Prvic, giovedì 21 agosto 2014.
Ci svegliamo tutti con il rumore ed il rimbombo di tuoni accompagnati da lampi, fulmini e saette! Non mancava niente. Il temporale è durato un paio di ore, e per le 9,00 pronti a salpare!
Agli ordini comandante!
Rifacciamo il fiume al contrario per arrivare a Sibenik. Abbiamo ormeggiato velocemente vicino a due cannoni giganteschi ed una "berta"... che non ci ricordiamo il nome; ma ripartiamo subito perché lì non potevamo far dogana, e ci mandano ad un altro molo dove l'ormeggio è stato difficilissmo per raffiche a 25 nodi. Prova e riprova, prova e riprova, i 3 riescono nell'impresa, e dopo la visita del poliziotto, ci danno l'ok e... au-revoir Croazia!
Certo non subito!
Intanto ce ne andiamo in un posto consigliatoci dal papà dei bambini di FAVOLA, vicini di barca incontrati a Sali, che si chiama Prvic, dove ci attacchiamo ad una boa vicina al paesello. Da qui vediamo la pineta, una passeggiata sul porticciolo, un bagnetto ed un gabbiano che si lamenta in cima ad uno scoglio!
Fortunatamente inizia a sbucare un timido sole! E' quasi ora di pranzo ed il nostro chef si mette subito all'opera, anzi, aveva già iniziato mentre eravamo a vela con vento fortissimo, tanto che purtroppo, per una piccola distrazione, parte in picchiata un coperchio del lavello, va dritto sul paiolato e fa una bella ammaccatura! S.B. mortificata rantola e predica per tutta l'ora di pranzo Nonostante l'incidente, ci prepara un ottimo pranzetto di pasta, zucchine e ricotta.
S.B. distrutta, va a fare un riposino, P.B. la segue a ruota dopo aver rassettato la cucina.
Al risveglio tutti in acqua! Bagno veloce alla boa e poi tutti alla spiaggetta, carina ma non troppo, al contrario il paesino era molto molto carino. Io e S.B., per la prima volta da sole senza seguito e... udite, udite.. senza radiostress! Ci facciamo una passeggiatina per le stradine di Prvic dove compriamo qualche stuzzichino, patatine fritte per i viziatelli, e ci imbattiamo in un atelier di una pittrice che realizza tele piccole colorate e astratte, volti di donna singolari ed anche particolari del paese. Poi, via in barca per cena, tra wurstel, verdurine e qualche altro avanzo.
Pescara, sabato 21 e domenica 22 novembre 2014.
Finalmente... e adesso che ci penso apro i post dedicati al Campionato del Club Nautico sempre in questo modo. Eh! Era ora... l'Invernale di Vela a Pescara (che si disputerà in soli due week-end, in soli quattro giorni e bla bla bla...) non voglio essere ripertitivo e noiso, ma non mi piacciono e non mi andranno mai bene "Campionati Invernali" da correre in autunno, di sabato, in due volte... ecc. ecc. Per chi fosse interessato, nelle etichette e nei post precedenti ce n'è a dismisura di questi commenti. Uno su tutti è questo... Vabbè, andiamo in acqua! Scendiamo in mare! Armiamo il pappafico! Sabato c'è poco vento, previsto, e meno sarà quello di domenica. SEA AMOR ha di nuovo il suo timoniere (con la barba, in questa occasione), il medico di bordo Giampiero, l'impavido gennakerista Marco e novità della stagione, due veliste junior tutta grinta e sempre in stato di selfie. Si saranno fatte una decina di scatti prima, durante e dopo la regata. Davvero non saranno venute mosse, visto la bava di vento sul campo.
Ma tant'è SEA AMOR è la prima a uscire dalla linea dopo il via. Con 3 o 4 nodi di vento di borino, troviamo posizione e passo. E come ci accade quando partiamo fighi, finiamo uno schifo.
Viriamo a salto per essere sempre sbandati sottovento e prendiamo il lato destro del campo, perchè ci piace e in queste condizioni lo conosciamo meglio del sinistro. Viriamo dritti in boa e per quanto SEA AMOR fatichi ad avanzare non siamo messi male. Su Genny, pronto Marco: occhio all'orecchio (e non è un ossimoro da nulla!). Andiamo! Anche bene. Manovriamo. Il pozzetto sembra regatare da sempre. Poi puff... arriva. In boa vado a chiudere la calza, si piega il bozzello di riinvio e si incastra tutto nell'avvolgitore del fiocco. Fine dei giochi. Ammaio (io) tardi, lontano dal nostro gruppetto che chiuderà tra il terzo e il sesto posto, dove in genere finiamo con pochissimo vento. Ci dice un pochino bene e il vento ruota. Ci dice un pochino male e il vento muore. Ci ritiriamo per non arrivare di notte.
Domenica le infermiere non ci sono. Torna Gianni e torna Enzo. Aspettiamo... Chiaccheriamo in allegria, mangiamo, beviamo, proviamo qualche manovra, faccio pipì con il preparatorio (4 minuti al via), partiamo male, viriamo, andiamo... molto piano. Anche un solo nodo con 2 di vento, incredibile! Poi tutti a casa regata annullata. Conto: una prova disputata che speriamo di scartare. Non possiamo più sbagliare... E Claudio ha ragione: dobbiamo crederci, che' spazio per crescere ce n'è!
Archiviate le regate (salvo sorprese dell'ultimo momento) e prima di finire in cantiere per carenaggio e messa a punto della prossima estate, devo finire la pubblicazione del diaro di bordo Croazia 2013, altrimenti rischio di partire in sovrapposizione di vacanze!
Komiza, venerdì 23 agosto 2013.
Ventiquattro ore e passa di navigazione mi attendono. Non c'è via di scampo. Stef vuole fermarsi con Alex a Komiza e sembra cha la Meteo sia favorevole.
Pratiche di uscita per i soli rientranti a Pescara, compreso lo Skipper. Non mi sembra proprio sia cambiato qualcosa con l'entrate in Europa. Mi dimentico di fare pipì prima di salpare con raffiche di 12 nodi al traverso. Esco con il timone scontrato e non ci faccio caso, poi mollo la cima sopravvento per farla recuperare e momenti finisco con la poppa sulla prua e sul corpo morto del motoscafo sottovento. Ma non perdo la calma, anche perchè sono incosciente.
Gli austriaci sopravvento tirano un sospiro di sollievo e la moglie del barese sul motoscafo fa scappare un urletto, senza motivo. Vabbè, sono fuori senza danni.
