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martedì 28 aprile 2015

Alle cascate con le rapide.

Skradin, mercoledì 20 agosto 2014.
Alle 8:00 si parte. Pronti a salpare dalla baia di Kakan per arrivare alla foce del fiume Krk e risalirlo fino al porto di Skradin. Le nostre hostess passano buona parte della navigazione sottocoperta a mettere a posto. Preciso che Cap. Leo ha già finito il suo primo libro delle vacanze, S.B. si trova a circa 1/2 e P.B., scarsissima, a pag. 65!
Arriviamo al porto di Skadrin verso le 11 circa e pronti a partire per piccoli rifornimenti. S.B., P.B. e tutti i bambini vanno in spedizione.
Gli uomini ci allegeriscono della spesa e tornano in barca mentre noi proseguiamo per andare ad ordinare la rinomata "Peka" da Toni, al ritorno dalla gita alle cascate.
Anche qui a Skradin le commesse dei negozi hanno una soglia di stress molto bassa. Ma dobbiamo prenderci qualcosa con cui pranzare al volo (e sconsiglio a tutti un salsiciotto con una specie di sfoglia ripiena al formaggio!) per poi tornare in barca, prepararci al volo e andare a metterci in fila per prendere il battello, che ci porterà finalmente alle cascate.
Dopo aver fatto una piccola passeggiata arriviamo vicino alle cascate più grandi dove si può fare il bagno. Dopo esserci asciugati alla meno peggio, partiamo alla scoperta del bosco e alla risalita della cascata. Fighissimo.
Io ho gradito molto soprattutto la lunga passeggiata. Anche qui abbiamo avuto l'onore di avere a che fare con una gentilissima signora del bagno che ha rischiato di far a botte con S.B. inviperita! Ale aveva urgenza di fare la popò e la signora non li faceva entrare in bagno senza 5 kune in mano.
Rifacciamo una fila interminabile per tornare di corsa in barca, farci una doccia perchè siamo luridi e infangati, vestirci e correre da Toni. La Peka, almeno per quanto mi riguarda, è stata un pò deludente, ma il sapore era molto buono. Per dolce prendiamo la classica Palacinka alla nutella e una torta di noci e cacao senza farina.
Rientro in barca movimentato tra chi aveva sonno, che doveva fare la popò e aveva mal di pancia, chi aveva freddo, chi aveva una ferita per la sua Guess da VIP, e chi aveva in mano ancora un bicchiere con il super super super alcolico offerto dalla casa.

venerdì 13 marzo 2015

Paguri in montagna!

Mir, Telascica domenica 17 agosto 2014.
Come previsto dall'attento Cap. Leo, durante la notte iniziamo a sentire grosse raffiche di vento che ogni tanto facevano sbattere il gommone o il timone della barca. Ma tutto sotto controllo. Il posto scelto per l'ormeggio si è rivelato perfetto. Nonostante il gran ventaccio, l'acqua era calma e la barca andava solo di qua e di là, oscillando senza sobbalzare. Bravo il Comandante. Peccato che per l'ansia io e Lambi abbiamo dormito pochissimo (colpa anche dei miei due incubi) e secondo me pure Federico non ha dormito granché.
Comunque alle 11,00 arriviamo alla baia di Mir, Parco di Telascica, dovi si prevede una bella escursione a piedi al lago salato... vedremo!
Infatti, bellissima la passeggiata, il paesaggio, il lago, l'acqua, le piante, persino le rocce erano belle. Che figo! E poi, dopo tanto mare, un po di montagna ci stava a pennello! Siamo arrivati fin su la collinetta (300 o 600 mt.) dove c'era una scogliera a picco sul mare e la vista di altre isolette dell'arcipelago. E vai con le foto!
Il Cap. ci abbandona prima, aveva troppa nostalgia della sua SEA AMOR lasciata sola soletta, mentre noi ci intratteniamo a far giocare i bambini con dei paguri trovati alla riva del lago. E quando riusciamo a convincere il resto della ciurma di avvicinarci al molo, Nicolò cade e si fa una bella ferita al ginocchio! Poverino! Tragedia greco-romana per farselo disinfettare, ma niente da fare.
Allora tornati in barca, approfittiamo dell'ultimo spiraglio di sole caldo per un bel bagnato, così tutti contenti (tranne Nicolò che aveva ancora dolore) ci accingiamo alla cucina dove la nostra chef multinazionale ci ha preparato una cenetta tedesca a base di wurstel, purè di patate, maionese, senape, verdurine, formaggi e birra con sprite. E dopo cena? Prima c'è stata la premiazione del coraggio di Nik ed anche dei compagni con gli orsetti gommosi, e poi l'immancabile, intramontabile tormentone dell'estate: Pirati Fannulloni con la supersigla del mostro di roccia!!! (avremo gli incubi di roccia per tutto l'inverno!).
Ovviamente il Cap. ed io non abbiamo rinunciato al bicchierino serale con Bailey's e J.M. (che non so come si scrive!! Sig!). Notte.

