Mir, Telascica domenica 17 agosto 2014.
Come previsto dall'attento Cap. Leo, durante la notte iniziamo a sentire grosse raffiche di vento che ogni tanto facevano sbattere il gommone o il timone della barca. Ma tutto sotto controllo. Il posto scelto per l'ormeggio si è rivelato perfetto. Nonostante il gran ventaccio, l'acqua era calma e la barca andava solo di qua e di là, oscillando senza sobbalzare. Bravo il Comandante. Peccato che per l'ansia io e Lambi abbiamo dormito pochissimo (colpa anche dei miei due incubi) e secondo me pure Federico non ha dormito granché.
Comunque alle 11,00 arriviamo alla baia di Mir, Parco di Telascica, dovi si prevede una bella escursione a piedi al lago salato... vedremo! Infatti, bellissima la passeggiata, il paesaggio, il lago, l'acqua, le piante, persino le rocce erano belle. Che figo! E poi, dopo tanto mare, un po di montagna ci stava a pennello! Siamo arrivati fin su la collinetta (300 o 600 mt.) dove c'era una scogliera a picco sul mare e la vista di altre isolette dell'arcipelago. E vai con le foto! Il Cap. ci abbandona prima, aveva troppa nostalgia della sua SEA AMOR lasciata sola soletta, mentre noi ci intratteniamo a far giocare i bambini con dei paguri trovati alla riva del lago. E quando riusciamo a convincere il resto della ciurma di avvicinarci al molo, Nicolò cade e si fa una bella ferita al ginocchio! Poverino! Tragedia greco-romana per farselo disinfettare, ma niente da fare. Allora tornati in barca, approfittiamo dell'ultimo spiraglio di sole caldo per un bel bagnato, così tutti contenti (tranne Nicolò che aveva ancora dolore) ci accingiamo alla cucina dove la nostra chef multinazionale ci ha preparato una cenetta tedesca a base di wurstel, purè di patate, maionese, senape, verdurine, formaggi e birra con sprite. E dopo cena? Prima c'è stata la premiazione del coraggio di Nik ed anche dei compagni con gli orsetti gommosi, e poi l'immancabile, intramontabile tormentone dell'estate: Pirati Fannulloni con la supersigla del mostro di roccia!!! (avremo gli incubi di roccia per tutto l'inverno!).
Ovviamente il Cap. ed io non abbiamo rinunciato al bicchierino serale con Bailey's e J.M. (che non so come si scrive!! Sig!). Notte.
Maslinica, lunedì 26 agosto 2013.
Partenza da Komiza ore 7,00... tempo brutto.
Scirocco che va scendendo e onda moderata. Quindi la decisione presa sembra la migliore, puntare su SOLTA e andare a vedere il nuovo marina Martinis-Marchi. Che alla fine sarà una felice scoperta. A metà strada troviamo le onde incrociate del canale di Hvar, ma la navigazione prosegue senza difficoltà.
24 Miglia e siamo all'ingresso. Sesula, la baia alla destra sembra carina, ma per il bagno più che per la notte. La spiaggia migliore e attrezzata, anche se con sassi riportati, è proprio quella di Maslinica. Facciamo un bel bagno con i villeggianti. Poi tentiamo l'ingresso alla piscina dell'Hotel, senza successo.
Il marina appartiene probabilmente al proprietario del megayacht Conte Alberti, che forse si è direttamente costruito tutt'intorno il castello, l'hotel e l'ormeggio/porto privato.
La sera siamo andati alla konoba dalla parte opposta alla banchina e abbiamo preso le spigole del vicino allevamento di Sesula.
Poi discoteca del marina a chiudere la serata... da tornarci.
Kremik, martedì 27 agosto 2013. Da Maslinica partiamo per primi e fuori Solta siamo un gruppo di 5/6 barche che va verso nord. Il levante/scirocco si alza come previsto e veleggiamo tra l'arcipelago delle isole DREVNIK. La temperatura è scesa e il cielo si va coprendo.