Giriamo Vis e scopriamo che Stiniva, la bella baia romantica e selvatica è chiusa alle barche. Si entra solo a nuoto. Andiamo a Srebrena. Bagno. Pranzo con ottimi spaghetti al tonno. E con una certa tristezza a bordo, che neanche i bambini riescono a nascondere, ci avviciniamo a Komiza per sbarcare chi resta.
Sabato 24 agosto 2013, in navigazione Komiza - Pescara - Komiza.
Stef ha preso una stanza all'albergo di Komiza. Si è affacciata dal balcone per salutarci e via. Un pò di onda in partenza che con il buio si calma. Guardo un paio di film davvero inutili e becchiamo pure un paio di temporali che ci rendono sempre contenti.
La luna calante sorge verso le 22 e ci accompagna per tutto il viaggio. Davvero una bella luce-guida.
Un paio di giganti del mare ci passano sul didietro dopo che tagliamo la loro rotta a prua. Il secondo è davvero bello grosso e con la luce lunare incombe un certo terrore in Arianna che mette i braccialetti orientali per la paura dei mostri marini. Un incredibile corrente ci fa rallentare fino a 6 nodi, ma poi recupariamo e alle 07,00 in punto ci avviciniamo al buncheraggio del Marina di Pescara. Devo aver fatto male i conti del consumo perchè continuo a mettere litri con il self service. Alla fine mi fermo a circa 75 litri, quando pensavo che ne bastassero 50.
Sincronizzato il cambio di equipaggio e la raccolta della crostata della suocera, e via. Come back to Komiza, partenza ore 07,30.
Pescara, febbraio 2014.
SEA AMOR torna in acqua per il Campionato Zonale Double Handed - Pescara x2. Due giornate di regata costiera, su percorso a triangolo dal porto a Francavilla, torre "Dei Pesci", boa 3 di partenza, e ancora un grio sulla boa 1 e ritrono al porto.
Prima giornata: buca di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sfortunati e delusi. Seconda giornata: tempesta di vento a 1/2 miglio dall'arrivo. Ritirati, sani e salvi.
La prima regata non andava troppo male, ma tre errori, uno per lato del triangolo ci hanno messo fuori gioco e fuori regata. Il primo errore sul primo lato, partiti bene con il Code Zero, in corsa con il gruppo. Poi il vento muore e gira di prua. Cambiamo la vela di prua, ma la manovra sgancia la mura del rollafiocco. Un minuto senze vele e... (ma guarda un pò) torna il vento proprio lì, gli altri se ne vanno.
Corriamo e ci divertiamo verso la Torre, ma la trasformazione dei gradi minuti secondi in millessimi sul nostro GPS è stata cannata. Siamo almeno 300 metri sopravvento della boa 2. Poggiamo lenti e facciamo più strada. Secondo errore.
Giriamo la boa 3 dopo un bolina con poca aria e tanta corrente verso sud. Partiamo con il Code Zero verso Francavilla e il vento raggiunge i 20 nodi, sotto una pioggia fastidiosa. Perfetto... come no?! Per evitare di andare in spiaggia lo dobbiamo frullare e chiudere. Con il vento così forte non si arrotola e lo tiriamo giù a mano nel passauomo di prua. Giriamo ultimi l'ultima boa e di bolina sull'ultimo lato... buca: 18 nodi, 15, 12, 10, 8, 5, 2... esce il sole e accendo il motore.
La seconda regata siamo partiti alla grande. Con fiocco e randa abbiamo fatto una discreta corsa sul primo lato, anche se in boa 1 il vento si è spento. Poi il gennaker, un bel lato fino alla Torre, un piccolo problema con la strambata, troppo frettolosa, ma sciogliamo tutto, ammainiamo e partiamo di bolina. Tutto bene... finora. Per caso, o per premonizione, mi viene in mente il pezzo del film che trovate nel video.
Il vento in entrambe le giornate era previsto Garbino, sud ovest. Quando arrivano le perturbazioni atlantiche sul nostro Stivale, in Adriatico scende il libeccio in modo strano, rafficato e molto oscillante. Ma tornando verso la boa 1, il vento gira da NordOvest... più o meno. Non sono sicuro della direzione perchè ho pensato ad altro. Ho pensato a salvare la barca!
Il fiocco in 3DL già molto provato sotto raffica, non serve in bando con vento di poppa. Lo arrotoliamo. Primo colpo di fortuna.
Il vento sale oltre 22 nodi, decidiamo di ridurre la randa... stiamo già correndo come matti. Secondo colpo di fortuna, ma la decisione è presa per la paura, che sta salendo rapidamente insieme al vento.
Claudio mi chiede di guardare dietro per vedere cosa sta succedendo, io gli rispondo "Meglio che tu non lo sappia". Siamo entrambi in pozzetto, ma la mia risposta cotrovento non gli arriva.
Gli strumenti segnano 35 nodi, gli spruzzi delle onde si alzano e volano sulla barca davanti a noi, dentro il tambuccio che chiudo. 46 nodi! SEA AMOR parte in straorza...
Siamo intraversati al vento e al mare sbiancato. Non vedo niente, tranne la spiaggia e le barriere antirisacca. Il primo pensiero che mi coglie è quando chiamare la Capitaneria, il secondo è: "Fai quello che devi, con calma". Claudio accende il motore, io tolgo la randa. Riesco a salire sulla coperta e tiro giù la vela a mano.
Tutto motore e timone scontrato, aspettiamo che SEA AMOR lentamente rimetta la prua verso il porto e ci porti via dalla costa. Sembra la scena di Titanic quando la prua si sposta lentamente dall'iceberg. Un barca in difficoltà e tra noi e la spiaggia. La vediamo sia io che Claudio, ma ne parleremo solo una volta ormeggiati in porto... è troppa l'ansia che ci prende nel vederla. Uscirà la motovedetta e tutto finirà bene anche per loro.
Il nostro anulare vola via, nel recupero si rompe proprio la cimetta intorno al salvagente e lo perdiamo... meno male che non c'era nessuno attaccato.
Con il motore al massimo, procediamo a circa 5 nodi. Un attimo di terrore quando leggiamo sul GPS -(meno) 5 di velocità, ma si tratta dell'avvicinamento alla boa che ora abbiamo di poppa.
Le onde, l'urlo del vento e gli spruzzi che non ci fanno respirare... ringraziamo SEA AMOR, la sua elica a tre pale fisse (altroché, se serve!) e la nostra paura. Siamo in porto, ormeggiamo con (solo) 15 nodi di vento, esce il sole e ci sembra primavera. E chi ci crede se lo raccontiamo.