venerdì 27 febbraio 2015

Spid-occhiata alle Kornati

Vrulje, Kornati sabato 16 agosto 2014.
Oh! Questo posto sì che mette d'accordo tutti! L'acqua è splendida, il paesaggio abbastanza verde e c'è pure una mezza specie di paesello con 2 o 3 ristoranti che rendono la zona ancora più viva.
Questa è la baia di Vrulje (isola grande) nel Parco Nazionale delle Kornati. Ci piace!!
Solo che proprio oggi ci accorgiamo di avere un'emergenza: Allarme Pidocchi!! Allarme Pidocchi!! Cosi giusto per spidocchiare tutta la barca ed anche tutta la baia, decidiamo di fare il trattamento a tutti i membri dell'equipaggio sospetti, in ordine: S.B., Ale il Disturbatore, Niki cartuccio, Mati Micia e P.B. Siamo proprio dei barbari vandali, scostumati e irrispettosi, ma è guerra ai pidocchi! Tanto che, durante la giornata, quando i due maschietti scalmanati battevano la testa, per sdrammatizzare gli dicevamo che avevano ammazzato un pidocchio.
Nonostante le sostanze inquinanti sparpagliate in mare, non ci siamo risparmiati dal fare bagni e tuffi, anche perché è stata una giornata stupenda: ma eravamo tutti pronti ad aspettare la grande Bora!!
Menù del giorno: oggi le domestiche, dato che hanno passato la giornata a fare shampoo e cambiare lenzuola e biancheria a tutti, si sono concesse il lusso di non cucinare e di ordinare il pranzo per i bambini al ristorante (da asporto), composto da petto di pollo e patatine fritte (un successone!), per i grandi cose veloci e fredde, tipo tonno, pomodori sott'olio etc... ma c'aspettano 4 ottimi branzini per cena al ristorante Solite o qualcosa del genere. Per tutta la giornata Lambi ha cercato di capire quanto ci sarebbe venuta a costare la cena, cercando di fare e rifare i calcoli del cambio, coinvolgendo di tanto in tanto ognuno di noi creando una gran confusione!! Lambi, mangia e caccia i soldi!!
Al rientro siamo uno più distrutto dell'altro tanto che passiamo pure il superalcoolico in pozzetto.
Notte a tutti, aspettando la Bora!!

venerdì 30 gennaio 2015

Pescatori e pigri marinai...

