotte sono in bando e si annoda tutto.
La randa è praticamente abbandonata con la base mollata e le stecche paurosamente piegate. Il gennaker con le sue scotte è tutto arrotolato intorno allo strallo. Trenta nodi e andiamo al largo. Riusciamo ad ammianare la vela in qualche modo dentro la cabina di prua. Cosa che dovevamo fare fin da subito!
Beh che altro dire. Il gennaker ha riportato una decina di piccoli buchi dovuti allo sfregamento della scotta, però ha resistito a bandiera con il ventone senza lacerarsi. L'albero è rimasto su con le botte che ha ricevuto dallo strallo e dal boma.
Non vale proprio la pena mettere alla prova SEA AMOR fino a questo livello ed in queste condizioni.

venerdì 2 novembre 2012

Ma allora... non ci credo!

Sabato, 27 ottobre 2012.
Sottotitolo del post:
Non ti fidar a dar gennaker se il pozzetto non ce l'hai - parte 1.
Ma cominciamo dall'inizio, perché nell'ultimo week end del Campionato Invernale Vela d'Altura di Pescara è arrivata Cassandra.
Oh, non la smettono di dare questi nomi assurdi alle condizioni meteo. Che poi a me Cassandra ricorda tanto un film cult, con Robert Harris, la nostra bellissima Sofia Loren, e tanti altri. Ho recuperato anche il trailer in italiano, toh!
Fatto sta che le coste abruzzesi sono state spazzolate da un forte Garbino. Il Libeccio gonfio di pioggia del tirreno, sale sull'appennino, si scalda e picchia giù sull'Adriatico centrale. Il cielo non resta troppo coperto e il mare si muove solo verso il largo.
SEA AMOR scende in acqua agguerrita come sempre. Oggi forse troppo. Il vento ha una media di 14 nodi con raffiche oltre 20. Non è per niente stabile come deve essere il Garbino, che si infila tra il massiccio della Maiella ed il Gran Sasso. Tanto che in partenza danno 210°, mentre in boa di bolina arriva da 240°. Una differenza che la flotta comprende bene, bisogna andare a destra, ma prima si deve partire.
SEA AMOR azzecca tutto. Partenza, virata e corre verso la boa più veloce delle altre barche e con un angolo migliore. Le vele sono finalmente regolate nel modo giusto e SEA AMOR da spettacolo.
Arriviamo in boa leggermente sotto. Claudio manovra con una bretone perfetta. Issiamo gennaker e voliamo dritti alla boa di poppa. Non strambiamo, non ce ne bisogno. Ripartiamo in bolina, altra poppa. All'arrivo infiliamo una barca che corre a vele bianche... ma non è partita almeno 10 minuti prima di noi?
SECONDI...
Bravi, ma ancora non lo sappiamo. Ci prepariamo per la seconda prova.
To be continued...

venerdì 26 ottobre 2012

Eppure sembrava meglio.

Domenica 21 ottobre 2012.
Il piccolo con la prima bronchite dell'anno ha bloccato l'equipaggio e SEA AMOR in porto per la seconda giornata di regata. Sabato 20 ottobre infatti ho gufato a più non posso perché la regata fosse annullata, invece sono riusciti a partire con un refolo di 4 nodi. Certo da quello che mi hanno raccontato è stato meglio non partecipare, considerato quello che penso della gestione del campionato.
D'accordo... riporto quanto mi è stato raccontato dalle persone presenti o interessate, quindi si tratta di testimonianze non confermate. Primo: le istruzioni di regata del campionato sono state modificate. O sono state scritte male in origine, o è stato dato ascolto agli armatori della categoria Gran Crociera, fatto sta che il gruppo a cui appartiene SEA AMOR avrebbe dovuto correre sul percorso lungo... e non voglio diventare noioso su come vengono fatti i raggruppamenti (per noia vedi qui). La modifica alle istruzioni è stata affissa il 30 settembre, giorno della prima prova, e non sabato scorso. Diverse barche della Gran Crociera sono andate alla boa lunga. Alla boa corta ci si è messo pure il comitato di regata, che non "conoscendo" la modifica perché non esposta (ci credo, a distanza di tre settimane!), ha avvisato una barca che aveva girato alla boa sbagliata... boom!
Lasciamo perdere.
Veniamo a domenica.
SEA AMOR scende in acqua senza batterie servizi... che, per mille acciughe salate, sono state scaricate dall'inverter lasciato accesso. Dire che ancora mi rode è poca cosa.
Prima prova. Il vento gira e gira da NO fino a 025° e purtroppo non sale oltre i 5 Kn. Noi siamo in quattro, con al timone Claudio. E sono contento che si sia divertito in regata con SEA AMOR dopo averla portata a pieno carico in Croazia.
Nella prima partenza due barche più veloci ci sorprendono sopravvento. Siamo i terzi di una pariglia che non vuole orzare. Non ho la "cattiveria" di aggredire l'equipaggio vicino (vedi più in basso), che mette le mani su SEA AMOR. Forse perché il pericolo più grosso era l'incrocio delle crocette, che avrebbe compromesso entrambe le barche. Fatto sta che ci hanno fermato.
Boliniamo bene sulla rotazione del vento, manovriamo bene in boa; percorso corto. Corriamo di lasco e siamo noni su quattordici, con i primi soliti 5 imprendibili anche col motore.
Sulla seconda partenza partiamo molto meglio e puliti. Corriamo di bolina con in nostri veri competitor (e basta con le considerazioni sui raggruppamenti, eh?). SEA AMOR alleggerita di tutto fila e riparte molto bene.