Andiamo a pranzo dagli amici de La Scuffia e sembra di essere in un rifugio alpino, tutti stanchi e bagnati come pulcini, contiamo i danni delle altre barche e ci dicono che sono stati raggiunti 57 nodi... tempesta.
Domenica 15 dicembre 2013.
SEA AMOR scende in acqua per La Sfida organizzata da La Scuffia. Una reverse regata, con partenza scaglionata in base ai tempi di compenso, calcolati sui certificati di stazza delle barche. SEA AMOR è regolarmente stazzata, poche altre lo sono. Come al solito i para-velisti di Pescara tentano di aumentarsi il rating senza spendere due euro in più nei confronti dell'UVAI.
E mi risparmio altri apprezzamenti... sì, perchè questa volta sono avvelenato!
La regata è andata da schifo... SEA AMOR ha un vantaggio tattico: nel primo lato di traverso può sfruttare il suo Code Zero, e poi correre di bolina con il 3DL nuovo.
L'equipaggio è quello della regata precedente... proviamo le manovre nella zona di vento e tutto gira per il meglio... Ma non abbiamo fatto i conti con i fenomeni del Comitato e con gli inguardabili equipaggi di Insidia e Warander.
Il Comitato con grande fatica e ritardo mette giù un campo... di patate!
Il cancello di partenza è troppo sotto costa e di conseguenza la boa a nord, sopravvento di 3 miglia, è praticamente in spiaggia. Non si sono accorti di essere fuori dalla zona del vento? Stavolta rasentano l'incompentenza. Ma che non lo vedete che le barche sono ferme?!
Non si riesce ad entrare nella zona di partenza. Pochi riescono a superare la linea, a trovare il vento 200 mt dopo e partire con la regata. Bella La Sfida così, vero? Poi ecco Insidia che ci poggia addosso, perchè il timoniere meschino non riesce a orzare... o peggio è convinto di essere nel giusto tagliandoci la prua, come ha già fatto con SEA AMOR altre volte e come subito dopo di noi farà con altre barche.
Poi ecco Warander, altro inguardabile e povero equipaggio con un "problema" al timone che non permette di tenersi discosti.
Guardate la nostra traccia in partenza come piega a destra per colpa di questi due inetti!
SEA AMOR non governa più. In balia della corrente non si riesce ad evitare il contatto con altre barche. Rischiamo di incrociare gli alberi.... mettiamo in moto. Come si vede dalla linea dritta: è la retromarcia.
Ci riposizioniamo a motore e partiamo... il resto non ha senso, se non perchè facciamo una bella bolina con il fiocco nuovo. Basta!
La boa 2 è vergognosa, come tutto il resto.
E questa gente è anche convinta che si regati così! Allora è giusto che l'attività sportiva d'altura sul campo di Pescara sia ridotta male.
Del Code Zero e del suo uso... e speriamo che il gioco (di vele) valga la candela.
Dopo un lungo tira e molla con gli amici dell'Altro Porto (vedi indice Preferiti di SEA AMOR), abbiamo fatto questa spesa... Che in periodi di crisi aumenta il margine di valore aggiunto che questa vela deve fornire a tutta SEA AMOR. Si tratta di una vela inferita in uno cavo, che viene collegato ad un cosiddetto frullone, tale da permetterne l'avvolgimento, murata sul bompresso e regolata con le scotte del gennaker. Chiaro no?!
Per il tessuto del CZero di SEA AMOR è stato scelto il laminato, in quanto già provvisti di gennaker in nylon. Ciò permette dei range di vento molto ampi, dalla bava di vento ai 30 nodi (dicono), passando da angoli di vento apparente intorno ai 40 gradi, per poi poggiare oltre i 10 nodi di vento reale. Non si può quindi spingere troppo sulle andature di bolina per non pregiudicare la tenuta dell'attrezzatura (bompresso, alberatura, ecc.).
Fatto sta che l'abbiamo usata in una regata costiera con poco vento, l'abbiamo usata in una traversata con molto vento, ma non sono ancora riuscito a capirla del tutto. Sicuramente sotto in 7 nodi di reale e con mare calmo è spettacolare (vedi video dimostrativo alla fine del post).
La manovrabilità, visto che riavvolgi per cambiare bordo, la facilità d'uso, unita alla capacità della vela di "prodursi" il vento apparente, la rendono davvero valida.
Ma bisogna sempre far tesoro dell'esperienza propria e altrui...
Quindi ecco 5 regole per l'uso del Code Zero:
la drizza deve essere cazzata al massimo, che ti deve uscire la coratella per girare la maniglia;
per arrotolare/avvolgere il CZero prima bisogna mettere le scotte in bando e la vela a
bandiera, basta un filo di tensione sulla base della vela che si
producono più giri in basso che sulla balumina; quest'ultima resta svolazzante mentre la bugna è chiusa, e se per caso stai girando una boa prendendo la bolina con il fiocco, la balumina prende vento e si riapre tutta la parte alta ingarbugliando le scotte... bella affare per il prodiere.
il CZero è ottimo con poco vento da 45 di angolo apparente (AWA), più stretto produce uno scorroccio da paura, quindi non bisogna esagerare con la bolina;
di lasco si può tenere anche con vento forte, è in laminato e tiene
molto di più del gennaker, ma occhio alla chiusura con tanto
vento (vedi regola 2), meglio ammainare comunque;
di poppa piena vale ancor di più quanto si conosce con il gennaker: non si cammina, meglio orzare.
Zakoplatica, martedì 21 agosto 2012.
Prizna ci è piaciuta tantissimo... Sì ma il nome esatto è Uvala Przina, sull'isola di Korkula.
Infatti ci siamo tornati non prima di aver subito l'"anatema di Pegasus" uscendo dal nostro buco.
Vi ricordate il post precedente (clicca qui)? E questo sul fuoribordo (clicca qui)? E quello sulla partenza coi fulmini (eccolo)? "Se vai su Korkula ormeggiati a Lumbarda, trovi posto, spendi meno e stai più comodo che all'ACI Marina..." Eeh... come no!? Come successo a Trogir l'anno prima, il cervello del Capitano si è spento (leggi il post). Vento sulla poppa, spazio nel canale pochissimo e così ho agganciato con l'ultimo candeliere di dritta (acc... ero quasi passato! Come disse qualcuno allo Scoglio delle Scole) l'ancora CQR di una barca di fronte, tra le urla e l'agitazione di tutti.. Eddai, ditemi che non ho fatto danni, dai ditemelo che mi fa bene. Ho solo piegato il candeliere... che sarà mai. Però bocciato!