Kakan, giovedì 14 agosto 2014.
La mattinata comincia con il Disturbatore che sveglia la povera S.B. urlandole di preparare gli asciugamani per il bagno prima di colazione.
Dopo una nottataccia di battaglia tra barca, mare e vento, il nostro risveglio è un po' lento. Ma presto, massicci e operativi, dopo diverse soste in bagno (sarà per il pesce del porto? come dice Lambi) da parte di quasi tutto l'equipaggio, siamo pronti a partire. In navigazione incontriamo qualche barca austriaca che secondo la teoria del Cap. Leo sono pessimi navigatori: perchè? E loro mica hanno il mare? Boh. ...un'altra teoria è quella che a seconda di come e dove posizioni la bandiera in barca si capisce se sei a posto o sei un cafonaccio!
Come gli italiani a Martinis Marchi che sembrava dovessero partire in battaglia! ...(se lo dice lui!).
Passiamo una giornata all'insegna del relax nella baia "7° Cielo" nell'isole di Kakan. Dopo ore e ore di vana attesa finalmente Lambi pesca un pesce! Pare fosse un'occhiata ed i bambini gasatissimi lo chiamano gocciola-delfina. Secondo Nicolò era un pesce con la cresta. Fatto sta che quest'episodio da l'input a Lambi di continuare a pescare per tutta la giornata cercando invano di coinvolgerci tutti.
Pomeriggio giri vai in gommone con relativo reportage fotografico per la decisione dei braccioli si, braccioli no! Per cena lo chef propone una pasta pesantissima: fusilli lunghi bucati con zucchine, pancetta e frittatina d'uovo e formaggio. Il risultato è stato che dopo 10 minuti eravamo tutti collassati, chi qui chi li!!
N.B.: unica nota positiva del tentativo di Lambi di farmi pescare con lui è stata che... finalmente ho visto una stella cadente! E per finire la serata, almeno 10 volte la sigla di "Pirati Fannulloni" un successone!"

venerdì 31 ottobre 2014

Palmizana gonfia!



Palmizana, lunedi 11 agosto 2014.
A tutto vento con la prima vela della vacanza. Il Cap. Leo non vedeva l'ora. Sosta nella baia di Tarsce, dove alcuni si divertono con lo snorkeling, avvistando banchi "enormi" di pesce (S.B. e Mati gasatissime). Baia stupenda ma anche qui abbiamo buttato delle bombe atomiche (in bagno) e poi siamo scappati alla volta della super vivacissima Palmizana.
A tutta vita... birra a gogò. Ragazzi e ragazze di tutte la nazionalità che facevamo un gran casino e noi, timide famigliole, ci guardavamo attorno accecati dai mille colori delle bandiere (flottiglia) e da bicchieri pieni e subito svuotati da ingordi bevitori!
Sosta al parchetto, gelato al cocco gustosissimo e via tutti pronti per il taxi giallo a tutta "birra" in direzione HVAR. Che figata!
Posticino grazioso ma affollatissimo. Casine caratteristiche con affaccio diretto sul mare e piante a cascata sui muri. Fighissimo.
Rientro su un altro motoscafo pazzo, ma fortunatamente per S.B. vicino a lei non c'era uno straniero che dormiva a bocca aperta! Che ridere.
Ed anche questa giornata, direi la più colorata, finisce con tutti messi K.O. dalla stanchezza. Al contrario di ogni aspettativa Palmizana alle 22,00 era un deserto e le possibilità sono 2: o erano tutti a HVAR (teoria di S.B.) o erano tutti collassati per l'abbondanza di alcool del pomeriggio (teoria di P.B.).

P.S. (del Cap. Leo) Il titolo del post fa il paio con questo Palmizana deserta!