Facciamo un passaggio a farfalla e poi dritti dentro il marina. Ormeggio: voto 4,5 per i miei standard. Non riesco a girare la poppa come vorrei. Pranzo, riposino, Alex finisce in acqua camminando all'indietro sul pontile... e andiamo in paese.
La rada di PRIMOSTEN è ora attrezzata di gavitelli e anche la banchina comunale tiene una decina di posti barca.
Aperitivo di vino e pesce fritto sulle panche della cantina locale. Cena e acquazzone. La barca è aperta!
Divani, cuscini, letti, magliette dell'equipaggio tutto zuppo. L'unica cabina salvata dall'umido è quella di Alex, almeno il piccolo ha dormito all'asciutto.
Pescara, febbraio 2014.
SEA AMOR torna in acqua per il Campionato Zonale Double Handed - Pescara x2. Due giornate di regata costiera, su percorso a triangolo dal porto a Francavilla, torre "Dei Pesci", boa 3 di partenza, e ancora un grio sulla boa 1 e ritrono al porto.
Prima giornata: buca di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sfortunati e delusi. Seconda giornata: tempesta di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sani e salvi.
La prima regata non andava troppo male, ma tre errori, uno per lato del triangolo ci hanno messo fuori gioco e fuori regata. Il primo errore sul primo lato, partiti bene con il Code Zero, in corsa con il gruppo. Poi il vento muore e gira di prua. Cambiamo la vela di prua, ma la manovra sgancia la mura del rollafiocco. Un minuto senze vele e... (ma guarda un pò) torna il vento proprio lì, gli altri se ne vanno.
Corriamo e ci divertiamo verso la Torre, ma la trasformazione dei gradi minuti secondi in millessimi sul nostro GPS è stata cannata. Siamo almeno 300 metri sopravvento della boa 2. Poggiamo lenti e facciamo più strada. Secondo errore.
Giriamo la boa 3 dopo un bolina con poca aria e tanta corrente verso sud. Partiamo con il Code Zero verso Francavilla e il vento raggiunge i 20 nodi, sotto una pioggia fastidiosa. Perfetto... come no?! Per evitare di andare in spiaggia lo dobbiamo frullare e chiudere. Con il vento così forte non si arrotola e lo tiriamo giù a mano nel passauomo di prua. Giriamo ultimi l'ultima boa e di bolina sull'ultimo lato... buca: 18 nodi, 15, 12, 10, 8, 5, 2... esce il sole e accendo il motore.
La seconda regata siamo partiti alla grande. Con fiocco e randa abbiamo fatto una discreta corsa sul primo lato, anche se in boa 1 il vento si è spento. Poi il gennaker, un bel lato fino alla Torre, un piccolo problema con la strambata, troppo frettolosa, ma sciogliamo tutto, ammainiamo e partiamo di bolina. Tutto bene... finora. Per caso, o per premonizione, mi viene in mente il pezzo del film che trovate nel video.
Il vento in entrambe le giornate era previsto Garbino, sud ovest. Quando arrivano le perturbazioni atlantiche sul nostro Stivale, in Adriatico scende il libeccio in modo strano, rafficato e molto oscillante. Ma tornando verso la boa 1, il vento gira da NordOvest... più o meno. Non sono sicuro della direzione perchè ho pensato ad altro. Ho pensato a salvare la barca!
Il fiocco in 3DL già molto provato sotto raffica, non serve in bando con vento di poppa. Lo arrotoliamo. Primo colpo di fortuna.
Il vento sale oltre 22 nodi, decidiamo di ridurre la randa... stiamo già correndo come matti. Secondo colpo di fortuna, ma la decisione è presa per la paura, che sta salendo rapidamente insieme al vento.
Claudio mi chiede di guardare dietro per vedere cosa sta succedendo, io gli rispondo "Meglio che tu non lo sappia". Siamo entrambi in pozzetto, ma la mia risposta cotrovento non gli arriva.