Pranzo volante e via verso LASTOVO, dall'altra parte dell'isola dove c'è il ristorante Augusta del quale avevamo conosciuto il proprietario a Lastovo city (oggi metto un sacco di link, ecco il post).
Ormeggiamo al molo del ristorante dove per 100 Kune abbiamo acqua e corrente.
Per 900 Kune si mangia un branzino da 1 Kg e mezzo, 1 musaka e spaghetti al pomodoro.
Sabato 6 e domenica 7 aprile 2013.
Seconda e terza giornata di Campionato Primaverile di Pescara. Risultati? Ultimi alla prima prova del sabato, mentre alla seconda regata siamo arrivati... ultimi. Domenica? Ritirati. Altre domande? Vabbè cominciamo da sabato. SEA AMOR scende in acqua con l'equipaggio quasi al completo. Rientra Claudio al timone e Michele viene sostituito da Gaelle, velista francese probabilmente molto brava. La lingua è stato un limite un pò per tutti... tranne che per Stefano che ha disquisito con lei sull'orecchio del gennaker, con grande tempestività durante un paio di passaggi in boa.
Vento sui 6 nodi da 020° alla prima prova e fino a 090° alla seconda prova. Di conseguenza potete immaginare come è stato montato il campo di regata dai nostri cari amici del Comitato.
Alla prima partenza abbiamo fatto un groviglio sulla barca comitato che bastava davvero poco per farla affondare. Un barca è arrivata a tutto vapore sul fianco sinistro di SEA AMOR, avendo certamente la precedenza, ma gridandoci contro "ti vengo addosso, ti vengo addosso!" eh che è? Bastava chiedere acqua... Nel frattempo chiedevamo a quella sulla nostra dritta di rallentare:
l'avremmo fatta passare, non siamo così cattivi, ma ci serviva un attimo per sfilarci dal bompresso di un'altra che a momenti ci spiedina come un arrosticino. Partiti... bella smaltita.
Ma dopo qualche minuto ci accorgiamo che SEA AMOR non ha il passo delle altre. Sarà così tutto il giorno. Non riusciamo a fare oltre i quattro nodi... e le proviamo davvero tutte. Sarà l'elica fissa, sarà la randa messa male, sarà molto più facilmente la carena sporca. Sta di fatto che, anche azzeccando i lati, gli angoli per le boe, le manovre e le strambate, non riusciamo a camminare. Nella foto si vede bene il distacco sul secondo lato di poppa... deludente. La seconda prova, manco a dirlo, è andata allo stesso modo. Certo è stata ancora un'altra bella partenza ammucchiata... la barca comitato ha pensato bene di spostarsi indietro con la catena dell'ancora, in questo modo non solo la linea è rimasta spostata a sinistra ma si è ridotta un bel pò.
Per SEA AMOR è stato peggio, prima di avere del vento pulito abbiamo dovuto aspettare il passaggio di tutta la flotta... Va bene lo stesso, dai. Ci siamo divertiti tanto ed il sole ha finalmente asciugato l'umidità di questo lungo inverno.
Domenica. SEA AMOR dovrebbe imbarcare lo sciatore della combianta vela-sci. Oggi che siamo rimasti in tre: Federico timone, Artemisia centrale e Gealle fiocco, ci servirebbe un pò di peso, anche se useremo solo vele bianche. Macchè, il nostro ospite non si presenta. Vento 15 nodi da maestrale e mare mosso, almeno 1,5 metri. Usciamo con una certa difficoltà (dovrò prima o poi scrivere un post sul "tonneggio"). Ma già prima della partenza il centrale non sta bene e rischia di svenire in pozzetto. Con Gaelle non riesco a comunicare correttamente... mi sembra una regata un pò troppo Soldini (i.e. in solitario). "Comitato qui SEA AMOR, annunciamo il ritiro" da portatile non mi sentono. "A tutti i regatanti qui è il Comitato, vi ricordo di dichiarare il vostro nome quando arrivate". "Comitato qui è SEA AMOR." "Allora la prima barca in arrivo è SEA AMOR, ricevuto." "Negativo Comitato, qui è SEA AMOR ci ritiriamo... e siamo già dentro il Marina".
Domenica 10 marzo 2013. Prima giornata del Campionato Primaverile di Pescara sempre così..., vorrei aggiungere un aggettivo che caratterizzi meglio l'organizzazione di queste regate o le modalità fluttuanti di predisposizione del calendario, ma preferisco lasciare questo privilegio a chi legge.
Come è andata la regata d'altronde non
lo so, le classifiche usciranno tra un mese!
Dicono che
devono controllare la regolarità delle iscrizioni e dei certificati
di stazza, anche se poi non faranno un tubo come al solito. Così, io
e un altro paio di armatori, che ieri eravamo già incavolati, saremo i
più penalizzati avendo pagato l'ORC Club 2013, rispetto a chi, senza
certificato, si è fatto assegnare dei valori incredibili dall'organizzazione. Eppure il bando parla chiaro: iscritti in categoria Gran Crociera chi provvisto di certificato 2013... certo, certo. Allora la regata... anche stavolta ho sopravalutato l'equipaggio. Molto più social-media che sail-skilled, hanno postato on-line
foto del passaggio in boa, durante il lavoro alla scotta del gennaker e altre a mia insaputa. Ma comunque menomale che c'erano loro, altrimenti sarei rimasto in porto.
La prima prova è andata benino fino all'arrivo. Il vento oscillava da SE a E tra 8 a 18 nodi. E come al solito è stato moscio quando SEA AMOR era alla prima boa di poppa per strambare a vele bianche ed è stato forte quando all'arrivo della prima prova sotto gennaker abbiamo incartato tutto.
Ho tentato mille regolazioni sulla prima bolina e qualcosa ho azzeccato. Sulla seconda il vento era ruotato e abbiamo fatto la corsa dei cavalli. All'ultima boa, come detto, per poggiare troppo il gennaker ha cambiato mure passando tra strallo e albero. Quando abbiamo ricambiato mure si è arrotolato... un film già visto qui, e sempre all'arrivo eh!? Stavolta ci siamo liberati meglio della scorsa volta e la regata l'abbiamo chiusa. La seconda prova: partiti bene, lato sbagliato di bolina. Siamo andati due volte a sinistra e abbiamo perso kilometri (non c'è niente da fare è sulla bolina che si giocano le regate!).