venerdì 11 luglio 2014

La vita di Bordo: L'ospitalità di bordo - 7^ Puntata

Arriva l'estate, è tempo di vacanza e come mi capita in questo periodo pubblico un post sulla Vita di Bordo, basato sugli appunti accumulati durante l'anno. Questa puntata è dedicata all'ospitalità di bordo. L'elenco delle puntate si torva in un box dedicato sulla colonna di destra.
In barca a vela, quando si è ospiti, ci si comporta esattamente come in una abitazione: l'armatore e sua moglie o viceversa, sono da considerarsi i padroni di casa.
Il consiglio che spesso "offro" è quello di presentarsi con un bagaglio minimo: una sacca morbida, che potrà essere stivata ovunque (vedi questa puntata sul bagaglio)
Due paia di scarpe sono sufficienti, uno da barca solo per il ponte (anche se i veri marinai vi costringeranno ai piedi nudi, ignari del fatto che le fratture delle dita dei piedi sono il trauma più diffuso sulle imbarcazioni da diporto) e un paio per scendere a terra.
Sassolini, sporco e catrame non sono amati da nessun comandante! Mai si sale sul ponte con i tacchi o con accessori di cuoio, e mai ci si deve sdraiare al sole unti di olio come delle sardine, per evitare che la coperta si tramuti in una pista di pattinaggio.
Mai (anche se capita sempre!!) dovrete chiedere un cambiamento di rotta o una sosta non prevista dalla navigazione: solo il comandante è l'unico che può decidere.
Se siete esperti di cucina offritevi di cucinare un buon piatto alla sera, evitando cibi complicati, di lunga cottura o... digestione.Si dovrebbero osservare i compiti, i turni, le disposizioni del comandante, e uso il condizionale. Diciamo che il comandante dovrebbe essere (ed il secondo condizionale è d'obbligo) in grado di sapere ciò che è giusto per la barca, e quindi deve essere ascoltato; se ritenete di essere più bravi di lui e più esperti non c'é problema: sbarcate ed acquistate una barca vostra. Come ho fatto io, a forza di andare sulle barche degli altri!
Uno sforzo per mantenersi sereni e reprimere le facili insofferenze verso i compagni di viaggio è necessario quando si naviga per parecchi giorni su una imbarcazione di spazio ridotto a costante contatto (vi consiglio la lettura anche della prima puntata).
Evitare di inquinare, e quindi anche ridurre al minimo l'accumulo di materiale da eliminare. Non sempre si avranno a disposizione dei cassonetti dei rifiuti e per diversi giorni si potrebbe essere costretti a convivere con i propri rifiuti. Particolarmente dannosi plastica, lattine e detersivi. Avere l'accuratezza di eliminare gli involucri di plastica e cartone dei prodotti acquistati, prima dello stivaggio in barca: si produrrà meno spazzatura e si risparmierà spazio utile.
Spesso è in agguato il terribile "mal di mare". E' antipatico scherzare con chi ne soffre e molto fastidioso è cercare il compatimento degli altri (ecco la puntata dedicata al mal di mare).Le risorse a bordo sono limitate, in special modo l’acqua e l'energia elettrica, non vanno sprecate!
A bordo di SEA AMOR scoprirete che mentre vi insaponate le mani non c’è motivo di lasciare l’acqua aperta, che per sciacquare l’acqua del mare dal corpo ne basta pochissima (scordatevi le docce di casa), che la luce accesa nella cabina vuota non serve a nessuno e così via…
Probabilmente tornando a casa vi accorgerete di quante risorse sprechiamo normalmente.

venerdì 2 maggio 2014

Komiza - Pescara - Komiza: round trip.

Archiviate le regate (salvo sorprese dell'ultimo momento) e prima di finire in cantiere per carenaggio e messa a punto della prossima estate, devo finire la pubblicazione del diaro di bordo Croazia 2013, altrimenti rischio di partire in sovrapposizione di vacanze!

Komiza, venerdì 23 agosto 2013.
Ventiquattro ore e passa di navigazione mi attendono. Non c'è via di scampo. Stef vuole fermarsi con Alex a Komiza e sembra cha la Meteo sia favorevole.
Pratiche di uscita per i soli rientranti a Pescara, compreso lo Skipper. Non mi sembra proprio sia cambiato qualcosa con l'entrate in Europa.
Mi dimentico di fare pipì prima di salpare con raffiche di 12 nodi al traverso. Esco con il timone scontrato e non ci faccio caso, poi mollo la cima sopravvento per farla recuperare e momenti finisco con la poppa sulla prua e sul corpo morto del motoscafo sottovento. Ma non perdo la calma, anche perchè sono incosciente.
Gli austriaci sopravvento tirano un sospiro di sollievo e la moglie del barese sul motoscafo fa scappare un urletto, senza motivo. Vabbè, sono fuori senza danni.
Giriamo Vis e scopriamo che Stiniva, la bella baia romantica e selvatica è chiusa alle barche. Si entra solo a nuoto. Andiamo a Srebrena. Bagno. Pranzo con ottimi spaghetti al tonno. E con una certa tristezza a bordo, che neanche i bambini riescono a nascondere, ci avviciniamo a Komiza per sbarcare chi resta.