Gli strumenti segnano 35 nodi, gli spruzzi delle onde si alzano e volano sulla barca davanti a noi, dentro il tambuccio che chiudo. 46 nodi! SEA AMOR parte in straorza...
Siamo intraversati al vento e al mare sbiancato. Non vedo niente, tranne la spiaggia e le barriere antirisacca. Il primo pensiero che mi coglie è quando chiamare la Capitaneria, il secondo è: "Fai quello che devi, con calma". Claudio accende il motore, io tolgo la randa. Riesco a salire sulla coperta e tiro giù la vela a mano.
Tutto motore e timone scontrato, aspettiamo che SEA AMOR lentamente rimetta la prua verso il porto e ci porti via dalla costa. Sembra la scena di Titanic quando la prua si sposta lentamente dall'iceberg. Un barca in difficoltà e tra noi e la spiaggia. La vediamo sia io che Claudio, ma ne parleremo solo una volta ormeggiati in porto... è troppa l'ansia che ci prende nel vederla. Uscirà la motovedetta e tutto finirà bene anche per loro.
Il nostro anulare vola via, nel recupero si rompe proprio la cimetta intorno al salvagente e lo perdiamo... meno male che non c'era nessuno attaccato.
Con il motore al massimo, procediamo a circa 5 nodi. Un attimo di terrore quando leggiamo sul GPS -(meno) 5 di velocità, ma si tratta dell'avvicinamento alla boa che ora abbiamo di poppa.
Le onde, l'urlo del vento e gli spruzzi che non ci fanno respirare... ringraziamo SEA AMOR, la sua elica a tre pale fisse (altroché, se serve!) e la nostra paura. Siamo in porto, ormeggiamo con (solo) 15 nodi di vento, esce il sole e ci sembra primavera. E chi ci crede se lo raccontiamo.
Andiamo a pranzo dagli amici de La Scuffia e sembra di essere in un rifugio alpino, tutti stanchi e bagnati come pulcini, contiamo i danni delle altre barche e ci dicono che sono stati raggiunti 57 nodi... tempesta.
Komiza, martedì 14 agosto 2012.
La flottiglia se n'è andata!! Al posto delle svedesi ormeggia una famiglia con 4 bambini a bordo (due gemelli di 7 anni; uno di 2 anni e una di soli 7 mesi), che abbiamo poi scoperto essere la barca che la notte della traversata aveva fatto "dietrofont".
Avevano chiamato un loro amico meteorologo il quale gli aveva detto senza mezzi termini di allontanarsi da tutti quei temporali. Alla fine della vacanza devo ricordarmi di farmi amico un meteorologo e segnarmi il cell nella mia rubrica, serve sempre! La gita alla grotta blu che avevamo prenotato ieri sera è saltata a causa delle onde, ma soprattutto delle nuvole.
Il salvataggio del piccione! Arianna racconta: In porto due ragazzini si mettono a rincorrere un piccione tanto che invece di volare per sfuggirgli si tuffa in mare... e no cacchio, sotto i miei occhi no! Non lo posso lasciare affogare lì, davanti a me! Armata di mezzo marinaio e secchio morbido (Federico: "ma proprio quel secchio dovevate prendere!?"), incitata dai bambini e sotto lo sguardo incredulo di Fede e Claudio (e di tutti i turisti del molo, n.d.r.) compio il salvataggio! Ora, se il piccione è vivo o morto non lo so, ma di certo non potevo far finta di nulla.
In navigazione, notte di lunedì 13 agosto 2012. Eccolo il primo Diario di Bordo firmato Arianna.
Sarà riportato fedelmente sul blog, con l'aggiunta di qualche mio
commento (tipo questo) coi caratteri blu.
Fuochi d'artificio sulla costa e calcoli della velocità del suono utilissimi per capire la distanza del temporale. Sentivamo i tuoni dei fuochi e non quelli dei fulmini.... era l'unica cosa che ci dava speranza sulla traversata. Un'ora dopo l'uscita dal Marina di Pescara hanno iniziato ad arrivare gli avvisi di temporale sul canale 16 per l'Adriatico Centrale. Il lato sinistro e poi tutto l'orizzonte di SEA AMOR era illuminato da mille fulmini. Arianna non riusciva a dorminre ogni tanto emergeva per controllare che non ci fossero balene, mostri marini,...