Da notare la battaglia avuta con l'equipaggio di un'altra barca, che non nomino, ma che è stato davvero inguardabile. Di bolina
sopravvento, ingaggiato sulla mia poppa, mi ha chiesto acqua! Quando ho poggiato per
fargli vedere che l'avrei colpito con il giardinetto ha continuato a
non credere che fosse in torto lui... incredibile. Alla seconda
prova l'ho ritrovato in partenza di nuovo sopravvento, stavolta ho chiesto
acqua per partire... mi ha risposto "Non posso!"... qualcuno sa
perchè?
Domenica 20 gennaio 2013.
Eccoci alla seconda regata da buttare. La prima prova del famoso Campionato Double Handed - Pescara X 2. Giornata facile secondo le previsioni meteo. Mare formato e vento forte in arrivo da S.SE.
Usciamo con Claudio molto presto. Stefania ha rinunciato per rimanere con il cucciolo di marinaio. Armiamo il Code Zero... Mica e' sempre domenica. Facciamo un giretto verso Francavilla. Il percorso è un triangolo con partenza lungo la costa sud, poi a largo verso la torre dei "Pesci" e rientro di fronte al Marina. Con lo scirocco che troviamo prima della partenza si tratterebbe di una bolina e due bei laschi filati con un altro giro bolina / poppa per noi Gran Crociera. SEA AMOR non ha finito neanche il primo giro. E' bene dirlo subito, come da titolo del post.
Mentre torniamo sulla linea di partenza dopo aver fatto le nostre belle prove... arriva il Maestrale! Moscio che non supera mai i 6 nodi per tutto il giorno. Ma come cavolo... l'unica cosa che mi viene in mente è che il vento forte sull'Adriatico gira il promontorio del Gargano e magari... magari ruota sul promontorio del Conero per rientrare da Nord/Ovest sul litorale pescarese... Ma questa è FantaMeteo! Vabbè tanto la regata è andata uno schifo uguale. Partiamo con il C.Zero di lasco per fare il primo lato che ora è diventato di poppa. Già quando usiamo il gennaker di poppa con vento moscio sui 4 nodi non camminiamo. La vela nuova è in laminato, quindi è pesante e l'abbiamo preparata per il ventone che oggi non arriverà.
In boa 1 i nodi vengono al pettine. Il C.Zero come detto è tutt'ora sconosciuto. Ci siamo sbrigati a usarlo, ma è inevitabile imparare sul campo di regata. Il vento aumenta fino a circa 10 nodi (ma da dove sono sbucati). Vado a prua per arrotolare il frullone. Dobbiamo bolinare fino ai "Pesci". Gira, gira e gira... e dai che si incastra il doppio strozzatore del circuito. In effetti non serve a molto. La scotta è leggermente cazzata, per impedire che si aggrovigli tutto. Invece così la vela in altro non si chiude. Resta la balumima tutta al vento. Il frullone non tiene e anche con il circuito strozzato il C0 in alto si riapre. Le scotte all'altezza della bugna sono arrotolate e la vela in basso non si apre. In pratica abbiamo a prua una caramella autoprodotta. Brutta cosa! Alla fine, a forza di girare e riaprire passiamo diverso tempo solo con la randa. Il resto delle barche ci supera, comprese quelle che corrono a vele bianche partite con la seconda partenza 10 minuti dopo la nostra.
Ammainiamo dal passa uomo della cabina di prua... cominciamo a metter a frutto almeno le esperienze negative. Sottocoperta sciolgo il groviglio e preparo la nuova issata del C0. Ma intanto siamo arrivato vicino al campo di allevamento della torre dei "Pesci".
Alcuni messaggi via radio mi perplimono: la boa 2 è stata sostituita dal gommone. Ora non voglio sapere e non voglio dire, ma quando siamo arrivati noi il gommone era sottovento e dietro il campo di allevamento, il vento era calato a 4 nodi e noi con il C0 abbiamo prima bolinato lentamente per superare il campo, poi di lasco siamo tornati indietro, poi abbiamo girato il gommone e poi... beh abbiamo acceso il motore o stavolta lo scarroccio ci avrebbe infilato dentro le cozze. Ma si può?
Stessa conclusione del post precedente: SEA AMOR cresce, l'equipaggio no e le regate non si finiscono...
Pescara, autunno 2012.
Questo post viene pubblicato oggi che dovrebbe essere non solo il solstizio d'inverno, ma l'ultimo giorno del calendario Maia. Se lo state leggendo può voler dire due cose, la prima che non è ancora mezzanotte, questo giorno non è finito e tutto può ancora accadere, la seconda che siete extra-terrestri e vi siete collegati ad una rete in disuso... o forse nessuna delle due.
Le regate del campionato invernale vela d'altura di Pescara sono terminate al 30 ottobre, ma durante il mese di novembre SEA AMOR ha fatto diverse uscite che riporto sul suo diario di bordo.
Stefy è finalmente tornata al timone e abbiamo potuto fare alcuni allenamenti in vista del Campionato Double Handed del prossimo anno. Forse favorita dal clima di questo autunno, che ha mantenuto le temperature del mare piuttosto elevate rispetto alla media, tutte le mattine è entrata una divertente brezza di terra. Il mare piatto, spianato dalla brezza mai troppo leggera, ha permesso di raggiungere con facilità i 5 nodi di andatura. SEA AMOR alleggerita di tutto per le regate prende velocità molto rapidamente per essere un "crocierone bavarese". Ha impressionato anche Stefy che ancora non aveva avuto occasione di sentirla così.
Certo alle 8,00 di mattina non è il massimo come temperatura dell'aria, anche con le medie alte di questo periodo, ma bisogna fare presto perché alle 9 massimo 9,30 il flusso di aria secca che si incanala lungo il fiume in mezzo al Gran Sasso ed al Massiccio della Maiella si spegne del tutto...
Rientrando in porto in genere abbiamo incrociato barche che andavano a fare le foto... visto che senza vento ormai non sarebbero certo venute mosse!
Sabato, 27 ottobre 2012. Non ti fidar a dar gennaker se il pozzetto non ce l'hai - parte 2.
Ci prepariamo per la seconda prova.
Viene spostata solo la boa di bolina e non l'allineamento, che
pertanto resta spostato rispetto al vento. La partenza in boa è
praticamente più avanti di un paio di cento metri. SEA AMOR non se ne
accorge e parte come per la prima prova. Corriamo bene fino alla boa di bolina.