Sabato 24 agosto 2013, in navigazione Komiza - Pescara - Komiza.
Stef ha preso una stanza all'albergo di Komiza. Si è affacciata dal balcone per salutarci e via. Un pò di onda in partenza che con il buio si calma. Guardo un paio di film davvero inutili e becchiamo pure un paio di temporali che ci rendono sempre contenti.
La luna calante sorge verso le 22 e ci accompagna per tutto il viaggio. Davvero una bella luce-guida.
Un paio di giganti del mare ci passano sul didietro dopo che tagliamo la loro rotta a prua. Il secondo è davvero bello grosso e con la luce lunare incombe un certo terrore in Arianna che mette i braccialetti orientali per la paura dei mostri marini.
Un incredibile corrente ci fa rallentare fino a 6 nodi, ma poi recupariamo e alle 07,00 in punto ci avviciniamo al buncheraggio del Marina di Pescara. Devo aver fatto male i conti del consumo perchè continuo a mettere litri con il self service. Alla fine mi fermo a circa 75 litri, quando pensavo che ne bastassero 50.
Sincronizzato il cambio di equipaggio e la raccolta della crostata della suocera, e via. Come back to Komiza, partenza ore 07,30.

venerdì 22 marzo 2013

La tensione dei pistacchi.


In attesa della prossima regata e della Santa Pasqua, riprende la pubblicazione del Diario di Bordo Croazia 2012, scritto e diretto da Arianna, con la collaborazione di Stefania in rosa e gli interventi in blu del sottoscritto.

Gradina, sabato 18 agosto 2012.
Ari: Mattinata a Palmizana, chi in spiaggia chi al parco giochi, pranzo e poi veleggiata verso Korkula.
Più che altro l'autopilota si è divertito con il gennaker.
Arrivati a Gradina, Federico tenta in vano di mettere in moto il fuoribordo... mezz'ora abbondante di tentativi a vuoto.
Federico da la colpa alla miscela, il carburatore, la candela, il rubinetto della benzina... resosi conto che i componenti di un motore a 2 tempi sono finiti, maledice Pagasus!

Avevo detto che il fuoribordo sarebbe tornato a colpire. Che motoraccio str..., bello e bravo! Ché poi mi sente e non parte neanche la prossima estate, con tutto che gli ho regalato ben due candele nuove di zecca. E chiaramente quando le ho provate è partito senza neanche finire la corsa della cordicella. Pegasus invece aveva pensato bene di fare apprezzamenti positivi anche sul fuoribordo, ricordate l'augurio fatto in partenza che trovate qui? Era suo.

Alla fine il motore parte e lui rientra a bordo lamentando fori dolori al braccio derivanti dal notevole sforzo.
Prima di cenare al ristorante, apparecchiamo per l'aperitivo e Federico si getta famelico sui pistacchi. Dopo circa mezz'ora si ferma lamentando forti dolori alla schiena secondo lui provocati dal notevole sforzo fisico profuso nello sbucciare i pistacchi!
Tutti ci guardiamo attoniti...

Stef: Questa baia non mi piace, certo è un punto di passaggio prezioso... ma non mi piace affatto. L'anno scorso mio figlio si è fidanzato con una triestina, quest'anno ha ammazzato una farfalla che abbiamo guarito con la medicina magica rossa.

venerdì 9 marzo 2012

Korkula, l'ultima tappa...