Stefania si affacciava ogni volta che sentiva un rumore sospetto provenire da sopra chiedendo: "Tutto bene?" Sembrava il valico di confine su "Non ci resta che piangere"... Eeh! Chi siete?Cosa fate? Tutto bene?"
Altri pescaresi partono con noi, oltre SEA AMOR si vedono altre 3/4 barche partire per la traversata ma ad un certo punto una di queste fa dietrofont, forse spaventati da tutti i fulmini che in NON TROPPA lontananza si vedono.
Alle h. 03,00 il temporale che fino a quel momento ci ha seguiti silente si è scatenato su di noi.
Ma torniamo un momento alla traversata... e confesso chiedendo: ma se capiti con la barca in mezzo ai fulmini che fai? Sì certo la barca scarica il fulmine in acqua (Gabbia di Faraday, o almeno così discono), ma gli strumenti elettronici? E se stai toccando qualcosa della barca? Il motore? Il carburante? E chi è sottocoperta a dormire e magari ha meno di tre anni? Ho cercato su internet ma alla fine di gente che c'è passata dentro non ne ho trovata. Alle tre di notte, praticamente al centro dell'Adriatico abbiamo fatto appena in tempo ad ammainare la randa che oltre 20 nodi di vento e la pioggia ci hanno colpito. Io e Claudio sotto la cappottina paraspuzzi guardavamo il timone governato dall'autopilota e illuminato dal faro notturno di poppa... audaci!
Sabato 11 agosto 2012.
E' giorno di partenza. SEA AMOR si prepara ad una nuova avventura dall'altra parte del Mar Adriatico. Destinazione Croazia.
L'equipaggio per l'estate 2012 è stabilito, stabile e stabilizzato... niente meno. Siamo in sette. Quattro adulti e tre baby (quelli del baby test). Non riusciamo a partire tra sabato e domenica notte, perché le previsioni non sono buone. Come a dire: è una delle estati più calde insieme a quella del 2003 ma quando decidi di partire arriva il ventone e devi aspettare. Le previsioni di mare, vento e cielo per la notte tra domenica e lunedì sono buone, non ottime. Si parte. In banchina gente che va e che è tornata. "Partite stasera? Fate bene, è una serata perfetta per attraversare...". Ed ecco il primo fulmine...
Una gran bella "zottata" accompagnata da molte altre che via via saranno descritte nel diario di bordo della Croazia Tutausentuelv.
Eppure da qualche parte devo aver letto qualcosa a proposito dello scontro tra una massa d'aria umida, che ormai stazionava sullo stivale da settimane, anche se cambiava nome ogni volta (Caronte, Minosse, Nerone, Agamennone... e chissà chi se li inventa!), contro un getto di correnti secche provenienti da nord. Beh, la traversata con così tanti fulmini tutto introrno a SEA AMOR ci farà da promemoria per la prossima volta!
Il Diaro di Bordo di SEA AMOR quest'anno ha ospitato una scrittrice di eccezione, che ha redatto pagine di vacanza con dovizia di particolari e tanta passione nello scrivere. Si tratta di Arianna alla quale abbiamo lasciato la penna, e ogni due settimane circa saranno pubblicati i post di tanto duro e notturno impegno. Sì perché, come ogni diario che si rispetti, Arianna si dedicava alla scrittura la sera (la notte) subito prima di coricarsi... speriamo bene.
Per non perdere neanche un giorno del diario vi ricordo e raccomando di seguire SEA AMOR per mail e ricevere tutti gli aggiornamenti sulla posta elettronica (potete iscrivervi nel campo in alto a destra).