Ci
sono stati alcuni ritiri e il vento sta salendo di brutto.
Arriviamo
in boa insieme ad altre barche e corriamo tutti insieme come un treno.
AMBROSIA è più avanti a noi ed è sotto la boa. Tenta una bretone, mette
la barca al vento e cerca con l'abbrivio (andavamo tutti sui 7 nodi) di
superare la boa. Ma SEA AMOR sta entrando ed ha la pancia scoperta...
indifesa!
Ecco più o meno siamo piegati come in questa foto presa dal video di Velandiamo 2012, ma sulle altre mura.
Un pò orzando un pò poggiando per essere ancora più veloci, ci
sfiliamo. Che strizza! Abbiamo visto la paura dipinta sulla faccia di
una ragazza pietrificata a bordo di AMBROSIA.
Gennaker e lato di
poppa... strambiamo in queste condizioni? Mi fido, viene bene, ma faccio male. Sarebbe
stato molto ma molto meglio che non fosse riuscita...
In boa
stavolta è IDHRA che arriva con lo spinnaker a tutto vapore. Noi gli
lasciamo lo spazio ma loro non riescono a tirarlo giù. Mi ritrovo il
loro tangone infilato sulla nostra coperta, e mentre cerco di ammainare
il nostro gennaker la loro vela mi avvolge come un lenzuolo.
In
qualche modo riprendiamo la bolina, ma con molto ritardo, tanta strada
fatta in più e non ci accorgiamo che la randa ha la base mollata.
Perdiamo diverse posizioni e chiuderemo sesti.
Ma ora viene il
bello (come dal titolo di questi due post della stessa giornata di regate). Quando ci sono raffiche a 20 nodi non bisogna
dare gennaker con un pozzetto non allenato. Soprattutto non vale la pena
strambare. Se proprio si vuole correre veloce è meglio fare un lato solo e
ammainare.
Archivio dati meteo da www.ilmeteo.it
La seconda strambata non viene bene. Caramella fino alla boa.
Entriamo per lo stacchetto di arrivo insieme a tante altre barche. Il vento parte a
25 nodi. Straorziamo. "Lasca tutto! Veloce!" Invece della scotta randa
viene aperta la base... la scotta del gennaker scappa troppo rapida e si
porta via la cimetta della calza, che ora svolazza nel vento. Lo stop
della scotta randa viene aperto in diretta senza giri sul winch. Il boma si
scaraventa in acqua con SEA AMOR che si sdraia. Ci liberiamo dal
traffico, ma verso il largo il vento aumenta ancora: 30 nodi!
La
scelta che facciamo è la peggiore. Poggiamo per far saltare dentro la
cima della calza. Il gennaker entra sullo strallo, le scotte sono in
bando e si annoda tutto.
La randa è praticamente abbandonata con la base mollata e le
stecche paurosamente piegate. Il gennaker con le sue scotte è tutto
arrotolato intorno allo strallo. Trenta nodi e andiamo al largo.
Riusciamo ad ammianare la vela in qualche modo dentro la cabina di prua.
Cosa che dovevamo fare fin da subito!
Beh che altro dire. Il
gennaker ha riportato una decina di piccoli buchi dovuti allo
sfregamento della scotta, però ha resistito a bandiera con il ventone senza
lacerarsi. L'albero è rimasto su con le botte che ha ricevuto dallo
strallo e dal boma.
Non vale proprio la pena mettere alla prova SEA AMOR fino a questo livello ed in queste condizioni.
Sabato, 27 ottobre 2012.
Sottotitolo del post: Non ti fidar a dar gennaker se il pozzetto non ce l'hai - parte 1.
Ma cominciamo dall'inizio, perché nell'ultimo week end del Campionato Invernale Vela d'Altura di Pescara è arrivata Cassandra.
Oh, non la smettono di dare questi nomi assurdi alle condizioni meteo. Che poi a me Cassandra ricorda tanto un film cult, con Robert Harris, la nostra bellissima Sofia Loren, e tanti altri. Ho recuperato anche il trailer in italiano, toh!
Fatto sta che le coste abruzzesi sono state spazzolate da un forte Garbino. Il Libeccio gonfio di pioggia del tirreno, sale sull'appennino, si scalda e picchia giù sull'Adriatico centrale. Il cielo non resta troppo coperto e il mare si muove solo verso il largo.
SEA AMOR scende in acqua agguerrita come sempre. Oggi forse troppo. Il vento ha una media di 14 nodi con raffiche oltre 20. Non è per niente stabile come deve essere il Garbino, che si infila tra il massiccio della Maiella ed il Gran Sasso. Tanto che in partenza danno 210°, mentre in boa di bolina arriva da 240°. Una differenza che la flotta comprende bene, bisogna andare a destra, ma prima si deve partire.
SEA AMOR azzecca tutto. Partenza, virata e corre verso la boa più veloce delle altre barche e con un angolo migliore. Le vele sono finalmente regolate nel modo giusto e SEA AMOR da spettacolo.
Arriviamo in boa leggermente sotto. Claudio manovra con una bretone perfetta. Issiamo gennaker e voliamo dritti alla boa di poppa. Non strambiamo, non ce ne bisogno. Ripartiamo in bolina, altra poppa. All'arrivo infiliamo una barca che corre a vele bianche... ma non è partita almeno 10 minuti prima di noi?
SECONDI...
Bravi, ma ancora non lo sappiamo. Ci prepariamo per la seconda prova. To be continued...
21-22 aprile 2012.
Già tutto sommato poteva andare peggio e poteva anche piovere.
Nel precedente post era stata pubblicata la seguente notizia dell'ultima ora: le regate sono iniziate... con due giornate interessanti: quattro prove, due buone e due scamuffe. In quelle buone siamo arrivati a meno di 20 minuti dai primi, noi con
il forno a microonde, il televisore, tutte le cuscinerie e la crostata
della suocera, loro con attrezzature in carbonio e vele
supertecnologiche. In quelle cattive abbiamo rischiato di affondare la
Barca Comitato, arrotolare il gennaker nell'elica, strappare la randa
dall'albero, noi in cinque/sei casinari a bordo, loro in dodici
professionisti tutti in divisa.