Gradina, lunedì 22 agosto 2011.
Sveglia rilassata ma notte un pò movimentata. Alex si è svegliato alle 2, forse per il rumore dei nostri ospiti che rientravano. Doccia, perchè per averla calda a Palmizana è meglio farla la mattina (v. VII Verità). Spesa al market un pò lunghetta. Stef come al solito pensa un pò troppo a tutto l'equipaggio e parla con gli scaffali del minuscolo, fornito e caro arrabbiato mini-market del marina.
Anche in questa occasione non immaginavamo davvero, soprattutto Stef, di imporre una qualche dieta di bordo ai nostri ospiti. I quali trascorrono tutta la mattina al bar, sarà il caldo o sarà che il posto non gli piace, ma tendono ancora a separarsi dal nostro clima: puoi sempre fare quello che ti pare su SEA AMOR, certo ci vuole un pò d'iniziativa!
Le istruzioni sul clima di bordo le trovate a questo post: Istruzioni di Bordo
Dopo che Polpetto gioca, corre e come al solito fa lo show per i pontili del marina, salutando tutti gli equipaggi e fermandosi a ballare di fronte ad un catamarano con la musica a palla, poi mangia, dorme... SEA AMOR salpa, rotta KORKULA, baia di Gradina. Non l'abbiamo proposto noi, ma non pensavamo di dover andare a Korkula city invece che island.
"Ma lo facciamo il bagno lungo il tragitto?". "Beh non ci sono baie tra qui e lì, ma dove siamo diretti sembra essere un bel posto descritto con acqua turchese." Risposta di chi ha studiato solo mappe e portolani (v. V Verità). Poi tutti a dormire sotto il tendalino, senza mettere vela: anche qui ignari che sarebbe diventato un altro punto nevralgico.
La proposta di fare un tuffo in mezzo al blu è stata accettata (cioè rifiutata) con grande ironia. Quindi appena arrivati vicino alla punta dell'isola di KORKULA, in mezzo al piccolo canale (che non mi è sembrato praticabile per attraversare) che separa l'isolotto riservato ai naturisti, abbiamo calato l'ancora e fatto il bagno.
Arrivati alla bella baia circolare di Gradina ho preferito prendere il gavitello del ristorante, tanto è gratis se vai a mangiare da loro: "Ristoran Siloko". Bagnetto, gita con Alex per le spiaggette e due belle orate ordinate per tempo al ristorante.
Poi i nodi vengono al pettine! Mentre Alex si diverte a fare conoscenza di una bella triestina bionda di nome Matilde, la conversazione dell'equipaggio perde la rotta.
"Rientriamo un giorno prima! Visto il clima a bordo". "Maddai, non è così". "Allora partiamo adesso per Pescara!". "Vogliamo andare a Korkula!". "Non siamo in sintonia". "Ma perchè noi abbiamo delle esigenze". "Anche noi.". ecc. ecc.
"Allora domani Korkula, passando da sud, poi rientro a Vis passando da Nord...". "Però! Sono più di 40 miglia!". Buonanotte!

venerdì 7 ottobre 2011

Troppo vento per la grotta azzurra di BISEVO.

Komiza, lunedì 8 agosto 2011.
Bagno alla spiaggetta con la chiesa. Pranzo in barca. Pomeriggio passeggiata a Vis paese (bellissima). Concerto all'aperto di banda di ragazzi. Cena al ristorante "Val" con le palme a Kut. Caponeri dedicato alle immersioni.
Nella foto accanto premiamo i ragazzi che suonano un Jazz molto simpatico per il lungomare di Vis, con i soldi della cassa comune.
Beh in effetti anche questa annotazione del lunedì è un pochino scarna. Confermo però che si è fatto poco o niente durante il giorno. Imperversava lo scirocco e Komiza ha dichiarato SOLD OUT. Era davvero tutto esaurito, tra molo, gavitelli (ne ho contatti tanti) e ristoranti.
Con l'onda di SE non è possibile entrare alla Grotta Azzurra di BISEVO, l'isolotto di fronte a Komiza, che dicono siamo paragonabile a quella di Capri. Non la vedremo per questa vacanza. Anche nelle ultime due giornate prima del rientro, io e Stefy abbiamo pensato bene di non andarci. Non sarebbe stato carino visitare la grotta senza le ragazze (Elvira e Arte).
I pasti sono stati fatti tutti a bordo, avendo un'ampia scorta di cambusa da primi giorni. Anche questa pratica va rivista, perché sull'isola di VIS si mangia davvero bene.
La sera siamo andati a cena al "Val", che si trova a Kut. Io e Arte abbiamo preso la pasta e fagioli di pesce, piatto tipico della chef: un signora molto energica che viene a prendere le ordinazioni di persona.
Prezzi accessibili e ambiente rilassante sotto un folto palmeto. Qualcuno dell'equipaggio ancora non perfettamente rilassato non l'ha vista come gli altri: "Signora, che pesce c'è alla griglia?" "Tanto pesce... dentice è buono." "La ricciola c'è?" "Sì, c'è, ma dentice è buono." "Allora prendo la ricciola".... "Non mi va più la ricciola... è secca... non mi piace... (forse era meglio il dentice)".

venerdì 23 settembre 2011

Primi giorni sull'isola di VIS

Komiza, domenica 7 agosto 2011.
Formalità doganali e simili più bottiglia di Morellino di Scansano al doganiere. Bagno alla spiaggetta vicino al porto. Pennica dopo pranzo e passeggiata per il paese, sino alla chiesetta sul mare.