Siamo partiti come fulmini, con i fulmini e come un fulmine la vacanza è terminata. Bella... ancora più bella dello scorso anno. Sarà stata l'esperienza o la buona compagnia, fatto sta che non vedo l'ora di postare foto e racconti, così da ricordare la vacanza tutto l'anno.
Pasqua 2012.
Le previsioni azzeccano tutto per questi tre giorni di festa. Senza considerare venerdì (Santo) sera, quando SEA AMOR fresca di carena (prossimamente un post dedicato) è rientrata al Marina di Pescara, siamo usciti solo domenica mattina per la colazione di Pasqua!
Sabato senza aria alla mattina, pioggia al pomeriggio. Domenica notte entra Garbino, il vento di terra sull'Adriatico, il Libeccio sul Tirreno, da SW. Bello teso che ci sveglia all'ormeggio (ma niente a che vedere con la notte successiva, quando la Bora ci ha fatto dormine sbandati di bolina). La mattina per la Colazione resiste sui 8/9 Nodi fino alle 11,00 come previsto. Poi si attende l'entrata della Bora (Grecale da NE) che si presenta puntuale sui 6/7 nodi. Abbiamo notato una bella fascia blu scura sul mare, che segnava un confine netto tra le due direzioni di vento.
SEA AMOR sulle stesse mura, di bolina, al timone la Stefy allenatissima, ruota insieme al vento di 180° a dritta. Proviamo tutte le manovre per le prossime regate del Campionato Primaverile d'Abruzzo. Mettiamo il Gennaker con tutta comodità. Sul passavanti di sinistra agganciato alle draglie sembra essere il posto migliore.
Va lasciato armato con le scotte e con la mura filata dalla varea. La drizza può attendere sullo stroppo che ho preparato sulle sartie.
Al momento di arrivare in boa di bolina, si dovrà agganciare la drizza, portare il bompresso in posizione, cazzare la mura in varea...
E poi, all'inizio... lo so non è proprio la Coppa America, ma prima bisognerà chiudere il fiocco. Drizzare il Gen, aprire la calza... e non ho ancora trovato un buon posto dove legare le cimetta, forse proverò alle gallocce dell'albero.
Quando strambiamo infatti, la calza arrotolata male sulla penna del Gen si prende con la cimetta che avevo legato a prua. Meglio comunque delle ultime volte, ma chissà che combineremo in regata con le altre barche...
Si comincia il 21 aprile (Natale di Roma)!
Domenica pomeriggio, come previsto, un bel temporale mette fine alla siccità primaverile. La notte andiamo a dormire nella burrasca, "cullati" dalla Bora. Lunedì il mare supera i due metri di onda... niente gita fuori diga per Pasquetta. Ma va bene così. Nelle foto: nella prima mura a dritta con il Massiccio della Maiella, nella seconda mura a sinistra con il Gran Sasso. Poi la Stefy al timone con la luce di Pasqua 2012.
Troppa fretta, troppa ansia, troppo mare... troppissimo mare: 2 metri di onda mettono paura!
Poi la regata... ma andiamo con ordine per questo w.e. di primo vero vento per SEA AMOR.
Sabato 19 febbraio. Siamo usciti... Le previsioni migliori sono state quelle del ilMeteo.it che già in altre occasioni aveva dato la previsione più azzeccata.
Mattinata di corsa a sistemare un po' di ciarpame per la barca (altre due buste di Ikea messe a bordo). E possiamo dire che manca poco al completo armamento/allestimento.
Poi, incontriamo le persone del porto, quelli della regata del giorno dopo, fai due chiacchere e tutti dicono che fanno un'uscita nel pomeriggio per fare allenamento... certo, certo!
...in porto e con il bel tempo tutti bravi marinai!
Noi usciamo... e siamo soli! SEA AMOR, io e Stef!
Onde altre più di due metri e un ventaccio irregolare... ma tanto con quel gran casino a bordo il vento è stato l'ultimo dei problemi.
Così abbiamo imparato una prima importante lezione da questo pomeriggio:
...preparare bene la barca e l'equipaggio prima di uscire in mare.