In equipaggio per il XXII Campionato Primaverile Vela d'Altura di Pescara si sono aggiunti diversi amici conosciuti alle regate Double Handed, più il grande nocchiere di Solaria, un S.O.42i che prima di SEA AMOR ci portava a spasso sul mare d'Abruzzo. Questa volta niente vele bianche, SEA AMOR tenta il salto nel raggruppamento che conta: siamo iscritti alla categoria Gran Crociera con il nostro nuovo certificato di stazza (vedi prox post dedicato). Obiettivo: non fare danni.
Mancato, purtroppo.
Sabato, vento che ruota da E a SE, da 10 a 18 nodi, mare calmo, tempo sereno: perfetto per regatare.
Prima prova, pronti, via, partenza senza base randa... ciao ciao flotta.
Poi sembra andare bene. Anche se l'equipaggio non trova posizione... io sono a prua, ma avrò la mia parte. SEA AMOR con il gennaker vola anche a 8,5 nodi (log scafo).
Seconda prova, pronti, via, partenza senza fiocco... ciao ciao flotta.
Alla seconda boa di poppa... ammainata Gen in ritardo, il vento è ruotato e non mi sento di dire al pozzetto di fare attenzione perchè di bolina finiamo contro la Barca Comitato... ma la legge di Murphy è in agguato. Mollo la mura troppo presto, la vela prende vento e mi trascina fuori bordo! Finisce sotto lo scafo... accidenti che guaio. E sai qual'è la mia idea: metti in moto! Che genio. Ma così strappo e incastro tutto nell'elica. Alcune voci nella mia testa (tipo quelle di questo vecchio post) e nel pozzetto mi ricordano che la regata non è finita. Ma quando mi giro per avvertire della Barca Comitato... NON C'E' NESSUNO AL TIMONE! Qualcuno mette mano al pulpito della B.C., qualcun'altro mette uno stinco sulla sua catena dell'ancora... incredibile siamo passati e il gennaker è stato alato tipo rete da pesca.
Domenica, vento da SO (Garbino, da terra, forte, rafficato sotto costa), da 22 a 28 nodi, mare calmo, tosto per regatare (una barca ha perso l'albero: brutta cosa). SEA AMOR prende a bordo lo sciatore abbinato per la combinata vela-sci: un professore di liceo che tiene il mare come una corazzata, bravo Rocco.
Prima della prima prova, issata randa, troppa tela per il vento, prendiamo i terzaroli, tira tu che cazzo io, drizza tesa da una parte e mano di terzaroli dall'altra e i primi tre carrelli dell'inferitura saltano, rimaniamo solo con il fiocco per quasi tutta la regata... ciao ciao flotta.
Qui a destra nella foto pubblicata sulla homepage del Club Nautico Pescara si può vedere la situazione meteo e SEA AMOR in secondo piano solo con il fiocco.
Prima della seconda prova, riusciamo ad attaccare i grilli del gennaker all'inferitura della randa, perfetti! Partenza, ma manca un minuto, ma no è scesa la bandiera di classe, no manca un minuto... ciao ciao flotta.
Domenica, 19 febbraio 2012.
Seconda regata del Campionato Zonale Double Handed - Pescara x 2.
Alla prima regata SEA AMOR ha fatto DNC causa influenza. Alla seconda ha fatto DNF per mancanza di vento. Quattro ore di regata, di cui tre completamente fermi, sono davvero troppe.
L'equipaggio era al completo. Al timone Stef bella e pimpante, che ha inseguito una rotta decente con il suo solito cipiglio, fino a quando la corrente sottocosta ci ha fatto fare un giro completo di 360° e l'anemometro in testa d'albero non si è fermato del tutto. A quel punto la stanchezza e lo sconforto hanno preso il sopravvento.
Una miscela esplosiva che ha deflagrato nel momento in cui ha incontrato lo sconforto e la rabbia di Fede, che proprio non ce la faceva più. D'altronde in questi casi è facile perdere la pazienza (vedi le Istruzioni sulla Vita di Bordo - Prima Punta).
Secondo me non si possono fare regate così. Non sono per niente divertenti. Ma veniamo alla cronaca.
Briefing privato per SEA AMOR alle 9,00. Per gli altri era stato fatto alla prima regata di campionato, mentre noi eravamo a letto con l'influenza.
Usciamo in mare verso le 10. E' la prima volta nel 2012. Un anno esatto da quando èiniziata l'avventura di SEA AMOR.
Finalmente abbiamo il numero velico, bello fresco sulla randa bella sporca per le nevicate di questo mese. E come capita sempre in questi casi c'è qualcosa che non va. Le mani sono invertite. Mando alcuni insulti sottovoce a chi a fatto il danno. Poi stacco la seconda mano che blocca la vela e tutto torna in ordine.
Una capacità di rilassarmi e tornare lucido che andrò perdendo subito dopo la prima boa: nel pomeriggio!
Alle 11.40 dopo un paio di tentativi viene data la solita partenza scamuffa. E' la quarta regata che facciamo per la Pescara x 2 e non abbiamo mai fatto una partenza con un vento decente.
Sembra incredibile ma sulla linea di partenza c'erano 3 nodi di SSE, mentre due lunghezza più indietro ce n'erano 4,5 da NE.
Lentamente ci liberiamo e finalmente SEA AMOR parte. Abbiamo faticato per tenerla pulita e leggera sull'acqua e qualche gratifica la riceviamo.
Stef sfrutta tutto quello che trova e cerca di ascoltarmi nelle mie fantasie veliche.
Riusciamo a fare qualche nodo ma finiamo in trappola sotto Francavilla. Accidentaccio dobbiamo virare!
Qualcuno lo ha fatto da tempo e sarà la scelta giusta (che parolone), diciamo fortunata. Saranno coloro che riusciranno a concludere la regata in due ore. Tutto il nostro gruppetto finirà alle 16,30!
In effetti ci saremmo fermati di brutto per fare la virata, ma non mi sono ricordato che la scorsa volta anche SEA AMOR sullo stesso campo di regata ha virato molto lontano dalla costa, ed è passata tra i primi in boa. Ma oggi il vento proprio non si vede!
Basta guardare questa barca blu come corre al nostro inseguimento! Maddai! Eppure, quando viriamo troviamo uno straccio di refolo che ci spinge all'incrocio di un barcone, che non riesce a tenere la bolina e ci scade addosso! Stef lo passa alla grande sull'ingaggio di poppa, si rianima un momento dallo stato di sconforto e praticamente spinge SEA AMOR attraverso il timone fino alla Boa 1. Sono le ore 13.30! Giriamo a spinta la boa, grazia anche ad un altro fenomeno che ci taglia l'aria, e poi fermo ad un metro da noi ci dice che sono inesperti. E allora che diavolo viri così vicino?! Alle 14,30 e 200 metri oltre la Boa 1, Fede dice: o si alza adesso oppure ce ne andiamo. Incredibile, arrivano 4 nodi. Alle 15,30 siamo a 20 minuti dalla Boa 2. Il vento (che parolone) si spegne di nuovo. Grazie va bene così. Buona notte Comitato!