Come annunciato inizia la pubblicazione del diario di bordo di SEA AMOR, con le annotazione tenute e registrate un po' da tutti durante le vacanze in Croazia.
Certo il primo giorno il diario è un pochino scarno, ma la traversata notturna ha avuto il suo peso (anche se Caponeri si è fatto un immersione già nel primo pomeriggio).

Il sottoscritto ha passato tutto il giorno a sbrigare le pratiche di ingresso. Alla capitaneria tutto ok. Entro le 11, orario di chiusura della domenica da ricordare bene per le prossime volte, abbiamo sborsato un bel po' di euro, in euro, per l'acquisto della Vignetta, il pagamento della tassa di soggiorno, il contributo per la gestione dei fari in Croazia, il soccorso in mare... e mi pare tutto.
Il prezzo varia in base ai giorni di permanenza: 7, 15 o 30 giorni. Noi per tre settimane pagato 30 giorni, e vai così!
Dopo, come sapevo, bisogna andare in polizia per la lista di equipaggio. In pratica la registrazione dei documenti come fanno gli alberghi quando firmiano il tagliandino al check-in.
I documenti per ogni persona li abbiamo scritti noi.
"Scritto bene, chiaro, grande... e porta bottiglia di Nero! Io torno pomeriggio con macchina."
"Nero?"
"Nero, sì. A me, vedi... questa: blanco, vino blanco... non piace. Nero... buono."
"Ah, una bottiglia di vino rosso?! La porto subito, ché le liste sono pronte."
"No. no. Io torno... con macchina... scrivi bene!"
"Oh! Capo, questo nero non è croato eh! E' tuscany... Morellino di Scansano (senza kune per andare al market questo avevo a bordo)"
"Scritto bene?... Ok. Ecco timbro. Benvenuti in Croazia!"
E finalmente nel pomeriggio ho ammainato la bandiera gialla, che avevo solo io, anche se molte altre barche hanno fatto dogana insieme a SEA AMOR (e avevano a bordo bottiglie di vino nero tipo tavernello).
Forse ha ragione l'amico Marco de La Scuffia (vedi tra i preferiti) che a Vis paese, dall'altra parte dell'isola, in 45 minuti entri in Croazia.
Ma il mare di scirocco della notte e le pratiche doganali del giorno sono state ben ripagate dal bel paesino di Komiza.

venerdì 10 giugno 2011

La vita di Bordo: la cambusa - 3^ Puntata


La cambusa di solito è un momento di festa: quando l'allegra brigata si reca al grande magazzino di alimentari locali a fare la spesona per la vacanza, e perde il bene dell'intelletto!


Ci furono equipaggi che imbarcarono scatolame da campeggio utile ad una guarnigione per un anno intero (tipo 24 scatole di fagioli per 6 persone)...
Altri che spesero una fortuna in vini pregiati e prelibatezze raffinate, ma dimenticarono acqua e pasta…
Altri ancora che accecati da una follia mistico-salgariana, fecero stivare alimenti secchi e verdure liofilizzate, gallette di riso soffiato o cibi falso-salutisti, che non lasciarono mai il secchione del porto di partenza o contribuirono al mal di mare dei loro Commensali Coraggiosi….

Considerando che dappertutto al mare ci sono botteghe aperte anche la domenica e non solo, di seguito vi proponiamo un elenco per la spesa di un equipaggio di 6 persone per un week-end tipico.


Mentre siete a fare la spesa, chiedete comunque allo skipper cosa c’è già a bordo… (e magari dividiamo quello che può essere portato da casa!).

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