A proposito di come si regata dal mio punto di vista. Un barca ha corso mure a sinistra con noi per gran parte della bolina. Non riesce a prenderci, come ho detto siamo andati molto bene. Io mi affaccio e li avviso: "Scegli: o viri tra un pò o ci dai acqua quando viriamo noi". Ho detto tutto.
Il lasco forse non è troppo veloce. Decimi, ma siamo in cinque barche nell'arco di due minuti.

venerdì 5 ottobre 2012

L'invernale di Pescara finisce in autunno

Domenica, 30 settembre 2012.
Prima giornata di regate del Campionato Invernale Vela d'Altura di Pescara. Il primo campionato invernale che finisce in autunno. Il calendario definitivo prevede infatti un massimo di cinque giornate, e come per il calendario del primaverile, sono previste regate anche di sabato.
Secondo il mio modesto parere non è questo il modo di organizzare un campionato di vela. Posso capire l'idea di regatare di sabato, anche se in genere tutte le competizioni sportive andrebbero disputate di domenica, per aumentare al massimo la partecipazione. Ma non comprendo la scelta del Club Nautico di chiudere le attività veliche il 30 ottobre... mi sembra un lusso che non può permettersi nessuno di questi tempi. Inoltre, significa anche salutare più di duecento persone che frequentano il Marina di Pescara, mangiano al ristorante o comprano panini e acqua, ma soprattuto fanno lavorare le barche e tutto l'indotto che ruota intorno (dal benzinaio, al velaio, al cantiere, al sub che pulisce la carena... alla ditta di pulizia dei bagni del Marina, perchè no?!).
Per non parlare del fatto che non viene fatto uno straccio di promozione del Campionato, per cercare in qualche modo di far crescere il numero di barche e di persone.
Io stesso ho ricevuto a casa l'invito ad iscrivere la barca ad un campionato invernale sul Tirreno, con tanto di bando allegato, con la presentazione delle barche più famose che partecipano, delle regate a cui hanno partecipato o vinto. Campionati invernali che si disputano di domenica ogni 15 giorni, allo stesso prezzo di due campionati di Pescara e che vanno da inizio novembre (!) fino a marzo. Ogni domenica ci sono eventi connessi con le regate, in moto tale da attirare anche gli accompagnatori degli equipaggi (famiglie e bambini, per esempio). Ma soprattutto, più di tutto il resto, le imbarcazioni sono suddivise in numerose categorie... che scienza!
Ma che ci vuole a capire che se si fanno categorie omogenee di barche, anche di cinque partecipanti, è più divertente regatare? Sei molto più invogliato se corri vicino ai tuoi competitor, almeno li vedi e ti confronti, invece di salutarli sulla linea di partenza per rivederli dopo pranzo.
Ricordate i risultati di SEA AMOR al primaverile? (qui per chi non si ricorda).
Vabbè bando alle lagnanze, ma come è andata la regata? Nisba. La perturbazione atlantica che finalmente ha interotto il caldo anticiclone africano ha fatto "il bello e il cattivo tempo". Sul campo di regata si passava da 3 a 7 nodi di vento con provenienze ballerine anche di 100 gradi. SEA AMOR è passata da un quasi perfetto assetto di bolina ad una situazione di equipaggio al riparo dalla pioggia, senza motore, a secco di vele, in balia delle onde.
Sarà per la prossima... prevista da qui a tre settimane... mah?! Stranezze del calendario vela d'altura.

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