La verità è che una regata del Campionato è stata annullata per neve, perché non si riusciva ad arrivare alle barche ormeggiate. Il Comitato non se l'è sentita di annullare anche questa, non avendo più recuperi. Ma le condizioni erano sicuramente peggiori di quest'altra regata Pescara x 2 annullata. E anche stavolta, per radio, ne abbiamo sentiti di commenti in dialetto: Noi alla boa scistiamo arrivà 'ppiedi!
*****
Una cosa devo aggiungere che non è collegata alla regata. SEA AMOR ha preso un bel po' di neve, come quasi tutto il centro Italia in questo freddo mese di febbraio. Mi hanno detto che era praticamente ricoperta da un bel po di centimetri. Ne ho trovata un pochino sul passavanti di dritta, lato NE, da dove è arrivato il Blizzard.
Sul resto della coperta ho trovato uno strato di materiale oleoso e nero, tipo residuo di combustione, che ho rimosso con lo spazzolone e tanta acqua saponata (ecocompatibile, certo!). Era disciolto nella neve e chissà da dove è stato trasportato, se dalle industrie cinesi o dalle centrali russe. Una cosa però mi chiedo, tutta quella neve "sporca" è finita nelle nostre falde acquifere?
Se avete delle risposte inseritele nei commenti.
Trogir, mercoledì 17 agosto 2011. Il diario di queste due giornate lo tiene il sottoscritto. Elvira e Arte sono state occupate nel preparare il bagaglio.
A Trogir cambio di equipaggio (sig!). Le Due-miti(che) ci mancheranno a bordo (sob!).
Giro per l'isola medievale, Stefy fin sopra il campanile. Alla banchina del paese una barca a vela di Roma il Kanap One e uno yacht inglese con le guardie per le fotografie dei turisti, che vogliono per forza salire sulla scaletta.
Al marina tanto per cambiare acqua fredda in doccia.
VII Verità delle vacanze in Croazia: le docce dei marina la sera ad agosto sono fredde. Sempre. Anche se il meteo è buono (v. prima Verità). Anche se il marina è vuoto (v. terza Verità). Meglio farla di mattina... presto.
Cena con spigolone da 1,3 Kg al ristorante Lucica dietro il marina. La cena è stata gentilmente offerta da Arte (pure!).
Krknjas, giovedì 18 agosto 2011.
Alla mattina presto Stef è andata al mercato a comprare un'orata bella e buona per Alex. Il piccolo l'ha divorata tutta, con contorno di fagiolini che la mamma si è "capata" da sola come una vera donna di altri tempi. Io intanto facevo la fila da solo in capitaneria per registrare Giuls e Stefania (Fafà) arrivati alle 13,30 di giovedì.
Baci abbracci e lacrimucce per Elvira e Arte.
Usciamo dal posto barca con vento in poppa...
Attenzione! Attenzione! Il cervello del capitano è spento! Attenzione!
...Intraverso la barca e finiamo sulle ancore delle barche di fronte. Che spavento! Soprattutto per Stefy.
Fafà ha portato l'orsetto di Easyjet per Alex ed è subito grande amore.
Una bella bolina e SEA AMOR tutta sbandata ci porta alla baia di Krknjas sull'isola di VELI DRVENIK. Bella l'acqua, tre volte gli ancoraggi (in ricordo dei bei tempi trascorsi a Vinogradisce) e il terzo con la Fortress. Bellissima nottata, con cena alla Konoba della baia. Alex addenta e spolpa un merluzzo locale.
La cambusa di solito è un momento di festa: quando l'allegra brigata si reca al grande magazzino di alimentari locali a fare la spesona per la vacanza, e perde il bene dell'intelletto!
Ci furono equipaggi che imbarcarono scatolame da campeggio utile ad una guarnigione per un anno intero (tipo 24 scatole di fagioli per 6 persone)...
Altri che spesero una fortuna in vini pregiati e prelibatezze raffinate, ma dimenticarono acqua e pasta…
Altri ancora che accecati da una follia mistico-salgariana, fecero stivare alimenti secchi e verdure liofilizzate, gallette di riso soffiato o cibi falso-salutisti, che non lasciarono mai il secchione del porto di partenza o contribuirono al mal di mare dei loro CommensaliCoraggiosi….
Considerando che dappertutto al mare ci sono botteghe aperte anche la domenica e non solo, di seguito vi proponiamo un elenco per la spesa di un equipaggio di 6 persone per un week-end tipico.
Mentre siete a fare la spesa, chiedete comunque allo skipper cosa c’è già a bordo… (e magari dividiamo quello che può essere portato da casa!).
Troppa fretta, troppa ansia, troppo mare... troppissimo mare: 2 metri di onda mettono paura!
Poi la regata... ma andiamo con ordine per questo w.e. di primo vero vento per SEA AMOR.
Sabato 19 febbraio. Siamo usciti... Le previsioni migliori sono state quelle del ilMeteo.it che già in altre occasioni aveva dato la previsione più azzeccata.
Mattinata di corsa a sistemare un po' di ciarpame per la barca (altre due buste di Ikea messe a bordo). E possiamo dire che manca poco al completo armamento/allestimento.
Poi, incontriamo le persone del porto, quelli della regata del giorno dopo, fai due chiacchere e tutti dicono che fanno un'uscita nel pomeriggio per fare allenamento... certo, certo!
...in porto e con il bel tempo tutti bravi marinai!
Noi usciamo... e siamo soli! SEA AMOR, io e Stef!
Onde altre più di due metri e un ventaccio irregolare... ma tanto con quel gran casino a bordo il vento è stato l'ultimo dei problemi.
Così abbiamo imparato una prima importante lezione da questo pomeriggio:
...preparare bene la barca e l'equipaggio prima di uscire in mare.
L'ASD La Scuffia organizza il Campionato Double-Handed di Pescara. Ecco la locandina della manifestazione:
SEA AMOR è iscritta. La sua prima regata.
Senza rating, senza numero velico sulla randa, solo a vele bianche (randa e fiocco), solo due persone a bordo... Obiettivo: Speriamo di non fare danni!